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Full text of "MC microcomputer 044 1985"

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MC MICflOCOMPUTER • ANNO V - SETTEMBRE - N. 9/198S SPED. ABB. POST. GR^ 



SETTEMBRE 1985 LIRE ^001 


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60 

62 

92 

98 

102 


106 


115 


132 


144 


Software M Basic 
Pierluigi Panunzi 
I trucchi del CP/M: 
le funzioni del BDOS 
Pierluigi Panunzi 
GuidaCompuler 
Micromarket/micTomeeting 
Campagna abbonamenti 
Servizio lettori 


Indice degli inserzionisti 

Fatti e non teoria 

Paolo Nutì 

Posta 

News 

Recensioni libri 
MC intclligiochi 

10 e ... le Regine 
Corrado Giustozzi 
MCgiochirrecensioni 
PC: IBM o compatibile? 

Marco Marinacci 
Compatibili c compatibilità 
Corrado Giustozzi 

Le prove e i risultati 

Francesco Peironi 

Epson SQ-2000 

Maurizio Bergami 

Micro Peripheral, 

floppy per il Sinclair QL 

Maurizio Bergami 

Quick Data Drive 

per Commodore 64 c Vie 

Tommaso Paniuso 

Remat Elettronica GMZ-708 

Scheda grafica per Sharp MZ-700 

Fabio Marzocco 

La computer grafica 

e lo standard PC-IBM 

Francesco Peironi 

Grafica: considerazioni sulla 

funzione ZOOM 

MCmicrofacile: 

generalità dei circuiti logici 

Tommaso Pantuso 

Byte nell'etere: 

una stazione mailbox 

automatica in RTTY 

Fabio Marzocco 

La Simulazione 

Valter Di Dio 

Vie da zero + 64: 

un maxi carattere sullo schermo 

Tommaso Pantuso 

TultoSpcclrum: 

11 linguaggio macchina 

sullo Spcctrum (seconda parte) 
Fabio Schiailarella 
Software MSX 
Maurizio Bergami 
Software Apple 
Valter Di Dio 
Software Commodore 64 
Tommaso Paniuso 


169 Software Vie 20 
Tommaso Paniuso 
173 Software Spcctrum 
Maurizio Bergami 
180 Software Sharp PC'l 500 
Fabio Marzocco 
184 Elenco 

del software disponibile 
su cassetta o minifloppy 


191 


195 

217 

225 


MCmicfocomputer n. 44 (numerazione editoriale) - settembre 1985 





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219 Armonia - V.le Carducci S - 3I0IS Conegliano Veneto 
113 A.T.W. Studio - Via dei Pesiagalli 7 - 20I3S Milano 

27/29 Bit Computerà - Via F. Dominano 10 - OOI4S Roma 

131 CBS • Via Comellco 3 - 20I3S Milano 

15 Campaoti - PLC - Hallams Court, Shampley Green. Surrey. G.B. 

148 Composbop - Via Nomenlana 265/273 • 00161 Roma 

113 Computer House - Via Secchi 28/b - 42100 Reggio Emilia 

217 Computer House - Via Ripamonti 194 - 20141 Milano 

190 CompulerliiK - Via U. Comandini 49 - 00173 Roma 

35 Condor Intormarics Italia • C.M G. FerTana 34 - 13100 Vercelli 

42 Coamic - L.go Anlonelli 2 - OOI4S Roma 

147 Cosmolron - Via Alfredo Casella 49 • 00199 Roma 
28 C. Raggio • Via Spinelli 8 - S6030 Pengnano (PI) 

33 Data Base - V.le Legioni Romane 5 - 20147 Milano 

114 Dalamalic- Via Volturno 46 - 20124 Milano 

3 Dalaicc - Via L. Settembrini 28 • 00195 Roma 

172 Ugitek Computer • Via Valli 28 - 42I0U Bagnolo In Piano (RE) 

40/171 Dèilaco - Via Poggio Molano 34/C - 00199 Roma 

59 Ditrou- V.le Ceriosa 138 - 20156 Milano 

36/37 Easy Byte - Via G. Villani 24/26 - 00179 Roma 

154/155 Faliirice Ilillaaa Software - Foro Bonaparte 48 - 20121 Milano 

44/45 

46/47 Falilsi - Via Pascoli 55 - 20133 Milano 
167 Electronic Detiets - Via Ubaldo Comandini 49 -00173 Roma 
156 Elelironica 2000 • MK Penodici. C.so V. Emanuele 15 - 20122 
Milano 



MCmicrocomputer n. AA - seitembre 1985 


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Perché ogni utente ha esigenze diverse. Non tutti, 
per esempio, hanno bisogno di tutte le prestazioni 
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giudicare dal fatto che è una delle più vendute in 
Italia, ne hanno bisogno in molti). E non tutti honno 
un computer IBM* (ma per costoro abbiamo 
appena introdotto lo nuovissima stampante grafica 
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Fatti e non teoria 



sforzare per capire lo, più sempiicemente, n 
ragione sìa proprio 




•rocomputer esce guesio 
9 grosso non solo in lermini 
inare a termine il confronto Ira 24 
wrcato" attorno al quale in questo 
commerciali e di quelli scientifici. 

■ costruttori del mondo e dei più 
'i chi si occupa di comput. 
o per curiosità iiitellelluale. 
pre più disturbi chi, non volendosi 
essendo in grado di capire) pretende 
0 dalla parte di chi non capisce. Di questi anii-Ferrini. teorici 
del "non capisco, non mi adeguo e quindi ho ragione: lo dice il ragionamento stesso", 
ne spuntano da tutte le parti, pronti a dichiarare che se può anche essere vero che i 
posti di lavoro perduti con l'automazione industriale o quella degli uffici sono in 
realtà integrati da quelli creati nell'industria post-industriale del software, bisogna 
frenare questo fenomeno della diffusione a macchia d'olio de! computer perché non 
possiamo trasformare tutti gli operai in esperti di computer. Tesi, questa, che 
nasconde una bella miscela di miopia e mala fede. 

L'ipotesi che l'operaio o l'impiegato medio non siano in grado, per intelligenza o 
cultura, di integrar.si in una società informatizzata, è. do un lato, ampiamente 
superata dai fatti, dall'altro implica (anche se lo si nega a parale) Tauspicio che si 
continui a produrre con il massimo di fatica e sofferenza. 

Non pensiamo all'utopia di trasformarci tutti in ricercatori sui temi di punta 
dell'informatica, o anche in semplici produttori di software applicativo, ma 
.semplicemente ad una .società, tutt'aliro che utopistica, nella quale l'Office 
Aulomalion e la Factory Automation migliorano sostanzialmente la qualità della vita 
dando spazio ad attività più creative e responsabili. 

Ma per arrivare il più celermente possibile a questo risultato occorre che la cultura 
informatica spicciola, quella del superamento della paura della macchina, quella de! 
cosa si può fare e cosa no, ovvero della reale utilità della macchina, si diffonda il più 
rapidamente possibile. 

Su questo fronte ci .siamo battuti in prima persona sin dalla nascila di 
MCmicrocomputer. su questo fronte continuiamo a batterci con sempre maggior 
convinzione, sempre in prima persona: non lavoriamo per sentilo dire, ma 
sperimentiamo direttamente. 

Fatti e non teoria, questo è il nostro segreto. 

Paola Nati 



MCmicrocomputer n. 44 - setiemPre 1985 


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Vecchio tV) monitorizzati! 

Sono un vostiv affezionato lettore, ed è 
per questa ohe mi rivolgo a voi nell ‘esporre 
questa mia Idea. 

Fossero un dimmodore&igiàda tempo, 
ed uso come monitor un vecchio televisore 
portatile b/n, ohe purtroppo però non ha 
mal offerto xm'iramaginB molto nitida. L'i- 
dea ohe vi vorrei esporre mi è venuta tempo 
fa mentre leceva un articola su questi nuo- 
vi televisori con presa SCART, i quali, saltan- 
do i passaggi attraverso il commutatore del- 
l'antenna gajantisoono un seg n ale meno di- 
sturbato e quindi migliore 

Quello che vorrei sapere è se è possibile 
creare questo ponte anche sul mio vecchio 
video. L'espediente, almeno per quanto mi 
riguarda, risulterebbe valido anche ee com- 
portasse l'Impossibilità di vedere i normali 
canali televisivi, dato ohe ormai è da tempo 
che non uso più quei televisore per questo 

Cordiali 0^71 rti 

Marco Calvo. Roma 


E) possibile, ancbe se presumibilmente lei 
con potrà eseguire la modifica da solo. Non 
si tratta comunque di "saltare 1 paesaggi 
attraverso il commutatore dell’antenna'', né 
di garantire un segnale meno disturbato. 
Vediamo di spiegare in maniera più sempli- 
ce possibile come stanno le cose. 


I televisori sono costruiti per noevere, 
all’ingresso antenna, 1 segnali trasmessi 
nell'etere dalle emittenti televisive. Questi 
segnali sono organizsati In un certo modo, 
che non ha Importanza per U nostro discor- 
so. per esigenze di trasmissione. E, d'altra 
parte, 11 televisore deve essere anche capace 
di "sintonlsarsl" su una data emittente, se- 
lezionando 11 segnale di quset'ulUma dalla 
moltitudine che viene applicata contempo- 
raneamente all’Ingresso antenna. 

Ma se si vuole vlsuall^are qualcosa su un 
video, di per sé è sufficiente utilizzare segna- 
li diversi, per cosi dire “meno elaborati”, che 
però non possono essere trasmessi 
Quando si vuole collegare un computer al 
televisore tramite l'ingresso antenna, biso- 
gna In pratica simulare la trasmlsaions. E 
allora U segnale originarlo prodotto dai cir- 
cuiti video del computer viene trattato come 
se lo si dovesse Irradiare neU'etere, som- 
mandogli una "portante" che viene modula- 
ta secondo le Informazioni da trasmettere. A 
compiere questa operazione neU'intemo del 
suo 64 è il cosiddetto "modulatore”, che può 
facilmente riconoscere perchè In genere in- 
serito In un contenitore cromato poco più 
grande di una scatola di fiammUérl 
Nel televisore c'è... 11 contrarlo del modula- 
tore, ossia 11 “demodulatore". Ma se il segna- 
le none stato modulato. U demodulatore non 
serve; quindi, se si prende 11 segnale del com- 
puter non dall'uscita per l'antenna del tele- 
visore, ma dalla cosiddetta uscita ‘Video", 
questo non va applicato all'antenna, ma di- 



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rettamente a valle óel demodulatore interno 
del tv 

La differenza fia un monitor eun televiso- 
re e praticamente questa, ossia 11 monitor 
non è capace di sintonizzarst su un'emitten- 
te ne di demodulare un segnale televisivo. 
Ma questo significa che 11 monitor è In un 
certo senso un televisore con qualcosa in 
meno, e quindi che un televisore può essere 
trasformato In monitor se si toglie quello 
che c’è di troppo: o, 11 che equivale, se cl si 
colica non aJl'lngresso antenna, ma in 
quello che in molti apparecchi c'è e si chia- 
ma ingresso video (è il caso appunto della 
presa SCAB.T da lei citata): 11 segnale non 
passa nel demodulatore. 

Allora, riepilogando, e necessario dotare il 
televisore di un Ingresso tramite 11 quale sia 
possibile applicare, nel punto appropriato, 
un segnale a "videoffeguenza" anziché uno a 
“radiofrequenza" come quello dall'ingresso 
antenna D punto è: qual e U punto giusto? Cl 
vuole un tecnico e lo schema del televisore. 
Non e un’operazione complicata ma e co- 
munque al di fuori della portata di una per- 
sona che non abbia mal "sinanettato" con 
circuiti elettrici e roba del genere. E non 
bisogna dimenticare che nel televisore vi 
sono tensioni elevatissime In grado di pro- 
vocare pertcoloae “scosse" elettriche ad un 
operatore inesperto o disattento; a causa 
della presenza di alcuni condensatori, tra 
l'altro. 0 pencolo non è del tutto eliminato 
neanche a televisore spento. 

Il miglioramento che si ottiene applican- 


do il segnale direttamente tnvldeofrequenza 
e generalmente notevole, perchè si saltano 
non solo 1 circuiti di demodulazione del tele- 
visore ma, quel che è forse più Importante, 11 
modulatore video de! computer, la cui quali- 
tà lascia spesso a desiderare. 


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PIRATI DEI. SOFTWARE 

llPrelore di Varese, in data l3luglio 1985. 
in un ricorso ex art. 7(K) c.p.c.. presentalo 
dalia Maslerironic sas. ha pronunciato or- 
dinanza nei confrunli di una sucieiò edito- 
riale di Cremona, con la quale inibisce alla 
stessa di produrre e commercializzare sul 
territorio della Repubblica Italiana "vi- 
deogiochi" che ciisitiuiscano imitazione 
servile, rispetto ai prndolti di provenienza 
della società inglese Masicrtronic. II prov- 
vedimento cmes.so dal giudice di Varese 
costituisce una vittoria imporianic nei 
confronti della piraieria dilagante nel- 
l'ambilo del software. 


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bre. allo stand E23,'29F la Toshiba presenta tut- 
te le novità del settore Home-MSX. 

Oltre ai produlli presenti sul mercato dallo 
scorso maggio, tra le novità l’HX-22 di cui vo- 
gliamo sottolineare qualche caratteristica. 

L'HX-22 si alTlanca al già conosciuto HX IO 

MSX da 64 - - offrendo prestazioni superiori. 
Intanto, ricordiamo la presenza di uscita video 
RGB su connettore ttpo Scart. che permette di 
ottenere una migliore risoluzione cromatica. 
Naturalmente è sempre presente un'uscita mo- 
nitor standard cd una a radiofrequen/.a per il 
collegamento ad un normale televisore. Di par- 
ticolare rilievo è la presenza di un'interfaccia 
standard RS-232C con cui è pos.sibile collegare il 
computer ad una qualsiasi periferica che sfrutti 
questo tipo di protocollo, quale un Modem per 
la trasmissione di dati sulla linea telefonica. 
L'interfaccia usufruisce inoltre di un'estensione 
del Basic MSX di cui édotato l'HX-22 la quale 


permette di gestire la trasmissione da program- 
ma tramile comandi specializzati che non tolgo- 
no spazio alta Ram-utcnie la quale rimane sem- 
pre di 64K. di CUI 28815 disponibili per i pro- 
grammi in Basic. 

Come ulteriori potenzialità di questo compu- 
ter, ricordiamo la presenza di uno Slot di con- 
nessione per il collegamento di periferiche posto 
sul retro della macchina e quella di una Rom di 
64K. 32 in più rispcito a quelli concessi dallo 
standard: l'HX-22 c dolalo infatti di un polente 
elaboratore di testi incorporalo, selc/ionubìlc 
all'accen.sionc. che sfrutta al massimo le caraiic- 
nstichc dell'HX-22. 

Sempre al SIM. ci saranno il mierolloppy c la 
scheda di imerfaeda RS-232 per qualunque 
MSX. tramite la quale sarà mostrato il collega- 
mento con le Pagine Gialle Elettroniche della 
Seat: vi sarà infine un dispositivo di memoria. 
ROM e EPROM. lip<i carta di credito, con ca- 
pacità da 16 a 128 K: è presumibile che si tratti 
della Boe Card della Hudson della quale vi ab- 
biamo parlalo nel reportage dal Microcompuier 


Show di Tokyo, nel numero di giugno: e, a pro- 
posito. ci sarà anche m anteprima un MSX-2. 

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per imparare meglio 

La TEC'MONT ha realizzano un “computer 
costruitelo da soli" rivolto a chi vuole inserirsi 
nel mondo della microelcitronica e deH'infor- 
inatica in modo serio ed originale. 

L'obiettivo é la realizzazione, da parte dell'u- 
tente. con semplici c corrette indicazioni, del 
computer Y 100 in lune le singole parli. La cer- 
tezza del risultato è fornita dal supporto TEC- 
MONT che segue la realizzazione fino al funzio- 
namento avvenuto. 

L'iniziativa consente di dotarsi di un sislemu 
di sviluppo per lavorare nel campii della elettro- 
nica a microprocessore ed è pertanto anche a- 
diilla a piccoli c medi laboratori di elettronica. 

La TEC'MONT si rivolge anche alle scuole 
pubbliche c privale di elettronica ed informati- 
ca. con lo scopo di migliorare la qualità dello 
studio e delle escrciUiz.ioni elettroniche. 

Per mettersi al passo con lo stato dell'ane 
nelle aiiuali tecnologie elettroniche, l'YlOO é 
realizzalo a componenti discreti (singoli integra- 
li invece di circuiti che cumulano ed integrano 
molte, particolari e comples.se funzioni) "apcr- 
U>". che consente la comprensione piena del fun- 
zionamento delle singole parti c del computer 

L'Y 100 c realizzalo in schede con connettori 
ad inserzione per la sempliricazione del collaudo 
e della ricerca guasti. È composto di una scheda 
madre-tastiera con connettori per l'insenmenio 
delle quattro schede in cui c diviso il computer. 
La tastiera è di tipo professionale Qwerly inter- 
nazionale con 63 tasti c pad di funzione da 12 
usti. Le schede sono la CPU. la .scheda interfac- 
ce. controller video cd uscite, la scheda delle 
Icmporizzazioni e dcll'uscila video. la scheda 
delle espansioni Ram a 28K. I collcgamenli 



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jU'esterno sono per il video display a fosfori 
verdi composito o non. positivo o negativo, per 
il registratore di tipo comune, per la stampante 
80 col. parallela, per l'alimentazione a SV circa 
I A, per l'espansione dei bus. 

Il computer è realizzato in struttura metallica 
portutasti e copertura verniciata a fuoco. 

I linguaggi sono; un editore per facilitare la 
scrittura ed il debug dei programmi, il linguag- 
gio macchina, un assembler a due passi, un BA- 
SIC da 8K con correzione, inserimento e cancel- 
lazione di caratteri. 

II clock del sistema è 1MHz circa. Il video 80 
col. X 25righeconcaratiere5x7di500nSedot 
70 nS. La memoria c mostrata in 16 locazioni 
per riga. Il formalo video è 20. 40 o 80 colonne a 
richiesta da tastiera. H = 61pS, V= 19.5 mS. At- 
tivazione attributi: video inverso, mezza lumi- 
nosità. sottolineatura. 

I comandi sono per la scrittura in linguaggio 
macchina, in ambiente editore, disasscmbler. 
Icllunt c scrittura della memoria, di controllo 
del cursore, di scroll. di clear dello schermo, di 
cursor home. di controllo degli attributi, del 
formato video, del registratore, della stampante, 
per l'assemblaggio, del BASIC eoe. 

1 componenti fondamentali sono il micropro- 
cessore 6502 a 8 bit. il controller video 6845. le 
interfacce 6532, 6522, le EPROM 2532 I2K in 
lìrmware. la EPROM assembler, le EPROM 
2532 8K BASIC, generatore di caratteri 2516. 
RAM 2016 4K sulla CPU c 24K sulla scheda 
espansione Ram. Inlcgrali di tipo LS decodifi- 



che. D latch. FF JK. Iransceiver. mulliplc.scr. 
shifi register. monosiabill. timer, contatori, ga- 
te. inverler. amp operazionale ecc. Quarzo, con- 
densatori ceramici, rcsitenze integrate a film 
spesso, diodi, transistori, zencr. soppressori ccc. 
Mille cmq. di circuiti doppia faccia, zoccoli, 
connettori jack, morsetti, tasti, parti meccani- 
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sione Ram. l'alimentatore, i circuiti di protezio- 
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Stampanti Star 
MSX compatibili 

La Star introduce sul mercato due stampami 
compatibili con lo standard MSX di cui antici- 
piamo brevemente qualche caratteristica. 

La prima é la Gemini lOX. una stampante di 
scrittura ad impatto a matrice di punti con testi- 
na di scrittura a 9 clementi la quale stampa 
bidirezionalmente con percorso ottimizzato alla 
velocità di 120 caratteri per secondo. Il numero 
di caratteri per pollice può essere scelto tra i 
seguenti valori: S.6.8.S.IÒ.12e I7. È inoltre pos- 
sibile la stampa su 80. 96 o 1 36 colonne oppure 
su 40. 48 c 68 colonne utilizzando caratteri in 
doppia larghezza. La macchina possiede un buf- 
fer di una linea che può essere accresciuto fino a 
4K 0 8K. Come ultima prestazione sottolineia- 
mo la possibilità di sottolineatura continua, la 
labulazuione verticale cd orizzontale, la possibi- 
lità di selezionare il formalo della pagina via 
hardwaree la possibilità di trascinare rulli conti- 
nui. moduli continui o fogli singoli. 

La seconda stampante proposta è la STX 80 
- termica a matrice di punti — con testina di 
scrittura a 9 clementi e velocità di stampa di 60 
cps ottimizzata su di un percorso bidirezionale. 
La velocità di avanzamento della carta è di 9 
linee al minuto su una spaziatura di 1/6": il 
buffer disponibile é ridotto ad una linea mentre 
il numero di caratteri per pollice é 3.6 o 1 1. Il 
lesto può essere stampato su 80 colonne o su 40 
se si usano caraitcri clongaii. La stampante scrì- 
ve trascinando un rullo continuo. 


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Fourmaster, 

prodotti per IBM e compatibili 

La Fourmaster di Vimercate importa una va- 
sta gamma di periferiche e prodotti, principal- 
mente (ma non solo) per il Personal Computer 
IBM. rivolgendosi soprattutto ai costruttori di 
apparecchiature OEM cd ai dealer. 

Nel nutrito catalogo troviamo numerosi con- 
troller inteliigcnti della Xcbec: floppy disk della 
Philips cd i single board computer della Wave 

interessantissima poi la novità costituita della 
EtherSeries. una rete locale per PC caratterizza- 
ta da una velocità di trasferimento dati di 10 
Mbit. 

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e commerciale è nato il PCbit, un 
personal col marchio Bit Com- 
puters. Il PCbIt è totalmente 
compatibile con I programmi e le 
periferiche del PC IBM, ha una 
notevole accuratezza nella co- 
struzione, un prezzo fortemente 
competitivo e una reale affidabi- 
lità, confermata dalla durata di 
un anno della garanzia. Il PCbit 
ha quindi tutte le caratteristiche 
per essere affiancato ai personal 
delle migliori marche già da noi 
distribuiti» 

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CARATTERISTICHE DEL SISTEMA BASE 

• microprocessore Intel 80S8 a 4.77 MHz 

• memoria RAM 256 Kb espandibile a 640 Kb 

• memoria ROM 8 Kb (BIOS) espandibile a 64 Kb 

• 4 canati DMA -6 livelli Interrupts 

• scheda madre con 6 slois d’espansione 

• scheda gralica monocromatica ad alta 
risoluzione (720x348 punti) 

• porta parallela per collegamento stampante 

• video monocromatico professionale 

• tastiera ASCII con 84 tasti 

• un drive slim 5"% da 360 Kb 

• alimentatore 130W-220Voit 

• dimensioni: 500x4t0xt42mm 

• peso; 1 1 kg 

• sistema operativo MS-DOS 
UNITÀ PERIFERICHE COLLEGABILI 

• dischi fissi 

• dischi rimovibili 

• unità a nastro di back-up 

• monitor a colori 

• stampanti ad aghi, a margherita, a laser 

• mouse 

• plotters 

• dlgltlzers ecc. 

SCHEDE DI ESPANSIONE OPZIONALI 

• scheda grafica colore 

• scheda espansione memoria 

• scheda espansione mullifunzione 

• schede per comunicazioni 

• scheda per reti locali (LAN) 

Sistema base 
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Con drive slim aggiuntivo L. 2.650.000 ; iva (quotazioni dollaro USA , 


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Personal Compuier 
e macchine per scrivere 


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Roma • via Flavio Domiziano. 10 - tei. 06.5126700 
Roma - Via F. Satolli. 55/57159 ■ tei. 06.6386096 
Roma ■ via Tuscolana. 350l350a ■ lei. 06. 7943980 
Roma - via Nemorense. 14/16 - tei. 06.858296 
Roma ■ viale Jonio. 333/335 ■ lei. 06.8170632 


Gaeta - lungomare Cabalo. 74 - tei. 0771.470168 
Latina - via A. Diaz. 14 - tei. 0773.495285 
Viterbo ■ via Palmanova. 12c • lei. 0761.223977 
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Roma via GGasraidl. 33 -rei 06 5206447 


SI EFFETTUANO SPEDIZIONI IN TUTTA ITALIA 


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Floppy Disk 
“heavy duty” della Fuji 

Grazie a numeroso innovazioni tecniche i 
numi Hiippj disk della F'uji nesconoa garimlire 



una elevala amdibililà anche in condizioni dì 
lavoro particolarmente gravose. 

La principale novità è costituita dal cosiddet- 
to Binder System, un procedimento sviluppalo 
dalia Fuji che lega pi àcrTicacememc le particelle 
magnetiche alla base del disco, in modo da ga- 
rantire una maggiore durala del mezzo magneti- 
co. Un'altra interessante caratteristica è rappre- 
sentata da! nuovo anello di rinforzo intorno al 
l'oro centrale. 



PC 555 Sanyo 

Uopo il successo ottenuto negli Stali Unii! la 
Sanyo si appresta a lanciare sul mercato euro- 
peo il suo personal computer siglato PC 555 
certa di conquistare, eniru il 1986. una buona 
letta di mercato. 

Il PC in questione c dotato di sislcma operati- 
vo MS-nOS, analogo a quello impiegalo su PC 
IBM. che gli permette di usufruire di buona 
parte della biblioteca software disponibile per 
quest'ultimo computer. Il 555 possiede una me- 
moria Ramdu I28K che può essere espansa lino 
a 256K. La casa tiene a puntuulizzurc l'estrema 
.ilTìdibilità e le potenzialità della macchina la 
quale offre caratteristiche che la pungono al di 
sopra del computer della stessa fascia. Tra que- 
ste. la possibilità di usufruire dei monitor Sanyo, 
tra i più avanzati del settore, dolali di capacità 
grafiche esclusive che consentono al PC di essere 
impiegalo come vero e proprio CAD con un 
prezzo inferiore del 20% rispetto a prodotti ana- 
loghi. 


Altri punti di forza del PC 555 sono, al di la 
delle sue caraneristiche tecnologiche: il .servizio, 
l'assistenza cd il software. Infatti un buon livello 
tecnologico non è il solo fullorc u cui un compu- 
ter può impuntare il proprio successo priichc la 
lecnulogia è un mezzo, rimanendo il line ultimo 
la conquista del mercato. A tal proposito, gli 
ulcnli llnali sono stati individuali nella fascia dei 
professionisti: medici, avvocati, ingegneri, ar- 
chilclli ecc., ptitendo questi ultimi avvalersi del- 
le alle qualità gralìclie del PC 555. 

Oltre all'impegno rivolto al software, la Sa- 
nyo si accinge a completare una eflìcicnie rete di 
dislribuzionc e di assistenza che Ira breve 
coprirà finieru territorio nazionale articolala 
su tre livelli: direzione centrale, agenti c conces- 
sionari tramite i quali instaurare un buon rap- 
porto di collaborazione con gli utenti llnali. 



’O/’V MUmo 


Sassari: novità con la Golden 
Computers 

La Golden Computers di Sassari avvicina la 
Sardegna alla capitale, rendendo disponibili nel 
suo computer shop periferiche ed espansioni al- 
trimenti irreperibili nell'i.sola. 

Tra gli ultimi arrivi vi sono le schededi espan- 
sione Xebec: inoltre interfacce per Apple. IBM. 
Sirius. Apricol c tanto software di lutti i tipi. 
Per ullenuri mimmazùmi: 

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• Joystick professionali con micro-swìtch od altissimo precisione e sensibilità 

• Realixzati dalla SUZO, azienda leader nella produzione di macchine 
per video games da sala giochi. 







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Modemphone 303, un sistema 
integrato telefono/modem 

Dai prìmi giorni di questo mese la Magnete 
Plast di Verona inirJcrà la distribuzione del Mo- 
demphonc 303. un sistema telematico integralo. 
uliliz7.abile sia in fonia che per la trasmissione di 
dati, che comprende un telefono elettronico a IO 
memorie ed un modem a 300 baud dotalo di 
risposta automatica. Il modem c compatibile 
con entrambi gli standard BELL 103 c CCITT 
V.21; il collegamento al computer viene elTet- 
tualo via RS 232. Tra breve sarà disponibile 
anche un modello a .300/1200 baud. 



Doodle, 

per disegnare in MS-DOS 

È disponibile in Italia il pacchetto grafico 
Doodle. dellnilo dalla casa produttrice Trilcx 
International Marketing come un sistema di 
Piclure Processing. Permette di creare facilmen- 
le disegni di notevole comples.siià. che possono 
essere inseriti in un testo scritto con il Wordstar 
se. ovviamente, si utilizza una .stampante grafi- 
ca. Il Doodle consente di impiegare oltre dieci 
modelli di stampanti grafiche o. in allemativa, 
plottcf {HP. Roland. Graphlceccc.) con. ovvia- 
mente. risultali migliori m termini di dcfinizio- 


II programma può essere usato anche per di- 
segno tecnico (meccanico, architcllonico. elcl- 
irotecnieoecc.l.datoil notevole numero di fun- 
zioni di cui dispone. In particolare il di.segno 
può essere ruotalo, ingrandito, spostato c defor- 
mato; la funzione più importante è forse la pos- 
sibilità di creare dei macro. cioè dei simboli da 
definire una volta per tulle cd inserire poi in una 
libreria; a loro volta, questi simboli possono 
essere manipolali ed inseriti in un disegno. Infi- 
ne. il Doodle può essere u.saio per creare disegni 
animati da usare, ad esempio, per una presenta- 
zione audiovisiva o nell'autoistruzione. E dispo- 
nibile per PC IBM. IIP ISO, Apricol e Victor. 

ADSIialui. 

IVuG. ArmelliniJI. OUH) Ramu 

Una memoria da elefante 
per il vostro computer 

Iji King Meo di Sommo Torinese distribuisce 
per l'Iuiliii la gamma di minio microfloppy della 



Lloptiiiiil Momor> Sy.sicmv un marchio dcll.i 
dilla americana Dcnmson. 

Si iralla di dischetti concepiti per un uso par- 


ticolarmente intensivo, in grado di mantenere 
inalterata la loro qualità dopo ben 1 2.000.000 di 
passaggi. 

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fio Regio Parco m. Sellimo Tarìntse iTOl 

Joystick professionali 
dalia Mastertronic 

La Mastertronic. ben nota ai lettori di MC per 
il suo vasto catalogo di giochi economici, ha 
inizialo la distribuzione in Italia dei joystick 
professionali della dilla olandese Suzo. 

La Suzo ha alle spalle una lunga esperienza 
nella costruzione di joystick per giochi da sala, 
esperienza che le ha permesso di ercarc una linea 
di joystick per home computer con eccezionali 
doli di precisione e robu-stezza. Per dimostrare 
la validità del prodotto i joystick Suzo sono 
accompagnali da una garanzia della durala di 

I modelli disponibili per il momento sono tre; 
The Arcade, con un pulsante di fuoco. The Ar- 
cade Turbo, con due pulsanti, c Super Stick, il 
modello top della gamma, che è dotalo di tre 
pulsanti c ^ una larga base d'appoggio. 

I prezzi, comprensivi di IVA. sono rispeltiva- 
menie di 49.(KX). 69.(KX) c 99.000 lire. 



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lamenle di tetti i programmi disponibili 
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Possibilità di scoabiere soituore fra gli associati 
e partecipazione a tutte le iniziative del club/con 
vegnl,riunionl,Maiifestnzioni :ai soci verrà distri- 
buita lo rivista interna. 

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32 


MCmicrocompuier n. 44 - sellefnDre 1985 



Perchè dischetti ed elaboratore lavorino in perfetta armonia: 

Nuovi FlexyPisK Science BASF. 

Il non plus ultra dei dischetti 
per qualunque sistema. 


Ogni elaboratore pone ai dischetti 
specifiche richieste. 

La costruzione dei meccanismi e 
dei comandi di memorizzazione 
varia da un costruttore all'altro. 

La BASF ha sviluppato in modo 
ideale la nuova linea di FlexyOisk 
Science per il vostro computer, 
affinchè non siate costretti a 
rinunciare ai non plus ultra dei 
dischetti. 

I RexyDisk Science vi 
garantiscono la massima 
affidabilità. 

li settore ricerca della BASF ha 
studiato con la nuova linea 
Science un dischetto speciale da 
impiegare in campo scientifico e 
tecnico: testato per garantire la 
completa sicurezza dei dati 
memorizzati e la costante 
affidabilità nel tempo, anche nelle 
condizioni d'impiego più severe. 
Inoltre l'intenso lavoro di ricerca 
condotto dalla BASF nel campo 
dei supporti magnetici per le 
informazioni porta ad una 
continua ottimizzazione delia sua 
gamma di dischetti. 




Nuova linea di FlexyDisk BASF: 
Affidabilità dei dati grazie ad una 
tecnologia d’élite. 


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e BASF 
FlexyDisk 



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Tel. (02) 40 303 Telex 31 52 06 


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PC 2500 Sharp: 
n computer per il manager 

La Sharp prcscnia, insieme ai pocket PC 1421 
e 14?0, il nuovo PC ’51H), uncompuier poriaiile 
studialo appositamente per il manager. In esso c 
infatti incorporato un Business Software com- 
merciale e finanziario di facile uso che va incon- 
tro a chi non ha molta famiUarilà di program- 
mazione. Potranno cosi essere stimali agevol- 
mente gli andainenlj delle vendile e il controllo 
degli stock calcolando ad esempio i totali mensi- 
li per ciascuna voce insieme alle medie e. per 
rendere più evidenti le informazioni ricavate — 
sfruttando il plottcr a quattro colorì incorpora- 
lo — si avrà la possiÙliià di generare grafici 
sotto forma di linee spezzate, diagrammi a ba- 
stoni. a torta o a bande. 

Ricordiamo ancora la presenza di un pro- 
gramma di analisi budgetaria e di valutazione 
delle presla/ioni individuali con cui è possibile 



una regisira/ionc delle vendile realizzate da ogni 
singolo individuo. Non è inoltre da sottovaluta- 
re la possibilità di avere a disposizione il soft- 
ware "Guida Telefonica" un'agenda compute- 

I 5K di memoria in conlìgurazlone standard 
possono essere estesi fino a 2t servendosi di 
schede opzionali da 8 o I6K. dotate tra l'altro di 
batterie incorporate che pcrroellono di mante- 
nere I dati in memoria costante per anni, anche 
quando la scheda viene estratta dalla macchina. 
Per quanto riguarda la visualizzazione imme- 
diata. i dati compaiono su di un display di 4 
righe da 24 caraiierì ciascuna; lo stesso display, 
può essere utilizzalo per grafici con risoluzione 
dì 130 K 32 pumi. Infine, una porta 1.0 seriale 
permcitedi collegareil computer ad un'apposita 


interfaccia per il collegamento con computer di 
livello superiore. 

11 PC 1421 esempre orientato al settore finan- 
ziario. ma in formato pixikel: ha 4,2 K di RAM. 
18 indirizzi programma, 26 memorie ed una se- 
rie dì funzioni finanziarie prcprogrammale. Il 
14.30. con 2 K byledi RAM. c invece di imposta- 
zione scientifica, come il fratello maggiore 1 .130. 
con 40 K. di ROM Basic e 3 K dì RAM che può 
essere espansa fino a 21 con moduli sottili (tipo 
carta di credito) dotati di pile al litio, che posso- 
no quindi c.ssere asportali senza perdere i dati 
eonicnuli nella memoria. 



tzitn no * 
Et E] tiD tu li] 1^ 

DDOOD 

o CD Q m E3 □ E] E] □ Enzi DDODD 
(El CD CD CD GD C3 GD Q CD (ZI DDBDD 


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DISPLAY SIZE 

24 CHRS 4 LINES 
150 ♦ 32 DOTS 



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Programmare in 
SuperBasic con il QL 


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Questo libro è urta guida per 
arrivare a una corretta 
[nxigramrtiazione iti SuperBasic. 

I/i tratiazioiie è divisa in due pani: 
nella prima si focalizza l'attenzione 
sulle idee/oiidaineiuali, esemplificale 
da semplicissime manipolazioni di 
numeri e parole; nella seconda pane 
si affronlano argomerui più 
complessi come le istruzioni DATA, 
RFAD, INPUT, PRINT e problemi di 
grafica 

Al termine di ogni capitolo un 
questiortario e una serie di 
esercizi di programmazione 
risolti aiutano il lettore a 
valutare il proprio livello di 
apprendimento. 



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editore 


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0 altri ns. libri, compilate la 
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ANCORA PIU 
AFFIDABILE 


ANCORA PIU 
CONVENIENTE 





Completamente rinnovato nell’estetica, l’Advance 
• ora nella nuova versione ADV86 - è il risultato di 
due anni di continui miglioramenti derivati dall'e- 
sperienza di migliaia dì installazioni. 

Non solo. In occasione della 2® serie l’ADV86 offre 
caratteristiche e possibilità completamente nuove; 
fra queste la monoscheda, floppy da 360 e 720 K, 
hard disk fino a 33MB, possibilità di multiposto di la- 
voro. pacchetti di elaborazione testi, di tabellone 
elettronico e di data base. 

Inoltre la disponibilità di manuali opzionali e manuali 
per l'operatore e per l’addestramento scritti in italia- 
no. E infine l’inedito materiale doppio strato {metal- 
lo/plastica) con cui è realizzato. 

Nessun compatibile ha finora annunciato una vera 
seconda serie con simili caratteristiche. Questo vuol 
dire che l’ADV86 ha ancora un bel vantaggio. 


ALTRE CARATTERISTICHE 
comprese nel prezzo 

• schede colore e grafica • interfaccia RS232 e parallela 

• espandibile a 640K sulla scheda madre • alimentatore 
da 130 WATT 

non comprese nel orezzo 

la gamma di schede e di software Condor disponibile per 
l’IBMPC 

PREZZI DELLE CONFIGURAZIONI BASE 
(gli add-on sono sempre inclusi) 

• configurazione con 128K, 2 floppy da 360K e monitor 

3.600.000 lire+ iva 

• idem ma con hard disk da 10MB e 1 floppy da 360K 

5.950.000 lire - iva 

• configurazione biutente con 640K e disco da 10MB 

9.250.000 lire - iva 

La Condor si riserva la possibilità di modificare caratteri- 
stiche e prezzi anche senza preavviso _ 


Ifortunati quei rivenditori di PC 

- CHE VOGLIONO SAPERNE DI PIÙ 
I E SPEDISCONO QUESTO TAGLIANDOA^pJjJji^Le 

I — ^ 

■ 1 NOME 
I I SOCIE7; 




ParddVIac 


Programma di contabilità generale per Apple Macintosh™ 
Realizzato da Alias, Easy Byte, SydneCo. 



PardoMac? 

Macintosh è una macchina innovativa e merita quindi dei programmi innovativi. Ma come 
può essere innovativa una contabilità generale, le cui regole sostanziali sono le stesse da 
centinaia di anni ? 

Questa è la sfida che abbiamo accettato, e PardoMac ne è il risultato . 

Prendendo le mosse da una procedura che negli anni passati ha dimostrato la sua affidabilità 
e semplicità di impostazione ( Pardo // ) e con il conforto della solidità dimostrata, 
PardoMac raggiunge una immediatezza operativa incredibile in un programma gestionale, 
grazie alla ben nota facilità d'uso di Macintosh e ad una eccezionale integrazione delle 
funzioni e del modo di usarle. 

PardoMac riporta la contabilità generale alta naturalezza dei registri contabili senza 
rinunciare alla velocità del computer. 

A chi serve 

Pochi potranno sentirsi esclusi dai vantaggi di PardoMac: commercialisti, professionisti, 
responsabili di aziende sono invitati a Provare Per Credere. E non lasciatevi trarre in 
inganno dalla apparenza 'innocua' di Mac; se ne avete bisogno, in men che non si dica può 
mettere al vostro servizio mezzo megabyte di memoria centrale e dischi rigidi di decine di 
milioni di byte... 

Che cosa fa 

Lo spazio è tiranno, e un sterile elenco di prestazioni non potrà mai sostituire una prova, 
per cui diamo per scontato che il programma faccia quello per cui è stato progettato, e cioè 
ia produzione di documenti contabili e fiscali che soddisfano le vigenti (e future) leggi. 

Ciò detto, qualche dettaglio: 

l'immissione delle registrazioni di prima nota avviene con controllo immediato della 
quadratura, e generazione automatica dei movimenti contabili dalle registrazioni IVA; in 
qualsiasi momento è possibile l'interrogazione a video della situazione dei conti, sottoconti, 
clienti e fornitori contemporaneamente ad altre operazioni, Tutto questo grazie all'apertura 
di 'finestre' sulle informazioni desiderate. Tutte le operazioni eseguibili sono raggiungibili 
immediatamente da qualsiasi fase, e le scelte non applicabili sono automaticamente 
disabilitate 'a vista': in questo modo il programma vi invita sempre all'esecuzione delle 
operazioni corrette nella giusta sequenza. E comunque è sempre disponibile una funzione di 
aiuto che spiega i comandi disponibili in ogni fase e il loro effetto sui dati già memorizzati, 
e in qualche caso fornisce consigli anche di natura contabile. 

Chi ha già usato Macintosh sa già usare almeno il cinquanta per cento di PardoMac. 

Per saperne di più... 

...i rivenditori Apple Macintosh Vi stanno già aspettando! 


distribuito da : 



Via Giovanni Villani, 24/26 00179 Roma 
tei. 06r78n5)9 - 7887926 



Chimica con il 
pocket computer 

di Salvatore Marseglia 
Il piacere del computer 

Franco Muzzio & C. ediiore 
Via Bonporti 36. 35I4Ì Padova 
Edizione 1985 
112 pagine, lire 14.000 



Con questo volume salgono a tremolio i lesti 
edili da Franco Muzzio & Co., nell’ambito della 
collana "li piacere del computer". 

Stavolta, però, si tratta di qualcosa di diverso 
e più specifico: il testo "Chimica con il pocket 
computer", di Salvatore Marseglia. vuole rap- 
presentare un "link" Tra il mondo della chimica e 
quello dell’informatica tascabile. 

Chi ha pratica con un pokei computer, cono- 
sce già i grandi vaniiiggi che questo offre nei 






settori di applicazioni scìcmiflche c tecniche: la 
lavolclla di silicio con i pulsanlini ed il display a 
cristallo liquido ha preso il posto del regolo di 
plastica nel taschino della giacca degli ingegneri 
dcH'uliima generazione. 

L’autore è un insegnante, e questo fatto può 
essere anche intuito dalla struttura estremamen- 
te orientata alla didattica che caratterizza il vo- 
lume: in ogni passo il lettore viene guidala con 
pcriria attraverso le reazioni chimiche e le istru- 
ii prof. Marseglia. come espone nella prefa- 
zione. ambisce a contribuire alla diffusione nella 
scuola media dell'uso delle calcolatrici program- 
mabili e del personal computer ed il libro che 
propone vuole proprio dimostrare come sia 
semplice la programmazione e quanto arricchi- 
sca il bagaglio di nozioni ma tematiche c logiche. 

Il primo capìtolo è dedicato ai calcoli ricor- 
renti che saranno incontrati nei corso del libro, 
ed in particolare vengono presi in esameil calco- 
lo di un integrale definito, e le radici di un’equa- 

Successivamenle si inizia a parlare propria- 
mente di chimica, ed il volume spazia dalla ste- 
chiometria alle litolazioni. dalla cinetica chimi- 
ca allo spettro di assorbimento infrarosso del- 
l’ossido di carbonio. 

Ogni capitolo ha una struttura ben definita e 
ricorrente: inizialmente viene discusso il proble- 
ma chimico nei suoi particolari, con ricchezza di 
equazioni e dimostrazioni analitiche del proces- 
so: di seguito è presentata una bozza di algorit- 
mo per la soluzione del problema, in una versio- 
ne diversa dal diagramma di flusso, ma altret- 
tanto efficace e comprensibile: in conclusione di 
capitolo, il listato del programma che risolve il 
dato problema discusso nelle pagine precedenti. 

I programmi sono tulli scritti net Basic dei 
portatiti Casio della serie FX-702. ma la conver- 
sione per gli altri pocket è immediata. È suffi- 
ciente notare che PRT sta per PRINT. INP per 
INPUT. GSB per GOSUB. e cosi via. 

Fahio Marzol l a 


MS-DOS Passo dopo passo 


di Alain Pinaud 
Edizioni E.P.S.I. 

Di.\iribuzione: ETM! 

Via Basilicata 

20098 S. Giuliano Milanese I Mll 

Edizione 1985 

122 pagine. 15.000 Lire 



Dopo il "CP M passo dopti passo" li buon 
Pinaud ci riprova con l’MS-DOS. e sempre per i 
tipi della EPSI oramai spccialbzata in traduzio- 
ni dui francese. Il libro si propone come una 
guida per neofiti o quasi, seguendo la quale 
"passo dopo passo" si dovrebbe riuscire a ma.sii- 
care quel tanto che basta di MS-DOS da potere 
operare aulonomamente effettuando le normali 
operazioni di servizio e magari anche leggere, 
capendolo, qualche libro più approfondilo. 



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nastro, stampante..., libri, riviste.... e tante altre cose. Occupa poco spazio, grazie al ripia- 
no rientrante per la tastiera. SI può spostare dovunque grazie alle ruole. 
POWERMASTER (visibile sotto II monitor nella foto) è un apparecchletto alto 6 cm.. che 
contiene un Interruttore generale e 5 Interruttori che controllano altrettante prese sul re- 
tro. Contiene anche un filtro ed un limitatore di sovratensioni. POWERMASTER perciò 
VI consente di accendere o spegnere tutto II sistema con un solo tasto, oppure di accen- 
dere o spegnere ciascuna delie Vostre periferiche. POWERMASTER, inoltra protegge l Vo- 
stri apparecchi ed I Vostri programmi da sovratensioni e disturbi, che sono sempre pre- 
senti sulla rete. Non più prese multiple, prolunghe, fili volanti: le Vostre connessioni, gra- 
zie a POWERMASTER, assumeranno un assetto stabile, razionale e sicuro. 

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La Micropheripheral L!d. ha ideato, appositamente per 
gli utenti del Sinclair Q.L., Questo sistema per 
ampliare la memoria di massa. I Drives, che 
funzionano con floppy da 3.5”, sviluppano una 
capacità* di 720K per dischetto formattato. L’interfaccia 
data in dotazione può controllare fino a 4 Drives 
contemporaneamente, per un totale di 2.68 Mbyte. 

Molti comandi per gestire le operazioni random sono 
residenti. Oltre alla facilità di installazione, questo 
sistema offre piena compatibilità con il software di 
base e consente di sfruttare al massimo tutta la 
potenza del microprocessore M68008, 

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Il lesto è quindi sirullurato come libro per 
non addetti ai lavori, di stampo essenzialmente 
pratico. Quello che si impura Ut si impura facen- 
dolo. e quindi é necessario possedea- un PC- 
IBM per poter seguire veramente il testo. L'e- 
sposizione c semplice c piuttosto chiara, la tra- 
duzione gcnenilmenlc buona anche se non ci 
troviamo d'accordo sull'uso di termini quali 
'■reperliirio'' (directory), "diroltamonto" (redi- 
reclion) c "segnale d'invito" (prompl). 

L'espo.sizionc comincia con r comandi di base 
del sistema operativo nella versione 1.(1 e ne 
mostra l'uso e lo scopo. Viene poi descritto l'edi- 
tor di sistema EDLIN. per passare poi ad illu- 
strare le caraneristiche della versione 3.0 del- 
l'MS-DOS. Di questa vengono spiegali i risvolti 
conceiluulmcnle diversi dalla versione prece- 
derne. quali le directory ad albero, e vengono 
poi mostrali i comandi nuovi c le eventuali di- 
vcrsilii rispetto a quelli vecchi. Il lutto accompa- 
gnato da una descrizione che raramenle .scende 
in profondità, da un quadro riassuntivo delle 
caraneristiche del comando o deU'aspetio di- 
scusso c da un giusto numero di esempi. Questi 
ultimi sono lutti riprodotti fotograficamente dai 
li.stali originali, ollenuli con un DOS in versione 

In definitiva il leslo è ciò che dice di essere; 
una guida per non esperti, un'introduzione piut- 
tosto semplice. ma ben fatta all'MS-DOS. Utile 
a chi vuole conoscere meglio il suo PC-IBM che 
su solo usare con programmi già l'atli. meno 
alile a chi c già più esperto c vuole conoscere i 
trucchi più reconditi del .suo sistema operativo. 

Corrado (ìiuslozzi 



MCmicfOCompuier n. 44 • seiiembre 1985 



j unii ■ 


Supergiochi 

per il Commodore 64 

di Jean-Francois Sehan 
Edizioni E.P.S.I. 

Distribuzione: ETM! 

I la BasiUcata 

2mm S. Giuliano Milanese i MI) 
ISBN iS8-76HS-60l-X-Edizione I- I9HS 
24 X n 
IS4 paf!ine 
lire Ì9.(m 


[)o|X> im nionc di libri a scopo didallico sui 
primi nidimcmi d'uso del computer, non poteva 
mancare un altro lipodileucralura aura verso la 
quale vengono proposti dei programmi da bat- 
tere personalmente e far girare, che introducono 
in un campo abbastanza interessante c stimolan- 
te. Con i programmi in macchina, se l'utente é 
abbastanza stimolalo, può infatti cominciare le 
sue prime modinchc ed entrare un po' più du 
vicino neiraffascinanie mondo della program- 

Quesia volta sono di scena i giochi che la 
RPSI ci propone in un testo abbastanza valido 
dal punto di vista didattico per la sua struttura 
intrinseca. Il libro è una traduzione deU'opcra 
francese di Sehan dal titolo originale "A raffi- 
che le Commodore M" che in italiano diventa 
"Supergiixihi per il Commodore 64". Come si 
intuisce dal titolo, nel testo viene presentato un 



certo numero di programmi attraverso i quali, 
oltre a prendere dimestichezza con un certo tipo 
di programmazione, é possibile anche divertirsi 
un po' servendosi delle proposte dcH'autore. 

L'opera è divisa sostanzialmente in quattro 
blocchi. Nel primo vengono illustrati alcuni gio- 
chi di abilità, quattro per la precisione, attraver- 
.siv i quali é possibile sondare i riflessi del gioca- 
tore. La seconda parte c invece dedicata ad un 
certo numero 114) di giochi di riflessione, meno 
movimentali dei precedenti, che inducono alla 


concentrazione e alcuni dei quali potrebbero 
essere validi come test per sondare la qualità del 
ragionamento de! giocatore. Nella terza parte 
invece vengono proposti tre giochi d'azzardo, 
che in un libro di giochi non guastano mai. 
Infine l'ultima sezione del testo non nguardadci 
giochi veri e propri, cioè un punto dì vista pret- 
tamente ludico (ha infatti come molo "Pro- 
grammi di abilità"). Tanto per rendere l'idea, in 
qucsl'ultìma parte troviamo un editore di sprilc. 
un programma di calendario, uno che permeile 
di disegnare sullo schermo ecc. 

1 programmi proposti non sono mollo lunghi 
(la maggior pane non occupa più di una pagina 
di libro) e quindi la loro battitura non dovrebbe 
nsultarc eccessivamente noiosa. Dopo alcune 
righe introduttive, perciascunodies-si viene pro- 
posta l'hard copy dello schermo la quale ripro- 
duce ciò che dovrebbe comparire dopo il 
<run> se non sono stati commessi errori di 
battitura. Di seguito viene riporlatu il diagram- 
ma di flusso del programma c quindi il listalo 
vero e proprio. A questo punto il programma 
viene segmentato e ciascun segmento, compren- 
dente un certo numero di linee, viene discusso in 
maniera abbastanza soddisfacente. 

Un'ultima nota di riguardo merita una sche- 
da conclusiva nella quale vengono riassunte le 
variabili utilizzale ed ì nomi che esse assumono 
neU'ambilo del programma. Con questo ulterio- 
re acecssorio, diventa abbastanza facile entrare 
nella logica di funzionamento dei vari segmenti 
e provare cvcniualgienie a modificarli secondo 
le proprie necessità. 

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PER LA PULIZIA 
DEL COMPUTER 


MCmicrocomputer n 44 - seilemDre 1985 


41 


Grafica e animazione 
con gli Apple II 

di Phil Cohen 

Edizione MeGraw-Hill Hook Co OnihH 

Disirìhuilo ila: Messaggerie Libri s.p.a. 

Via Giulio Cari ano, 32 

20141 .Milano 

ISBN HS.7700.0IS.5 

162 pagine — Lire 17.000 



La grafica è una delle espressioni più inieres- 
sanli dell'arlc programmatoria. L'Appio poi 
possiede molte istruzioni apposilumcnte dedica- 
te alla grafica ed alcune poi specifiche per l'ani- 
mazionc. Ma in che modo usare queste istruzio- 
ni a volte mollo strane, e quali sono i problemi 
che bisogna risolvere prima di affrontare un 
programma di grafica? A queste domande ri- 
sponde il volume di P. Cohen. Risponde con 
esempi delle istruzioni grafiche, con mappe di 
memoria, con spiegazioni dctlagUate e disegni 
illusiralivi. Spiega con chiarezza tulle le formule 
di geometria utilizzale c il calcolo vettoriale, 
strumenti indispensabili della grafica tridimcn- 
.sionale. Tanti I programmi completi, molli di 
gioco, altri di utility; ma tutti esaurientemente 
commentati ed illustrali. 


Un libro sopraiiuito da studiare, magari con 
il computer a fianco per qualche prova, scritto in 
italiano semplice c chiaro, e per maggiore chia- 
rezza sono state tradotte in italiano anche le 
scritte dentro i programmi e le REM. 

In appendice il sistema di numerazione bina- 
rio. l’uso della stampante, i comandi di grafica c 
una serie di tabelle tra cui la mappa della memo- 
ria grafica, i codici ASCII e i codici delle parole 

LIn lesto utile in conclusione per chi vuole 
affronlare una volta per tutte il problema della 
grafica su un computer come l’Apple 11. 

l aber Di Dio 

La pratica dell'Apple I1 + , Ile 

1. periferiche e gestìone dei file 
di Nicole Bréaud-Pouliqucn 

116 pagine Lire 12.000 

2 . linguaggio macchina 
e Assembler del 6502 

di N. Bréaud-Pouliqucn e D. - J. David 
216 pagine Lire 22.000 
Edizione: E.P.S.I. (imi 
Disirìhuilo da: ETM/ 

Via Basilieaia 

2009H S.GiuHano Milanese I Mlj 
ISBN B8.76SH.2H.I 
ISBN HH.76HH.2I6.2 
Nel primo volume viene trattata tutta la parte 
relativa al sistema operativo DOS 3.3 deH’Applc 
II: accesso ai file, strutlurc dati, liste conca lena- 
tee lutti i 'trucchi’ del DOS; come sono registra- 
ti i dall sul disco, ia RWTS e lutti i comandi 
spiegali uno per uno. La parte relativa alle peri- 
feriche è invece centrata sulla stampante; quindi 
earallcri di controllo, tipo di stampe e grafica, 
Un secondo capitolo sulle periferiche spiega il 
funzionamento della scheda orologio originale 
Apple, un accessorio utile, ma poco diffuso ira 
gli utenti. Con la scheda orologio-calendario 
sono. stali rilevali i tempi di ordinamento di 1024 
elementi fatti con ben sei tipi diversi di ordina- 
menti compreso i! velocissimo Quick Sort. In 



appendice l'uso del comando EXfcC che per- 
mette di creare una sequenza automatica di co- 
mandi dal disco e una lista, piuttosto scarna, di 
programmi per Apple. 

Molto più interessante, per i programmatori 
in linguaggio macchina, il secondo volume, che 
al di là del semplice manuale del 6SU2 c una vera 
e propria miniera di informazioni sull'Apple Ile, 
informazioni ehc erano fomite con il manuale 
del vecchio Applee quindi mancanti delle nuove 
possibilità operative dcU'Apple Ile. La parte più 
importante di questo volume si trova quindi 
nelle ricche appendici che riportano anche i 
principali punti di entrata delle routine del Basic 
Applesoft, delle nuove ROM Ile e dei program- 
mi di utility della scheda SO colonne più RAM. 

Tutto I! testo è invece destinato all'apprendi- 
mento del linguaggio macchina del 6502. si co- 
mincia dall’algebra binaria fino ai complessi tipi 
di indirizzamento del microprocessore 6502. Sin 
dalle prime pagine si cominciano a scrivere pro- 
grammi in linguaggio macchina, alcuni dei quali 
mollo utili, ad esempio uno dei primi esempi 
presenta un Subbie Sort in Assembler. A propti- 
silD dell' Assembler un intero capitolo è dedicalo 
al LISA. 

Al termine di ciascun capitolo una serie di 
domunde-csercizjo. le cui risposte sono in fondo 
al volume, permettono di verificare passo passo 
il proprio apprendimento. L’esposizione è delle 
più chiare e la traduzione perfetta. Un libro 
quindi indispensabile a chi voglia sviluppare ap- 
plicazioni semiprofessionali sul proprio Apple 
Ile. i'alier Di Dio 



42 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 



COMINCIA ADESSO 



Corri in edicola, il vero gioco comincia solo adesso 
e se sei davvero bravo partecipa alla “sfida al campione”, 
utilizzando il tagliando che troverai sull'ultima pagina 
di copertina di ogni numero. 


^niD^ni]^ 


IT 




NOVITÀ 


mn m 



18.0700 I 


Autori V Crandis. J 
Pagine 224 Form: 

Brossura cucita 15 
Ut. 23.000 E.P.S.I. 

Spesso II buon padre di famiglia è lormen 
(aio dal dubbio se convenga acquistare un 
Home compuler, dato che quasi sicura- 
mente verrà usalo soliamo per i giochi Ec- 
co Invece che questo volume propone una 
sene di programmi assai unii per luna la 
famiglia Innanziluiio gli aulori riportano 
alcuni listali per la gesiione delle finanze 
familiari, poi altri per insegnare la musi 
ca, la geografia. l'arUmeilca, ecc. quindi 
programmi di ricelle. m seguilo alcuni li 
siali di curiosila (albero genealogico, astro 
logia, agenda, ecc ). poi consigli per tenersi 
in forma, infine alcuni programmi per il 
faldate’ e per gestire la rubrica lelefonica. 
la biblioteca e altro 

Un libro mleressanle dunque l’ambito la 
miliare anche per coinvolgere (uni I niem 
bri nell'uso del computer, dato che ogni 
programma viene analizzalo nella sua 


Chiavi per U Commodore 64 

Autore’ Damel Jean David 
Pagine: 126 Formalo I7«24 
Legatura ad anelli ISBN 88.76B8 osci X 
Ut. 15.000 E.P.S.I. 

Il volume contiene lune le nozioni indi 
spensabili a un ulllizzaiore esperio del 
Commodore 64 sintassi dei comandi, co 
dici dei caratteri, messaggi di errore, lin- 
guaggio macchina, indirizzi utili al prò 
grammaiore. Tulle le informazioni sono ri 
portate senza dettagli eccessivi pecche lo 
scopo e di fornire un prontuario mnemo 
mco e non un iraitalo sul vari argomenti 
SI traila dunque di un'opera destinala a sia 
ce permanentemente sul tavolo accanto al 
compuler, per essere rapidamente consul 
(ala durante l'uso della macchina Molto 
utili sono le numerose tabelle, alcune del 
le quali danno informazioni (per esemplo 
sul cullegamenti) difflcilmenie reperioill 
altrove 


Voi 2 Perfezionamento e pratica 
Autore Michel Koutchouk 
Pagine 174 Formalo 17>i24 
Brossura cucila ISBN 88 2I4.0S7S 3 
Ut. 17.000 MASSON ITALIA 
Il Cobol e un linguaggio di programmaztu 
ne concepita e utilizzalo sopraiiuiio a fini 
geslionali Per questo suo carallere. esso e 
studiato soprallullo nelle scuole con indi 
rizzo amministraiivo aziendale e nelle fa 
colla universilarie di economia e 
commercio II volume si rivolge a un pub 
bhco esperio, e Imposiaio come testo di siu 
dio e non come un manuale e richiede. 

E erianlo, un impegno alterno Ogni capito 
) infatti e denso ai notizie sparse in una 
iratiazione condotta con rigore e compie 
tezza. corredala da numerosi programmi 
realmente eseguibili, relativi a esempi ap 
plicailvl di contabilita generale 
Il volume consente di approfondire loslu 
dio di una versione del linguaggio noia per 
la sua completezza (ANSI 1974). di aopren 
dere un metodo di soluzione dei problemi, 
verificandone la validila su casi concreii 




Iniziaiione a llNIX 


Autore Peler Brown 
Pagine 248 Formalo: 17x24 
Brossura cucita ISBN 68 214 0577 X 
Ut. 24.000 MASSON/ADDISON WESI.EY 
Il volume SI propone di spiegare al princi 
piarne cosa sia e come funzioni UNIX, an- 
che se la sua preparazione e del tulio 
eiemeniare. naiuralmenle il volume e as- 
sai utile anche per (ulli coloro che già co- 
noscono a fondo altri sistemi operaiivi- 
unica condizione posta per la lettura e di 
accanlunare lune le precedeml cognizioni 
e affrontare il libro con mente fresca. UNIX 
ha una sua particolare filosofia e non am 
mene preconcetti Le nozioni sono Intra- 
dotte m modo piano e graduale, evitando 
il ricorso a lerminologie e formalismi spe- 
cialistici. Molli, Inoltre, sono gli esempi, i 
suggerimenii pratici, le indicazioni per su- 
perare le possibili difficolta e consenlire al 
principianie di apprendere efficacemente 


Le reti di Petri; teoria e_pralica 

Voi 1 Teoria e analisi 
Autore. G W Brams 
Pagine. 160 Formato. 17x24 
Brossura cucita ISBN 88 214 0582 6 
Lil. 24.000 MASSON ITALIA 
Le reii di Peni sono utilizzale per descrive 
re e analizzare sistemi Si (rana di una leo 
ria relaiivamenie recente (e siala formulata 
agli inizi degli anni sessanta) che può es 
sere inquadrala neU'ambllo della ciberne 
iica Essa SI trova per lo piu Illustrala in tesi 
di laurea, memorie di convegni, arlicoli 
L'opera qui presentata rappresenta un fe- 
lice leniailvo di portare un po' d'ordine tra 


o del SI 


il punto sullo s 
Ne! volume è mirodoito dapprima il con- 
cetto di rete, quindi sono discusse le prò 
prielà malemaliche delle reti stesse e, 
successivamente, i vari procedimenti che 
consenlono di stabilire la validità o meno 
delle suddette proprietà, dalla cui analisi 
è possibile derivare informazioni su! 
comporiamenlo del sistema che la rete 
modella 


L'so e messa a punto di aistemi 
68000 

Autore JW Coffron 
Pagine 224 Formalo. 17x24 
Brossura cucita ISBN 882140SBI 6 
Ut. 25.000 MASSON ITALIA 
Il volume di Coffron si rivolge ai tecnici 
dell'hardivare. fornendo loro informazioni 
deiiagliate sull'organizzazione inierna di 
un tipico sistema 68(XX). su come II micro 
processore controlli II sistema stesso e su 
come sia possibile melierlo a punto con 
una quantità minima di software Per fare 
ciò II volume entra nei dettagli tecnici de 

S ii schemi eleiirici e del vari livelli logici 
i tensione presenti nei vari punti di con 
ttollo Risulta evidente da quanto detto che 
Il volume e diretto a tecnici eleitromci 
esperii di hardware, anche se necessaria- 
mente preparati ne! software, i quali si 
propongano di applicare, e non solo al 
compuler, un microprocessore della serie 


«D mo IMO mi «5^ IH) HI 





r^nn^m^niD^iiiD^niD^niD 


Apple I le H Ile per tul li 

Iniziazione + programmi 
Autore. Jacques Boisgontier 
Pagine 176 Formato: 17x24 
Brossura cucita - ISBN 88.7688 602.8 
Li). 19.000 E.P.S.I. 

Per I principiami che si accostano al loro 
primo computer e certamente indispensa 
bile battere materialmente sui tasti, se 

S uendo una guida pratica che insegni 
appnma le nozioni più elementari per noi 
addentrarsi pian piano In quelle più et 


della macchina accesa per esplorarn 
possibillià operative. Cosi facendo, anche 
il più impreparato dei lettori potrà assiml 
lare rapidamente le nozioni rondameniall 
della programmazione, olire che Imparare 
a sfruttare sia li computer sia il software 
eventualmente acquistalo per risolvere 
problemi specifici. 



Autore. Roy E. Myers 
Pagine 288 Formalo 17x24 
Brossura cucila ISBN 88.214.0S7S.B 
Ul. 26.000 MASSON/ADDISON-WESLEY 
Con la diffusione assunta oggi dal perso- 
nal computer, sempre più potente, e con I 
costi sempre minori dei "pacchetti appli 
calivi” disponibili, la grafica con 11 compu- 
ter conosce via via nuovi successi: aziende, 
scuole, professionisti la impiegano diffusa- 
mente per I propri scopi. Il presente volu 
me vuole insegnare le tecniche materna- 
liche e di programmazione che sono alla 
base della grafica applicata al microcom- 
puier. evidentemente 1 concetti esposti so- 
no validi per qualsiasi sistema, qualunque 
sia la sua potenzialità. Si presume però, 
soppratlutto nella pane esemplificativa, 
che il lettore disponga di un Apple il con 
disk drive e che sappia usarlo per program 
mare. Il linguaggio usato è il Basic, ma i 
programmi sonoiacllmente convertibili in 
altri linguaggi: essi sono Infatti riportati co- 
me esempio di tecniche grafiche e non di 
programmazione. 



Autore: Claude Nowakowski 
Pagine: 136 Formato 15x21 
Brossura cucita • ISBN 88.7688 217.0 
Ut. 15.000 E.P.S.I. 

li C è un linguaggio di programmazione ad 
allo livello che richiede un compilatore di 
dimensioni compatibili con la memoria dei 
microcalcolatori e che è facile da adattare 

inoltre e considerato portabile, vale a dire 
che I programmi scritti in C possono "gira 
re " su computer diversi 
Nato e utilizzalo, anni fa, soprattutto in am 
bienle universitario, il C sta conoscendo 
una rapida diffusione sia a scopi gesiiona 
li, sia sui microcompuier grazie sopraiiul 
to all'impiego del sistema operativo Unix, 
ampiamente pubblicizzato e scritto per 
l'appunto In C. 

Lo scopo de! volume è di insegnare al lei 
tote in modo progressivo come si program 
ma in C mediante esempi carattensticl e 
sottolineando le parlicolariià del linguag 
gio stesso Tutti l programmi riportati nel 
volume sono stali provati mediante il com 
pilatore Microsoft C, destinato all’IBM PC 
e compatibili. 


Database. Introduzione 


Autore: CJ Date 
Pagine: 268 Formato 17x24 
Brossura cucita ISBN 88.214.0579.6 
Lit. 27.000 MASSON/ADDI.SON-WESLEY 
Negli ultimi anni si sono moltipllcali I si- 
stemi database offerti ai possessori di com 
puier di tulle le dimensioni e In particolare 
dei personal computer I programmi di 
questo genere consentono, costruita la ba- 
se secondo schemi predefinili, di estrarre 
eventualmente riordinali a piacimento t 
dati, cioè le Informazioni, necessari in un 
certo momento. Il volume si propone di il- 
lustrare i programmi di gestione delle ba- 
si dì dati, dicendo cosa sono, come 
funzionano e come si devono impiegare: 
numerosi esempi ed esercizi con le relaii 
ve risposte aiutano a capire come si crea, 

se di dall. Vengono inoltre descritti alcuni 
programmi reperibili in commercio (dBa- 
se II, Nomad, QBE e SQL) e come si utilizza- 
no per produrre documenti. 







Fortran 77 ed estensioni 

Autore. Pairice Lignelel 
Pagine 206 Formato: 17x24 
Brossura cucita (SBN SS.2I4. 0371. 0 
Lil. IB.OOO MASSON ITALIA 
Questo libro è una guida dettagliala al For 
tran V ed è corredata da numerosi esempi 
che consentono anche al lettore meno 
esperto di apprenderne a fondo le caralte 
rlstiche; per questo essa si rivolge sia a chi 
già conosce il Fortran, sia a chi vi si avvici 
na per la prima volta. Lina visione ancora 
più compieta si avrà leggendo il corrispon 
dente volume di esercizi. Contenuti: eie 
memi di base del linguaggio. I dati. I primi 
passi: leggere, scrivere, calcolare Istruzio 
ni condizionali I cicli. Le procedure: sotto- 
programmi e funzioni Le tabelle Gli 
archivi sequenziali e ad accesso direno. In 
puifouiput formattati 



La pra tica del Fortran 77 

77 esercizi svolti con il Fortran 77 
Autore Pairice Lignelel 
Pagine: 264 Formato. 17x24 
Brossura cucita • ISBN 88.214 0573 7 
Lit. 24.000 MASSON ITALIA 
Nel volume che presentiamo si affronta il 
linguaggio non dal punto di vista teorico 
(questo é stato fallo con la precedente ope 
ra dello stesso autore "Fortran 77 edesten 
slonl"), ma da quello emlnememenle 
pratico, in base soprattutto alla considera 
zione che non si può acquisire la padre 
nanza di un linguaggio di programmazione 
senza adeguali e assidui esercizi In esso 
dunque si mira proprio a completare lo slu 
dio teorico e ad assimilarlo mediante l'ap 

E licazione melodica alla soluzione di prò 
leml. Gli esercizi di una certa complessi 
tà algoritmica sono risolti a grandi linee, 
conducendo un'analisi commentata del 
problema, della soluzione e dell'algoritmo 
relativo. Tutti i programmi sono accompa 
gnati da un esemplo di esecuzione col me- 
todo dell'elaborazione a lotti, la più usata 
per 1 programmi di grandi dimensioni, o In 
modo imeraiiivo, meiodo più consono agii 
utenti di personal computer. 



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I Introduzione al Basic 
Autore: Daniel Jean David 
Pagine' 180 Formalo: I5«21 
Brossura cucita ISBN 88.7688.200.6 
Lit. 16.000 E.P.S.I. 

II Commodore 64 è un computer che per- 
mette applicazioni professionali e giochi al 
tempo stesso. Questo libro di Introduzione 
copre entrambi gli aspetti e non richiede 
conoscenze già acQuisiie 

Dopo un'tniroduzlone costituita da richia- 
mi generali sull'Informatica viene presen 
tato il Basic in modo semplice e progres- 
sivo La scoperta del linguaggio è condotta 
costruendo dei programmi per approfondi 
menti successivi e introducendo i concelli 
nuovi con naturalezza Sono irallali m par 
licolare i punti foni del Commodore 64 e 
cioè la grafica, il suono, il colore, l’alta ri 
soluzione e gli spriie 



2 Periferiche e gestione dei file 
Autore: Daniel-Jean David 
Pagine: 170 Formalo, 15x21 
Brossura cucila ISBN 88 7668.201 4 
Ut. 15.000 E.P.S.I. 

Dalla casseiia al floppy-disk, dalla slam 
pante al joysiick e alla matita luminosa, 
questo libro vi dark tutto quello che si de- 
ve sapere per ulillzzare al meglio le perife 
riche del vosiro Commodore 64 Idealo 
nello spirilo del volume “La scoperta del 
Commodore 64" dello slesso autore, que 
st'opera contiene numerosi programmi 
scritti per applicazioni sia personali sia 
professionali 

Un capitolo é dedicato alle nozioni sulle ba- 
si di clali e sul sistema operativo del drive 
Viene anche descrllla la programmazione 
deirimerfacda FS232. 



La pratica del Commodore 64 

3 Linguaggio macchina e assembler del 
6302 

Autore: Daniel-Jean David 
Pagine. 204 Formato: 15x21 
Brossura cucita ISBN 88.7688 212 X 
Lit. 20.000 E.P.S.I. 

Questo libro si rivolge a due fasce di per 
sona Una prima è formala dagli utenti del 
Commodore 64 che vogliono saperne di 
più sul funzionamento della macchina e 

a uindi imparare il linguaggio Assembler 
libro sarà per essi una guida utilissima 
che li condurrà fino a programmi di un cer- 
io respiro scrini in linguaggio macchina La 
seconda fascia è formata da coloro che, pur 
conoscendo l'Assembler del Commodore 
64. voeliono approfondire le loro conoscen 
ze sulT’mierazione tra Basic, sistema ope 
ranvo e linguaggio macchina 



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Dmonarlo del Bagic 


Enciclopedia del linguaggio Basic 
Aulore David A. Llen 
Pagine: 456 - Formalo; 17x24 
Brossura cucila • ISBN 88.7688.001.1 
Ut. 40.000 E.P.S.I. 

L’aulore di questo volume si propone di 
riunire la più completa raccolta di parole 
Basic e di descrivere la strategia che i pro- 
grammatori possono usare per passare da 
un "dialetto " all'altro. Il risultato é un ma- 
nuale di lavoro che aumenterà moltissimo 
la vostra capacità di programmare, poiché 
contiene quasi cinquecento parole in pra- 
tica ogni parola significativa usata dal cal- 
colatori che lavorano in Basic in lutto il 
mondo. Ma l'autore va oltre e attacca il pro- 
blema della Incompatibilità, indicando le 
strategie per convenire i pro- 
grammi da un calcolatore all'altro. Sta che 
abbiate un computer tascabile sia un siste- 
ma mollo polente questo libro sarà per voi 
un aiuto prezioso. 


1 Periferiche e gestione dei file 
Aulore: Nicole Breaud Pouliquen 
Pagine: 116 - Formato: 15x21 
Brossura cucila - ISBN 88 7688.211.1 
Lit. 12.000 E.P.S.I. 

Questo libro Si rivolge a lutti gli appassio- 
nali dell'Apple ed é stato scritto soprattut- 
lo alla luce oelle potenzialità dell'Apple Ile. 
Vi si affronta lo studio dell'unità a dischi 
sìa dal punto di vista hardware sia da quel- 
lo software. Diversi capitoli sono dedicati 
al sistema operativo DOS e alta gestione del 
file. Vengono illustrati i diversi modelli di 
stampati e le diverse modalità di stampa 
L'ultimo capitolo é dedicato alla scheda 
Apple-Clock. 


1. a pratica dell'Apple II. Ilpius^IIe 

2. Linguaggio macchina e assembler del 

Autori: N. Bréaud-PouUquen. D.J. David 
Pagine: 216 - Formalo: 15x21 
Brossura cucita - ISBN 38.7688.216.2 
Ut. 22.000 E.P.S.I. 

La conoscenza della programmazione in 
linguaggio macchina diventa una necessi 
la per i lettori che, avendo già maturato 
una profonda esperienza di programmazio- 
ne con i cosiddetti linguaggi evoluti, desi- 
derano poter ottenere dal proprio compu- 
ter prestazioni particolari oppure raggiun- 
gere fini specifici, non altrimenti consegui 
bill. Ecco dunque a disposizione di questi 
utenti dell'Apple II un'opera che permette 
loro di interagire direttamente con il micro- 
processore 6502. cuore del computer. I mo- 
delli per 1 quali la trattazione è adatta sono 
il II, il IIplus e 11 He. cioè quelli certamente 
più diffusi e a disposizione dei programma- 
tori più esperti. 




Il Basic Illustralo 

Un linguaggio semplice di program 
mazione 

Autore: Donald Alcock 
Pagine: 144 • Formato 13x21 
Legatura ad anelli - ISBN 88.214.0S63 X 
Lit. 13 000 MASSON ITALIA 
Una caratteristica singolare di questo libro 
e il modo in cui si presenta: è interamente 
scrino a mano e illustrato come un fumet- 
to. Tale aspetto e un'Informazione puntua- 
le fanno di questo piccolo manuale un 
libro vincente, dal punto di vista didattico, 
per coloro che posseggono un piccolo 

licolare 

sibtie dalla macchina. 

A tale scopo sono state accuratamente stu- 
diate undici diverse versioni del linguag- 


La pratica dello ZX Spectrmn 

Voi. 1 - Basic approfondito e introduzione 
al linguaggio macchina 
Autore: Xavier Llnant de Bellefonds 
Pagine: 160 - Formato: 15x21 
Brossura cucita • ISBN 88.7688.202.2 
Lit. 15.000 E.P.S.I. 

Destinato a completare la documentazione 
di base dello ZX Spectrum, ouesto manua- 
le sfrutta tutte le possibilità del Sinclair nel- 
l'ambito della programmazione avanzata 
L'autore vi espone in maniera accurata- 
mente graduata: la definizione di caratteri 
e le funzioni di stringa (archivi, alfabeti, 
trattamento di lesti]: l'alta definizione gra- 
fica e la potenza ai calcolo (regressione, 
grafici a tre dimensioni); il colore e il suo- 
no (svariali giochi): le tecniche di accesso 
diretto alla memoria e di utilizzo del lin- 
guaggio macchina. 

I possessori dello ZX-61 troveranno in que- 
sto manuale numerosi programmi trasfe- 
ribili che possono essere introdotti tali e 
quali sul loro calcolatore. 




Aulore: Marcel Henrol 
Pagine: 164 - Formalo. 15x21 
Brossura cucila - ISBN 88 7686.203 0 
Lit. 15.000 E.P.S.I. 

Quest'opera, dedicala alla programmazio- 
ne in linguaggio macchina, é accessibile a 
tutti coloro che abbiano assimilato la pro- 
grammazione in Basic avanzalo. 

Là correlazione tra i comandi Basic ed I co- 
dici macchina è stala la preoccupazione 
principale deH'auiore, che porta progressi- 
vamente il lettore alla comprensione di 
routine sempre più complesse. 


getto di numerosi programmi in tutti i ca- 

A poco a poco si analizzano le operazioni 
logiche, il trattamento delle iterazioni, l’as- 
segnazione particolare dello Spectrum e l’a- 
nlmazione sullo schermo. 












Ne! numero scorso vi avevamo accennalo che nella rubrica MCgiochi, o più esatlamenie nell'articolo di due o 
ire pagine che agni mese la apre, ci sarebbe sialo qualche camhiamenlo. Non radicale, come vedrete: 
semplicemente, visto che da parecchi mesi ci stiamo occupando di "giochi intelligenti'' abbiamo preferito dare 
a questa rubrica una collocazione più precisa, più a sé stante, piuttosto che lasciarla come .semplice 
introduzione alle recensioni di programmi di giochi in commercio. 

Avevamo detto che avremmo avuto piacere che questo spazio diventasse anche un luogo di scambio di 
esperienze fra i lettori che amano divertirsi con il calcolatore in modo creativo e intelligente. Tanto per 
stimolarvi, questo me.se. cominciamo con... un bel raccontino, mentre aspettiamo i vostri contributi. 
Ovviamente, non raccontateci .solo ca.sa avete fatto ma. nei limili del possibile, anche come. 


Io C ••• le Regine 


di Corrado Giustozzi 


Se credete che sia facile mettere otto regine 
.su una scacchiera in modo che non si mangino, 
significa che non ci avete mai provato... 


1 problema 
dolle mio regine e un argomen- 
10 amico che però ogni lanlo 
nloma alia ribalta. Spesso pe- 
rò ehi lo cita non lo conosce 
bene o ne ignora Torigine, e lo 
riporta in modo errato o in- 
completo. specie per quanto 
concerne numero e tipo delle 
soluzioni. Peccato, perché il 
problema in sé non è privo di 
interesse, come vedremo: inol- 
tre è ricco di generalizzazioni c 
presenta risvolti informatici 
piuttosto significativi. 

Come forse sarà noto a mol- 
li di voi.il problema si situa a 
metà strada fra la matematica 
e gli scacchi: la sua storia é 
piuttosto lunga, e nasce pro- 
prio su di una rivista scacchi- 
stica che si pubblicava a Berli- 
no verso la metà del secolo 
scorso. Sul numero di settem- 
bre 1848 della Scbachzeitung. 
un tale Max BezzeI proponeva 
come rompicapo di disporre 
sulla scacchiera otto regine in 
modo che non ve ne fosse nes- 
suna sotto attacco da parte di 
qualcun altra. 

Ciò in pratica equivale a ri- 


chiedere di collocarle in modo 
che non ve nc siano mai più di 
due sulla stessa riga o colonna 
0 diagonale. 

A costo di rovinarvi la sorpre- 
sa vi dico subito che il proble- 
ma ummcllc dodici soluzioni 
distinte, senza contare le rota- 
zioni c le riflessioni. Volendo 
contare anche queste ultime 
(cosa che però di solilo non si 
fa) il loro numero sale a no- 
vaniadue. (Non a novanlasei. 
come qualcuno avrebbe potu- 
to pensare, in quanto una solu- 
zione base é simmetrica e non 
genera altre selle soluzioni, ma 
solo altre tre). Ad ogni modo il 
quesito proposto da BezzeI. 
subito denominalo problema 
delle olio regine, ottenne pre- 
sto una grande fama: fu tra 
l’altro affrontalo nonché risol- 
to anche da Gauss, il quale co- 
me si sa non perdeva molto 
tempo in stupidaggini. Però la 


prima soluzione pubblicata fu 
quella di Franz Nauck. che ap- 
parve nel 1 850 sulla fllusiricrte 
Zeiiimg di Lipsia: fra l'altro es- 
sa correttamente citava le solu- 
zioni senza contarne rifiessioni 
e/o rotazioni. Gauss al contr- 
ario aveva determinalo tulle 
le soluzioni, senza eliminare 
quelle ottenute per rotazione o 
riflessione dalle altre. Una di- 
mostrazione che le soluzioni di 
Nauck erano tutte e sole quelle 
possibili fu infine pubblicala 
dal matematico inglese J.W. 
Glaishcr dcirunivcrsilà di 
Cambridge, ed apparve sul nu- 
mero di dicembre del Phitoso- 
pliical Magazine. Glaishcr fu i- 
noltrc il primo ad estendere il 
problema a scacchiere non 
standard, ossia con un numero 
di caselle per lato (detto ordi- 
ne) diverso da otto; in partico- 
lare egli forni le corrette solu- 
zioni per le scacchiere di ordi- 


ne cinque e sci. Nello .stesso 
anno il matematico tedesco 
Gunlhcr pubblicava un suo 
metodo basalo sui determi- 
nanti per mezzo del quale si 
poteva trovare in linea di prin- 
cipio una soluzione al proble- 
ma originano, ma in cfTeui al 
massimo lo si poteva applicare 
m pratica per l'ordine sei in 
quanto airuumcnlare del lato 
della scacchiera il numero dei 
calcoli da svolgere cresceva in 
modo astronomico. 

Cosa ne é ora del problema 
delle regine? Diciamo che vie- 
ne consideralo come una cu- 
rio.silà matematica di un certo 
interesse, anche se priva (sem- 
bra) di risvolti pratici. Ciò 
sembrerebbe liquidare la que- 
stione. se non fosse per un pic- 
colo particolare seccante: nes- 
suno c ancora riuscito a dare 
una formula che leghi l'ordine 
della scacchiera al numero del- 
le soluzioni. L'unico modo per 
sapere quante sono le soluzio- 
ni al problema per un dato or- 
dine è ancora quello di andare 
a trovarle una per una. compi- 
lo. naturalmente, che il pigro 
uomo moderno lascia volen- 
tieri al calcolatore. Esistono 
diversi algoritmi noli per fare 
questo, che si dividono in due 
grosse fasce: quelli che in fon- 
do non fanno altro che ripetere 
ciò che un uomo farebbe meto- 
dicamente a mano c quelli che 



MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 



procedono per vie traverse, ri- 
solvendo problemi puramenic 
numerici che si sa essere iso- 
morìl al problema originale. In 
ogni caso il numero dei calcoli 
da eseguire cresce m modo cosi 
vertiginoso al crescere dell’or- 
dine della scacchiera che ic so- 
luzioni sono note per pochi or- 
dini oltre quello originario, e 
fa ancora notizia l'aggiunta di 
un nuovo ordine supcriore da 
parte di qualche supcrcompu- 
ler sparso per il mondo. Notia- 
mo invece che. al contrario, è 
abbastan/ii agevole dimostra- 
re analiiieamenlc che esiste al- 
meno una soluzione al proble- 
ma per ogni lato maggiore di 
tre ed è assai facile vedere che 
non SI possono inserire più di n 
regine su dì una scacchiera di 
lato II sen/jj violare i lermini 
del problema. 

Si sa come i matematici, 
quando hanno tra le mani un 
problema interessante, non re- 
sistono all'Impulso di genera- 
lizzarlo; il problema detic regi- 
ne non c un'eccezione, ed c do- 
vuto sottostare anche lui a di- 
verse estensioni. La prima cosa 
che è venuta in mente, non si sa 
più nemmeno a chi. è stata 
quella di sostituire alia regina 
alin pezzi degli scacchi. Con i 
pezzi ortodossi, però, il pro- 
blema si fa poco interessante: n 
torri, ovviamente, possono es- 
sere disposte m modo da non 
alluecarsi in esattamente n! 
modi (n faitonalc). e questo 
conclude la questione (anche 
se nessuno si è mai preso la 
briga di isolare le soluzioni ba- 
se neppure per gli ordini più 
bassi). Le cose non migliorano 
pa.ssando agli alfieri, ed assu- 
mono aspcllì addirittura grot- 
teschi con I cavalli: penso che 
tutti sappiate che su una nor- 
male scacchiera è possibile di- 
sporre trentadue cavalli (in un 


unico modo) in modo che non 
ve ne siano mai due sotto at- 
tacco reciproco! Dobbiamo 
quindi rivolgerci agli scacchi e- 
lerodossi: il pezzo maggior- 
mente candidato a risollevare 
le sorti della vicenda è la cosid- 
detta amazzone 0 super-regi- 
na. che possiede eonlempora- 
ncamenie le proprietà di movi- 
mento della regina c del caval- 


lo. Con essa le cose tornano a 
diventare interessanti; c nolo 
che il problema delle amazzoni 
non ha soluzione per scacchie- 
re dì luto inferiore a dicci, e ne 
ha esattamene una (o quattro, 
comando le riflessioni) per 
l'ordine dieci. Tuttavia an- 
ch'esso rimane elusivo come 
quello delle regine, essendo an- 
cora irrisolta la questione se 


esista una formula precisa che 
correli ordine della scacchiera 
c numero delle soluzioni, e in 
caso quale sia. Anche per que- 
sto caso esiste un esercito dì 
supereompulcr sguinzagliati 
sulla terra che ogni latito prov- 
vedono ad aggiornare il limile 
superiore delle nostre cono- 
scenze; però succede general- 
mente che ogni nuovo risulta- 
to calcolalo contraddica tutte 
le congetture fatte in preceden- 
za. cosa piuttosto sintomatica 
della nostra scarsa compren- 
sione teorica del problema. 

Il mio primo inconiroi' scon- 
tro col problema delle regine 
avvenne quando avevo circa 
otto anni: lo lessi da qualche 
pane c provai a risolverlo ma- 
nualmente. spostando otto pe- 
dine su dì una scacchiera vera. 
Dopo diversi tentativi casuali e 
piuttosto goffi, giunsi a deter- 
minare una specie di procedu- 
ra "prova e riprova" che. po- 
sto di avere avuto abbastanza 
pazienza, mi avrebbe permes- 
so di trovare tutte le soluzioni. 
Ne trovai effettivamente qual- 
cuna poi mi stufai: a quel pun- 




MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 



:uu,'iunioci 


lo il problema era. come suol 
dirsi, virlualmcnic risolto, e 
me nc dimenticai presto. Natu- 
raimcnie a qucircpoca l'idea 
di usare un calcolatore non mi 
sfiorava neppure l'anticamera 
del cervello. Il problema mi 
tornò in mente invece parecchi 
anni dopo, quando divenni fe- 
lice possessore di una delle pri- 
me Tl-59. Spesi diversi giorni, 
a più riprese, per riuscire a far 
entrare un programma decente 
in quei dannali quattrocento 
passi di memoria; la terza ver- 
sione del programma, la più 
efficiente, trovò correitamenlc 
le novaniadue soluzioni in po- 
co più di quaranta ore di ela- 
borazione (!). Un secondo pro- 
gramma si occupò poi di legge- 
re le soluzioni trovate ed ana- 
lizzarle al fine di eliminare 
quelle ottenute per rotazione 
e/o riflessione dalle altre. Cin- 
que o sei ore furono sufficienti 
per isolare correttamente le 
dodici soluzioni base, con 
grande gioia della mia TI-S9 
che vedeva finalmente il termi- 
ne di quella prova-supplizio. 
L'algoritmo che avevo imple- 
mentalo era piuttosto contor- 
to, ma aveva il duplice vantag- 
gio di essere molto compatto e 
di usare poca memoria, fattori 
entrambi vitali consideralo 
l'hardware a mia disposizione; 
faceva uso di un solo vettore di 
otto posizioni, e sì basava sulle 
proprietà aritmetiche delle 
coppie di numeri estratte da 
questo vettore. A questo pro- 
gramma. clic ancora posseggo, 
è legalo un piccolo aneddoto. 
A quel tempo bazzicavo la re- 
dazione di una neonata rivista 
romana di computer, (no. non 
MC; un'altra, precedente) di- 
rettore della quale era {indovi- 
nate un po'?) Paolo Nuli, 
e coordinatore rimmancabilc 
Marco Marinacci, A Marco 
piacque l'idea strampalata del 
programma che aveva giralo 
per cinquanta ore su una pro- 
grammabile per risolvere un 
problema inutile, e mi chiese di 
scriverci sopra un articolo; la 
rivista era fresca fresca, aveva 
bisogno di materiale e d'al- 
tronde io ero già stato ospitalo 
su quelle pagine, anche se in 
modo poco esteso. Morale, 
scrissi l'articolo; c siccome 
piacque fini che nc scrissi un 
altro, c poi un altro, e poi... Il 




seguilo lo immaginale da soli. 

Ma torniamo al problema 
delle regine. In seguilo ebbi oc- 
casione di lavorare con un me- 
dio sistema (Honeywcll Livel- 
lo 62) dotalo di un buon com- 
pilatore Fortran 77. e mi tornò 
alla mente il vecchio proble- 
ma. A questo punto non c'era- 
no problemi di memoria e po- 
tevo dedicarmi solo all'cITi- 
cienza del codice. Scrissi quat- 
tro versioni successive del pro- 
gramma. c rultima. la più otti- 
mizzala, diITcriva in velocità 
dalla prima per circa un fatto- 
re trenta. Comunque anche co- 
si non riuscii ad andare olire 
l'ordine 12. che impegnò la 
macchina per circa 1 1 ore in 
una ricerca esaustiva di tutte le 
14200 soluzioni generalizzate, 
con estrazione delle 1787 solu- 
zioni base nonché 22 superso- 
luzìoni base, ossia soluzioni al 
problema delle amazzoni. Da 
estrapolazioni stimai che il 
tempo per la ricerca completa 
di ordine tredici sì sarebbe ag- 
giralo sulle centoquaranta ore. 
un tantino oltre il ragionevole 
considerato anche che nella 
letteratura era noto il numero 


di soluzioni fino all'ordine 18. 
Ma tanto per non dargliela 
vinta (al problema), mi misi a 
cercare strade alternative, qua- 
li quella di analizzare solo il 
problema delle amazzoni. Ciò 
non c peggio come può sem- 
brare; in efietli la maggior rigi- 
dità nella selezione fa diminui- 
re il numero di configurazioni 
da esaminare c quindi aeccllc- 
ra il calcolo. Inoltre adottai un 
metodo di ricerca non esausti- 
va delle soluzioni generalizza- 
te. che forniva un migliora- 
mento di circa un fattore due 
alla velocità di ricerca. In que- 
-sto modo arrivai fino all'ordi- 
ne quattordici. un risultato che 
non ho trovato nella letteratu- 
ra. Ma questo era veramente II 
capolinea, almeno con quel 
calcolatore. 

Ma il tempo passa, la tecno- 
logìa progredisce, e cosi dopo 
un ulteriore pausa di molli me- 
si ho finito per rialTrontare il 
problema, questa volta con 
l'XT che si trova sul mio tavo- 
lo di lavoro. Incredibile ma ve- 
ro. gli stessi programmi che gi- 
ravano sul 62. ricompilali per 
l'XT col Fortran 77 Microsoft. 


hanno giralo più veiocemcnle 
che sul vecchio mastodonte! E 
ciò mi ha permesso di raggiun- 
gere l'ordine 15 in circa olio 
ore di ricerca (cd un paio previ- 
ste di isolamento che però non 
ho più effettuato). E per ora 
questo é tulio. Da qualche 
tempo però il pensiero mi è ri- 
tornato. c sto meditando, nei 
pochi momenti liberi, di riscri- 
vere tutto in C per vedere che 
succede: ma per fortuna non 
l'ho ancora fatto e non credo 
che Io farò. Un'altra cosa che 
ho fatto solo parzialmente è 
l'analisi matematica dei risul- 
tali delle varie ricerche, in 
quanto a complessità di calco- 
lo. tempi di esecuzione, nume- 
ro di soluzioni trovate o Isola- 


Ordine Soluzioni 

10 1 

n 6 

12 22 

13 239 

U 653 




le. Un argomento abbastanza 
interessante, del quale non mi 
pare sia stato pubblicalo nulla. 
I mìei programmi alla fine dì 
ogni ricerca provvedevano a 
stampare un rapportino conte- 
nente I valori dì alcuni conta- 
tori di eventi critici nonché i 
tempi di calcolo. Ho messo 
tutti i risultati in uno spread- 
sheet e ho fatto qualche regres- 
sione. ma i risultati non sono 
affatto chiarì, tranne che la 
complessità di calcolo del mio 
algoritmo sembra essere più 
che polinomiale. 

E con questo concludiamo 
questo breve excursus nel pro- 
blema delle regine. Nelle tabel- 
le pubblicate ho riportato il 
numero di soluzioni generaliz- 
zate c di quelle base (con tanto 
di complessità dì calcolo) per il 
problema delle regine dagli or- 
dini da quattro a dodici, c 
quello delle soluzioni base per 
il problema delle amazj'oni 
dall'ordine dicci al quattordi- 
ci. Chi fosse interessato ad ul- 
teriori notizie cdevenlualmen- 
Ic ai listali dei programmi For- 
Iran di ricerca può senz'altro 
scrivermi presso la redazione 


50 


WCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 






iSSÌSS-l:' 


ESTENSIONE PER SPECTRUM 

299.000 


Scrivete le parole da pronun- 
ciare ''Lei” le leggerà: 

LET S$ = "sAlve" enler 
sentirete la parola salve dal- 
l'altoparlante del T.V. 

Molti programmi prevedono 
già II suo uso (BIrds and thè 
Bees, Lunar jet man, ma- 
ziacs. VOICE CHESS ecc. 
ecc.) 

MANUALE COMPLETO IN ITALIANO 

parla attraverso II televisore con una chiara voce sintetica 



COMPRESE: 4 cartucce con 5 programmi (introduc- 
tory, master file, tasword twoantattack, games desi- 
gner). Istruzioni In Italiano 


SPECTRUM 48K PLUS 


con lo SPECTRUM plus manuale in italiano e in regalo 5 programmi in italiano (conto corrente, grafica 
funzioni, bioritmi, esapedone + il Supercopiatore di Massimo Rossi) 


te 

iSt: 











Nonostanic lo aspciiaiivc. a più di un 
anno o mezzo dalia comparsa de! QL 
sono ancora mollo pochi i programmi 
liscili per rullimo compuler Sinclair. La 
siiuazionc appare particolarmente nera 
per quanio riguarda i giochi, che si pos- 
sono verainenie coniare sulle dila di una 
mano. Tra essi spicca comunque questo 
lania.snco programma di scacchi della 
Psion. la stessa .software house alla quale 
si deve rormai famosa (nel bene c nel 
male ...) suite di programmi fornita assie- 
me alla macchina. Non per nulla QL 
Chess si presenta con una veste grafica 
.ihhastanza simile a quella di Quii! & C., 
con la zona supcriore dello schermo che 
ncordii il significato dei tasti funzione cd 
il nome dei vari comandi richiamabili. 

Iniziamo a vedere le ciirallerislichc del 
programma, iniziando da quella più 
sjjcitacoliire: la rappresentazione tridi- 
mensionale della scacchiera. Con la pres- 
sione de! tasto funzione F2 si può passare 
dairimmagine classica della scacchiera 
vista in pianta ad una visione in .1D che 
sfrutta il formalo di schermo m massima 
risoluzione. Il risultalo che si ottiene c 
veramente clTieacissimo c non fa rim- 
piangere assolutamente una scacchiera 
vera. In modo tridimensionale si perdo- 
no tulli I prompi e le scritte che accompa- 
gnano invece la scacchiera in pianta com- 


preso purtroppo. l’orologio. In ogni mo- 
mento c comunque possibile tornare alla 
normale immagine bidimensionale pre- 
mendo di nuovo F2. 

Passiamo ora alle cose ‘■normali’’. I 
livelli di gioco sono 14; a parte il primo, 
l'ultimo ed il penultimo, sono classificati 
in base al tempo di risposta medio da 
parte del computer, da 2 secondi a 4 mi- 
nuti. Il livello 0 c definito per novizi, e il 
computeradoita un gioco più debole se si 
trova in vantaggio. Al livello I il tempo 
di risposta non è predcfinilo. ma è ap- 
prossimativamente uguale, mossa per 
mossa, a quello speso dal giocatore. All'ul- 
timo livello, infine, il computer pensa 
aH’infiniio. o meglio finche non lo si for- 
za a muovere con il comando Move- 
Now'- 

Sempre a proposito del tempo di rispo- 
sta é importante sottolineare che il com- 
puter sfrutta, per l'analisi della posizio- 
ne. anche il tempo impiegalo daH'avver- 
sario per muovere. Ciò gli dà un vantag- 
gio praiicamenle incolmabile nei con- 
fronti della maggioranza degli scacchisti 
dilettanti, però (forlunaiamcnie ...) è 
possibile far si che il calcolatore pensi 
solamente durante il suo turno usando il 
comando Rasy. 

La libreria delle aperture è piuttosto 
completa, anche se non vastissima, e 
comprende circa 4000 mosse; un risulta- 
to più che buono soprallullo quando si 
considera che il programma risiede com- 
pletamente in memoria centrale. 

Tulle le mosse giocale rimangono me- 
morizzate sino a che non si inizia una 
nuova parlila; questa caratteristica è pie- 


namente sfruttabile con i comandi Take- 
baek. Forward c Rcplay.con i quali si 
può rivedere tranquillamente lutto fin 
contro c magari rigiocarlo a partire da u: 
certo punto. 

Mollo utile per i giiKalori meno espor- 
li è il comando Hint. che suggerisce la 
mossa successiva. L!n altro comando m- 
icrcssanlissimo è Analysis. che permeile 
di vedere cosa pcn.sa il calcolatore; 
basso sullo schermo compare infatti la 
mossa giudicata migliore sino a quel mo- 
mento. assieme allo sviluppo previsto dal 
gioco in conseguenza di quella mos' 

Chi possiede una stampante può olle- 1 
nere la stampa di tutta la partita co 
comando Prmi. 

Oltre che contro il computer si può 
iiaiuralmcnlc giocare assieme ad un 
versarlo umano; anche in questo caso i 
risulteranno utili parecchie delle opzioni I 
sopra menzionale. Qualunque sia l'av 
versario si può interrompere la partita it 
corso, e registrarla su microdrive, per poi 
ricaricarla successivamente. 

L'ultima possibilità offerta c quella n 
lalìva alla soluzione di problemi scacchi- 
stici; con il comando Sel-Up si può predi- 
sporre la posizione dei pez.zi sulla scac- 
chiera nel modo desiderato. 

In conclusione QL Chess è un prò- 
gramma estremamente versatile, che può i 
essere molto utile anche dal punto di v' 
sta didattico. Un acquisto praticamente ; 
obbligato per tutti i possessori dì un Ql. > 
che giocano, anche se raramente, a scac- 
chi. A/ 8 ' 



52 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 





In edicola il primo numero di 



7 Note Bit 

Oggi la musica si' 


Il 1985 è l'anno mondiole della musica... 
preparati con 7 note Bit , lo nuova, fantastico opera 
che in soli 15 fascicoli quottordicinali (ciascuno 
corredato do uno cassetta software per Commodore 64) 
ti insegna veramente la musica. E puoi suonare subito 
Non perdere il primo numero. Pensa, compresa nel 
prezzo c'è anche lo stupenda tastiera professionale per 
il tuo Commodore 64. 



GRUPPO 

EDITORIALE 

JACKSON 


IN COLLABORAZIONE CON SISL 




Nell'Immenso ed mincaio labirinlo di 
Gyronsiirovailmiiico Place ofWisdom. 
la Sede della Saggezza, dove un grande 
mago ha nascosto il segreto della sua 
sapienza. 

Gyron é diviso in dodici parti, a loro 
volta raggruppale in due zone principali: 
l'Atrio, il labirinto esterno, e la Necropo- 
li. il labirinto interno. Entrambe sono 
degli immensi calendari cosmici dove il 
tempo e scandito dal movimento delle 
Sfere Celesti, che si ripete ogni 15 miliar- 
di di anni. 

AH'inlerno di Gyron si trovano disse- 
minale le Torri dei Silenzio, il cui scopo c 
quello di impedire l'accesso al labirinto 
generando un campo distruttivo di ener- 
gia. 

La vostra missione è di entrare in Gy- 
ron e localizzare il Place of Wjsdom. Per 
viaggiare nel labirinto avete a disposizio- 
ne una navicella speciale. l'Hedroid. Pur- 
troppo la posizione del luogo cercalo 
non è fìssa, ma dipwndc dalla configura- 
zione delle Torri c dal ciclo delle Sfere 
Celesti. 

La prima zona del labirinto. l'Atrio, 
serve solo per fare pratica, dato che il 
Place of Wisdom è situato nella Necro- 
poli; ncH'Alrio infatti i pericoli sono mi- 
nori ed c più facile sopravvivere. Il gioca- 


piccuie fmeslre. Quella più in alto mostra 
la mappa bidimensionale di Gyron limi- 
tatamente alle immediate vicinanze del 
punto in cui ci si trova. Sotto vi é un 
indicatore costituito da lince rosse, che 
compiono un movimento sinusoidale, il 
cui numero c proporzionale alla capacità 
di sopravvivenza dell’Hedroid. L'ultimo 
indicatore è sicuramente il più coreogra- 
fico: si traila di un poliedro che ruota 
velocemente e che può assumere dodici 
colori diversi, uno per ognuna delle dodi- 
ci zone di Gyron. 

II movimenio dell'Hedroid é di tipo 
inerziale: una volta accelerata in avanti, 
la navicella continua ad avanzare sino a 
che non si interviene con il freno.Gli uni- 
ci sposiamemi consentiti sono in avanti, 
a destra ed a sinistra: per tornare sui 
propri passi o per cambiare verso di mar- 
cia è però possibile ruotare di 1 80 gradi la 
navicella asando il comando del freno 
quando l'Hedroid è fermo. 

Il controllo può avvenire sia da tastie- 
ra che da joystick; un'apposita opzione, 
raggiungibile premendo CAPS SHIFT c 
SPACE, permette di ridefinire i tasti in 
base alle preferenze personali. Gyron è 
un gioco estremamente complesso e diffi- 
cilissimo da portare a termine, però la 
relativa lentezza dell'azione, che richiede 
più doti strategiche che prontezza di ri- 
flessi, lo rende adatto a tutti c non solo ai 
giocatori super-esperti. 

Una menzione finale va alla grafica, 
veramente splendida. M fi. 


tore può però iniziare subito la ricerca 
ail'interno della Necropoli caricando di- 
rettamente il lato B della cassetta che 
contiene il gioco. 

Oltreché dalle Torri bisogna guardarsi 
anche dalle Sfere, il cui contatto risulta 
fatate. Contro di esse l'unica arma possi- 
bile è la prudenza: forlunalamcnic il loro 
movimento è estremamente lento e pre- 
vedibile. Le Torri invece possono essere 
colpite con il laser di cui c dotato l'Hcd- 
roid. Nei casi più fortunali raltacco pro- 
voca la sparizione definitiva della Torre; 
spesso, invece, questa scompare soltan- 
to. per riapparire immediatamente in 
un'altra parte del labirinto. 

Come SI vede nella foto, durante il gio- 
co gran parte dello schermo è occupata 
da una visione tridimensionale del labi- 
rinto. quella che si avrebbe stando real- 
mente seduti al posto di guida dcll'Hed- 
roid. I tre quadratini verdi sui bordi sono 
degli indicatori di posizione che permet- 
tono di evitare le collisioni contro i muri 
del labirinto. Quelli laterali vanno usati 
assieme alle strisce rosse che corrono sui 
lati quando l'Hedroid si muove: c possì- 
bile imboccare un corridoio laterale solo 
quando l'indicatore è interno alla striscia 
relativa. 

Sul lato destro del video vi sono poi tre 



54 


MCmicfOcomputer n, 44 • settembre 1985 





perché 



7A 


TRIUMPH-ADLER 



Tek Bunnic è un gioco a percorso do- 
luto di numerosi spunti simpatici ed ori- 
ginali. oltre che di una grafica c di un 
accompagnamento musicale di ottima 
qualità. Ne è protagonista unconiglicilo, 
che dovrà aiutare una tartaruga a pro- 
cacciarsi il cibo 

Per prima cosa il coniglio deve rendere 
commestibili i cuori rossi disseminali sul 
campo di gioco, passandoci sopra in mo- 
do da trasformarli in frulla. Il passo suc- 
cessivo è quello di guidare la tartaruga 
sino al cibo, indicandole "tclcpaticanicn- 
le" la strada da seguire. Per trasmettere 
la propria volontà alla tartaruga è suffi- 
ciente puntare la direzione giusta c poi 
premere il pulsante di fuoco del joystick. 

Per ogni frutto mangialo dalla tartaru- 
ga compare sullo .schermo una lettera del 
nome del frutto; quando il nome viene 
completalo appare un'uscita e si può pas- 
sare di livello. 

Qualche volta, quando il coniglio pas- 
sa sopra un cuore, appare il cuore spezza- 
lo al posto di un frullo. I cuori spezzati 
sono velenosi per la tartaruga, cd inoltre 
dopo un po’ di tempo si trasformano in 
una fragola che dopo poco farà nascere 


una terribile c letale zanzara, dalla quale 
c praticamente impossibile fuggire. La 
cosa migliore, quindi, quando compare 
un cuore spezzalo, è dì sotterrarlo por- 
tandocisi sopra c premendo il secondo 
pulsante del joystick (oppure il tasto 
GRAPH per chi usa la tastiera). 

Il pericolo principale è però un altro: il 
coniglio si deve guardare, infatti, dai ve- 
lenosissimi serpenti che gli danno la cac- 
cia. Questi possono essere uccisi facendo- 
li cadere in una buca, che può essere sca- 
vata anch’essa con il secondo tasto del 
joystick. 

Le buche si riempiono immediatamen- 
te d'acqua e. oltre ad essere una minaccia 
per i serpenti, permettono poi alle tarta- 
rughe di disselar.si quando (poverine ...) 
diventano bianche per la sete. Un secon- 
do modo di uccidere i serpenti é quello di 
mangiare una carota, trasformandosi co- 
si in un essere stranissimo, simile ad una 
pala rotante, in grado di fare strage di 
rettili. In realtà ciò serve solamente per 
fare un po’ di punti in più. perché ogni 
serpente morto è immediatamente sosti- 
tuito da un altro, agguerrito almeno 
quanto il precedente. Xf.B. 



PrvdullDrc; 
ASCII Corparalk 
Sumiioma MImm 
5-ìl-S Minami A, 


imnBu'i.mleni!" ifRl 


Provate a guidare il maggiolino più 
pazzo del mondo per una corsa folle nelle 
vie della città! 

Il maggiolino Tomaio (ma che razz 
nome — ) si prepara a correre la competi- 
zione più importante della sua vita, 
gara mozzafiato dove l'unico obiettivo c 
quello di conquistare tutte le bandierine 
bianche situale nelle strade. 

T re losche macchine nere tentano però 
di impedire al povero Tornato di conqui- 
stare la villoria. dandogli una caccia 
spielata, ed a .sbarrargli la strada vi sono 
poi delle mine dalla lugubre forma di 
teschio, con tanto di tibie incrociale. 

Per localizzare le bandierine, che con 
paiono una alla volta. Tomaio ha a di- 
sposizione un radar posto sulla sinistra 
dello schermo. Sopra di esso si trova uno 
strumento di importanza vitale, l’indica- 
lorc del carburante. Il livello della benzi- 
na cala con velocità preoccupante, c pri- 
ma che finisca del tutto bisogna correre a 
fare rifornimento ad uno dei distributori 
automatici, sempre allenii, però, a non 
farsi cogliere in trappola da una delle 
macchine assassine quando si è fermi a 
fare il pieno. 

Un gioco, tutto .sommalo. dccLsamen- 
le simpatico: senza troppe pretese, ma 
decisamente divertente, anche se alla lun- 
ga un po’ monotono. 



56 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 




771 perché 

i Personal Computer Triumph Adler 
hanno sempre qualcosa di speciale. 

I nuovi micro professionali Alphatronic P50 e P60. 
ad esempio, offrono maggiori funzioni 
e prestazioni degli altri micro compatibili 
con gli standard di mercato. 

771 perché 

gli Alphatronic P50 e P60 sono 
più potenti e più capaci: 

maggior velocità di esecuzione, 
maggior capacità delle memorie, grafica inclusa 
nella dotazione di base, migliori possibilità 
di configurazioni. 


771 perché 

fra le tante configurazioni potete scegliere 
la più adatta ai vostri specifici desideri e 
necessità: unità a dischetti anche a doppia 
capacità, unità a disco da 12,5 Mb, 
monitor monocromatico o a colori, 
stampante a matrice o a margherita. 



TRIUMPH-ADLER 


perché 

gli Alphatronic P50 e P60 sono dotati di molti 
programmi pronti e collaudati: 
applicazioni gestionali, per i consulenti, 
per la didattica, la grafica, la gestione degli archivi, 
il Word Processing, oltre naturalmente 
airinesauribile biblioteca programmi MS DOS. 
Chiedete una dimostrazione a un Partner 
Triumph Adler. 


Per ulteriori inlormazioni consultare le Pagine Gialle 
alle VOCI Elaboratori eletironici e Macchine ufficio 


Spedire a- TA Triumph-Adler Italia. 20126 Milano. Viale Monza. 263 
Per avere maggiori inlormazioni richiedo: 

□ Linvio di documentazione illustrativa 

□ La visita di un vostro tunziorìano 

Nome e Cogtwme 

Ditta 

Indirizzo 

I Teletor» 


MC/P50 







Alcune situazioni dì questo gioco ci 
l'anno tornare alla mente un film del '56. 
"Il pianeta proibito" in cui degli siruni 
mostri (i mostri dell'Id) prodotti dalla 
mente inconsapevole di uno scienziato, 
che aveva .sviluppato delle notevoli capa- 
cità mentali, minacciavano alcuni visita- 
tori della luna. 

Lo svolgimento del gioco è abbastanza 
semplice. Uno Psi-Warrior. deve esplo- 
rare un Silos (attraverso il quale si muove 
in maniera molto aggraziata ed armonica 
spostandosi su degli sci) alla ricerca di 
una sorgente misteriosa che genera delle 
creature aliene le quali minacciano l'inte- 
ro genere umano. La sorgente è situata 
nella parte più profonda del Silos in que- 
stione ed il guerriero deve raggiungerla 
servendosi dclfenergia sottraila agli alie- 
ni che incontra durante il percorso. Egli 
però deve essere mollo accorto in quan- 
to. gli stessi alieni, possono aggredirlo 
sottraendogli dell'energia mentale ed in- 
debolendolo fino a ridurlo all'immobili- 

Lc creature misteriose da catturare so- . 
no di tre tipi: Psi, Id e Pupae. Le prime, 
sono le più intelligenti e sono sviluppate 
da "energia intellettuale'' di menti uma- 
ne: esse sono molto potenti e po.ssono 
annientare in breve il guerriero. Anche le 



"Id". benché meno intelligenti delle pre- 
cedenti. possono diventare molto perico- 
lose ed insidiare cmcaccmenlc lo Psi- 
Warrior; esse provengono daH'cncrgia 
"animale", quella più istintiva, della 
mente umana. Infine, le Pupae, sono 
creature in fase di mutazione che col tem- 
po diventeranno Psi o Id. 

L'energia Id assorbita dal guerriero 
serve da carburante per la propulsione e 
man mano che essa diminuisce nello Psi- 
Warrior esso si muoverà sempre più len- 
tamente. L'energia Psi invece viene utiliz- 
zata per controllare quella Id. A questo 
proposito, sullo schermo e presente, tra 
le altre cose, una linea di staio SC che 
visualizza appunto lo squilibrio esistente 
Ira Psi e Id. Altra cosa importante é che 
l'energia Id può sviluppare nuovi poteri 
della mente. Grazie ad essa infatti lo Psi- 
Warrior potrà levitare sui vari ostacoli, 
estraniarsi dal proprio corpo ed esplora- 
re con la mente il Silos oppure diventare 
invisibile. Il gioco, esistente su disco e 
cassetta, possiede una grafica abbastan- 
za varia, benché non eccessivamente ap- 
pariscente. Gli effetti sonori sono preve- 
dibili e di notevole effetto grallco e la 
figurina dello Psi-Warriorehe aleggia per 
i corridoi sui propri sci comandalo dal 
joystick. TP 


Produllore: 

BevmJ - TarnJnn RoaJ 
Market llarhorougli. Uics. !GBt 
Dbirlbulore per l'ItalU: 

LAGO sw - Viole Uas\eKio Ma.ua 79 
}2IOtl Como — Tel. 1031 < S.32776 



La volta scorsa abbiamo presentato la 
versione per Specirum di Booiy e questo 
mese ci sembra doveroso spendere due 
parole su quella per il Commodore 64. 

La trama é abbastanza consueta e la 
ricordiamo brevemente dando qualche 
indicazione sul comportamento da tene- 
re nelle varie fasi di gioco. II nostro com- 
pilo è quello di raccogliere un favoloso 
tesoro che si trova nella grande stiva di 
un veliero cercando di evitare i vari peri- 
coli. Sparse per la stiva, oltre ai preziosi, 
troviamo anche dellechiavi che dovre- 
mo raccogliere portandoci sopra di esse e 
premendo il pulsante del fuoco che ci 
serviranno per aprire un certo numero di 
porte, ciascuna delle quali ci permetterà 
l'accesso ad una stanza successiva in cui 
raccogliere un'altra gioia o un'altra chia- 
ve. Naturalmente, ogni chiave apre una 
sola porla quindi, quando ne saremo in 
possesso, dovremo andare alla ricerca 
della porla giusta spostandoci per le scale 
e lungo i corridoi della stiva. Una volta 
raccolti lutti i pcz^d del tesoro che com- 
paiono sulla prima schermata, avremo 
45 secondi per aprire l'ultima porla attra- 
verso cui accederemo ad uno schermo 
successivo. 

Il gioco, che può essere giocato da ta- 
stiera 0 tramile joystick, è dotalo di mu- 
sichetta di sottofondo che può essere e- 
sclusa o riattivala servendosi del tasto D. 

T.r 



58 


MCmicfocompuler n. 44 - settembre 1985 





THINK BIG. 

CASIO FP-Booos II super veloce 



snnwjN 

SBl ' 

Viale Certosa. I3H Milano 
Tel. 02/3UHSM5 1.^ linee rie. aul.) 



Qutiiulo la IBM immU- ,\iil menalo il 
proprio perumul aniipiiUr. tiiianumdolo 
M-nipliccnwnict' quasi pereiuoriuiiwiue Per- 
wiial Coiiipuicr. oppurw scuulalo che. pri- 
ma o poi, quella macchina avrebbe acquista- 
lo .•iiilmcrcaio un pe.w lalc da divenire praii- 
ciiniciiic imo standard. Non lurono solo le 
.\celie progciiuali. orieniuie <il eon.vdidaio 
piniiosio elw al riroluzioiuirio. a lasciarlo 
\upporre. ma anche e Jorse sopruliullo la 
consapevolezza che quello di porsi come 
pillilo di riferimento sialubiiudine. sia alla 
parlala della strapolenie ca.su che può ahha- 
siiinza iiiconiesiabllmenie .sosieiierc di es.se- 
re stala lei ad iiiveniare il ealcolaiore elei- 

I. 'arri i'« del supercolosso nel .settore della 
niicroin/ormarica e dell'iiilorinaiiea perso- 
nale III. almeno iiflicialmente. accollo con 
alleggianienlo abba.sianza positivo da chi in 
quel niercuiogià c 'era e. anzi, lo aveva crea- 
lo. Nella campagna piibhliciiariu della .Ap- 
ple Comptiier apparvero slogan che suona- 
vano. più o meno, "grazie. IBM. di e.ssere 
eniruia nel niereuio dei personal, perchè ei 
anni a vendere i personal alla genie". In 
prillil a, meglio ima quota piccola in un mer- 
lalo grande, che una quoni grande in un 

Da molli pumi di vista questo non la una 
piega. Ma ha i suoi rischi: .se t'- vero che la 
Itirza dei grandi può aiutare i pieeoli, è anche 
vero elle iieiripoiesi di ima contrazione della 
domanda è lavile che. siano i piccoli a lame le 
spese per primi. Dapprima la IBM ha gua- 
dagnalo rapidamente quale in un memilo in 
rapida ereseiia e che leisie.s.sii lui coiilribiiito 
a far cre.scere. e. sono stati tempi buoni, più o 
niello, per iiiili. Poi. piano piano, quakv.sa è 


cambialo. In reallù la ereseiia non si è arre- 
stala, per cui non .si può parlare di vera c 
propria crisi, ma la rapidiià della crescila è 
diminiiiiu mollissimo. K questo naiuralmen- 
le non hu fallo piacere a ehi si era program- 
malo coiiiando.su un lasso di crescila più clic 
doppio rispello a quello realmenie vcrijiea- 
losi. Compresa la stessa IBM. la quale sì 
dice abbia parecchi personal a magazzino in 
.America, che ha inizialo tuia nias.sicciu cani- 
pugna per vendere il PC anehc come lermi- 
nale di .si.siemì più grandi. 

In un uriieolii che vuole es.sere una pano- 
rumieu .sulle rcalià di iin sellare di mercato è 
giusio non dimenlicare le diljìeoliù nelle 
quali a! momenio il mereaio versa, ina non è 
cerio questo l'argomcnio eenirale di queste 
pagine. 

A proponilo di eompulibiliià. prima di 
parlare del lenomeno degli IBM eompaiihili 
è bene tornare un po' indieiro. l'n tempo, i 
eompiiter co.siavano mollo ed il .software 
pure. Poi. sono arrivati i personal, cheeo.sia- 
vunopoeo: ma il prezzo del .software è rima- 
sio elevalo, e non poteva essere alirimenii. 
Ingenerale. <' con la maggior diffusione di un 
bene qualsiasi che si può diminuirne il cosio. 
Im realizzazione di un buon programma ri- 
chiede molle energie, quindi porta con sé un 
eoslo nolevole che si ripartisce su! numero di 
pezzi venduii: più sono, meno il coslo di 
sviluppo inilui.sce sul prezzo imiiario. f il 
modo migliore di vendere molle copie di un 
programma è far .sì che pos.su e.ssere impie- 
galo .SII macelline diverse, perchè. si allarga il 
campo dì poleiKiali acquirenii. Ma perchè 
lo .sles.sa programma giri, .senza o con poche 
modiliche. su macelline dilferenii, .servono 
ceni pre.supposii. 


Il si.siema operaiivo CP M è prohabil- 
menie il primo esempio di leiiiulivo di .stan- 
dardizzazione nel scllorc del personal: può 
funzionare .su qualsiasi eompiiler basato sul 
niicroproce.s.sore '/.-tW. c i programmi scritti 
sotto CP M sono abbastanza lacilmenie 
trasportabili da ima macchina all'altra, a- 
dullando H formato dei dischi, dello .schermo 
e un po' di altre cose. .Ma questo non .signi/i- 
ea. a parte ulciine ceeezioni. che si possa 
sfilare il dischetto da ima macchina e farlo 
girare su iin'aliru. Sta di fallo, eomimqae. 
che il CP M hu preso parecchio piede e che 
la maggioranza delle macchine basate sullo 
y.-bll hanno ulilizzalo ed utilizzano questo 
sisiemu operaiivo: perchè, olirciulio, .scrive- 
re da zero un si.sienia operaiivo eo.sia, e. si la 
mollo prima e .si risparmia pagando i difilli 
alla Digital Re.seurch per t'uso del CP .M. 
ovviamenle adunando alla propria mueehi- 
ria l'appo.siio "modulo". 

Le pre.siazioni del CP M sono buone, ma 
non eeeezionali. nello .sviluppo .si è dovuto, 
ovviamenle. badare più che altro alla lucile 
irasporiahiliiù da una maeehinu ull'alira 
Lo /.-fin è un oiiimo prm e.ssore. ma ha .sulle 
spalle qualche uimelio e sopruliailo è ad "S 
bii". Tenendo conio prohabilinenie di que- 
sto lana, un he! giorno la IBM deve aver 
dello "sai che laccio'' prendo un micropro- 
cessore che .somigli ubbasianza allo /.-fili, 
ma che sia meglio, e un sLsiema operaiivo 
che .somigli ubbaslanza alCP M. ma che .sia 
meglio: .sono Ione e gli aliri dovranno vena - 
mi dietro". Feo.sì ha preso l'bllHH. che guar- 
da caso prudono dalla linei di cui la IBM è 
proprieiaria: un proee.s.sore a 16 bii con bus 
u >i bit. .signifieu in pruiiea che le pre.siazioni 
.sono migliori di quelle dello /-fili, ma che è 


MCmicfocompuler n. 44 • settembre 1985 



iihhiisUmzti Indie midil'utire prognmimi 
urini per lo /.-Kl) in modo elle po.s\uiw girii- 
re \n maichine provviste di HDHH. E come 
\isiemii operiiiivo si è fallo scrivere dalla 
Microsoft l'MS-OOS. che somiglia un po' 
alCP M. ma è molto più evoluto. Raggiunti 
i primi due ohiellivi. il terzo te più importan- 
te I non è stalo un prohlema: gli altri le sono 
andati dietro. E co.si è nato lo standard: 
standard di latto, perché nessuno lo ha mai 
delìnilo. 

I costruttori di tpielli che generalmente 
vengono chiamati "IBM compatihili" si .so- 
no praticamente divisi in due. a .seconda del- 
la politica. Ci .sono tpielli che seguono la 
IBM costruendo nulechine con prestazioni 
migliorate e comiauiue caratterisliehe diver- 
sHìcate tp.cs. pnriatilil e prezzi general- 
mente eompetitivi. ma dello stesso ordine di 
grandezza, altri invece eosirui.seinw mac- 
chine in lutto e per tutto simili al PC IBM. di 
prestazioni uguali o al limile inferiori tco- 
.slruiiìvumenie parlando/ e prezzi ahhastan- 
za decisamente più bassi. Si tratta di quelle 
macchine che con termine bruito, ma reali- 
stico si .suole delìnire "copie" o. con maggio- 
re gentilezza, "uguali". In realtà alcune di 
t:\se sono vere e proprie copie della piastra 
madre IBM. en.siruilc in genere a Taitvtm e 
dintorni da ditte che iiormahnenie lavorano 
per conto terzi tmagari anche per conto 
della .sie.ssa IBM... /: altri, di eoslrullori più 
hlusanaii. sono circuitalmente almeno in 
parte diversi, rico.siniili da capo, ma in mo- 
da da avere lo sles.so funzionamento del PC 
IB M ed u.ssicurare la eompiriibiliià. Il tallo, 
ovviumenle, deve e.ssere fallo in modo da 
non incorrere nei problemi di copyright ! ve- 
di ad esempio tu ROM de! PCi. Non ci 


dilunghiamo .sull'argomento, che sarà al- 
froniaio meglio nelle pagine che seguono. 

L'idea di questa super-prova è nata per- 
chè il mondo del eonipuiibilv PC IB.M è 
diventalo talmente vasto che oriemarvisi. 
per chi si accinge ad un acquisto, non è 
lucile: .scegliere fra oggetti quasi uguali è 
per certi aspetti mena critico, ma per altri 
più dijfìcilc. che .scegliere fra prodolli com- 
pletamente diversi l'uno dall'altro. .Allora 
abbiamo cercato di prendere lutti i compati- 
bili. metterli in uno stanzone e provarli ed 
esaminarli tulli insieme. Ne manca qualcu- 
no. o perchè troppo nuovo o perchè per qual- 
che altra ragione non è stato pos.sihile averlo 
a disposizione in tempo, ma almeno a livello 
dei nomi di un certo peso il panorama può 
con.siderarsi praiieamciue completo. 

Le macchine in prova .sono veniiqaaiiro. 
con un buon assoriimenio di compatibili di 
grossi o meno grossi eoslrullori. e di "ugua- 
li" cinesi e iialiani. non untieipiamo nulla. 
Naiiiralmenie non si tratta di vcniiqualiro 
prove secondo il consueto standard della ri- 
cLsta: non ei sarebbe stato lo spazio, ma. 
d'altra pane, non sarebbe stato neppure ne- 
ee.ssurio vista la matrice comune di conipali- 
biliiù IB.M tud ukune macchine, le più .si- 
gmlìeaiive o atipiche, dedicheremo comun- 
que le consuete "prove" nei prossimi nume- 
ri./ / eommenii .sono .stali ridotti al massi- 
mo. ma ì test sono stati abbastanza aeeurati 
SII ciascuna macchina della quale si è verifi- 
cata compatibilità, velocità i’ costruzione, 
secondo ì criteri esposti più avanti. Nelle 
pagine che .veguuno trovate prima un ariiea- 

10 inirodullivo. di Corrado Giuslozzi. che 
cerca di mettere a fuoco il problema facendo 

11 punto .sulle po.ssihili forme di eonipaiihili- 


là. Seguono le veniiquaiiro ".schede", prece- 
dale da una breve introduzione di Francesco 
Peironi. sul.. .protagonista dietro le quinte, il 
PC IBM. Le schede sono .state redatte da 
Corrado (ìiu.stozzi. che ha confrontalo le 
proprie impressioni con quelle di Fabio 
Marzoccu t’ Francesca Peironi che hanno 
eseguilo le prove tecniche: su queste ultime 
vi doeumenla. nelle idiime due pagine, la 
sle.s.so Peironi. non senza eommenlarne i 
risultali. Non ci .sono, in linea di mu.s.sima. 
vineiiori e vinti, ma. .secondo il nostro costu- 
me. al'hiamo pre/erilo dare ai lettori gli ele- 
menti obieilivi perchè ciascuno po.ssa formu- 
lare i propri giudizi, che po.s.sono e.s.sere .sog- 
gettivi, .senza .sostituirci alla lesta di nes.sii- 

le. Riteniamo di avergli dato una prima buo- 
na .sgro.ssaia. che ovviamente non esclude 
che vi si possa lornure .sopra. Come e più di 
sempre, aspeiliamo i vostri conunenii e le 
vostre critiche, fondamentali per definire il 
laglio da dare ai pros.simi iniere.s.samenii 
della rivisia a questo genere di problemi. 
I. ’impre.sa è siala ardua i io sono.scriiio. ag- 
girandomi fra niinueeiosi scatoloni c fo- 
gliacci di curia pieni di problemi da risolve- 
re. non intendo na.seondere di aver più volte 
niuledei io il momento in cui ho avuto l 'idea e 
deciso di meiierlu in allo... i: per il momen- 
to, .sarebbe .stato diffieile fare di più. Ripe- 
tiamo quindi che i vostri eoniributi sono uti- 
lessimi per cercare di eompleiarc nel modo 
migliore possibile l'argomenio. Da pane no- 
sira possiamo anticiparvi che altri aspetti 
del mondo PC IB.M dei quali abbiamo in 
programma di oeeuparci sono le schede ag- 
giuntive. le unilà di memoria di massa e di 
back tip e simili. Marco Marìnacci 


MCmicrocompuler n 44 - sellembre 1985 


61 



Compatibili c compatibilità 





Come avrete letto nelle pagine precedenti, 
state per leggere i risultati di una ma.\iprora 
incentrata sul confronto di ben ventiquattro 
compatibili IBM. praticamente lutti quelli 
reperibili sul mercato italiano. .Abbiamo sot- 
toposto le macchine a prove oggettive di 
compatibilità e di prestazioni, e le abbiamo 
adoperate realmente per constatarne il ren- 
dimento ".sul campo": un lavoro che ci ha 
portato via quasi lutto il mese di luglio. Ec- 
covi in queste pagine, un inquadramento del 
problema della compatibilità alla luce della 
politica commerciale IBM. nonché un breve 
resoconto del nostro lavoro e le conclusioni 
che si possono trarre da tutta la vicenda. 

La IBM ed il PC 


II PC IBM nasce verso il 1981. piulloslo 
lardi rispcllo alla data di inizio e diffusione 
del personal computing, in un momento in 
cui il personal principe è l'Apple e le mac- 
chine con lo Z80 ed il CP M vengono con- 
siderale semiprofessionali. Il mondo del- 
l'informalica personale era sialo fino ad 
allora snobbalo dalle grandi case di infor- 
malica "scria", quella dei mainframe c de- 
gli operatori col camice bianco: ma ora 
entra in campo la IBM presentando un 
personal dalle caratterisiiche assai diverse 
rispetto a quello che era allora lo standard 
di mercato. Il microprocessore utilizzato è 
un Intel 8088 a sedici bit. molto più potente 
degli Z80 o 6S02 di uso comune; il sistema 
operativo è interamente nuovo, simile per 
impostazione dei comandi al quasi stand- 
ard CP'M. La IBM anziché scriverselo in 
casa ha preferito farselo adattare al pro- 
prio hardware dalla principale software 
house per microcalcolatori, quella Micro- 
soft che aveva fornito il Basic a qualche 
dozzina di personal. 


In realtà l'MS-DOS non è un prodotto 
Microsoft: era stalo acquistato dalla Seat- 
tle Computer che l'avcva sviluppato per 
usi interni non trovando sul mercato un 
conveniente sistema operativo basato su 
sedici bit. Microsoft comunque rivede c 
corregge il prodotto, denominalo SCP- 
DOS, e lo chiama MS-DOS. con le proprie 
iniziali: la versione IBM sì chiama uflìcìal- 
mene PC-DOS. ma pochi lo chiameranno 
così. Per tutti il sistema operativo del PC, il 
personal per antonomasia (sempre mode- 
sti alla IBM ...) continuerà a chiamarsi 
MS-DOS. 

La prima versione della macchina e del 
sistema operativo c piuttosto limitata: 64 
K.b di RAM, uno o due floppy singola 
faccia da 160 Kbytc. Ma fimporlante per 
riBM è essere entrata nel meralo con una 
macchina impostata in modo professiona- 
le. Dopo ptoco riBM comincia a fare sul 
serio, ed annuncia i nuovi modelli XT c 
sopraiiullo il nuovo DOS versione 2, que- 
sta volta interamente riscrillodalla Micro- 
soft. Il balzo in avanti è fatto. L'XT rac- 
chiude. nello stesso contenitore del PC. un 
disco rigido in tecnologia Winchester dalla 
capacità di dieci milioni dì caratteri ed un 
floppy a doppia faccia da ircccnloscssan- 
lamila caratteri. II nuovo DOS è assai più 
polente del precedente, disponendo di 
nuovi comandi c di una struttura ripresa 
da Unix, il sistema operativo dei Labora- 
tori Bell che ancora non riesce ad uscire dal 
mondo universilarioedclla ricerca. L'MS- 
DOS 2.00 è un sistema operativo "vero", 
non come il CP, M che. pure, ha l'enorme 
merito di avergli aperto la strada. Esso 
permette di vedere i dischi rigidi, dì crearcc 
gestire strutture di directory ad albero, di 
effettuare gruppi di elaborazioni batch: si 
auloconllgura in maniera semplicissima c 


trasparente aH'utcnic. è “smart" e "user 
friendly", un vero salto di qualità rispetto 
al passalo. Ciò rende il personal IBM ido- 
neo soprattutto u quella fascia di mercato 
che fino ad allora era rimasta scoperta ed 
aveva resistito alle proposte dei personal e 
dei mini: le piccole aziende, gli uBìci. gli 
studi professionali, i liberi professionisti; 
quelli per i quali un Apple era poco, ma un 
grosso IBM o HP o Univac o Honcywcll 
erano troppo. Il CP/XT è la macchina giu- 
sta per toro, ed il successo non larda a 
venire. E con esso la reazione a catena costi- 
tuita dalla produzione dì software; rapidis- 
simamenic le software house adattano i lo- 
ro prodotti CP, M alle nuove macchine, 
intravedendo le possibilità commerciali del 
mercato in sviluppo; c i nuovi produttori 
sviluppano applicazioni direttamente per 
l'MS-DOS. il quale in breve raggiunge c 
supera il record già del CP M in quanto a 
numero di programmi disponibili. Ancora 
una volta la IBM. grazie alla sua schiac- 
ciante potenza commerciale, è riuscita ad 
imporre uno standard al mercato, anziché 
iidallarvisi. creando un vero c proprio "fe- 
nomeno PC"; da! quale presto nasce e si 
sviluppa quello dei compatibili che ci inte- 
ressa da vicino. 

La “terza fase” dell'IBM 


I giochi però non sono ancora conclusi, 
e forse in un certo senso stanno comincian- 
do proprio adesso. Per l'IBM è ora infatti 
cominciala la "terza fase" dell’attacco al 
mercato. Dopo aver puntalo aU'ulenlc fi- 
nale prima, c al medio cliente poi. ora è la 
volta di quelli grandi; aziende, industrie, 
società: soprallullo quelle già informatiz- 
zate in modo tradizionale, con un mainfra- 
me centrale ed una rete di terminali. La 


MCmicrocomputer n. 44 • settembre 1985 



terza fase ddl’IBM è incentrata sulle LAN 
(Locai Area Network, reti locali) ed i colle- 
gamenti PC-mainframe, strumenti in gra- 
do di realizzare quella sinergia fra grandi 
potenze di calcolo e decentramento deH'e- 
laborazionc che sembra la carta vincente 
per il mondo del lavoro di domani. Gli 
annunci più recenti della IBM riguardano 
proprio questo: uso del PC in collegamen- 
to ai propri mainframe come terminali 
classe 3270 (PC3270). o come sistema di 
sviluppo in supporto al mainframe (PC 
370); collegamento in rete di PC o. ancora, 
possibilità di utilizzare i normali PC/XT al 
posto di terminali classe 5290 per i sistemi 
più piccoli (/34, /36, /38). L'obicttivo si e 
quindi spostalo dairutente finale all'azien- 
da. in un verso di crescente professionalità 
di uso del personal: il quale cessa pertanto 
di essere il computer per gli esperimenti di 
Archimede Pitagorico od il videogioco so- 
fisticato e diventa uno strumento profes- 
sionale di lavoro, eventualmente integrato 
in una realtà informatica di azienda già 
operante. 

I grandi corrono al compatibile 

Questo nuovo aspetto della questione ha 
fatto mobilitare rapidamente tutti gli altri 
costruttori importanti, quelli che, soddi- 
sfatti della propria posizione nel mercato 
ben stabilizzalo dei mainframe, prima non 
avevano mosso un dito prò o contro i per- 
sonal. Ora il sasso nello stagno gettato dal- 
la IBM ha evidentemente fatto saltare dal- 
la poltrona qualche pezzo grosso del- 
la concorrenza, ed i risultati sono stati 
gli annunci a breve scadenza di personal 
IBM-compalibili da parte di praticamente 
tutti i "grandi vecchi" dcU'EDP: Spcrry ed 
Honcywell fra i primi, ma anche Ericsson. 


llt e parecchi altri; segno che la paura di 
perdere il treno si è rapidamente diffusa. 
Ma soprattutto segno che ancora una vol- 
ta la casa di Armonk ha dimostrato di 
poter fare il bello ed il eattivo tempo, e che. 
come al solilo, tutti si sono dovuti piegare 
ai voleri di Sua Maestà Big Blue. 

Compatibili o uguali? 

È una legge di mercato, almeno nel re- 
gime economico occidentale impostato 
all’insegna della libera concorrenza, che 
ogni prodotto di successo venga ben presto 
imitato e venduto a prezzi minori. Capita 
con i vestiti alla moda, con i film, con le 
automobili; e capita anche con i computer. 

Naturalmente ci riferiamo ad un norma- 
le processo di emulazione fatto nel rispetto 
delle leggi, non certo alla contraffazione 
od al plagio: anche se talvolta qualche co- 
struttore senza molti scrupoli finisce per 
sfiorare i limiti del lecito. Fatto sta che 
anche il personal computer IBM. il PC per 
antonomasia, ha visto ben presto compari- 
re sul mercato decine di imitazioni, sia da 
parte dei solili micidiali cinesi di Taiwan 
che da più noti costruttori giapponesi o 
americani. Per rutente che deve fare un 
acquisto questa situazione, piacevole sulle 
prime, diventa ben presto fonte di preoccu- 
pazione: di fronte a una dozzina dì prodot- 
ti che sulla carta garantiscono prestazioni 
analoghe o migliori dciroriginalc a prezzi 
dimezzali, cosa fare? E poi la vantata com- 
patibilità sarà proprio tale? 

Che cosa si intende veramente per com- 
patibilità? 

Innanziitutto conviene fare delle classi- 
ficazioni per poterci muovere in fasce di 
macchine paragonabili, distinguendo ad c- 
sempio tra "compatibili" ed "uguali”. 1 


primi sono quei computer frutto di proget- 
tazione autonoma, ma basati sullo stesso 
processore e sullo stesso bus del PC IBM in 
modo da poter offrire, per precisa scelta 
del costruttore, la compatibilità col PC 
IBM (c fra un attimo vedremo anche cosa 
sia dì preciso la compatibilità). I secondi 
sono delle vere e proprie copie del PC IBM. 
tanto vicine agli originali quanto lo per- 
mette il rispetto dei copyright e dei brevetti 
internazionali; e anche questi vengono ag- 
girati ricorrendo a trucchi invisìbili all'u- 
tente finale, in modo che questi abbia co- 
munque la sensazione di trovarsi di fronte 
al "vero" PC IBM. I primi sono general- 
mente prodotti da costruttori grandi cd 
affermati, che dispongono di tecnologie c 
know how che li mettono in grado di svi- 
luppare c produrre autonomamente le 
macchine; generalmente cercano di distin- 
guersi dal PC IBM ricorrendo a soluzioni 
tecniche e circuitali diverse, e ricercando 
soluzioni autonome anche per quanto ri- 
guarda il design c l'estetica. I secondi sono 
generalmente prodotti da quei costruttori 
poco noli che riforniscono il mercato 
OEM. se non addirittura dalle stesse fab- 
briche che costruiscono le schede per i 
"grandi" e parallelamente le commercializ- 
zano per proprio conto. In questo caso la 
circuitazione è praticamente identica a 
quella deiroriginalc. cosi come le altre par- 
li ed il loro assemblaggio; l'estetica stessa 
viene mantenuta il più possibile simile a 
quella dei PC IBM mediante l'adozione di 
contenitori c tastiere dalla foggia identica a 
quelle oramai celebri del PC. Va da se che 
le macchine del primo tipo possono olTrirc 
prestazioni o caratteristiche anche diverse 
dal PC IBM. ma a costi paragonabili, men- 
tre le seconde sono identiche come presta- 
zioni. ma nettamente più ha,sse come prez- 


MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 


63 




20 . Non esiste una terminologia umvoea 
per distinguere le due classi, trattandosi in 
ogni caso di compatibili; allora, siccome le 
macchine del secondo tipo provengono ge- 
neralmente da Taiwan, in redazione e sor- 
to l'uso di chiamarle semplicemente "cine- 
si", e cosi continueremo a definirle nel se- 
guito. 

Ma cos'è questa compatibilità? 

La compatibilità Ira macchine esiste a 
ire livelli diversi. Possiamo parlarcdi com- 
patibilità MS-IX)S, di compatibilità soft- 
ware in senso esteso e di compatibilità 
hardware. La prima è l'ovvia capacità di 
far girare correttamente tulli i programmi 
scrini per un'altra macchina purché MS- 
DOS. Fin qui non ci sono molli problemi: 
se un programma e “scritto bene" e senz' 
altro porlalile. Perscruto bene intendiamo 
il l'alto che effettui tulle le operazioni di 
servizio (in primis l‘l O verso tastiera, 
schermo e dischi) tramite opportune chia- 
mate alle routine dell'MS-DOS. Come si 
sa. infatti. l'MS-DO.S è scritto in modo da 
essere quasi loialmenie device-indipen- 
deni: solo un suo nucleo è dipendente dall' 
hardware specifico e va personalizzato da 
niacehina a macchina: si chiama BIOS 
(Basic I O System) e viene fornito già in- 
sUillnlo da ogni costruttore, solitamente su 
ROM o fiPROM- Il resto dell'MS-DOS. 
che non cambia mai. costituisce un'inter- 
l'accia verso il BIOS: esistono chiamate 
standard all'MS-DOS che permettono di 
elTeltuarc letture o scritture sui dispositivi, 
c queste chiamale funzionano sempre allo 
stesso modo indipendentemente da cosa 
sia m efretlì il dispositivo. In pratica il 
programma dice all'MS-DOS che vuole fa- 
re una cena cosa su un certo dispositivo, 
senza occuparsi di come poi in effetti la 


cosa venga realizzata: è l'MS-DOS che. 
delegando il proprio BIOS, va a gestire 
fisicamente il dispositivo, in modo perfet- 
tamente trasparente al programma utente. 
Programmi senili in questo modo gireran- 
no senza ombra di dubbio non solo fra 
compatibili IBM ma. più in generale, fra 
macchine MS-DOS anche aventi hardware 
diversissimi- È questo il caso di programmi 
Basic che non facciano riferimenti assoluti 
tramile Pcck&Pokc e di programmi stand- 
ard come Wordstar c dBa.se II. 

La seconda compatibilità è a livello dei 
programmi "eauivi". ossia di quelli che 
invece bypa.ssano l'MS-DOS ed effeiiuano 
chiamate dirctlamcnlc alla memoria o ai 
dispositivi. Questi sono destinali a girare 



solo se le macchine di provenienza e di 
arrivo sono (o "sembrano") uguali dal 
punto di vista strutturale. Sono di questo 
tipo quei programmi anomali che non 
boolstrappano il DOS (tipo i Diagnostici 
IBM) o che gestiscono direttamente la gra- 
fica tramite chiamale alla pagina vì- 
deo (F'Iight Simulator della MicroSofl). 
Questo c il vero grado dì compatibilità 
software con il PC IBM: una macchina che 
sia compatibile a questo livello sì dice bre- 
vemente sofl-eompalibile IBM. 

Esiste poi un terzo livello di compatibili- 
tà. questa volta hardware. Sapete tutti co- 
me il PC IBM abbia la possibilità dì colle- 
gare al suo bus dei dispositivi opzionali 
tramite alcuni slot di espansione: bene, non 
è detto che una macchina sia in grado di 
accettare ed in caso riconoscere corretta- 
mente eventuali schede di espansione IBM 
(il contrario invece ovviamente accade 
sempre: i costruttori indipendenti di sche- 
de add-on garantiscono che i loro prodotti 
funzionino correttamente sul PC IBM). St- 
ia macchina è in grado di monture schede 
IBM o IBM-compaiibili si dice che è hard- 
compatibile IBM. Se una macchina c sia 
Soft- che hard- compatibile non ei dovreb- 
bero essere problemi: praticamente "è" il 
PC IBM, o meglio ne è un clone, come nel 
caso dei "cinesi". Non dimentichiamo co- 
munque la possibilità di leggere corretta- 
mente dischetti scrini da un PC IBM. Se 
ciò non c possibile, neanche con particolari 
programmi o adattatori esterni, allora la 
macchina non può dirsi loialmcnie com- 
patibile. 

La no.stra prosa 

Chiariamo quindi gli aspclli c la portata 
della nostra prova, che sono ben definiti: 
ciò che abbiamo voluto fare era una prova 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 




clt‘i "veri" compatibili IBM nel senso appe- 
na dello. non di tulle le macchi ne generica- 
mente MS-DOS 0 solamente sofl-compa- 
libili. Ecco quindi perché sono rimaste fuo- 
ri macchine pur MS-DOS come l’HPlSO. 
l'Apricoi, il Casio, tanto per fare alcuni 
nomi. Il nostro intento era misurare grado 
di compatibilità e uniformità di prestazioni 
dei full-compatibilc. non imbastire una 
prova a confronto fra macchine MS-DOS 
che avrebbe signillcalo ben poco. 

Il criterio adottato per la prova è semph- 
cee segue coerentemente la nostra filosolìa 
che ci vede contrari ai bcnchmark fini a se 
stessi; la parte obicttiva c stala lasciata ad 
alcuni test semplici, ma significativi, i quali 
ci mettessero in grado dì valutare il grado 
di compatibilità delle varie macchine verso 
il PC IBM di riferimento, e ad alcuni ben- 
chmark studiati per quantificare il livello 
di prestazioni di ogni macchina, prenden- 
do come paragone i medesimi test effettua- 
li sui PC IBM. Le prove sono state voluta- 
mente ridotte al minimo per evitare di 
riempirvi di numeri che. in fondo in fondo, 
lasciano il tempo che trovano. Ciò che ab- 
biamo voluto vcdcrcera il livello di compa- 
libiiilà esistente fra i vari computer definiti 
compatibili, c quantificare le loro presta- 
zioni in compiti di normale amministrazio- 
ne. Ma di questo potere leggere i dettagli 
nelle apposite pagine di commento ai risul- 
tati della prova. Vogliamo invece antici- 
parvi i risultati delta prova ed i nostri com- 
menti. 

Conclusiuni 

Come avrete modo di leggere con più 
agio nelle pagine seguenti, alla luce delle 
prestazioni tulle le macchine sono apparse 
uguali in modo sorprendente, falli salvi i 
due esemplari con clock a 8 MHz (di cui 
l'Olivctii avvantaggiato daH'80186). Per 
CUI scegliere un compatibile per le presta- 
zioni appare impossibile o assurdo, Entra- 
no quindi prepotentemente in ballo que- 
stioni di convenienza economica nonché di 
affidabilità: chi compra un computer di 
una marca nota può ragionevoimenio spe- 
rare in una maggiore affidabilità ed even- 
tualmente m un pronto ed efficace servizio 
di assistenza; ciò può invece non avvenire 
per chi compra un "cinese" di oscura pro- 
venienza. Il costo c un fattore legalo a 
questo; può darsi che la minore spesa di 
acquisto valga il rischio di eventuali pro- 
blemi in futuro. La cosa naturalmente va- 
ria m funzione delle esigenze dell'acquisto: 
una società che deve comprare cento per- 
sona! per collegarli in rete o al proprio 
mainframe farà bene ad affidarsi ad un 
costruttore che dia serie garanzie di affida- 
bilità. magari lo stesso che ha fornito il 
mainframe; il costo fa parte del servizio. Ai 
contrario, l'hobbista che vuole il personal 
perse farà probabilmente un affare miglio- 
re comprando un "cinese" economico, che 
probabilmente non gli darà mai dei gratta- 
capi ed in compenso gli sarà costato parec- 
chio meno delforiginale. 

Corrtuiu Uiusiozzi 


Cosa ne pensa ... 


...l'inf;. Giorunni CovifHo. Dirpilore Com- 
merciale ilei Gruppo Bit Compuiers di Roma 
(olio sodelà di vendila e servizi a Roma e nel 
Lazio) e responsabile Markeiing di Computer- 
nel. lina associazione nazionale di rivenditori di 
personal computer laiwalmenie ne comprende 

19). 

Nonostante abbia iniziato la vendita dei PC 
IBM solo dall'aprile 84. la Bit Computers ha 
ottenuto dalla IBM l'imporianie riconoscimen- 
lo di essere inserita nel Circolo Aureo, che com- 
prende i 21 Concessionari del PC che hanno 
consenuilo i migliori risultali commerciali nel- 
l'aiino. Di recente la società romana ha iniziala 
la commercializzazione del PC hit. una macchi- 
na fabbricata a Tain an di cui trovale la prova 
nelle pagine che seguono. 

Un inierloculore iniercs.'ianle perché coinvol- 
to in eniramhi i .selluri: quello del PC IBM e 
quello dei eompalihili. 

Come vedi il mercato del PC IBM? 

In crescila obbligala, perchè tocca le azien- 
de. E il mercato del personal nelle aziendeé un 
oligopolio, quindi più il mercato si ferma più 
la IBM. in percentuale, guadagna quote. Da 
quandoé in forze sul mercato, la IBM ha tolto 
spazio ad aziende innovative, perché con le 
sue capacità tecnologiche e la sua potenza di 
immagine e commerciale può imporre uno 
standard, con tutti gli aspetti positivi c negati- 
vi degli standard. Per la IBM. sinonimo di 
computer, è stalo facile diventare sinonimo di 
personal computer, tanto è vero che il suo 
personal lo ha chiamalo PC. Ma il mercato del 
PC non lo ha creato la IBM, che ha utilizzato 
quello creato dalle aziende innovative: la IBM 
ha fatio una macchina simile, come filosolìa, 
air Apple II. aperta. Insisto, il mercato è anco- 
ra in crescila: c più lenta di prima, ma conti- 
nua. anziché del previsto 40-45% è dell'ordine 
del 20%. ma sempre crescila é. Adesso stanno 
andando a regime le consegne dell'AT (e stan- 
no già arrivando i compatìbili), che comunque 
è una macchina di classcc costo superiori, non 
sostitutiva del PC del quale però conserva la 
fìlo.sofia. 

Come vedi i PC eompalihili? 

Non posso prescindere dalla distinzione fra 
compatibili e ... uguali. I compatibili sono 
quelli di costruttori abbastanza grossi che 
hanno deciso di "attaccarsi al carro IBM" o 
' per non sviluppare tecnologia o per sfruttare 
le proprie capacità commerciali nel campo dei 
grandi sistemi (vedi Spcrry, Ericsson. Olivet- 
ti): si (ralla di macchine con prestazioni spesso 
leggermente superiori a quelle del PC IBM e 
costi paragonabili. È una polìtica di afiianca- 
menio alla IBM. non di attacco: certo la IBM 
ci perde sempre un po', ma in (in dei conti 
conviene anche a lei perché il fatto che altri 
grossi costruttori si adeguino al prodotto IBM 
contribuisce ad affermare io standard. Adesso 
che il mercato non è più in forte crescita la 
tolleranza della IBM nei confronti di questi 
custruttori dì compatibilié diminuita, e la casa 
sia in parte correndo ai ripari diversificando i 


nuovi prodotti, specie a livello di software di 
base: sta su dischetto ma è IBM. non Micro- 
soft. quindi gli altri costruttori non possono 
acquistarlo se la IBM non vuole venderlo, ed é 
chiaro che non possono mettersi a rubare. La 
IBM sta anche sviluppando periferiche sue. 
come progettazione e produzione, in partico- 
lare a livello di stampanti. 

Gli uguali sono circuitalmente uguali: le so- 
le modifiche servono ud aggirare i copyright, 
sia a livello cia-uitale sia di BIOS, ma sono 
Irasparenti all'utente. L'approccio della IBM 
agli uguali è diverso da quello ai compatibili. 
Gli uguali tolgono tipicamente mercato end- 
user. non vate la pena combatterli con troppe 
energie almeno fino a quando se ne vendono 
meno di un certo numero, che sicuramente il 
management della IBM ha accuratamente de- 
terminato. 11 compatibile attacca invece la 
IBM sul mercato delle aziende, che per lei é un 
mercato strategico. Cosa possiamo fare noi 
alla IBM con il PC bit? Niente, tanto è vero 
che la IBM è perfellamente al corrente del 
fatto che noi vendiamo, a prezzo molto infe- 
riore a quello del PC IBM, un "cinese" mar- 
chialo PC bit. 

A proposito di eompalihili e uguali: 
perché il PC hit? 

Se per la IBM è strategico il mercato delle 
aziende, per la Bit é strategico il mercato del 
PC IBM. In un certo mercato proponiamo 
praticamente solo il PC IBM’ non ha senso 
andare in un'azienda medio-grande, nella 
quale la competizione è a livello di grossi no- 
mi. a proporre un PC bit solo perché costa 
molto meno. Spesso, tra l'altro, il prezzo dell' 
hardware é poco rilevante rispetto al costo 
totale dei servizj offerii; software, corsi, assi- 
stenza tecnica sia hardware sia software. Per 
l'cnd-user o la piccola azienda, che spesso 
compra una singola macchina senza o con 
poco software, il discono è diveno, il costo 
dell'hardwareé significativo e quindi il rispar- 
mio è massimo. Ovviamente questo ha senso 
perché la garanzia e l'assistenza che diamo al 
PC bit é analoga a quella che offriamu, in 
qualità di Concessionari, per il PC IBM. Ab- 
biamo selezionato il nostro "uguale” fra quelli 
costruiti a Taiwan, dandogli il nostro marchio 
proprio per prendercene dichiaratamente la 
responsabilità e dargli la necessaria credibili- 
tà. Il PC IBM io vediamo in concorrenza ai 
compatibili nel mercato delle aziende, gli “u- 
guali" sono affiancati nel mercato end-user o 
comunque del piccolo utente. Tra Tallro è 
sempre un contributo alla diffusione del per- 
sonal: un "uguale" può essere acquistato an- 
che da chi non ha i soldi per un PC IBM o un 
compatibile, il prezzo non édistanle da quello 
di un 64 con drive e monitor ... Certo, chi 
acquista un IBM o un compatibile sa di essersi 
rivolto ad un'azienda che dà delle garanzie di 
solidità eamdabìlità: chi acquista un "uguale" 
farà bene a valutare meglio possibile le garan- 
zie di assistenza che il fornitore è in grado di 
offrire. Paradossalmente, meno costa la mac- 
china più l'acquisto deve essere oculato ... 

I intervista di M. Marinaeci ) 


65 


MCrrncrocomputer n. 44 - settembre 1985 



5, Milano 



Dblrìbulori!: 

IBM haha Dùlr. ProUoni ■ Via Fura JS 
Prcui <4 n Al. 

PC amia i rniralr S slot A' 

«•I.W mmilìoppy ila 3611 A 

re prt vùkm e «um/w«(i’ 

PC XTnuKl. : uniià reniruleX 
xh! 256 A RAM 2 mmiUuppv 
Ja 360 A wtfr.i mmiicromaliai 

PC'XT ntnr/. 3 - come PCiXT 
mini. 2am I minilìnppv ila 360 
A r I luiritiliik ih IO M 


Un articolo che parli degli IBM com- 
patibili non può non parlare anche del- 
i'IBM. sia perché senza l'IBM PC non 
esisterebbe il mondo degli I BM compati- 
bili. sia perché in un certo senso fa da 
punto di riferimento per tutte le prove di 
compatibilità, sia perché generalizzando 
il concetto ed adottando sistemi statistici 
per le prove può risultare interessante 
sottoporre l'IBM stesso alle prove di 
compatibilità. MCmicrocomputcr ha 
parlato per la prima volta del PC IBM. 
nella rubrica MC news. nel suo secondo 
numero (ottobre 1981). anticipandone le 
caratteristiche tecniche. Le scelte tecni- 
che che all'epoca fecero scalpore furono 
l'adozione di una tecnologia Ih bit (in 
pratica l'IBM ha saltato a piè pari l'8 bit. 
sul quale tante case hanno fondato i loro 
successi), l'adozione del Sistema Operati- 
vo MS DOS c l'adozione della niosofia 
"piastra madre più slot di espansione". E 
questo fece scalpore non tanto perchè la 
scelta apparve copiata dall'Apple II. che 
in quel periodo era aH'apicc della sua 
popolarità, ma in quanto contravveniva 
a quella politica di chiusura verso “il re- 
sto del mondo" che aveva sempre carat- 
terizzato la produzione hard e soft IBM. 

L'annuncio dell'arrivo uBìciale del 
suo PC in Italia fu dato dall'IBM italiana 
solo aU'inizio del 83 (c riportato nelle 
MCnews del numero 16. febbraio 83) an- 
che se già alcuni importatori diretti rifor- 
nivano gli utilizzatori più impazienti con. 
almeno in parte, il beneplacito della stes- 
sa IBM. La sua architettura risultò, all'e- 
poca. innovativa. Oggi la separazione in 
tre pezzi della unità centrale, tastiera e 
monitor è la regola, al punto che tutte le 
macchine provate in questo numero (ec- 
cettuate ovviamente quelle portatili) la 
rispettano. L'unità centrale è costituita 
da un mobiletto che contiene la piastra 
madre, le unità a disco e ralimentatorc. 

La piastra madre (System board) con- 


tiene il microprocessore (Intel 8088 con 
clock a 4.77 MHz), fino a 256 Kb di 
RAM. 40 Kb di ROM (comprendenti 
oltre al BIOS Basic Inpul/Output System 
anche il linguaggio BASIC interprete re- 
sidente). uno o due DIP switch (a secon- 
da del modello) a otto interruttori da 
sellare in funzione della configurazione. 
Contiene inoltre uno zoccoletto vuoto 
destinato all'installazione opzionale del 
coprocessore matematico. 

Il processore 8088 supporta operazio- 
ni a 16 bit e 20 bit di indirizzamento, per 
un indirizzamento massimo di I mega- 
byte. il bus esterno è però a 8 bit. 

La ROM c suddivisa tra due chip da 28 
piedini. Il primo di 8 Kbyte contiene il 
programma di self-tcst eseguito ad ogni 
accensione, gli I/O driver, un generatore 
dei 128 caratteri grafici c il bootstrap 
dell'unilà a disco. 

Il secondo chip con tiene il BASIC resi- 
dente. che permette di utilizzare la mac- 
china anche senza installare unità a di- 
sco. le versioni potenziate del Basic risie- 
dono parzialmente su disco, in quanto 
comunque sono integrative delie funzio- 
ni residenti su ROM. Quindi non è possi- 
bile far girare un BASIC IBM sulle altre 
macchine che non hanno ROM BASIC. 
Mentre è possibile portare senza proble- 
mi di sorta un BASIC non IBM sulla 
RAM dcil'IBM. La RAM installabile 
sulla System board è al massimo di 256 
Kbyte distribuiti su 4 file di 9 chip da 64 
K (memoria dinamica, con tempo di ac- 
cesso 2(K) ns c un tempo di ciclo di 345 


ns). Il nono chip ha il compito di eseguire 
il check di parità. La piastra madre di- 
spone di connettori per il collegamento 
all'alimentatore, alla tastiera e all'alto- 
parlante. Dispone poi di 8 connettori a 
62 pin per le operazioni di l 'O. 

Le utilizzazioni primarie di tale BUS 
sono relative all'accesso alle unità a di- 
schi (Diskette e/o Eixed Disk Drive A- 
dapter). ai Monitor e alle Stampanti 
(Monochrome Display e/o Color.'Gra- 
phics Monitor Adapier) alle espansioni 
RAM (Memory Espansioni e ai vari pro- 
tocolli di comunicazione. 

Il canale I/O. che permette il collega- 
mento con il mondo esterno, è costituito 
da connctlori da l()0 millimetri con 62 
pin. 8 di Data Bus. 20 per l'indirizzamen- 
to. 6 livelli di imerrupt. alimentazione 
(quattro voltaggi), clock, comandi e con- 
trolli vari. 

Tutti i nuovi annunci relativi alle nuo- 
ve tecnologie LAN (Locai Area Net- 
work) e al collegamento tra PC e Main- 
frame. in emulazione di terminali IBM. 
prevedono una interfaccia Sfiecifica che 
occupa uno di questi slot. 

I monitor IBM sono sostanzialmente 
due (altri ne sono stali annunciali c ne 
parleremo presto), quello a fosfori verdi 
monocromatico alfanumerico, e quello 
grafico a colori. Il primo visualizza 25 
righe di 80 caratteri con caratteri traccia- 
ti in una matrice di pixel 9 per 14. rag- 
giungendo una definizione ottima. Quel- 
lo a colori invece, se usato in alfanumeri- 
co. utilizza caratteri disegnati in una ma- 


!.. 5.167.mi0 

!.. 5.7V6.IIII0 
!.. 6.210.00(1 


MCmicrocomputsr n. 44 - settembre 1985 





'WP'. ^ 



(ricc 8 per 8 con rìsuliati decisamenie 
inferiori; può però lavorare in alfanume- 
rico a colori, in grafica bianconero c in 
grafica colori. 

Tultii prodotti più diffusi, anche quel- 
li che nulla hanno di grafico, possono 
lavorare su ambedue le configurazioni, e 
nel caso lavorino sul monitor a colorì, 
possono effettivamente usare i colori an- 
che in modo alfanumerico. La scelta 
quindi tra l'uno c l'altro monitor è un 
problema dcll'uliltzzatore. in quanto il 
software che utilizza si adeguerà alla scel- 
ta fatta. 

La tastiera è separata deU'unìtà cen- 
trale c va collcgala con un cavetto a spi- 
rale alla presa a 5 poli posta sul retro 
dcH'unità centrale. Sono disponibili due 
versioni, quella americana, e quella ita- 
liana. Quesi’ultima è sempre una 
QWERTY che però prevede anche le vo- 
cali accentate. Per poter usare questa ta- 
stiera occorre caricare, al momento del 
booi. il set di caratteri corrispondenti che 
si chiama KEYBIT (Kcyboard Italy). 
presente nel dischetto DOS. La tastiera è 
molto robusta, ma non dispone di alcun 
LED che indichi l'accensione dei LOCK 
e questo è antipatico, sia perché molti 
software non visualizzano lo staio degli 
switch. sia perché molti compatibili le 
hanno. 

Non vi sono comunque problemi di 
tastiera anche se si lavora con prodotti 
americani, che talvolta prevedono dei 
simboli cui non corrisponde nessun ta- 
sto. Infatti premendo il tasto ALT (alter- 
nate) e la sequenza dei numeri del codice 
ASCII relativo (però solo nel formalo 
XXX e con il taslierino numerico) si può 
visualizzare qualsiasi simbolo presente 
nella tabella ASCII c questo vale anche 
per i caratteri grafici presenti nella pane 
alta della tabella. 

Tutto quello che vi è in più rispetto 
all'unità centrale va consideralo come 
opzionale, nel senso che va operata una 
scelta su quanto e come configurare la 
macchina. Lo stesso listino prezzi IBM 
comprende un "configuratore" che elen- 
ca tutti i "pezzi" necessari per raggiunge- 
re una cena configurazione finale. Esi- 
stono svariate possibilità che diventano 


pressoché infinite se si considera anche la 
produzione non IBM. 

Ad esempio per quanto riguarda la 
scelta dell'uscita su schermo le soluzioni 
potrebbero essere; 

scheda monocromatica IBM e moni- 
tor bianconero IBM. non permette la 
grafica e dispone di una interfaccia prin- 
ter parallela. 

— scheda a colori IBM e monitor CO- 
LOR IBM, permette grafica a colori c in 
bianconero, permette alfanumerico a co- 
lori. Però non dispone di scheda printer 
che va presa a parte. 

— tutteedueleschedeei monitor IBM. 
che possono lavorare in contemporanca 
mostrando contenuti differenti, in quan- 
to le due video memory occupano loca- 
zioni differenti nella mappa della memo- 
ria. 

Dì produzione non IBM esistono nu- 
merose altre possibilità, raggruppabili in 
due gruppi logici: 

— semplificazione e,‘o risparmio rispet- 
to alla soluzione IBM. a parità di rìsulta- 

— miglioramento delle prestazioni, ma 
in questo caso occorre che la scheda sia 
supportata di software necessario per po- 
terla usare con i prodotti più diffusi. 

Per quanto riguarda le schede di e- 
spansione. relative a qualsiasi funzionali- 
tà. la scelta é molto vasta tra quelle IBM 
e quelle prodotte da altre case. C'é da dire 
che spesso queste ultime prevedono la 



combinazione dì due o più funzioni in 
una unica scheda, per cui é possibile otte- 
nere la configurazione voluta rispar- 
miando non solo soldi, ma soprattutto 
slot. 

II mondo dei compatibili tiene conto di 
questo fatto c quindi sono molte le mac- 
chine che già in configurazione base pre- 
vedono schede multifunzionc. 

In questa situazione risulta mollo dif- 
ficile stabilire una configurazione base, 
uguale per lutti, rispetto alla quale ese- 
guire paragoni economici, valutando gli 
clementi in più e quelli in meno, tra le 
varie soluzioni. Ad esempio non si può 
affermare che il valore di una scheda che 
preveda due porte seriali deve essere il 
doppio di quello dì una scheda seriale 
semplice, solo per il conteggio delle fun- 
zioni svolte. Sarà rutentc che deve fare 
queste valutazioni, rispetto soprattutto 
alle funzionalità che gli interessano, al 
fatto che una soluzione può offrire una 
maggiore elasticità rispetto ad un'altra, 
ecc. 

La configurazione di un PC IBM con- 
siste in tre fasi successive. Innanzi tutto il 
montaggio dei vari pezzi aH'iniemo della 
macchina, schede, memorie RAM. cavi, 
ecc. C'è poi il settaggio degli switch inter- 
ni tramite il quale sì comunica alla mac- 
china in quale situazione hardware deve 
lavorare. 

La terza operazione è il test, il cui risul- 
tato deve corrispondere alle operazioni 
eseguite. Il test viene eseguito da un di- 
schetto Diagnostico fornito con la mac- 
china. tramite il quale vengono ricono- 
sciuti lutti ì dispositivi installati. A richie- 
sta vengono eseguiti test specifici per cia- 
scun dispositivo per verificarne l'efficicn- 

Abbìamo utilizzato il Dischetto Dia- 
gnostico. nella versione 2.02. come primo 
test di compatibilità tra le macchine .con 
risultati positivi in termini software, in 
quanto il dischetto ha girato su tutte le 
macchine, ed in termini hardware, in 
quanto in ogni macchina ha riconosciuto 
correttamente la configurazione (eccetto 
le funzionalità che non era in grado di 
poter individuare, come lo Streaming 
Tape o la scheda Hercules). F.P. 


MCmicrocomputer n, 44 - settembre 1985 


67 





La prima delle ventiquattro schede de- 
dicate alle sìngole macchine è. per uno 
scherzo deH’ordine alfabetico, proprio 
quella di un "cinese". Apriamo quindi 
questa rassegna con la descrizione di una 
delle tante "copie" del PC IBM fatte a 
Taiwan. 

Che la macchina sia un clone del PC lo 
si vede lontano un miglio, grazie al conte- 
nitore dalla linea inconfondibile. Contra- 
riamente airoriginale. però, questo sì a- 
pre come un cofano di automobile, pre- 
mendo due pul.sanli posti sulle fiancate: 
ciò permette un grande risparmio di tem- 
po c fatica a chi. per lavoro o per hobby 
debba aprire frequentemente il compu- 
ter. 

La tastiera é esteticamente mollo simi- 
le a quella IBM. difTcrcnzìandosene solo 
per la posizione del tasto shìft di sinistra 
(posto più all'ìnlemo della sua riga anzi- 
ché all'esterno) e per la presenza di spie 
sui tasti di lock. 

Non dispone inoltre della comoda sca- 
nalatura. presente sul PC. che permette 
dì appoggiare una penna od una matita. 

Il tocco dei tasti è piuttosto preciso, 
ma non restituiscono aH'opcratorc una 
chiara conferma di azionamento che la 
tastiera IBM realizza mediante un sono- 
ro "click". 

Il frontale della macchina contiene so- 
lo i drive dei dischi; nel caso particolare 
essi sono due drive per minifioppy del 
tipo slim line (di produzione Epson), ma 
ad essi potrebbe aggiungersi un winche- 


L'Adlin XT viene fatto completamente a Taiwan, e rientra pertanto nella catego- 
iadei "cinesi". È una macchina basala su di un 8088 iemporizzatoa4.77 MHz, con 
RAM a partire da 128 Kb. Incorpora una interfaccia Centronics ed una scheda 
grafica monocromatica Hercules. Gli slot IBM bard-compatibili sono otto, alcuni 
già occupati dalle schede fomite col sistema. La memoria di massa può essere 
configurata con uno o due floppy da 360 Kb slim line c. opzionalmente, un 
Winchester da 1 0 Mbyte. Sono disponìbili come add-on una scheda multìfunzione ed 
1 scheda grafica a colorì. Il contenitore è il comodo IBM-like con apertura • 
compasso. la tastiera quasi perfettamente IBM. 


steroaddiritturadueutilizzandoi recen- 
ti modelli a mezza altezza. 

Stranamente sono collegati in modo 
che il drive primario (quello da cui la 
macchina effettua il boot) sia quello di 
sotto. Sul pannello posteriore troviamo, 
in corrispondenza all'alimentatore, due 
prese dì rete asservite airinlerrullore di 
accensione: purtroppo sono prese di tipo 
americano, il che ne limita parecchio la 
praticità d'uso. 

All'csircmiià opposta vi sono invece le 
feritoie dalle quali sporgono le schede di 
espansione montate negli slot interni, in 
numero di otto. 

L'interno è mollo semplice, suddiviso 
com'è in tre ambienti logici: la mother- 
board con le schede di espansione a sini- 
stra. le memorie di massa a destra verso il 
frontale c l’alimentatore (swiiching e per- 


tanto schermalo) a destra posteriormen- 

Tuiio è cablalo con un po' di fiat-cable 
c cavi volanti, in mudo forse non pulitis- 
simo. ma funzionante. La stabilità mec- 
canica della costruzione invece non è 
gran che: il contenitore, piuttosto legge- 
ro. ci sembra un po' ballerino, e muoven- 
dolo con la mano tutto rinicmo prende 
ad agitarsi. 1 vari componenti sono tutti 
di buona qualità, e forse i pezzi migliori 
sono i due drive Epson. L'aiimeniaiorc ci 
sembra ben dimensionato, lant'é che già 
prevede la possibilità di fornire l'alimen- 
lazionc a due ulteriori drive. 

In definitiva questo Adlin c un compu- 
ter tranquillo, una buona replica del PC 
IBM. Un po’ più versatile ed un po’ me- 
no costosa deiroriginalc, da buon "cinc- 


MCmicrocomputer n, 44 - settembre 1985 



L'Advance è un compatibile “non cinese”, ossia non una replica del PC IBM. Si 
basa su di un 8088 funzionante a 4,77 MHz e dispone di RAM a partire da 256 Kb. 
La memoria di massa può essere configurata, come tradizione in questa classe di 
macchine, con due floppy oppure con un floppy ed un Winchester. Con la macchina 
viene fornito un monitor monocromatico a fosfori verdi di buona qualità. 


Già l'estetica di questo Advancc tende 
a mantenere leggermente le distanze dal- 
riBM. qualificando la macchina come 
compatibile c non come copia. L'unità 
centrale è caratterizzata da un design 
semplice, ma elTicacc. piuttosto "serio" 
come impostazione. La spia di accensio- 
ne c la presa per la tastiera, entrambe 
collocate sul frontale, sono una comodi- 
tà in più. segno di una buona cura dei 
particolari. Sempre sul frontale troviamo 
i due drive di cui é equipaggiala la mac- 
china in nostro possesso, entrambi slim 
line c quindi poco ingombanti: rimane 
sopra ad ognuno dì essi il posto per un 
altro drive uguale. La tastiera é del tipo 
americano con shift di sinistra interno 
rispetto al tasto che normalmente gli sta 
a fianco, cosa un po' fastidiosa finché 
non ci si fa l'abitudine. Sono presenti 


opportune spie sui tasti lock ed è possìbi- 
le appoggiare una penna sulla parte alta 
della tastiera senza vedersela rotolare sui 
tasti. L'unico problema è forse causato 
dalla leggerezza intrìnseca della tastiera, 
che a volte non le consente dì trovare un 
appoggio stabile. Posteriormente non so- 
no disponibili prese di rete asservite e gli 
unici connettori sono quelli del video e 
delle due interfacce di serie, una Centro- 
nics parallela ed una RS-232 seriale. 
L'interruttore di accensione è dolalo dì 
un’ulteriore spia luminosa incorporata; 
evidentemente i progettisti dell’Advance 
volevano dare aH'ulentc la assoluta ecer- 
ta sensazione di quando la macchina fos- 
se accesa e quando no... L'interno lascia 
piacevolmente colpiti: la costruzione é dì 
buon livello, soprattutto molto robusta; 
il coperchio che aU'csicmo è di plastica 


aH'inlcrno è realizzato in robusta lamiera 
metallica, un po' per rinforzare la mecca- 
nica, ma anche come schermo elettroma- 
gnetico. Lo spazio di manovra è s 
mente mollo, grazie alle ridotte dimen- 
sioni dei due drive Mitsubishi. La scheda 
madre sulla sinistra è pìuUoslo comune e 
dotata di cinque slot hard-compatibìli 
IBM. l'alimentatore di potenza noi 
chiarata, ma daU'aspcuo rassicurante. Il 
tutto assemblalo in modo piuttosto puli- 
to. I prezzi ci sembrano in linea con quelli 
di un certo tipo dì concorrenza, ovvia- 
mente non considerando i "cinesi" eco- 
nomici ad ogno costo; va tenuto conto 
che includono la serie completa di pro- 
grammi della serie "Perfect". cosa che 
costituisce una facilìty in più. ammesso 
che 3 chi acquista la macchina servano 
efTcttivameme. 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 




L'Alpha Micro AM-SIO. denominato The Workstation, è un compatìbile un po' 
mi generis. Basato sul solito 8088 a 4,77 MHz, può avere da 256 a 640 Kb dì RAM e 
una memoria di massa a scelta tra due floppy, un floppy ed un Winchester da 10 Mb 
ed un floppy ed un Winchester da 20 Mb. Degli otto slot dì espansione presenti, solo 
tre 0 quattro sono realmente disponibili per l'utente, in quanto gli altri ospitano il 
computer vero e proprio. Dì serie sono comunque disponibili un'interfaccia seriale 
ina parallela, oltre all'uscita per monitor monocromatico. Oltre all'MS-E>OS. 
l'Alpha Micro può usare un sistema operativo denominato AlphaMate che mette il 
computer in grado dì funzionare come terminale di altri sistemi AlphaMicro dì 
maggiori dimensioni. 


DaU'americana AlphaMicro ecco un 
:ompalibile-ma-non-troppo. nel senso 
che il suo principale interesse non è quel- 
lo di replicare il PC IBM quanto quello dì 
costituire un "posto di lavoro" (da qui il 
nome Workstation) in collegamento co- 
te terminale ai grandi sistemi AlphaMi- 
'o basali sul 68.000, con possibilità però 
dì lavoro in modo locale. L'architettura 
del sistema è pertanto abbastanza diffe- 
rente da quella del PC; e la compatibilità 
è quasi un accessorio in più. che serve per 
avere più software disponibile quando si 
lavora in locale. 

L'AM-5i0 si presenta in un contenito- 
e che richiama abbastanza la linea del 
PC IBM- La versione in prova dispone di 
512 Kb di RAM e di una memoria di 
massa costituita da un minifloppy 5,25" e 
in Winchester da 10 Mb. La tastiera è 
del tipo americano assai simile a quella 


del PC. ed è dotala dì spie luminose che 
segnalano l'attivazione dei vari tasti di 
blocco (o lock). Posteriormente trovia- 
mo una presa asservita in standard ame- 
ricano (e quindi pressoché inutile) e una 
.sfilza di ben otto slot dì espansione, che 
però come vedremo presto non sono tutti 
liberi. Il monitore in bianco c nero, ma è 
disponìbile anche l'unità centrale con u- 
scita a colori. 

L'interno rivela la citata impostazione 
piuttosto differente da quella degli altri 
compatibili. Ad esempio praticamente 
non vi é la grande motherboard. ma il 
computer risulta frazionato su più sche- 
de, che vanno ad occupare posti negli 
slot. 

Cosi ne rimangono liberi per l'utente 
solo quattro in caso si lavori con memo- 
ria di massa a due floppy, e addirittura 
tre in caso sia previsto anche un Winche- 


ster, a causa del controller addizionale. 
La costruzione ed il montaggio sono 
buoni, l'ordine non altissimo a causa dei 
molli cavi che viaggiano da tutte le parti. 

Come si inquadra questa struttura c< 
la compatibilità IBM? Bene, per l'utente 
italiano che probabilmente non conosce i 
modelli superiori AlphaMicro questa 
macchina altro non è che un compatibile 
un po' strano, e basta; il discorso cambie- 
rebbe dovendo esaminare il prodotto an- 
che dall'altro punto di vista, cosa però 
che non dobbiamo fare. Per cui la conclu- 
sione é che il AM-510 è comunque u 
buona macchina, in regola con le presta- 
zioni. 

Se qualcuno avesse necessità di colle- 
garlo come terminale ad un sistema Al- 
phaMicro sappia che può farlo, sfruttan- 
done tutte le caratteristichee guadagnan- 
do in produttività. 


70 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 



Il Lemon Intelligent c un compatibile italiano, basato su un 8088 e con varie 
opzioni per quanto riguarda la memoria di massa. La RAM va da2S6Kbinsu, peri 
dischi si può scegliere se montare due floppy oppure un floppy ed un Winchester. 
Volendo si possono acquistare uno streamer tape di backup del Winchester, da 
montare internamente, ed un disco da S Mb rimuovìbile. 


Lemon è stato il nome di un fortunato 
compatibile Apple, ai tempi in cui la mela 
era la macchina da copiare. Ora che il 
computer di riferimento, se possiamo de- 
rmirlo cosi, é il PC IBM, anche la Belton 
si adegua presentando il Lemon Intelli- 
gcni. clone italiano del PC. 

Già l'estetica la dice lunga sulla mac- 
china: la carrozzeria è piuttosto simile a 
quella del personal IBM. la tastiera pres- 
soché uguale: difTeriscc solo per avere le 
spie di lock ed il return di dimensioni 
maggiori del normale. Sul frontale detta 
macchina compare in bella evidenza un 
rosso pulsante di reset; più a destra Io 
spazio istituzionalmente dedicalo ad al- 
loggiare le varie unità della memoria di 
massa, costituita nel nostro caso da ben 
due floppy ed un Winchester da IO Mb. 

Posteriormente troviamo la bellezza di 
ben due prese di rete asservite aH’inlcr- 


ruttore di alimentazione, un vero lusso! 
Gli slot di espansione sono otto, non tutti 
liberi in partenza come vedremo tra po- 
co. 

Il monitor fornito in dotazione, c mar- 
cato Lemon anch'esso, è in bianco e nero, 
di buona qualità. 

L'interno mostra una costruzione un 
po' caotica, con molte schede e molti 
flalcable che viaggiano da tutte le parti. 
Le schede sono relative alte interfacce ed 
alia gestione della grafica. Quest'ullima è 
a doppia funzione, commutabile a piace- 
re mediante un interruttore posto su di 
essa: quella in nostro possesso (>erò ave- 
va la tendenza a fare dei caprìcci in modo 
grafico. Le interfacce sono invece una 
seriale RS-232 ed una parallela Centro- 
nics implementate entrambe su di una 
sola scheda. Esiste poi un'ulteriore sche- 
da che accetta ingressi per joystick sia di 



Dislrìbuloir: 

Behon Elecirnnks s.r.l. 
Zona Inàuilriale 
Ì20W Monulupom IMO 


Prezii: 

256 Kb. I floppy da 360 Kb. I 



ri seriale e parallela, scheda 

ioysliek L. 5. 500.000 

f-r. ma con im floppy da 360 al 

po.w del winchesler L. 3.000.1)00 


tipo Apple che I BM. ossia proporzionale 
oppure tutto-niente. Con essa, che viene 
fornita di serie, gli amanti degli arcade 
potranno divertirsi anche se ci sembra 
che la maggior parte del pubblico non ne 
farà molto uso. 

Gli slot, dicevamo, sono otto, ma quel- 
li elTeltivamente liberi e a disposizione 
deH'utenie si riducono però un po' di 
numero per via delle schede installate in 
fabbrica. Oltretullo, caso più unico che 
raro fra i compatibili, i suddetti slot sono 
cinque lunghi e tre corti (come sull'XT 
IBM), e ciò forse limita ulteriormente la 
possibilità di aggiunta di add-on com- 
merciali. L'alimentatoreèdi potenza non 
dichiarala, comunque ci sembra ben ac- 
coppiato al resto. 

In definitiva una buona macchina, non 
particolarmente agguerrita, ma ben fatta 
e soprattutto competitiva come costi. 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


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Anthe Commodore, il grande costrul- 
orc americano indiscusso re degli home 
compuier. ha infine fatto il suo ingresso 
nel mondo semiprofcssionale dei compa- 
tibili IBM- Lo ha fallo presentando due 
macchine che si dilTeren/iano solo per la 
quanlilà di memoria di massa disponibi- 
le. due minifloppy o un minifloppy ed un 

Tutta l'impostazione del computer 
tende a non richiamare afTutlo quella del- 
ITBM. certamente per motivi di immagi- 
cosi l'unilà centrale è un parallelepi- 
pedo piuttosto squadralo, cd anche la 
tastiera ha subito qualche ritocco nella 
disposizione dei tasti. Sul frontale c prc- 
.c una microscopica spia di accensio- 
ne, che tuttavia svolge bene il suo compi- 
o risultando ben visibile. 

L'interno dei PC IO mantiene le di- 
ilanzc dallTBM almeno quanto l'csler- 
tu: la topologia della piastra madre è 
piuttosto dilTcrenle cosi come la disposi- 
le interna delle varie unità, segno che 
in effetti la Commodore non si è limitala 
a ■■copiare” un PC IBM. ma ha progetta- 
lo ex novo la sua propria versione com- 
patibile. I drive, del tipo slim a mczjsi 
altezza, sono di produzione Canon, c so- 
o dolali di un pulsante esterno che serve 
ia a bloccare il diseo nel drive che ad 
estrarlo. Il video c di ottima qualità, dai 
caratteri ben disegnati: la ventola di ali- 
nlazionc veramente mollo silenziosa. 
Un po’ scomoda risulta invece la tastiera 
via dei tasti fuori posto, almeno fin- 
non ci si fa rabitudinc. 


Il personal IBM compatibile della Commodore è basalo su di un 8088 funzionan- 
te a 4.77 MHz. La RAM va da 256 Kb a 640 Kb. c sono presenti 8 Kb di ROM per il 
BIOS. Le interfacce seriale e parallela sono di serie, e sono disponibili S slot di 
espansione di cui comunque solo tre sono liberi essendo gli altri occupali in perma- 
nenza dal controller dei dischi e del video. La tastiera è del tipo IBM-iialiano, 
leggermente differente dallo standard. Alcuni tasti sono di dimensioni maggiori ed il 
taslierino numerico dispone di un enter duplicalo. Sono presenti le spie per i tasti 
lock. La macchina non dispone di presedi rete asservite né di pulsante di reset. Esiste 
i versione superiore, denominala PC 20. che si differenzia dall’altra per la 
presenza di un disco rìgido da IO Mb al posto di uno dei due floppy. 


Qualità della costruzione ed alTdabili- 
là deirasscmblaggio d sono sembrali più 
che sulTicicnli per il normale uso previsto 
per macchine di questa categoria. Certo, 
alla mente viene spontaneo il paragone 
col Commodore 64; c. considerazioni 
sulTaflldibililà a parte, sembra strano 
che un costruttore da molli anni impo- 
stato su di una cena linea, quasi una 
filosofia, possa repentinamente cambia- 
re impostazione c passare ad una classe 
di prodotti cosi differente. Ceda direche 
lutto sommalo questa macchina non 
rappresenta uno stravolgimento totale 
dcirimmaginc Commodore: forse non a 
caso il colore del compuier ricorda quello 
del 64. Il vero punto di coniano è nei 


prezzo, piuttosto basso per una macchi- 
na di progetto e produzione originali, 
nonché dalle oneste prestazioni. Tutto 
sommato quindi possiamo considerare il 
PC 10 come un esordio serio e maturo in 
un settore piuttosto lontano dai princi- 
pali interessi commerciali Commodore 
del passato: segno di una evoluzione nei 
disegni de! cosiruuore, che certamente 
non abbandonerà gli home. ma sfrutterà 
la sua esperienza in quel settore per acca- 
lappiare nuove fasce di mercato nel mon- 
do in espansione legalo al PC IBM: forse 
proprio quei sessaniaquaitrisii che. cre- 
sciuti. avranno bisogno di un computer 
serio per lavoro. 

Si sa. il primo amore ... 


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MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 




Il Dalj General One è un poriaiilcautoalimcmaio e molto compatto, basalo su di 
un 80C88 (la versione CMOS deU‘8088) e dotato come memoria di massa di uno o 
due drive permicrodoppy da 3,5", capaci di 720 Kb l’uno. La RAM vada 128 Kb a 
5I2Kb.il video è realizzalo in tecnologia LCD ed è in grado di mostrare 25 righe da 
80 caratteri l'una. Di bus IBM naturalmente non se ne parla, ma sono comunque 
disponibili espansioni esterne verso disp>ositivì quali un drive per minifloppy da 
5,25" una stampante ed un monitor CRT. Le batterie incorporate consentono 
diverse ore di lavoro, ed è ovviamente prevista la possibilità di ricaricarle anche 
durante l’uso mediante un apposito adattatore esterno. La Data General fornisce 
per il suo One una pratica borsa imbottila nella quale trovano posto il computer, la 
stampante e gli alimentatori. 


Il Data General One c stala una mac- 
china di cui si è parlato molto nella fase 
pre-lancio. ma poi non ha fatto più sape- 
re mollo di se. Ora la Data General "ci 
riprova", presentando una versione leg- 
gernicnic ritoccala dcH'One (sono cam- 
biate le ROM di sistema) corredata di 
lutto un insieme di satelliti che ne rendo- 
no pratico l'uso anche come computer da 
tavolo: drive esterno, stampante, moni- 
tor CRT. tulli collegabili ad un modulo 
dì interfaccia che si collega posterior- 
mente al computer. È inoltre disponibile 
un box di espansione che comprende cin- 
que slot hard-compatibili IBM con rela- 
tivo alimentatore da rete e. opzionalmen- 
te. un drive per minifloppy da 5.25". 
Quindi un rilancio in piena regola, con 
tanto di avvicinamento alla compatibili- 
tà IBM in precedenza un tantino snobba- 
la. Il DG One si presenta in un case mol- 
to compatto dal peso di meno di cinque 
Kg. 1 due drive per microfloppy sono 
disposti sulla fìancatina destra, mentre 
posteriormente, protette da un piannello 


scorrevole che serve anche come suppor- 
to inclinalo al computer stesso, si trova- 
no i conncilorì per le uscite seriale c pa- 
rallela. 11 "coperchio" del computer è in 
realtà lo schermo, che sollevandosi sco- 
pre la tastiera. Qucsl'ullima c assoluta- 
mente peculiare, lontana da qualunque 
distribuzione standard di tasti (a parte 
ovviamente quelli alfabetici), per ovvii 
motivi legati al contenimento delle di- 
mensioni. I tasti funzione sono lutti alli- 
neali sulla prima riga, molli altri sono 
spostati qua c là o implementati come 
seconda funzione stampigliata in rosso 
.sui tasti alfabetici. I tasti sono in numero 
di 79; il loro tocco è gradevole, e fornisce 
a chi digita un comodo feedback tattile. 
Prima di usare con naturalezza la tastie- 
ra, però, bisogna superare un certo perio- 
do di assuefazione alla posizione dei ta- 


Lo schermo, di dimensioni gigante- 
sche per un LCD. mostra le canoniche 25 
rìghcdi80caraucri;la leggibilità lulluvia 



Diiìlribulore: 
fiala General S.p.À. 
fiu F.lli Gracchi. J6 

Balsamo lUII 

Prezzi ilf'A e.iclusa): 

I2S Kh RAM. I microjhppv 

ila 72U Kh L S.292.(XXI 

2Sh Kb RAM. I micro/lnppy 

Ja 7JH Kh L 5.9X4.000 

512 Kb RAM. 2 microfloppy 

,!a 720 Kh l'uno !.. 9.3X1.000 


non ò elevatissima, c il controllo di con- 
trasto sembra non essere mollo di aiuto 
(almeno ncircscmplarc in nostro posses- 
so). La colpa va forse un po' anche alla 
DG che ha voluto strafare, realizzando 
un LCD dalle stesse proporsioni di un 
normale CRT; i caratteri pertanto risul- 
tano troppo estesi in aliczz.a e troppo 
lontani verticalmente l'uno dall'altro, fi- 
nendo per essere poco leggibili. 

I due drive sono mollo prulìci. assai 
più dei tradizionali 5.25"; crediamo che 
la tendenza a disporre di memorie di 
massa removibili sempre più capaci e 
sempre più affidabili porterà presto all'a- 
dozione dei microfloppy. come standard, 
rendendo obsoleti i minifloppy, meno ca- 
paci c più soggetti a danneggiamenti ac- 
cidentali. Il DG One "capisce" se oltre ai 
microfioppy ha collegato anche un drive 
esterno, ma non favorisce nessuno elTct- 
luando il bool dal primo che trova con il 
disco di sistema pronto. Peccato solo che 
non esistano spie di attività dei drive, un 
accessorio non indispensabile, ma rassi- 
curante durante l'uso. Qualità della co- 
-slruzionc ed alTidabiliià sono al di sopra 
della media; il DG One è realmente un 
computer da viaggio, e non teme le peri- 
pezie; meglio comunque proteggerlo con 
la sua bellissima borsa imbottita, nella 
quale trovano posto anche gli altri nume- 
rosi componenti del sistema c che forni- 
sce una comoda manìglia per il traspor- 
lo. che il computer "nudo c crudo” non 
ha. Il prezzo è elevato, ma più che ade- 
gualo alla qualità dd prodotto. 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


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Cnnpgura:wne S (Cnmt con- 
flg. I. mu iv«? I H im ht.xlrr IO 
.Uh alpiMio Ji un floppy! L. S.0!0.m 

Connpurozioni 7 ,Comr con- 




I. i.i/n:.oixi 


Ericsson è uno dei grandi nomi dell’in- 
Pormalica “56113”. quella dei mainframe, 
tanto per intenderci- Anche lui è entrato 
nell'arena dei personal afTroniandolo 
con la carta della compatibilità IBM. vi- 
sta perònciroltica esperta del grande co- 
struttore. Il risultato c una macchina 
piuttosto interessante, disponibile in due 
versioni: stazione fissa e portatile. Il mo- 
dello desktop, del quale ora ci occupia- 
mo, si distanzia nettamente dagli altri 
compatibili per via di un design molto 
originale c. a nostro avviso, assai grade- 
vole. Forse l’elemento più caratteristico 
dell'assieme c il monitor, dalla forma de- 
cisamente inconsueta: ma anche l'unità 
centrale, con le sue dimensioni piuttosto 
compatte non passa inosservata. La ta- 
stiera è di buona qualità, anche se il feed- 
back fornito aii'operaiore durante la di- 
gitazione non ci ha entusiasmato. I tasti 
sono in versione italiana-IBM, ossia di- 
sposti QWERTY, ma con dotazione di 
vocali accentale c simbolo di Lira. Un 
opportuno driver da caricare alFallo del 
boolstrap si dovrà quindi occupare di 
informare il sistema di ciò. Comodo il 
tastierinu numerico con entcr duplicalo, 
e ben leggibili le spie dei lock; un lieve 
bordino posto sopra la prima fila di tasti 
permette inoltre di appoggiare una pen- 
na senza farla rotolare via. Il monitor 
oltre ad essere bello è anche molto con- 
fortevole: il buon trattamento anlirifles- 
so. i fosfori ambra ed i caratteri ben dise- 
gnati fanno si che la vista non si affatichi. 
Comode inoltre la possibilità di orienta- 
mento dello schermo ed il paraluce op- 
zionale, che oltre a funzionare davvero 
aggiunge un tocco di fantascientifico al 
già futurista design dell'insieme. Se poi si 
ordina il supporto orientabile per il mo- 
nitor si corre veramente il rischio di esse- 
re scambiati per il Capitano Kirk al co- 
mando dell'astronave Enterprise.... 

C’é comunque da dire che la cura po- 
sta dalla Ericsson neH'crgonomia della 
realizzazione di questa macchina ha del 
maniacale; il cavo della ia.stiera. ad esem- 



Il desktop della Ericsson c basato su una CPU K0llKa4,77 MHz. La RAM varia da 128 a 640 
<b. c come memoria di massa sono disponibili versioni con uno o due miniOoppy da S.2S” 
slim-line (360 Kb ognuno) o un minifloppy ed un Winchester da IO Mb. anoh’esso slim. La 
macchina in provaè equipaggiala con 256 Kb di RAM cducminifloppy. Le interfacce seriatee 
parallela sono di scric, c sono disponibili sei slot bus-compatìbili IBM multifunzìone con 
ulteriore RAM. un'altra uscita seriale cd un orologio, ed una scheda per comunicazioni 
oneollre al Controllo per video B N oacolori. Il monitor éda 12". monocromatico ad alla 
risoluzione (640 x 400) nella macchina in prova, ma sono disponibili anche monitor a colori. 
La liisiicra. a basso profilo, è leggermente diversa da quella IBM: il lasticrino numerico è più 
scpuralocd é dotato di un Entcr duplicato. Sono inoltre presenti le spie dei Lock. M monitore: 
fosfori ambra su fondo marrone, riceve l'alimentazione dal computer tramile lo sics.so cavo d 
connessione per i segnali video cd é completamente orientabile cd inclinabile. Non sonc 
previste prese di corrente asservite nc un tasto di reset 


piu. può essere fatto uscire dall'uno o 
dall'altro lato, ed i drive sono posti al 
centro dello stretto frontale: così il com- 
puter é "ambidestro’' può essere posto 
indifferentemente sulla destra o sulla si- 
nistra deH'operaiore senza alcun disagio. 
Il design e la scelta dei colori si applicano 
anche ai manuali, lussuosissimi e dolali 
di contenitori in perspex fumé di colore 
accoppiato al resto del sistema. Il tasto di 
accensione è posto sul frontale, rimanen- 
done a filo e rientrando al momento del- 
l'azionamento per evitare pressioni acci- 
dentali. La spia che gli si affianca risulta 
però praticamente invisibile sia per la po- 
sizione infeliceche per la scarsa luminosi- 
tà. L'interno rispecchia sia la capacità 
che le buone intenzioni del costruttore: 
ben accessibile nonostante le ridotte di- 
mensioni del contenitore, è realizzato in 
un modo che si può definire solo impec- 
cabile. Particolari connessioni si occupa- 
no di garantire il migliore contatto elet- 
trico fra base e coperchio, al fine di scher- 


mare l'emissione di disturbi a radiofre- 
quenza. L'alimentatore è ricoperto da u- 
na generosa aleuaiura per la dissipazione 
del calore generalo, e la ventola fa cir 
lare l'aria non solo su di esso, ma in tutto 
l'interno. Il tutto ci sembra assai robusto 
cd affidabile. I due drive sono gli ottimi 
Teac mezza altezza, adottati da più di un 
compatibile e pressoché privi di proble- 
mi: e per la cronaca sono le uniche parti 
che l'Ericsson ha in comune con gli altri 
computer in prova. Tutto il resto, dalle 
schede all'alimentatore, é di produzione 
originale. In definitiva questo Ericsson è 
un computer serio e professionale, come 
ci si poteva aspettare vista la provenien- 
za: una macchina da lavoro, di un ceno 
livello, anche di rappresentanza: che n 
sfigura quindi sul tavolo di un executive 
o di una biondissima segretaria. Ultima 
nota, quasi di colore, l'imballo è costitui- 
to da vere e proprie valigie con angoli 
rinforzali e interno sagomalo e imbotti- 


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MCmicrocompLtter n. 44 - settembre 1985 




Il portatile Itnesson si busa su una CPU K088 run2Ìonanica4.77 MHz. Nat>cccon 256 Kb di 
RAM. espandibili lino a 513. e 16 Kb di ROM. Incorpora inoltre un drive per minìlloppy da 
5.25" slim-lincda 360 Kb. un'uscita parallela ed una porta seriale RS-233. La piastra principale 
dispone di un urologio'calendario. c può essere espansa con un RAM-Disk da 256 o 512 
Kb. Sono inoltre presenti una porla di connessione al bus interno, sfruttabile per eollcgarc 
esternamente eventuali schededi espulsione, ed un connellore per un ulteriore drive da 5.25". 
anch'esso da collcgarsi esternamente. Pezzo forte del sistema è però il monitor, realizzato con 
tecnologia a plasma. Pi color rosso-aruncio, mostra uno schermo completo (25 v 80)egcstiscc 
la grafica ad ulta risoluzione (640 v 400 punii max). 

Tulio il computer è contenuto in una valigetta dal peso di circa 7.5 Kg e dalle dimensioni 
pressappoco simili a quelle di una veniiquaiir'orc Samsonile (40 x 30 x 12 cm.). nella quale, 
volendo, si può incorporare una stampante grafica a 4(1 cps. 


Dell'ingresso alla grande della Rnesson nel 
mercato dei compatibili IBM abbiamo gui 
detto nella scheda precedente. Descriviamo 
ora il sccondu dei due prodotti presentati da! 
costruttore svedese, un oggetto assai inlcrcs- 
siinle che lin dal pnmo comunicalo stampa è 
diventalo la notizia degli ultimi mesi. Prcuict- 
iiamo che rescmplare presentalo è rimasto ir 
nostro possesso per pochissimo tempo, essen- 
do l'unico peni momento giiimo in Italia. Ciò 
non ci ha comunque impedito di dargli un'oc- 
chiata abbastanza approfondila, c di sotto- 
porlo ai test di prestazioni ecompuiibilità pre- 
MSli da questo confronto di massa. 

11 primo impatto col portatile Ericsson c 
vcrumenic indimenticabile; l'anonima valigei- 
la marrone dal peso c dalle dimensioni conte- 
nute non lascia trasparire, chiusa, nulla che 
faccia pensare ad un computer. Poi. una volta 
sul tavoli', comincia il bello. Avete presente 
qualche vecchio simoumpUricatore Philips, o 
magari uno dei suoi ultimi videoregistratori 
da stazione fìssa') Se si sapete ceriamcnteeome 
la casa di Eindhoven ami infarcire i suoi pro- 
dotti di sportelli e sportellini, pulsantini na- 
scosti. comandi celali da pannellini scorrevoli 


c rompicapi analoghi Beno, tòrse il portatile 
Ericsson èstalodiscgnatoda qualche ingegne- 
re transfuga dalla Philips: o forse no. ma la sua 
conformazione ci ha fatto venire alla mente 
questo paragone A prescindere dallo sporlel- 
lone costiiuilo dal monitor, che a sua volta 
blocca la tastiera estraibile nella sua sede, sulla 
carrozzeria dell' Ericsson è lutto un susseguirsi 
di .sportellini c vani nascosti; peri connettori di 
interfaccia, per la presa di aiimeniazione. per 
l'uscilà del bus di sisiemii c quella per il drive 
esterno. Il controllo di contrasto del video è 
posto airinlcrno del balicnie del coperchio, la 
stampante é protcìui da un altro coperchio 
blotvjlo da due cerniere a scorrimento e cosi 
via. Insomina. aprire il portatile senza aver 
letto prima I manuali è un delizioso rompica- 
po. tanto che dispiace quando sì arma alla 
line e si scopre che... non c'è più niente da 

Il secondo impatto è invece quel lo col moni- 
tor al plasma; niente da dire, é proprio bello! A 
parte il colore, strano ma gradevole, ciò che 
colpisce e il vedere un'immagine di qualità 
paragonabile (se non migliore) a quella di un 
i'RT generala da uno schermo piallo. La lo- 



'.'on/ìgura:iime haic I !S6 Kl 


K<pcnu^lntK di mtmona 256 Kh 
RAU-lìiikJaSi: Kh 
Llniiù lìoppK Ji.<k eneno 


tale assenza di llickeruig e di distorsione ai 
bordi, la perfetta leggibilità anche sotto angoli 
di vista piuttosto stretti, l'ottima qualità del- 
rimmagine presentala sono carallcnsliche 
reali di questo monitor, segno tangibile che la 
tecnologia dei displiij a plasma c defìniliva- 
nienle (e felicemcmcl uscita dallo stadio di 
sperimcma/ione per entrare a far parte del 
gruppo di tecnologie consolidale c disponibili 
commercialmente. 

Oltre a ciò l'analisi del portatile Ericsson 
mostra tulio ciò che quella del suo compagno 
desktop aveva suggerito: grande professiona- 
lità del COSI ruttore, grande cura nei particola- 
ri. La tastiera è pressoché identica a quella 
IBM. tranne il fallo che i tasti funzione per 
motivi di spazio sono andati a finire in allo su 
due strisce orizzontali. Non sono purtroppo 
presenti spie sui tasti lock. La (usiicra non e 
vincolala a rimanere airinlcrnodeirunilà u-cn- 
irale. ma può essere estraila grazie ad un cavo 
spiralato dì acconcia lunghezza. Il drive inter- 
no è del tipo installalo sull'Osborne Encoro; 
peccalo che la spia di ailivilà non sia visibile 
l'ronlulmcnie. Pix.'o visihiti sono anche le altre 
spie luminose di sistema, nascoste dallo scher- 
mo (quando aperto): fra esse quelle relative al 
runzionamento della stampante. Questa putì 
utilizzare carta Icrmica o comune c stampa 
lesto e grallci icompalibile IBM) a circa 40 
curai Ieri per secondo t comunque op/innaie. 
cosi come c upziunaie l' interessante disco vir- 
tuale da 256 o SI 2 Kbyte. Incorporate, invece, 
due uscite seriale e parallela e l'orolo- 
gio.xalendario. Costo'.' Aitino, ma commisu- 
ralo airinvesiimenio tecnologico. Ma allora 
alla fine viene da chiedersi: é una pura esercita- 
zione lecnologicd o un reale strumento di la- 
vorei? Noi propenderemmo per la seconda i- 
polesi. anche se alla luce dei prezzi il dubbio 
rimane 


MCmicrocompuier n. 44 - settembre 1985 


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Eccoci quindi di fronte ad un altro "cinese”. La configurazione, standard, prevede 
una main board centrata sudi un 8088 a 4.77 MHz, con un minimo 256 Kb di RAM 
espandibili a 640. La memoria di massa può essere costituita da due floppy o da un 
floppy ed un Winchester. La scheda grafica a colori e la porta Centronics sono di 
serie, mentre sono disponibili diverse schede di espansione che vanno dalla multifunc- 
lion alle interfacce. Gli slot disponibili sono otto, qualcuno già occupato dalle 
schede fomite di serie. 


Ulteriore ■'cinese" questo Express, di- 
stribuito dalia ETP. La provenienza è 
chiara sin dal primo sguardo: il frontale è 
esattamente quello deU'IBM. con tanto 
di spazieito quadrato per l'apposizione 
del marchio. Il resto della carrozzeria in- 
vece è diverso, meno robusto e dotato 
della praticissima apertura a compasso 
comandata da due tasti di sblocco posti 
sulle fiancate della macchina. 

Il modello a nostra disposizione è e- 
quipaggiatocon un floppy ed un Winche- 
ster. entrambi di tipo slim line a mezza 
altezza; cosa che permette di riempire gli 
spazi restali vuoti con altrettante unità. 
Stranamente il Winchester in dotazione, 
di produzione Teac. presenta il comando 
di blocco delle testine all'esterno della 
macchina, anziché all'interno come più 
usuale. 

Il drive da 5,25" è invece di produzione 


Mitsubishi. La tastiera è pressoché iden- 
tica a quella del PC IBM, fatto salvo il 
tocco che rimane piuttosto diverso; sono 
presenti le spie dei tasti lock, ma non la 
scanalatura utile per appoggiare una 
penna durante il lavoro. 

Posteriormente troviamo una comoda 
presa di rete asservita all'alimentazione 
principale ed otto finestrelle in cui posso- 
no affacciarsi le schede inserite negli al- 
trettanti slot interni di espansione. 

L'interno risulta facilmente accessibile 
c ben ordinato. Notiamo subito il grosso 
alimentatore da 1 50W. c lo spazio libero 
sopra le due unità a dischi pronto ad 
accoglierne altre due. Sono comunque 
presenti molti cavi dì connessione, ed c 
evidentissima la natura replicante di que- 
sto compatibile. 

Se la costruzione elettronica ci appare 
priva dì problemi non cosi ci è sembrata 


quella meccanica; anzi, le connessioni di 
montaggio ci hanno fatto l'impressione 
di essere un po' precarie, visto il vasto c 
generalizzato movimento ondulatorio- 
sussultorio che si genera nella macchina 
al solo muovere il coperchio con la mano. 
Qualche vite più robusta o qualche anco- 
raggio in più crediamo non avrebbero 
guastato, ma forse anche questo serve a 
contenere i prezzi. Questi ultimi in cffclti 
nel caso dcH'Express sono veramente in- 
teressanti. specie nella versione con hard 
disk. Prezzi cosi fanno venire voglia di 
comperare la macchina anche se non se 
ne ha proprio bisogno, figuriamoci poi se 
uno ha proprio necessità di un Iti Mega. 

La conclusione in fondo c questa. p>er 
l'Exprcss come per gli altri cloni; prima 
di tutto il quattrino, la qualità c le presta- 
zioni passano in secondo piano essendo 
identiche per definizione. 


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MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 



Il PC Superteam dispone di un processore 8088 quarzato a 4.77 MHz, e da 128 a 
512 Kb di RAM. La memoria di massaècostituiia da uno o due drive slim-linc per 
minifloppy da 5,25” della capacità di 360 Kb ognuno. L'architettura del sistema si 
discosta un po' dalla tradizione pur senza offrire reali innovazioni allo standard 
IBM, 


Se non puoi vincere il tuo nemico, al- 
leali con lui. Questo, più o meno dice un 
antico nonché saggio proverbio arabo. E 
questo è più o meno ciò che hanno fatto o 
stanno facendo i grandi dclfinformaiica 
■■Tradizionale” nei confronti della big 
blue di Annonk. Solo che anziché allearsi 
con la IBM hanno scelto la strada com- 
mercialmente più praticabile delHmila- 
zionc o deirimitazione con miglioramen- 
to. cercando se non di contrastare la su- 
premazia commerciale almeno di ade- 
guarsi allo standard stabilito de facto per 
poter racimolare qualche fetta libera di 
mercato. Il discorso vale per lutti e non 
solo per la Honeywcll, diretta interessata 
di questa scheda. Il discorso viene accen- 
nato proprio in questa pagina, però, per- 
che la Honeywcll è stata l'ultima in ordi- 
ne di tempo a cedere alla violenza della 
legge del mercato, c quindi a sfornare il 
proprio personal IBM compatibile, ag- 
giungendosi all'elenco formato dai vari 


Ericsson, Sperry ed altri parimenti blaso- 
nati coslrullori. 

Come é fatto dunque, e come va. que- 
sto nuovo prodotto Honeywell? Al pri- 
mo sguardo passa piuttosto inosservato, 
forse pcrcolpa del design un po' scialbo c 
del colore grigio, che forse vorrebbero 
conferirgli un'aria di serietà. L'unità cen- 
trale é piuttosto massiccia e pesante, ma 
la tastiera dì buona qualità è praticamen- 
te uguale alla I BM come disposizione dei 
tasti, dilTerenziandosene solo per la pre- 
senza delle spie dei lock c l'assenza di 
feedback durante la digitazione. I drive 
per floppy sono di produzione Toshiba, e 
dispongono quindi delta "sicura" tipica 
di questa casa: un tasto scorrevole che 
impedisce l'apertura delio sportello, utile 
forse quando si dà la macchina in mano a 
degli assoluti inesperti. 

Posteriormente si trovano una presa di 
rete asservita ed un tasto di reset, oltre ai 
vani di accesso al bus interno. 


L'interno è decisamente diverso dallo 
standard: non esiste la classica mother- 
board con lutto il computer sopra, ma 
que.sio è diviso su più schede connesse tra 
di loro tramite il bus di sistema: cosi gli 
slot, teoricamente presenti in numero dì 
otto, diventano cfrctlivamenle molli di 
menu, essendo disponìbili per le espan- 
sioni solo quelli non occupali dal compu- 
ter stesso. La costruzione é di ottimo li- 
vello. piuttosto massìccia e surdimensiu- 
nata: in buona tradizione Bull, la conso- 
ciata francese della Honeywell che effel- 
tivamcnlc costruisce il Superteam. Il mo- 
nitor a nostra disposizione è un Philips in 
bianco e nero, ma esiste opzionalmente 
una scheda colore/grafica che permette 
l'uso di un monitor a colori. 

Un cenno merita la documentazione di 
sistema, molto completa e abbastanza 
ben falla, che costituisce una specie dì 
introduzione aH'informaiica p>cr utenti i- 
nespcrii. 


MCmicrocompuler n. 44 - settemOre 1985 


77 



Imefcomfi S.i 
Via dei Lami 
37020 


Preai (IVA esci 
XPC 2DM: 256 
drive S.2S" da j 
inlerfacela centri 
XPC HDM: CJ 


L. 300.000 


L. 450.000 


Anche l'Italia ha la sua Taiwan . sem- 
bra dirci la Intercomp. produttrice di una 
replica del PC IBM realizzata nel nostro 
paese. La macchina in questione si chia- 
ma XPC ed é disponibile nelle classiche 
versioni con due minifloppy e con un 
Winchester cd un minifloppy. 

Il contenitore, dalla inequivocabile li- 
nea IBM. é piuttosto robusto, più di 
quanto lo siano altri compatibili. II co- 
perchio non si apre a cofano d'automobi- 
le. ma. tradizionalmente, svitando alcune 
robuste viti. La tastiera é dello stesso tipo 
che accompagna il Liihius ed il Susy 5: 
con alcuni tasti più larghi degli altri, rilie- 
vi sulla F. la J ed il 5 per fornire dei punti 
di riferimento alle dita dell'operatore e 
spie sui tasti lock. La disposizione dei 
tasti segue lo standard americano. Sul 
frontale dcH'unità centrale troviamo gli 
alloggiamenti per i drive, che nei nostro 
caso sono due unità a minifloppy slim 
line di produzione Tcac. Il commutatore 
di accensione si trova posteriormente, as- 
sieme a due prese di rete asservite peral- 
tro poco utili in quanto a passo amcrica- 

Sempre sul pannello posteriore si tro- 
vano le feritoie degli alloggiamenti per le 
schede di espansione, sette in tutto. 

Utile presenza, un tasto di reset, gene- 
ralmente non previsto in macchine del 
genere. Interessante anche il posiziona- 
mento di un dip-switch di configurazio- 
ne. accessibile anche sul fondo dell'appa- 
recchio (capovolgendolo): probabilmen- 
te è meno scomodo mettere a pancia 


L'Intercomp XPC è un tipico "cinese" italiano, nel senso che è un clone progettato 
e realizzato in Italia. Basalo su dì un 8088 a 4.77 MHz, dispone di una RAM da 2S6 
Kb espandibile a 640, una scheda grafica colore o b/n ed una interfaccia Centronics. 
La memoria di massa può essere costituita da due minifloppy da 360 Kb l'uno o da 
un minifloppy ed un Winchester da IO Mb. Gli slot di espansione, hard-compatibili 
IBM, sono sette. La tastiera c del tipo montata sul Lithius e sul Susy 5, con alcuni 
tasti più grandi degli altri. 


aH'arìa la macchina che aprirla, quando 
sì tratta dì cambiare solo l'impostazione 
di un dip-switch. 

L'interno lascia piuttosto sorpresi per 
il buon ordine c la qualità della costruzio- 
ne. In particolare la molherboard ci pare 
piuttosto curata e ben fatta, prevedendo 
perfino delle schermature fra una zona e 
l'altra. L'alimentatore é un non meglio 
identificalo "prefabbricalo" ovviamente 
switching', ma dalla potenza non dichia- 
rata. 

I drive sono i classici Teac mezza altez- 
za, oggetti ormai consolidati e dalla nota 
affidìbìlilà. 

II comportamento dcirintercomp è 
stato buono tranne in un caso, quando 
l'abbiamo voluto collcgare ad un moni- 


tor RGB (lui ha un'uscita B/N); in questo 
caso si è rifiutato categoricamente di la- 
vorare. o meglio lavorava, ma effettuan- 
do uno ... sciopero del video con tanto di 
blackout sullo scherma, cosa che ci ha 
lasciato un tantino perplessi. 

Le conclusioni su di una macchina co- 
me questa sono simili a quelle che valgo- 
no per gli altri cloni: il motto “come 
riBM più deiriBM" continua a valere, 
ma la carta decisiva rimane il prez.zo. A 
parità del resto (ed i compatibili più "ci- 
nesi" sono uguali l'un l'altro per defini- 
zione), i particolari essenziali sono il co- 
sto dei materiali. Ci sembra che questo 
Intercomp possa reggere il confronto c- 
conomico anche coi taiwanesi più ag- 
guerriti. 


78 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 



]| personal computer XTRA della ITT (leggasi “ex-tra" all'inglese) è basato sulla 
CPU 8088 funzionante a 4.77 MHz. Dispone di una RAM di base di 128 Kb. 
espandibile lino a 640. Dispone di slot di espansione IBM emonia di serie un'inter- 
faccia parallela ed una seriale. Può essere ottenuto in versione monocromatica o con 
adattatore videografico a colori e monitor a colori. Per quanto riguarda la memoria 
di massa esiste una versione ridotta con un solo floppy, ma le versioni senz'altro più 
commerciali sono quella con due minifloppy da 5,25" (360 Kb l'uno) e quella con un 
floppy ed un hard disk da 10 Mb. Le dimensioni sono piuttosto contenute, la tastiera 
di tipo americano. 


ITT è un nome che non ha certo biso- 
gno di presentazioni, essendo una di 
quelle multinazionali quasi quotidiana- 
mente presenti nella nostra vita: oltre a 
produrre lampadine e televisori ed a gc- 
■ c il tradlco telefonico intercontincn- 
; via satellite, la ITT trova anche il 
modo di occuparsi di informatica un po' 
Ili i livelli, dai grandi sistemi ai dispo- 
ni dedicati. Ed ecco che ora il colosso 
dcireleltronica entra nel mercato dei per- 
sonal con il suo XTRA. un compatibile 
IBM. 


Una macchina daH'impostazionc au- 
tonoma. non una copia; che oltrctutto 
viene fatta in quel di Latina, almeno per 
quanto riguarda le unità destinate al 
mercato italiano. 

Il primo sguardo all'XTRA è piuttosto 
favorevole; gradevole il design, piuttosto 
contenuto l'ingombro. Salta però subito 


all'occhio la grottesca disproporsione fra 
le dimensioni dell'unità centrale e quelle 
del grosso monitor, montalo su un sup- 
porlo che ne consente rorientazione. La 
tastiera è in standard americano, lieve- 
mente differente da quella dcll'IBM per 
lo shift di sinistra spostato in posizione 
più interna. Sono presenti le spie sui tasti 
lock mentre è assente la scanalatura su- 
periore. L'ingombro della tastiera non è 
dei più contenuti, c avrebbe potuto essere 
ultilmcnie diminuito adottando un con- 
tenitore diverso. 

Sul retro non sono disponibili prese di 
la macchina non possiede 





L'interno rivela una progettazione 
piuttosto differente da quella del PC 
IBM; la moiherboard in particolare é 
piuttosto grande e l'alimentatore del tut- 
to diverso. Su quest'ultimo abbiamo u 
appunto da fare, relativo alla ventola dì 
alimentazione che provvede a raffred- 
darlo: essendo l'alimentatore alto quan- 
to il contenitore dell'unità centrale, ed 
essendo la ventola posta sopra l'alimen- 
tatore. succede che il coperchio del ci 
pulcr una volta chiuso ostruisca la circo- 
lazione deH'aria. bloccandone la fuoriu- 
scita dalla ventola. Questa cosa si può 
verificare constatando che rintemo del 
coperchio in corrispondenza alla ventola 
risulta piuttosto annerito. Crediamo che 
due ceniimentri di distanza fra ventola e 
coperchio si sarebbero potuti anche ri- 
mediare in qualche modo; non sappian 
se questo fatto possa pregiudicare la vi 
dciralimentalore. anche se ci semb 
strano che i progettisti ITT possano av 
trascurato una cosa del genere. A par 
questo il resto della costruzione é mol 
compatto c piuttosto ordinato. 

Ultima nota di cronaca: la versici 
dell'MS-DOS fornita dalla ITT è talme 
tc cuslomizzala che ogni comando estc 
no (.COM) al lancio emette un messa, 
gio di diverse righe in cui oltre al copy- 
right si dice che quel programma contie- 
ne informazioni segrete (!) che non devo- 
no essere sfruttate in alcun modo dall'u- 
tente, quasi che l'MS-DOS fosse segreto 


MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 


79 



Il Joytecb Lilhius è un computer italo cinese, nel senso che le parti sono fatte a 
Taiwan, ma vengono assemblale in Italia. La macchina si basa su una CPU 8088, e 
può disporre di una RAM da 256 Kb in su. Viene venduta con una scheda muliifun- 
zionc che contiene un'interfaccia Centronics ed una RS*232, un orologio/calendario 
e 256 Kb di RAM supplementari. Dispone di otto slot hard-compatibili IBM e può 
montare (Ino a quattro drive fra unità a minifloppy e Winchester. 


Ed eccoci di fronte ad un vero “cine- 
se". ossia ad una copia del PC IBM fatta 
a Taiwan. 

O meglio, a Taiwan sono fatte le parti, 
che poi vengono assemblate in Italia: ma 
questo non cambia mollo relativamente 
all'impostazione concettuale di una mac- 
china del genere. La ricetta é semplice ed 
elTlcace. 

Un buon contenitore, magari con a- 
pcrtura a cofano d'automobile come 
questo, una motherboard. un alimenta- 
tore switching standard da 135 W. un 
paio di drive di buona fattura (Teac in 
questo caso), una scheda multifuncion c 
un po' di cavi: ecco fatto un compatibile. 
Il Lithius non sfugge alla regola, offren- 
do esattamente questo. Certo, qualcosa 
in più rispetto all'IBM c'è: la memoria di 
massa, ad esempio, o la scheda mullifun- 
zione prevista di serie. Ed anche qualcosa 
in meno, ossia i prezzi. 

Per una macchina del genere il nostro 
commento non può naturalmente spa- 
ziare come per quelle macchine di impo- 


stazione più originale: le dilTerenze tra i 
“cinesi" sono minime, in pratica si tratta 
di discutere le opzioni fornite, la qualità 
dei materiali e quella dell'assemhlaggio. 

Cominciamo quindi dalla tastiera, che 
è peraltro la stessa fornita col Susy 5: di 
tipo americano, differisce leggermente da 
quella originale IBM pier la forma di al- 
cuni tasti. Le sue caratteristiche principa- 
li sono quelle di avere le spie sui tasti 
lock. dei rilievi sui tasti F, J c 5 per facili- 
tare la digitazione ed infine di avere alcu- 
ni tasti di uso più frequente (esc, lab. 
control) di dimensioni maggiori degli al- 

Fronlalmente troviamo le finestre re- 
lative alle memoriedi massa; nella versio- 
ne in nostro possesso solo una é occupala 
da due drive per minifloppy mentre l'al- 
tra è libera; volendo vi si possono aggiun- 
gere altri due drive slim line, sia per un 
minifloppy che per Winchester. 

Posteriormente si trovano da un lato la 
sezione relativa all'alimentatore, dotata 
di due prese di rete asservite, piuttosto 


inutili in quanto di standard americano, 
c dall'altro le feritoie di accesso alle sche- 
de di espansione, in numero di otto. 

L'interno è facilmente acce.ssibile gra- 
zie alla comoda apertura a compasso, 
utile agli smanettomani. La disposizione 
interna delle parli è quella canonica: a- 
vanti a destra i dischi, dietro a loro fali- 
mentatore, sulla sinistra la motherboard 
con gli slot per le schede. Alcuni di essi 
sono permanentemente occupati dai 
controller per i dischi, dalla scheda video 
e dalla multifunction. ma ne rimangono 
sempre tanti liberi. 

L'assemblaggio c ragionevolmente or- 
dinato e robusto. Ultima nota di crona- 
ca: l'accessorio che vedete in fotografia 
non è previsto di serie, ma va acquistalo a 
parte, ammesso che vi serva. 

Una conclusione forse non è possibile, 
per questa come per le altre simili: possia- 
mo dire solo che va senz'altro bene, ed è 
ragionevolmente affidabile; e soprattut- 
to costa poco, e questo è in fondo l'im- 
portante. 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 






L’MPF-PC è una macchina basata su di un 8088 funzionante a 4,77 MHz, con 
RAM espandibile da 256 Kb a 640 Kb e 8 Kb di ROM. Le interfacce seriale e 
parallela sono previste di serie, cosi come l'uscita in modo grafico a colori (monitor 
RGB). Sono disponibili 5 slot hard<ompalibili IBM. e la memoria di massa è 
selezionabile tra due floppy da 5.25” (360 Kb l'uno) e un floppy ed un Winchester da 
10 Mbyte, non ulteriormente espandibili. Sono inoltre disponibili varie schede add- 
on prodotte dalla stessa Multitech, tra le quali una multifunction ed espansioni 
RAM. 



Vi ricordale il MicroProfessor 11, altri- 
menti nolo come MPF, il simpatico siste- 
ma basato sul 6502? Se si. come credia- 
mo. allora il nome Multitech dovrebbe 
ricordarvi qualcosa. Infatti l'MPF è sta- 
lo uno dei più famosi prodotti (almeno 
da noi) di questo versatile costruttore 
giapponese, che ora é passalo a realizzare 
un MPF compatibile IBM nonché altra 
elettronica di supporto quali schede di 
espansione e add-on. 

L'MPF é un compatibile piuttosto di- 
verso dagli altri, in quanto frutto di una 
progettazione autonoma e non di una 
copia, come vedremo meglio Ira un atti- 
mo. L’esterno è piuttosto anonimo, con 
la sua linea squadrata ed il colore grigio. 
Sulla destra del frontale si trovano le due 
unità a disco (di produzione Teac) men- 
tre sulla sinistra è posto un grosso pul- 
sante di reset. La tastiera è di tipo ameri- 


cano. piuttosto differente da quella del 
PC-IBM. In particolare i tasti funzione 
sono stati tolti dalla sinistra e spostali in 
allo, tutti sulla stessa Dia: allineati con 
essi si trovano quattro tasti che ripetono 
le direzioni di movimento del cursore, e 
fra i due gruppi compaiono le spie di 
lock. Il resto della tastiera mantiene la 
"tradizione" IBM. a parte lo shiftdi sini- 
stra posto airintemo rispetto al tasto che 
usualmente lo afTianca da destra. 

Posteriormente troviamo i conncilori 
per le due interfacce di serie, una seriale 
cd una parallela, ed una presa di rete 
asservita all'Interruttore di alimentazio- 
ne. nonché le feritoie dei cinque slot per 
altrellanic schede di espansione. 

L'interno mostra chiaramente l'alto li- 
vello di professionalità della costruzione; 
questa é decisamente ben fatta e raziona- 
le, prescindendo magari dall'inusuale so- 


luzione meccanica secondo la quale i due 
drive sono fissati al coperchio anziché 
allo chassis. La moiherboard. chiara- 
mente un progetto originale, incorpora le 
due interfacce citate in precedenza non- 
ché il controllo dischi. Lo spazio interno 
non é certo sprecato, però il grande ordi- 
ne e la pulizia del montaggio rendono 
perfettamente accessibile ogni punto. 

Un piccolo particolare sull'uso: l'MPF 
vuole caricare da disco un particolare file 
di sistema denominalo DIOS. senza il 
quale non gestisce correttamente i dispo- 
sitivi. Questo non limita la compatibilità 
software se non verso quei programmi 
che bootsirappano da soli o in modo a- 
nomalo. 

In conclusione si tratta di una macchi- 
na piuttosto seria e ben fatta, dalle pre- 
stazioni oneste e dal costo non eccessivo. 


MCmicrocompuler n, 44 - settembre 1985 




Sin dalla sua apparizione l‘M24 ha fal- 
lo parlare di sé; alle notevoli caratteristi- 
che dichiarale sulla carta, il pubblico de- 
gli addetti ai lavori contrapponeva un 
lieve scetticismo originalo dalle note vi- 
cissitudini che avevano travaglialo la vita 
dcirM20. Subito però si è visto che i 
timori erano nel tutto infondati, e che 
questo nuovo prodotto Olivetti aveva 
tutte le carte in regola per diventare un 
best-seller della sua categoria. In effetti 
TM24 si colloca un tantino al di sopra 
della concorrenza quanto a tecnica di ba- 
se; l'adozione di un 80186 funzionante a 
8 MHz lo rende infatti una delle più velo- 
ci macchine MS-DOS in circolazione. La 
scelta della compatibilità IBM inoltre è 
ben precisa: va intesa non come mela di 
arrivo, ma piultosio come punto di par- 
tenza per offrire qualcosa di più del mo- 
dello. 

L'M24si nconosce a prima vista perla 
forma caratteristica del monitor, tipico 
di tulli gli Olivetti, e quella piuttosto in- 
consueta dcH'unità centrale, un mezzo 
cubo di colore grigio. Un design sobrio e 
compatto, che ha il vantaggio di contene- 
re l'ingombro sulla scrivania. Sul fronta- 
le nero spiccano i due drive sovrapposti, 
di cui quello principale o di bootsirap 
(A:) è. stranamente, quello di sotto. Sem- 
pre sul frontale, in basso a destra, si tro- 
vano una spia di accensione ed un tastino 
di reset. Su entrambi avremmo qualche 
appunto: il primo è che entrambi risulta- 
no nascosti dalla tastiera quando questa 
viene avvicinala al frontale, cosa che li 
rende poco utili; il secondo è che il tasto 
di reset in effetti effettua il rebool della 
macchina, un'operazione più distruttiva 
del semplice reset, anche se spesso più 


Il personal M24 della Olivetti si differenzia dalla maggioranza dei compatibili, ed 
in particolare da tutti quelli di questa prova, per la scelta di adottare come CPU un 
processore 80186. ossia la versione velocizzala dcU'SOSó; un processore quindi a 
sedici bit “veri", per di più con temporizzazione ad 8 MHz. Ciò rende questa 
macchina piuttosto superiore alle altre quanto a velocità. La RAM è compresa fra i 
2S6 c i 640 Kb. la memoria di massa può essere composta da due floppy o da un 
floppy cd un Winchester. La grafica risulta potenziata rispetto all'IBM. c può essere 
sia in bianco e nero che a colori. La tastiera segue lo standard americano ed è 
leggermente diversa da quella IBM. fi monitor è orientabile aniirìficsso. alimentato 
dal sistema attraverso la stessa connessione di segnale. 


efficace. La tastiera è del tipo americano 
con shifi sinistro interno; è dotata di spie 
dei lock (che lampeggiano durante il 
booti, ma non ha la comoda scanalatura 
superiore spesso utilizzata come porta- 
penne. La sua qualità è senz'altro buona, 
ma da una macchina di questo livello ci si 
potrebbe lecitamente aspettare ancora di 
più; inoltre ci lascia perplessi il suo de- 
sign. con uno strano motivo grafico nella 
parte supcriore. Ma questa è solo que- 
stione di gusti. Posteriormente sono pre- 
senti i due connettori per le interfacce 
seriale c parallela di serie ed una presa di 
rete asservita aU'interrultorc generale. 
Una gigantesca ventola di alimentazio- 
ne. parecchio sporgente dal pannello po- 
steriore. ha tutta l'aria di essere stata ag- 
giunta a progetto ormai ultimato. 

L'Interno è piuttosto originale, orga- 
nizzalo com'é con una topologia total- 
mente differente da quella degli altri 
compatibili. La molherboard occupa 
tutta l'area di base della macchina, cd è 


accessibile solamente dal di sotto; nella 
pane superiore trova invece posto l'ali- 
mentatore, a fianco del quale c disponibi- 
le lo spazio per 7 schede di espansione II 
bus di sistema arriva dal “piano di sotto" 
grazie ad alcune connessioni a pettine. 
La qualità della costruzione é mollo ele- 
vala. e lutto appare surdimcnsionaio c 
mollo curato: a partire dai cavi uscenti 
daH'alimenlalorc. che basterebbero alla 
centrale di Caorso. a finire alle viti che 
bloccano i due coperchi, congegnate in 
modo da non fuoriuscire dall'impanatu- 
ra dopo essere stale svitale per non corre- 
re il rischio di essere smarrite. Lamolhcr- 
board in particolare é un piccolo capola- 
voro elettronico di ordine c pulizia. 

Insomma. fugate le nuvole che si erano 
addensale suH'M20. sembra probabile 
che questa sia la macchina giusta per il 
mercato attuale; la Olivetti sembra aver- 
cela messa tutta e crede mollo in questo 
M24; alla prova dei fatti non possiamo 
che darle ragione. 


82 


MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 




L'Osbornc Encorcc un portulilc mollo compallo basato sudi una CPU SOSScon 
lcmponzzazionca4.77MHz. Può avere da 28 a 512 Kb di RAM ed uno o due drive 
utlra-slim ( I /3 di altezza) per minifloppy 5,25" da 360 Kb l’uno. Il display è a cristalli 
liquidi da 16 righe di 80 caratteri l'una; le interfacce seriale a parallela sono 
incorporate e rappresentano l'unica forma di espansione esterna consentita dall'hard- 
ware. Un potente firmware di sistema permette di usare il computer anche senza 
DOS per funzioni di calendario e agenda per appuntamenti. La macchina infine 
risulta indipendente dalla rete in quanto auloalimentala tramile accumulatori al 
nickel-cadmio. 


IX'llo vicissitudini della vecchia c della 
nuova Osborne Computer Corporation 
abbiamo giù parlato sul numero 41 di 
MC dello scorso maggio, in occasione 
della prova proprio delTEncorc. Vale so- 
lo la pena di ricordare che la nuova OCC. 
rinata dalle ceneri della precedente ge- 
stione grazie uH'aiuto della legislazione 
fallimentare degli Stati Uniti, sembra 
piuttosto bene intenzionata a far dimen- 
ticare il suo burrascoso passato presen- 
tandosi rinnovata (c senza il suo fondato- 
re-imperatore Adam Osborne) all'atten- 
zione mondiale. Mentre pare che m can- 
tiere ci siano interessanti novità, la casa 
americana per evitare di perdere altro 
tempo prezioso ha messo su in fretta e 
furia un piccolo parco di modelli del qua- 
le ha già intrapreso la commercializza- 
zione soprattutto fuori del mercato ame- 
ricano. Attualmente le macchine prodot- 
te sono quattro: tre ad otto bit con CP M 
ed una u sedici bit con MS-DOS. appun- 
to questo Encore. Che poi in effetti non 
viene fabbricalo dalla Osborne, ma dalla 
Vadem. una dilla fondata da transfughi 


della vecchia Osborne: e viene commer- 
cializzato negli USA dalla Morrow col 
nome di Pivot c fuori USA dalla Osborne 
col nome Eneorc. 

Ein dal primo sguardo si capisce di 
trovarsi di fronte ad una macchina diver- 
sa dal solilo: la linea inconsueta a svilup- 
po verticale, lo spallaccio a tracolla con 
la quale viene fornita (che però non c'è 
nelle nostre foto), la particolare disposi- 
zione di schermo e tastiera fanno dì que- 
sta macchina un oggetto piuttosto par- 
ticolare. Anche la configurazione hard- 
ware e la dotazione software sono affatto 
differenti, tanto da collocare l'Encore al 
limile della "incompatibilità" rispetto a- 
gli altri compatibili. La tastiera per ovvi 
motivi dì spazio è stata un animino .stra- 
volta: addirittura i tasti funzione sono 
diventati un panncllino sofl-louch. ed il 
lasiicrino numerico, arricchito delle 
quattro operazioni, è passato in seconda 
funzione fra i tasti alfabetici. Non vi sono 
le spie per i tasti di look. II video è pur- 
troppo da sole sedici righe, cosa che da 
sola basta per mandare a pallino buona 



Cnmpulalor Sj.I 

K/u F. yerJInoù. S ■ 00IS9 Komu 

Prezzi (IVA esclaial- 

mnl. HA Kh RAM. 

due Jhippy da 3M Kh l'uno, m- 

mcnmiorc ^ L. A.dmi.mi 

mod. 2SS-02: r..i. ma lon 

Kh RAM L 4.700.000 

m,Hl. SH-02: i.t. m<i itm il2 

Kh RAM L. S.495.000 

Adaiiaiorr numiiar esicrao L. 550.000 

Ejpaniione 128 Kh RAM L. 600.(m 


parte della compatibilità. Da tempo si 
vocifera deH'immincnza del rilascio dei 
nuovi modelli con display a 24 righe, ma 
ultimissime indiscrezioni fanno ritenere 
che al contrario la macchina per proble- 
mi di costo rimarrà con lo schermo attua- 
le (e senza l'annunciato modem incorpo- 
ralo. per giunta). Peccato, in quanto lo 
schermo piccolo è decisamente scomodo, 
nonostante le facility oITcrie dal sistema 
che permettono di scrollare su uno scher- 
mo virtuale da 24 righe. La macchina 
può essere auloalimentala tramile accu- 
mulatori da telecamera o tramite alimen- 
tatore da rete, con ricarica contempora- 
nea delle hatterie. La necessità di limitare 
i consumi ha comunque penalizzato in 
qualche modo l'attività sulla memoria di 
massa, imponendo al drive una sequenza 
di accensione piuttosto lenta. Il firmware 
di sistema c piuttosto potente anche .se 
non indispensabile: crea però qualche 
problema di compatibilità, nel senso che 
la macchina al bool necessita del propno 
BIOS per poier funzionare in modo cor- 
retto. Ciò limila la sofl-compatibililà ai 
soli programmi "bravi", che cioè elTet- 
luano tutte le loro funzioni (soprattutto 
di 1 O) tramite chiamate al DOS: quelli 
che scavalcano il sistema operativo indi- 
rizzando direttamente i dispositivi sono 
destinati a non girare. Naturalmente di 
hard-compaiibililà non si parla nemme- 
no: l'architeilura interna deirEncorc è 
piuttosto dilTerenie dallo standard IBM. 
e non è disponibile un accesso al bus dì 
sistema; le uniche uscite previste sono le 
due interfacce seriale e parallela. Per fini- 
re. la costruzione deU'Encore é piuttosto 
buona: rinicmo è sufficientemente ordi- 
nato c robusto. ì drive alquanto affidabi- 
li. 

In definitiva l'Encore è una macchina 
strana, ma interessante, dalle buone pre- 
stazioni. ma dalla compatibilità al lìmite 
della lecita appartenenza a queste pagì- 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1905 



00145 Roma 

Preui (IVA «riuso;.- 

256 Kh. ailailaiort grajka. rl- 

ih S60K 

ej. ma con due floppy 
e.i. ma con un floppy ed un u'in- 
chesler da IO Mh 

hackup In aggiunta 


L. 4.5SO.OOO 
L 6.:5o.m 


Un commento politico riferito alle 
problematiche di commercializzazione di 
una copia del PC IBM fatta a Taiwan già 

10 avete letto nelle pagine introduttive; ci 
limitiamo in questa sede, come abbiamo 
fatto per le altre macchine, e presentare 
una breve scheda tecnica di questo PC 
Bit. 

Che la macchina sia un clone dellTBM 
è fuor di dubbio: per i più sbadati ci 
pensa la forma della carrozzeria a richia- 
mare istantaneamente alta memoria il 
modello originale. La tastiera fornita con 

11 PC è pressoché identica a quella IBM: 
si differenzia solo per essere con i tasti in 
disposizione americana e per avere delle 
spie sui tasti lock. 

Il frontale, come si vede nella foto di 
apertura è piuttosto ingombro nella con- 
figurazione in prova: abbiamo infatti un 
drive per minilloppy da 5.25” del tipo 
slim line, un Winchester da 20 MegaByte 
ad altezza intera e. sopra al minifloppy, 
l'unità a nastro che serve per fare il Bac- 
kup del disco fisso. Crediamo che una 



II PC Bit. distribuito dalla BilComputersdi Roma.è un vcroe proprio “cinese” di 
Taiwan. È basato su una motherboard praticamente uguale a quella originale, 
utilizzante un 8088 a 4,77 MHz con RAM a partire da 256 Kb per arrivare fino a 640 
Kb. Gli slot disponibili sono otto, ma la scelta interessante è nella configurazione 
della memoria di massa, che oltre alle solite versioni con e senza Winchester ne offre 
una con streamer tape di backup (per il Winchester appunto) ad un prezzo partico- 
larmente conveniente. 


macchina in questa configurazione sia il 
massimo della versatilità, non essendo 
praticamente necessario nulla in più per 
poter affrontare con tranquillità lutti i 
problemi di lavoro. Posteriormente 
troviamo una presa di rete asservita 
all'interruttore di alimentazione e, all'e- 
stremità opposta del pannello, le otto fe- 
ritoie di accesso agli altrettanti slot di 
espansione previsti sulla scheda madre. Il 
pannello posteriore ci sembra poco rifini- 
to. ad esempio sono presenti fori per con- 
nettori tipo Cannon che però non sono 
previsti nella configurazione. 

La carrozzeria della macchina si apre 
col simpatico meccanismo a cofano di 
automobile, consentendo un rapido ed 
ampio accesso airintemo. La costruzio- 
ne interna è chiaramente "da cinese”: l'a- 
limentatore c il solilo, ottimo, Seasonic 
da I30W. la motherboard e le altre sche- 


de di produzione Taiwan non meglio i- 
dentificala. Vi sono molli cavi in circola- 
zione, cosa che forse nuoce un po' alla 
pulizia deirassemblaggìo. il quale é pe- 
raltro realizzalo in maniera corretta. Il 
lutto ci sembra sufricienlcmenle affida- 
bile anche dal punto di vista della resi- 
stenza alle sollecitazioni meccaniche, 
punto debole di qualche contenitore 
troppo economico. 

Cos'altro dire se non che uno sguardo 
ai prezzi lascia piacevolmente soddisfat- 
ti? Questo è l'unico argomento degno dì 
discussione: qualità e prestazione della 
macchina sono praticamente uno stand- 
ard. Caratteristica del PC Bit è quella di 
essere commercializzato da un'azienda 
che c anche uno dei più importanti con- 
cessionari del PC IBM in Italia. Questo 
dovrebbe dare delle buone garanzit 
assistenza. 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 



Il personal computer Philips 3 100 si basa suH'8088, con una RAM a partire da 256 
Kb. E disponibile nelle versioni con due floppy, con un floppy ed un Winchester e con 
due floppy ed un Winchester, cosa piuttosto interessante. Il monitor, standard di solo 
testo, può opzionalmente essere grafico monografico o a colori, mentre sono di serie 
le interfacce Centronics ed RS-232. Il design è serio pur non risultando particolar- 
mente accattivante; l'ingombro nella media. 


Di Philips c'é ben poco di nuovo da 
dire, se non che farci blasonato megapro- 
duttorc di elettroniche per tutti gli usi c 
consumi ha da sempre avuto poche sod- 
disfazioni dal mercato degli home e dei 
personal, forse sottovalutato o mate in- 
terpretato alla luce di altre applicazioni 
quali i videogiochi da un lato c la telema- 
tica (videotex!, lelelext) dall'altro. Ora 
comunque il colossodi Eindhoven ci pro- 
va "con tutti i sentimenti”, come si dice a 
Roma, sfruttando il fenomeno sollevato 
dal PC I BM per tentare di catturare una 
fetta del crescente mercato dei compati- 
bili. Lo strumento di questa piccola ri- 
scossa si chiama PC 3100, e fa del suo 
punto di forza soprattutto la memoria di 
massa, essendo una delle poche macchine 
in circolazione ad offrire una configura- 
zione c due floppy ed un Winchester tutti 
interni. 

Ma andiamo con ordine partendo dal- 
reslerno. lontano dal look IBM quanto 


basta per far capire che ci si trova di 
fronte ad una macchina diversa, ma non 
troppo . La tastiera è americana con shifl 
di sinistra spostato airinierno, enier du- 
plicato sul lastierino numerico e spie sui 
tasti lock; i tasti J, F e 5 presentano un 
piccolo rilievo utile per riconoscereal tat- 
to la posizione di riposo delle dita duran- 
te la digitazione, utile a patto di essere dei 
veri dattilografi. Piuttosto strano il siste- 
ma di connessione della tastiera all'unità 
centrale, realizzalo con un curioso cor- 
done spiralato di color argento termi- 
nante alle due estremità con connettori 
telefonici americani; la presa lato sistema 
si trova sotto l'unità centrale, in posizio- 
ne difficilmente comprensibile. 

Sul frontale della macchina sono di- 
sposte due finestre di alloggiamento per 
le memorie di massa, ognuna delle quali 
può ospitare un Winchester o due drive 
per minifloppy del tipo slim a mezza al- 



Es/Kiiaiont KAM in moduli da 


Posteriormente si trovano i connettori 
per le due interfacce di serie, mentre non 
è presente una presa di rete asservita. È 
disponibile invece un tasto di reset. Il 
monitor, monocromatico a fosfori verdi 
ncH’unità in prova, è di ottima qualità c 
piuttosto esente da riflessi. 

L'interno c alquanto all'oliato da fiat- 
cable di interconnessione che viaggiano 
qua e là; la motherboard è posta piutto- 
sto in basso, in posizione un tantino inac- 
cessibile. 

Gli slot di espansione sono quattro, 
ma uno c in pcrmcncnza occupalo da una 
scheda di sistema, e quindi ne restano tre 
per schede utente. La qualità della co- 
struzione è piuttosto buona e comunque 
all'altezza del nome Philips, la robustez- 
za del tutto più che sufficiente per so- 
pravvivere alle ordinarie condizioni da 
scrivania. Una macchina senza fronzoli o 
gadget, insomma; ma onesta ed afEdabì- 
le. 


MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 


85 



II Pulsar, dislribuilo dalla Quasar (ma pensa un po'...), è un altro vero “cinese" di 
provenienza Taiwan. Basalo sulla solita molherboard IBM-iike. con 808S a 4.77 
MHz. dispone di RAM da 256 Kb in su. di due floppy uno dei quali sostituibile con 
un Winchester c di otto slot hard-compatibili IBM.^nza essere originale nè innova- 
tivo è un altro clone che si aggiunge alla vasta schiera di macchine uguali. La 
disponibilità di espansione c la solita, ai prezzi l'ardua sentenza. 


Ulteriore replicante, questo Pulsar: co- 
pia conforme del PC IBM. ovviamente 
provcmenlcdaqucldi Taiw an. Come per 
le altre macchine analoghe la descrizione 
della struttura hardware nonché delle 
questioni opcraltvc lascia un po' il tempo 
che trova, finendo per essere solo una 
noiosa ripetizione di cose già dette. E se a 
voi secca dover leggere più volle le stesse 
cose, figuratevi un po' chi le deve scrive- 
re. ultrctulto cercando di dire qualcosa di 
originale, là dove tutto è uguale per defi- 
nizione. 

Il contenitore che racchiude il Pulsare 
il solito I BM-likc in lamiera con apertura 
a compasso: la tastiera c del tipo ameri- 


cano, con disposi/ione dei tasti identica a 
quella del PC c spie luminose sui tasti 
lock. Posteriormente una presa di rete 
asservita permette di alimentare il moni- 
tor. Più in là si trovano le feritoie di 
accesso agli otto slot dì espansione previ- 
sti sulla piastra madre. 

L'iniemo è nè più nè meno che "cine- 
se": le parti sono quelle, oramai stand- 
ard. di indiscussa qualità c alTidabilità: 
alimentatore Scasonic. drive Tcac. La 
qualità delfassemblaggio è normale, sen- 
za infamia c senza lode. 

Gli slot di espansione sono otto, ma 
quelli efrcilivamcntc disponibili sono di 
meno: il numero esatto dipende ovvia- 


mente dalla quantità di schede installate 
in fabbrica. La molherboard non preve- 
de infatti nessuna uscita standard, c 
quindi ogni featurc desiderata deve esse- 
re implementala tramite una scheda ap- 
posita. 

Un po' poco? Potremmo dirvi che que- 
sto Pulsar va come tutti gli altri, ma pro- 
babilmente ve lo immaginate: che dispo- 
ne di molte schede add-on. ma saprete 
anche questo. Solo un consiglio: buttate 
un occhio ai prezzi e fate un confronto. .A 
parità di condizioni, che in questo caso 
sono uguali proprio per scelta di base, il 
lato finanziario assume un ruolo di arbi- 
tro insostituibile. A mali estremi... 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 



Il Susy S. importato in esclusiva, per l'Italia dalla Computerline. viene prodotto a 
Taiwan dalla ^ala. É quindi un ■‘cinese” a tutti gli effetti pur offrendo parecchio in 
più deiroriginale. Basato suH'8088, il Susy può avere da 2S6 a 640 Kb di RAM. e 
giunge all'utente finale con un sacco di estensioni incorporate: un controller per 
quattro unità a disco da 5.25” o 3.5”; una scheda multìfunzione comprendente 384 
Kb di RAM gestibili come espansione di memoria centrale o RAM-Disk o buffer 
verso la stampante, una porta seriale ed una parallela, un orologio/calendario con 
batteria di backup. un ingresso joystick; una scheda video con grafica monocromati' 
ca da 720 X 348 punti (Hercules ver. II); e soprattutto l'incredibile dotazione di due 
floppy da 360 Kb ed un Winchester da ben 20 Mb. cose che ne fanno una macchina 
particolarmente polente. 


Il Susy 5 è il tipico prodotto "Made in 
Taiwan"; piuttosto ben fallo, ma senza 
mutili fronzoli che servono solo ad innal- 
zare il prezzo, modulare e quindi facil- 
mente assemblabilc. copia migliorala 
deiroriginale cui si ispira, in questo caso 
il PC IBM. Il tutto ad un prezzo che ha 
dcU'incredibile. La dotazione di base di 
questa macchina, come avrete avuto mo- 
do di leggere nel riquadro in alto, è vera- 
mente fuori dal comune, c la cosa non 
può lasciare meravigliati. 

La linea del Susy è identica a quella del 
PC IBM; solo, il contenitore è meno ro- 
busto e si apre a cofano di automobile, 
un accorgimento piuttosto comodo (e 
abbastanza dilTuso fra i "cinesi") che fa 
piacere soprattutto a chi. come noi. passa 


più tempo con le mani dentro al compu- 
ter che sopra la tastiera. A propo.sito di 
tastiera, quella del Susy è del tipo ameri- 
cano con alcuni tasti più larghi del nor- 
male per maggiore comodità: sono tali il 
return, i dueshift. il control, il backspace 
il num look e lo scroil lock. Il lastierino 
numerico prevede l'entcr duplicato, i ta- 
sti di lock hanno le spìe ed è presente 
perfino la scanalatura per appoggiare u- 
na penna. Inoltre sulla J. la F ed il 5 sono 
presenti dei piccoli rilievi por consentire 
un sicuro riferimento al tatto nella digita- 
zione professionale. 

Posteriormente troviamo le feritoie di 
accesso agli otto slot di espansione, ov- 
viamente hurd-compalibili IBM. ed una 
presa di rete asservita ainmerruiiore di 


sistema, utile per alimentare il monitor. 
Manca un tasto di reset. L'interno è piut- 
tosto ... cinese, sìmile a quello degli altri 
prodotti di Taiwan. Forse è un po' trop- 
po affollato di cavi, ma le connessioni fra 
le varie schede sono parecchie. L'alimen- 
tatore è il solito Seasonic da 1 .31) W. or- 
mai un classica nei compatìbili: i drive 
per i floppy sono di produzione Toshiba 
e la scheda grafica c una Hercules versio- 
ne II. La qualità dei materiali è buona, 
cosi come quella deirassembiaggio. La 
robustezza deirassicme è sufficiente per 
garantire un livello di alTidibilìlà conso- 
no al tipo di applica/ioni previste. 

Una macchina, in definitiva, pìuliosio 
ben fatta c. soprattutto, con un conve- 
niente rapporto prezzo-prestazioni. 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


87 




floppy tJa S60 

KID 8H PC/XT: c.s. ma eoa i 
' ‘iche.eler da IO Mb al posto, 
idei floppy 
oansione RAM 256 Kb 
leda CPU 


Il Kid 88 PC è una macchina completamente italiana basala su di una CPU 8i 
operante a 4,77 MHz. La RAM parte da 128 Kb e può raggiungere il McgaByte 
interamente sulla piastra base, senza necessità quindi di occupare slot di espansione. 
Questi sono in numero di sette, e sono hard<ompatibili IBM. Di serie la macchina 
viene fornita con grafica monocromatica a 720x350 punti e due interfacce, una 
seriale RS-232 ed una parallela Centronics; una seconda RS-232 è aggiungibìle in un 
secondo tempo sulla scheda madre. Il modello PC dispone di due drive per miniflop- 
py da 5,25" della capacità di 360 Kb l'uno; esiste però anche il modello XT nel quale 
o dei due floppy è sostituito da un Winchester da IO Mb. Contenitore c tastiera 
richiamano molto da vicino quelli dell'IBM, anche se lo spazio dischi è sfruttato ir 
modo diverso. 


Dicevamo neiriniroduzione della di- 
stinzione tra "cinesi" e non, e tra "com- 
patibili" ed "uguali". Il Kid è, se voglia- 
. un "cinese evoluto", anche se poi è 
fatto in Italia. L'impostazione c del tipo 
"come riBM, meglio deiriBM" comune 
alla maggior parte dei compatibili: i mi- 
glioramenti consistono nella grafica po- 
tenziata e nella maggiore disponibilità di 
memoria di massa entrocontcnuia. gra- 
ie all’adozione di drive slim line a mezza 
altezza. 

In questo modo c possibile mettere in- 
sieme una macchina con due floppy ed 
n Winchester, o addirittura due floppy e 
due Winchester adottando per questi ulti- 
i nuovi modelli slim. ottenendo un 
computer assai potente e versatile. Il con- 
tenitore è piuttosto simile a quello IBM, 
osi come la tastiera. La macchina non 


prevede un particolare tipo di monitor, 
per cui l'utente è libero di accoppiarle 
quello che preferisce. 

La macchina a nostra disposizione è 
dotata di 256 Kb di RAM c due miniflop- 
py Teac da 360 Kb. 

La tastiera è del tipm americano con 
shifi di sinistra interno; sono presenti 
spie sui tasti lock ed un cnter duplicalo 
sul tastierino numerico, oltre alla scana- 
latura sujoeriorc per l’appoggio di even- 
tuali penne. 

Posteriormente troviamo l'accesso a 
ben sette slot di espansione, un tasto di 
reset e due prese di rete asservite, pur- 
troppo realizzate con passo americano c 
quindi inutilizzabili qui da noi. 

L'interno è piuttosto ben realizzato; 
ralimentalorc prevede già le connessioni 
in uscita per altri due drive, e anche se 


non ne viene dichiarata la potenza ci 
sembra convenientemente dimensionato. 
La cosa interessante di questo Kid è la 
possibilità di essere espanso ad I Mega- 
Byte di memoria centrale, non sappiamo 
bene con quali accorgimenti per l'indiriz- 
zamenlo; comunque tutta la RAM ag- 
giuntiva risiede interamente sulla scheda 
principale, e non occupa posti negli slot 
di espansione che cosi, rimangono liberi. 
Oltrelutto anche le due interfacce seriale 
c parallela si trovano sulla motherboard. 
cosa anch'essa piuttosto comoda. 

In definitiva lo spirilo che informa 
questo Kid è quello dell'emulazione 
competitiva, non quello della copia da 
quattro soldi; c comunque alla buona 
realizzazione cd alle interessanti caralLc- 
risliche si aggiungono anche dei prezzi 
contenuti, il che decisamente non guasta. 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 



Il personal Spcrry è basato su dì un K08K a frequenza dì dock selezionabile dairuiente fra 
4.77 oppure 7.16 MHz. Questa scelta strana può essere stala dettala da problemi di compatibi- 
lità ncircsccuzionc di software crìticamente legato alla lemporìzzazione (giochi?). La RAM 
varia da 128 a 640 Kbyte.sono incorporati un orologio/calendarìoed una interfaeda RS-232. 
La parallela Centronics è di serie sui modelli inferiori e deve essere acquistata a parte su quelli 
superiori. II buse IBM hard-compatibilc.edisponedi4o6slot liberi a seconda del modello. La 
memoria dì massa può essere cosili ulta da unooducimnìfloppyslim-lincda 360 Kb l'uno oda 
un minifloppy ed un Winchester da IO Mb. La tastiera édel tipo IBM-ilaliano.dotatadi spie sui 
tasti look. Non è presente un tasto di reset, e posteriormente èdisponibilc una presa di rete lEC 
asservita airinterruttore principale. La versione in provaé un modello 30 con memoria espansa 
a 256 Kb. 


Sperry è unodei giganti deirinformati- 
ca mondiale fin dagli albori di questa 
disciplina: per la precisione dal 1951. 
quando cioè la Rand Corporation (cosi, 
allora si chiamava) forni aH'ufTicio ame- 
ricano del censimento il primo elabora lo- 
ro elettronico commerciale. l'Univac I. Il 
successo di quella operazione cqucllcche 
seguirono fu tale che la Rand cambiò 
denominazione in Univac. poi divenuta 
Spcrry-Univac c da pochissimo tempo 
solo Spcrry. Nonostante questi muta- 
menti di denominazione, comunque, il 
costruttore americano è sempre rimasto 
coerente alla sua immagine iniziale . di 
produttore di macchine della classe 
mainframe, serie e potenti, legate soprat- 
tutto al mondo deli'elaborazione scicnti- 
fica e tecnica più che a quella contabile- 
amministrativa. Ciononostante anche la 
Sperry si é dovuta giocoforza piegare alla 
politica commerciale IBM di decentra- 
mento informatico, protagonista della 


quale è il proprio personal computer. E 
quindi, in tutta fretta per non perdere il 
treno, così come hanno fatto gli altri 
grandi dcirinlòmiaiica "tradizionale", 
anche Spcrry ha sfornato il proprio per- 
sonal compatibile IBM. Ci viene da pen- 
sare che la fretta sia stala proprio tanta, 
visto che il computer in effetti è intera- 
mente di produzione Mitsubishi c la 
Spcrry si limila a mettere il suo marchio 
sulla carrozzeria. Non siamo però riusciti 
a sapere se questo accada anche per il 
mercato giapponese, oppure se in patria 
la macchina venga venduta col nome 
Mitsubishi. 

La tastiera è IBM-ilaliana con lievi dif- 
ferenze rispetto aM'originale: in partico- 
lare lo Shift di sinistra c posto interna- 
mente. ossia scambiato col tasto che soli- 
tamente gli si affianca, c questo secondo 
noi 6 un po' scomodo anche se con l'uso 
ci si abitua. Il lastierino numerico preve- 
de un Entcr duplicalo, sono presentì le 



Ontribulorc: 

Emmepi Computer 

Via Aecademia dei Viriuosi 7 - 00147 Roma 


Preed (IVA eselusaj. 

Modello 20 ( 128 Kh. 3 Floppy, 
video monocromalico, inierfac- 
ee seriale e parallela. Dasema- 

Modello 30 1128 Kb. 2 Floppy 
‘ 

Modello 40 I come mod. 20. ma 
con u/1 Winchester IO Mb a! po- 
sto di uno dei Uoppyl 
Modello 50 I come mod. 30. ma 
con un Winchester IO Mb al po- 
sto di uno dei/loppyl 

per modd. 30 e 5^ P° ° 


L. 4.617.000 

L. 6.193.000 
L. 7.717.000 

L. 9.093.000 
L. m ono 


spìe dei tasti Lock. ma non una scanala- 
tura in alto che permetta di appoggiare 
una penna. 

Ci sembra comunque che la qualità 
della tastiera non sia al livello del resto, c 
non faccia proprio onore ad un nome 
come quello della Sperry. 

La presa della tastiera è posta sul fron- 
tale della macchina, come il pulsante di 
alimentazione c relativa spia, quest'ullì- 
ma praticamente invisìbile. I due drive, 
Mitsubishi anch'essi. hanno uno strano 
meccanismo dì chiusura, del quale non ci 
è chiara l'utilità. Posteriormente si trova 
una presa di retea vaschetta lEC asservi- 
ta airinterrullorc generale, alla quale si 
può comodamente coliegare il monitor il 
cui cavo termina con il connettore appo- 
sito. L'interno è ben realizzalo ed ordina- 
to. gli slot lutti adatti a schede "grandi". 
Un compatìbile "professionale", dalla 
impostazione seria e dalla buona realiz- 
zazione. 


MCmtcrocompuler n. 44 - settembre 19S5 





Lii corsa al portaiiie sla impegnando 
più di un cosiruilore. con grande spiega- 
mento di mezzi e tecnologie avanzate. Il 
TI lUO c forse la risposta giapponese al 
Data General One; come quello anche il 
To.shiba vanta un display LCD da 25 
righe per 80 colonne e la memoria di 
mas.sa a microfloppy. prevedendo co- 
munque opportunamente l’accesso ad un 
drive esterno da 5.25". 

Le dimensioni cd il peso del TUOI) 
sono entrambi assai limitati, tanto che 
pare incredibile che un oggetto simile 
contenga davvero un computer. Sulla 
Hancatina destra della macchina si trova 
la fessura di accc.sso al drive con accanto 
il pulsante di espulsione del disco. Su 
quella sinistra, riparati in un incavo, tro- 
vano posto rinicrruttorc di accensione 
ed il potenziometro che regola la polariz- 
zazione del display. Sul pannello poste- 
riore (?) sono invece disposti i vari con- 
nettori delle interfacce verso il mondo 
esterno e la presa per l'alimentatore, ca- 
ricabatleric. Due fermi posti sulle fianca- 
le sbloccano ilcoperchiochc ribaltandosi 
ull’indietro scopre la tastiera c mostra il 
display. La prima è da 83 tasti, quindi 
molto completa: in particolare i tasti fun- 
zione cd il lasticrìno numerico sono real- 
mente presenti c separati dai tasti alfabe- 
tici. non quindi realizzati con complicate 
seconde funzioni come per l’Osbome En- 
eore e il Data General One. Naturalmen- 
te la loro posizione è dilTcrcnte dal solito, 
cosa che da principio confonde un po'. 


ma poi si finisce con i'ahituarcisi. La di- 
sposizione dei tasti è quella IBM-ìngle- 
se ossia differente sia da quella ameri- 
cana che da quella italiana (ma vacci 
un po' a capire...). È quindi necessario 
caricare l'apposito driver KBUK.SYS 
al momento del booi (richiamandolo 
da CONFIG.SYS, contrariamente a co- 
me accade sull’IBM con i vari 
KEYBxx.COM che sono veri e propri 
programmi da lanciare da DOS). La ta- 
stiera è piuttosto bella, peccalo solo che i 
tasti falsamente morbidi e privi di feed- 
back facilitinogli errori di digitazione. In 
alto a destra sono presenti due spie, una 
che segnala l'imminente scarica della bat- 
teria c l'altra che informa dcirailivilà del 
dischetto, qucsl'ultima particolarmente 
gradita. 

Il display è forse uno dei migliori della 
categorìa, risultando ben visibile in tutte 
le condizioni ambientali (o almeno in 
quelle ragionevoli), grazie anche al buon 
disegno dei caratteri, al corretto inter- 
vento del comando di contrasto ed alla 
possibilità di inclinazione dello schermo 


regolabile con continuità. Certo, con un 
CRT esterno si lavora meglio, ma l’LCD 
interno è realmente utilizzabile per lavo- 

II microfloppy é capace di 720 Kbyie, 
il doppio di un dischetto da 5,25": volen- 
do però i dischetti sì possono formulturc 
a 360 Kb. mantenendo cosi la "compati- 
bilità logica" con gli altri, cosa che può 
servire quando sì lavori anche con il drive 
esterno da 5.25” (es. in caso di DISKCO- 
PY da mimfloppy a microfloppy). Il dri- 
ve esterno a minifloppy ha naturalmente 
ti solo scopo di permettere di trasferire 
con facilità programmi e dati provenienti 
da un PC IBM (a buon inlenditor...). 
Comunque la praticità dei microfloppy é 
insuperabile, tanto da far sperare che 
venga presto il momento in cui questa 
venga considerata la memoria di massa 
standard. 

Concludendo, il TI 100 é veramente u- 
na macchina che fa venire voglia di essere 
comprala: il prezzo, oltrctulto, non è ele- 
valo se si considera come c comodo avere 
il PC IBM dentro una veniiquatlr’ore... 


Il Toshiba TI 100 è un portatile autoalimentalo mollo compatto. Si basa su un 
microprocessore CMOS 80C88 e dispone di 256 Kb di RAM. Comprende una 
tastiera con tasti funzione c numeri pad separati, un display a cristalli liquidi a 
pagina intera ed un drive per microfloppy 3,5" della capacità di 720 Kb. Inoltre 
dispone di uscite per una stampante, per un drive esterno (che può essere sia da 5.25" 
che da 3.5") e per un monitor sia composito che RGB. Opzionalmente è disponibile 
una borsa per il trasporto dotata di maniglia. 


MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 




Il TlSOOè un desktop basato suH'3088. La memoria centrale può andare da 128 a 
640 Kb. quella di massa può essere costituita da due floppy S.2S'' da 360 Kb l'uno 
oppure da un floppy e un Winchester, disponìbile quest'ultimo in due versioni da IO 
0 20 Mb. Benché piuttosto diversa progettualmente dal PC IBM la macchina 
dispone di tre slot di espansione hard*compatibili. Opzionalmente è disponibile un 
bel monitor a colori, già visto su altri giapponesi. 


Nella pagina precedente abbiamo vi- 
sto il portatile Toshiba, vediamo ora il 
modello TI500 da tavolo. Si tratta di un 
computer di impostazione piuttosto tra- 
dizionale. anche se leggermente diverso 
dal PC IBM in quanto a realizzazione. Le 
sue dimensioni sono tutte piuttosto con- 
tenute. ma specialmente l'aiiezza è ridot- 
ta rispetto alla media, grazie all'adozione 
di drive slim line anche per l'eventuale 
Winchester. La linea è semplice e grade- 
vole. il colore marrone del frontale confe- 
risce alla macchina un aspetto piuttosto 
serio. 

La tastiera èdel tipo IBM-italiana.con 
spie sui tasti lock e senza scanalatura 
appoggia-penne; forma e dimensioni dei 
tasti sono assolutamente simili a quelle 
dcli'IBM. ma manca il lieve "click" alla 
pressione che dà all'operatore la giusta 
sensazione che il tasto sia stato effettiva- 
mente premuto. Sul retro non vi sono 


prese di rete asservite, ma si trovano in- 
vece le tre feritoie di accesso agli slot 
interni di espansione. 

Il monitor a colori disponibile opzio- 
nalmente è di ottima qualità c molto bei- 
lo. È un modello che ci è già capitato di 
vedere accoppiato ad altri computer 
giapponesi, e nc abbiamo più volle ap- 
prezzato la qualità dei colori e l'ottima 
assenza di riflessi. Un apposito supporto 
ne permette rorientazione a piacere per 
migliorarne la visibilità- Peccato solo che 
sia mollo ingombrante. 

L'intemo della macchina è piuttosto... 
affollato: il ridotto volume interno è 
riempito di elettronica in modo molto 
compatto, ma. forse, poco efficiente dal 
punto di vista della accessibilità alle varie 
parti- I due drive, entrambi slim come 
dicevamo, sono naturalmente di produ- 
zione Toshiba. 

L'arca destinala alle schede di espan- 


sione è collocata lateralmente con le 
schede coricate su un Iato e sovrapposte 
l'una all'allra. anziché affiancate verti- 
calmente come usuale. 

Strano anche che le espansioni previste 
siano solo tre. piuttosto poche. La quali- 
tà dell'assemblaggio ci sembra piuttosto 
buona, le parli usate senz'altro di buona 
qualità. Nonostante ciò qualche proble- 
ma lo abbiamo avuto lo stesso, da parte 
della scheda controller del Winchester, 
che non voleva saperne di partire: segno 
questo che anche prodotti di marche note 
cd affidabili incorrono in difetti di pro- 
duzione: non c una nota di demerito, solo 
una constatazione che forse serve a bilan- 
ciare un po' il giudizio sull'afndabilità 
dei compatibili. 

A parte ciò il TI 500 si è comportato 
bene e si è reso simpatico, rivelandosi un 
ottimo strumento di lavoro soprattutto 
nella versione col Winchester da 20 Mega. 


MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 


L€ prove e ì risultati 


Due sono siali gli obicUivi delle nostre 
prove. Il primo, quello di verificare la com- 
palibililà software ira le varie macchine, 
per cui abbiamo fatto "girare" alcuni pro- 
grammi, scritti per l’IBM. su tulle le mac- 
chinc- 

II secondo obicttivo è stato quello di 
valutare, a parità di compatibilità, le pre- 
stazioni in termini di velocità globale della 
macchina, utilizzando non solo un classico 
bcnchmark in Basic, ma anche prove in 
Lotus 123. dBase 11 c Wordstar che sono 
probabilmente i prodotti software più dif- 
fusi per riB.M. 

Non volevamo fare delle prove "a rottu- 
ra", insomma non abbiamo voluto sofisti- 
care le prove utilizzando programmi parti- 
colari. per vedere fino a che punto una 
macchina c IBM compalibileeda che pun- 
to. se esiste questo punto, non lo è. La 
filosofia delle macchine IBM. c quindi del- 
le macchine I BM compatibili e quindi degli 
utilizzatori "normali" di questo tipo di 
macchine, è quella di rendere questi oggetti 
produttivi in una reale situaz.ione di lavo- 
ro. Detto in altri termini l'ulilizzatore "non 
vuole avere problemi”, vuole utilizzare 
fondamentalmente prodotti sicuri, non ha 
intenzione di fare esperimenti, prove o 
complesse installazioni di prodotti partico- 
lari. 

E d'altra parte ci c sembrato importante 
verificare soprattutto che vi fos.se una com- 
patibilità "di base", a livello di "uso nor- 


male". Se avessimo voluto provare in tutte 
le situazioni, la casistica sarebbe divenuta 
cosi ampia da precludere praticamente la 
possibilità di eseguire delle prove realmen- 
te esaustive e. quindi, di pervenire ad un 
risultato definitivo c che non lasciasse la 
porta aperta a dubbi ed eccezioni. Chi ha 
intenzione di usare la propria macchina in 
maniera "piarticolarc" (con hardware o 
software in configurazione insolita o parti- 
colarmente complessa) farà bene, a nostro 
avviso, a verificare che quella particolare 
situazione scelta sia consentita dalla mac- 
china che si ha intenzione di acquistare. 

La compatibilità dell'hardware è, per 
certi aspetti, un problema di minore im- 
portanza rispetto a quella del software, in 
quanto ciascuna casa offre, in pratica, le 
stesse possibilità in termini di schede di 
cspansionec di accessori di quelle che offre 
l'IBM, anzi quelle più spregiudicate offro- 
no anche proprie “versioni" delle schede 
non IBM di particolare successo. Abbia- 
mo quindi fatto “girare" su tutte le macchi- 
ne il Diagnostico IBM. per verificare se 
l'hardware montato veniva riconosciuto 
come hardware in ambiente IBM e il risul- 
talo è stato positivo per tutte le macchine. 

Ritorniamo a parlare un po' dilTusa- 
mcnlc delle prove software, che come ab- 
biamo detto sono state eseguite con vari 
prodotti. Abbiamo utilizzato gli stessi di- 
schetti su tutte le macchine in modo da non 
alterare le condizioni. 



La prova dBase II 

Per il dBII abbiamo aulomatizz 




(nome; Demo), cl 
Prvdat), lo sman' 
indice facendo un 

prodotti e ripassa il controllo al DC 
visualizza il tempo trascorso. 

Il dBase II lavora principalmente 
sebetto e un bcnchmark deve tenerne > 

In figura riponiamo i listati del progr 
Batch, del programma dBase II. n 
l'output su video che pmduce il progr 
dBII, ed infine il tracciato del file (che i un 
elenco di sigle automobilistiche. Cap, ci 
prefissi telefonici). 

Essendoquesla ut 

te destinata alla va.. ,w ..... ,... 
le globale delfunità centrale più l'un 
noria di massa, n< 
prova era provvisto di altre unità abbiamo 
c. In panico- 
là microflop- 
ìson. sul Ram 


ità„„,r.fcpiar.„ÌBln,e. 

ci casi .n cui l'hardware in 


.... j, ,..p 

S: ili: "K 


ss s 




Li 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


La prova Basic. Execuvìsion. PC paini. Flight Simulator 


La prova Wordstar 

Per la prova Wordstar ci siamo limitati al 
semplice caricamento dello stesso dal DOS. 
congiuntamente ad un Pile di testo di 20 Kb 
di lunghezza. Nel caso di un wordprocessor. 
infatti, riteniamo che non abbia mollo senso 
parlare di prestazioni globali: se si prescinde 
dal caricamento (e dal salvataggio) di un 
testo di notevole lunghezza, le prestazioni 
globali di un WP sono (in termini di veloci- 
tà) dipendenti soprattutto dalla velocità di 
chi opera. 


Per quanto riguarda il Basic ci siamo com- 
portati come con il dBII, utilizzando il pro- 
gramma stesso come cronometrista. In figura 
presentiamo il listato del programma, che è il 
solito usato in queste prove. 

Abbiamo infine provato i dischetti Demo 
di tre programmi grafici. TExecuvision, il 
PCpaim e il gioco Flight Simulator, ma di 
questi verifichiamo solamente la uiilisabilità 
con altre macchine, trattandosi di programmi 
interattivi. Tutte le prove sono stale eseguite 
con lo stesso dischetto, quindi abbiamo preso 
la precauzione di non modificare per nulla il 


contenuto del dischetto stesso durante la pro- 
va. cancellando i file intermedi prodotti per 
evitare inquinamenti. 



I risultati 


I risultati, espressi in secondi, ottenuti da cia- 
scuna macchina nell'esecuzione dei vari bench. 
sono riportali nella tabella qui a fianco. 

La prima valutazione che si può fare è lapalis- 
siana. e cioè le prestazioni sono addirittura più 
identiche dì quanto ci si aspettasse per quelle 
macchine che hanno sulla carta le stesse caratte- 
ristiche hardware (proces.sore. clock), mentre 
per quelle in cui varia il clock questo fa sentire I 
suoi effetti in maniera proporzionale alla sua 
maggiore velocità (ovviamente per i bench che 
lavorano in memoria centrale). Risultano del 
tutto irrilevanti anche le diITcreRze di prestazio- 
ni in quei bench in cui entra in gioco l'accesso al 

La prova c stata condotta nelle stesse condi- 
zioni di occupazione e di organizzazione del 
disco; prove eseguite con un disco quasi "full" 
hanno fallo rilevare tempi sensibilmente peggio- 
ri. Quindi dirferenze del IO per cento in più o 
meno sono assolutamente non significative in 
una valutazione che prenda in considerazione 
clementi di affidabilità, ergonomia, economia. 

Le applicazioni in cui può pesare la valutazio- 
ne sui tempi sono quelle con grossi programmi 
di calcolo, ma allora la soluzione non è scegliere 
la macchina un po' più veloce, ma un linguaggio 
più adatto all'applicazione usando, in sede di 
programmazione, tutti gli accorgimenti e I truc- 
chi del mestiere per velocizzare l'esecuzione. Un 
compilatore Basic, ad esempio, velocizza l'ese- 
cuzione di varie volle, ben di più di quanto si 
guadagna passando ad un'allra macchina. 

Nei vecchi centri di elaborazione il "tempo 
macchina" era un costo importante, oggi se il 
vostro personal computer impiega dieci minuti 
ad eseguire un lavoro, anziché cinque, userete 
questo tempo per fare una telefonala o per pren- 
dervi un caffè. 

Abbiamo fallo questo discorso per sdramma- 
tizzare la corsa al bench. che poirebbe sembrare, 
in una serie dì articoli dedicali a macchine iden- 
tiche per definizione, la ricerca a tutti ì costi di 
qualche cosa che icdirTcrenzìcchc faccia pende- 
re "l'ago della bilancia" da una parte o dall'al- 

In realtà i risultali confermano la compatibili- 
tà delle macchine, quindi l'esistenza di uno stand- 
ard reale e sicuro al quale le case "importanti" si 
sono allineate con macchine serie che. pur nella 
loro compatibilità, riescono a trovare una loro 
personalità tramile miglioramenti tecnici ed e- 
sieiici. oppure tramite "tocchi di classe", nella 
scelta di materiali o di soluzioni crgonomeiri- 

AIIo standard si sono allineate anche le case 
menu importanti, che basano la loro politica 
soprattutto su listini prezzi che offrono numero- 
se alternative esoluzioni. sia in termini di sistemi 
completi più o meno accessoriati, che in termini 



MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


93 




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rapido, efìicienle e competitivo. 

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operativo con lo standard industriale più dilTuso (MS-DOS) e possiede una serie di 
caratteristiche speciali: unità video orientabile, disponibile sia nella versione con 
schermo monocromatico ad alla risoluzione, con caratteri ambra su sfondo mar- 
rone antirillesso per non affaticare la vista, che in quella con schermo a colori. La 
tastiera inclinabile è leggera c .stabile. 

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di dialogare con altri elaboratori, siano essi IBM, Spcriy o Digital, presenti nella 
stessa azienda o all'altro capo del mondo, inseriti in una architettura SNA o per 
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stessi dischetti da 5”l/4 del PC da tavolo; schermo ullrapialto al plasma ad altis- 
sima risoluzione grafica: tastiera separata, completa di tasticrino numerico, di 
dimensioni simili a quelle del PC da tavolo; stampante integrala e modem con 
accoppiatore acustico incorporato opzionali. 

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Epson SQ-2000 

di Maurizio Bergami 


Di gena d'inchiastro si parla ormai da 
(fuukhe tempo, ma le stampanti che adotta- 
no questo tipo di stampa sono ancora assai 
rare. In questa prova ne esamineremo una. 
la Epson SQ-2000, che costituisce attual- 
mente il modello di punta della rinomata 
ditta giapponese. 

Prima, però, vale la pena di ricordare 
hrevetnente in cosa consiste questa rivolu- 
zionaria tecnologia. Come dice il nome, nel- 
le stampanti a getto l'inchiostro viene lette- 
ralmente spruzzato sulla carta dalla testina 
(li .stampa, .sotto forma di microscopiche 
goccioline. / vantaggi ottenuti consistono 
fondamentalmente in una qualità di stampa 
molto elevata ed in una straordinaria silen- 
ziosità. dovuta all'assenza di qualsiasi for- 
ma di impatto. Per contro l'impiego di que- 
sta tecnica richiede soluzioni molla sofisti- 
cate. di diffìcile realizzazione e. di conse- 
guenza, non sempre pienamente soddisfa- 
centi e piuttosto costose. 

La SQ-2001) sembra però aver finalmente 
risolto praticamente tulli i problemi delle 
vecchie ink-jet I tranne quello del prezzo 
appena in tempo per fronteggiare valida- 
mente l'arrivo dell'ultimo grida nel settore 
delle stampanti professianali: le laser prin- 
ter. 


Descrizione generale 


Basta un'occhiata per rendersi conto 
della caiegona cui appartiene la SQ-2000; 
le dimensioni lull'altro che contenute, il 
peso (18 chili) e, soprattutto, l'evidente cu- 
ra nelle rinnilurc la propongono subito 
come una stampante destinata all'high end 
del mercato. Il prezzo, che sfiora i sei milio- 
ni. conferma poi immediatamente la prima 
impressionc- 

Iniziamo la descrizione con un esame 


dell'esterno. L'aspetto c piuttosto massic- 
cio. ma nonostante ciò la SQ-2000 riesce 
ad essere esteticamente gradevole, grazie 
anche al colore chiarissimo del contenilo- 

Sui frontale, situato in un apposito inca- 
vo, troviamo il pannellìno di controllo che 
è dolalo di un numero di led e di pulsanti 
più vasto del solito. Oltre agli usuali tre 
indicatori di stampante accesa, di fine car- 
ta e di ready, si nota la presenza di un 
ulteriore Icd con la dicitura "ìnk low": la 


MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 




sua funzione è quella di avvenire Tuienle 
della neeessilàdi sosliluirc la cartuccia del- 
l'inchiosiro. Il preavviso fornito purtrop- 
po è veramente minimo, dato che dal mo- 
mento della sua accensione si possono 
stampare solamente altre 66 lince, dopodi- 
ché la stampante diventa praticamente i- 
nutilizzabile. A differenza di un normale 
nastro inchiostrato, che con l'uso fornisce 
una stampa sempre più chiara c meno leg- 
gibile, l'inchiostro liquido delle stampanti 
a getto permette di ottenere stampe tutte 
della stessa qualità, ma non dà modo di 
capire quanto sia prossimo ad esaurirsi. 
Tenere a disposizione una cartuccia di ri- 
cambio è quindi assolutamente obbligato- 
rio. per evitare il rischio di rimanere im- 
provvisamente in panne. 

Un quinto led indica lo stato di on line, 
ed è in una posizione irregolare rispetto 
agli altri quattro, vicino al pulsante dallo 
stesso nome. I pulsanti in totale sono cin- 
que: accanto ai classici on line, form feed c 
linefeed ne troviamo al tri due con le dicitu- 
re “clcaning" e “sheel feed". Il primo, 
quando viene tenuto premuto al momento 
dciracccnsione. attiva una sequenza che 
pulisce il meccanismo di stampa sfruttan- 



do un liquido contenuto nella stessa car- 
tuccia dcirinchioslro. Il procedimento du- 
ra un paio di minuti, e va usalo in partico- 
lari situazioni, ad esempio dopo un lungo 
periodo di inallivilà. L'altro pulsante azio- 
na un servomeccanismo che permette il 
caricamento automatico di un foglio sin- 
golo, e si è rivelato di estrema comodità. 

Per poter stampare su modulo continuo 
è necessario acquistare separatamente il 
iraiiore, che si installa esternamente. Con 




MCmicrocomputer n 44 - settembre 1985 


CARATTERI DISPONIBILI 
PICA (10 CPl) 

0123456 789ABCDEFGHIJKLMI\JOPQRSTUVWXYZ 
ELITE (12 CPI) 

0123456 789ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ 
CONDENSATO (17 CPl) 

0123456789ABCOEFGHIJKLMNOPORSTUVWXYZ 

PROPORZIONALE 

0123456789ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ 

MODI DI STAMPA 

NEAR LETTER QUALITY 

0123456789ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ 

CORSIVO 

012345678 9ABCDEFGHIJKLMNOPQRS TU YZ 
GRASSETTO 

01234567 89 ABCDEFGHIJKLKWOPQRSTU VWX YZ 

ESPONENTI 

^0 1S3a567e9ABCDEFaHlJKLMIMOPeRSTUVWXVZ 

DEPONENTI 

Aoi23ase7e9ABCDEFGHlJKLMNOPeRSTUVWXYZ 

SOTTOLINEATO 

0123456789ABCD EFGH IJKLMNOPQR5TUVWXY2 

ELONGATO 

01234567S 3 ABCD E F=^<3 M 


la siamparuc invece è Tornilo di serie un 
pratico supporto per foglio singolo, chia- 
ramente visibile nella foto di apertura. Sul- 
la sinistra della parie superiore del con teni- 
tore. spostalo verso il retro, uno sportello 
in plastica permette un Tacile accesso alla 
grossa cartuccia deirinchioslro che ha una 
durala teorica di circa tre milioni di carat- 
teri. La sostituzione della cartuccia è un'o- 
perazione molto agevole che richiede sol- 
tanto pochi secondi. 

La pane posteriore della stampante pre- 


senta la vaschetta per il cavo di rete, a 
norme lEC. e rinicrfaccia di collegamento 
al computer. Questa c un'unità completa- 
mente autonoma, che va inserita in una 
vasta apertura sul retro, sostituibile con 
rapidità e senza dover aprire la stampante. 
Le interfacce disponibili sono tre: paralle- 
la. seriale e IEEE 488. tutte dotale di un 
buffer d'ingresso di 2 Kbyie. Sono anche 
reperibili interfacce con buffer più capaci, 
fino a 32 Kbyic. 

Veniamo ora aH'interno. che mette in 


Fpu.>, SO-.'IKXI 

mostra una realizzazione robustissima. 
Dopo anni di abitudine a .stampanti pura- 
mente meccaniche desta una certa sorpresa 
ecuriosiià la presenza dei tre tubicini in cui 
scorrono inchiostro e liquido di pulizia. 
Dei due tubi utilizzati per l’inchiostro uno 
c diretto alla lesta di stampa c l'altro ripor- 
ta al serbatoio l'inchiostro superfluo. 

La testina è dotata di 24 ugelli. In condi- 
zioni di riposo preme contro un cuscinetto 
che impedisce all'inchiostro di seccarsi; a 
destra di questo tampone vi è poi una spaz- 
zola rotante che cITcttua una pulizia degli 
ugelli prima che la testina si porti in posi- 
zione di lavoro. Per assicurare la migliore 
qualità pos.sibilc. la testina riporta auto- 
maticamente a contano del cuscinetto 
quando la stampa viene interrotta per un 
perìodo di tempo supcriore ad un paio di 
minuti. Un sensore di temperatura inibisce 
la stampante quando la temperatura è infe- 
riore a 15 gradi, in modo che non venga 
pregiudicata la bontà del carattere; questa 
condizione normalmente si presenta solo 
all'accensione della macchina. Il problema 
opposto, quello del surriscaldamento, è in- 
vece tolalmcnc assente. 

Sulla destra della zona di finecorsa della 
testina, accanto all'albero di rotazione del 
rullo di gomma, si trovano 4dipswiich che 
permettono di selezionare il tipo di carta 
utiliz.zalo; i formali previsti sono l‘A4. 
I'A3, il B4. il B5 ed infine il formalo ameri- 
cano per tciicrd, lutti sia in posizione "pKiri- 
rait". cioè col lato più corto in orizzontale, 
che "landscape". che invece ha in orizzo- 
natale il lato più lungo. 

Caratteristiche 


Da una stampante che costa sei milioni 
si ha il diritto di pretendere prestazioni 
eccezionali, c dobbiamo dire che la SQ- 
2000 non ci ha deluso, per versatilità, velo- 
cità, siienziosilà. ma soprallullo per la 
straordinaria qualità di stampa. 

Iniziamo dunque proprio da qucst'ulti- 
ma. premettendo qualche considerazione 
generale. Come fa notare la stessa Epson 
nel manuale, un crfcllo collaterale impor- 
tante deirimpiego della tecnologia del get- 
to di inchiostro consiste nella forte dipen- 
denza delle prestazioni dalla carta utilizza- 
la. Per ottenere la migliore qualità, carta 
ed inchiostro devono infatti accordare be- 
ne. inquanto una carta troppo porosa pro- 
durrebbe un carattere troppo pieno, men- 
tre su una troppo patinata l'inchiostro ten- 
derebbe a scivolare via dando orìgine a 
delle sbavature. Vale quindi la pena di de- 
dicare un po' di tempo alla ricerca della 
carta migliore; bisogna dire però che la 
SQ-2000 si c dimostrata piuttosto tolleran- 
te, fornendo risultali ottimi con svariati 
tipi di carta ed in particolare con dei fogli 
A4 utilizzali normalmente sulla fotocopia- 
trice della redazione. Paradossalmente sì è 
invece risolto in un disastro il icnialivo di 
utilizzare la carta della Think-Jel. la com- 
pattissima getto d'inchiostro della HP: evi- 
dentemente gli inchiostri delle due slam- 


Questa e’ una prova di stampa della 
stampante Epson SQ-2000. In Near Letter 
Quality, come potete constatare, la 
qualità’ e' elevatissima, a patto pero’ 
di usare la carta piu' opportuna. La 
forte dipendenza del risultato dalla 
carta impiegata e’ forse il principale 
problema che deriva dall’impiego della 
tecnologia a getto di inchiostro. La SQ- 
2000 si e’ dimostrata tuttavia 
abbastanza tollerante, comportandosi 
bene con svariati tipi di carta presi a 
caso. Paradossalmente il risultato 
peggiore l’abbiamo ottenuto con la carta 
di un'altra stampante a getto, la Think 
Jet HP, che si e’ dimostrata troppo 
porosa per i gusti della SQ-2000. 


100 


MCmfcrocomputer n. 44 - settembre 1985 


sg-Mio 



panli hanno caraucrisliche molto diverse. 

Con i fogli fomiti assieme alla stampan- 
te i risultali sono stati veramente formida- 
bili. come potete constatare dalle prove di 
stampa pubblicale. In Near Lcttcr Quality 
il carattere, formato da una matrice di 
29 X 23 punti, è tranquillamente paragona- 
bile a quello di un'ottima stampante a mar- 
gherita. ed è diOicile trovargli dei difetti 
anche ad un esame ravvicinato con il lenti- 
no filatelico. Anche in modo normale, con 
una matrice di 15x23 punti, la qualità 
rimane sempre eccellente. 

La silenziosità. come prevedibile, è un 
altro grande punto di forza della SQ-2000: 
il livello del rumore, dovuto esclusivamen- 
te aU'operazione di line feed ed alto sposta- 
mento della testina, è praticamente trascu- 
rabile. 

I caratteri fondamentali disponibili sulla 
SQ-2000 sono quattro: Pica (10 cpi). Elite 
( 12 cpi). Condensato (17 cpi) e Proporzio- 
nale; in aggiunta è possibile combinare tra 
loro il Condensato e l’Elite per ottenere un 
set da 20 cpi. 

1 modi di stampa comprendono il Near 
Letier Quality, il corsivo, il grassetto 
(bold). il sottolineato e l'elongato. Manca 
quindi il ribattuto (doublé slrike). Sono 
presente invece gli apici (superscript) e i 
pedici (subscript). 

Caratteri c modi di stampa sono varia- 
mente mescolabili (non tutte le combina- 
zioni sono però permesse), per ottenere 
una grande varietà di stili. La selezione 
delle numerose possibilità avviene vìa soft- 


ware. inviando alla stampante delle oppor- 
tune sequenze di codici di controllo, tutta- 
via si può attivare il Near Lctter Quality 
direttamente da hardware utilizzando uno 
dei dip-switch di configurazione presenti 
sull'interfaccia. Sempre a proposito dì 
NLQ facciamo notare che non c corabina- 
bilecon il set di caratteri proporzionali, ma 
solo perché quest'ultimo è già formato da 
una matrice particolarmente densa 
(37 X 23 punti). 

I simboli disponìbili sono quelli normali 
Ascii più numerosi caratteri intemaziona- 
li; per esigenze particolari la SQ-2000 di- 
spone comunque di 5 Kbyte dì Ram nei 
quali si può memorizzare un nuovo set di 
simboli definibili a piacere. La dellnizionc 
dei nuovi pattern è un'operazione non 
complicata, ma lunga e noiosa, che è quasi 
obbligatorio condurre con un programma 
scrìtto appositamente. 

La velocità di stampa, che dipende dal 
carattere scelto e dagli eventuali modi di 
stampa attivati, c in generale molto eleva- 
ta: quella massima é raggiunta in Elite nor- 
male o condensato ed è di 21 1 cps: in NLQ 
si riduce ad esattamente la metà. 

Una caratteristica interessante ed abba- 
stanza ìnusualeèla possibilità dì variare la 
spaziatura fra ì caratteri, da 0 a 127 punti. 

Cose più normali c. diremmo, obbliga- 
torie per una stampante di questa catego- 
ria sono le tabulazioni orizzontali e verti- 
cali. e la selezione dei margini destro e 
sinistro. Oltre a queste classiche funzioni, 
la SQ-2000 può cfTcttuarc la giustificazio- 


ne automatica della lìnea da stampare, può 
appoggiarla a destra o a sinistra ed infine 
centrarla rispetto al foglio. 

Le capacità grafiche sono all’altezza del 
resto: i modi grafici sono 9, con densità che 
vanno da 60 a 240 punti per pollice. 

Un appunto è rivolto al manuale, scritto 
in lingua inglese, che ci è sembrato mollo 
esauriente e completo, ma non sempre 
chiaro come avremmo voluto. 


Conclusioni 


Crediamo che sia ormai chiaro che la 
SQ-2000 è una stampante dì prestazioni 
elevatissime, che non può fare a meno dì 
lasciare ammiralo l'osservatore. 

Un giudizio globale non può però pre- 
scindere dal prezzo, elevatissimo in assolu- 
to. ma anche non particolarmente conte- 
nuto in un paragone diretto con le migliori 
stampanti ad impatto, come la LX-1500 
della stessa Epson. 

11 possìbile acquirente dovrà quindi va- 
lutare attentamente se. fondamentalmen- 
te. la superba qualità di stampa e la straor- 
dinaria silenziosità giustifichino una spesa 
cosi importante. 

Rimane comunque il fatto che la SQ- 
2000 rappresenta, oltre che una stampante 
commercialmente valida, una brillante esi- 
bizione dì tecnologia avanzala. Se la Ep- 
son ha progettato la SQ-2000 anche come 
biglicitoda visita è riuscita in pieno nel suo 
intento. MC 


MCmicfocompuler n. 44 - settembre 1985 


101 




Micro Peripherol 

Floppy per il Sirìcloir QL 

di Maurizio Bergami 


/ mkrodrivc svihippcin ilailu Sinclair per 

10 Spedrum sono imliihhUinicnic un prodoi- 
!o molto inicressimie. anclw se le loro carni- 
Icrisiiclw lecniclie riseiiiomi ilei crilerio ili 
massima economicilà che ne ha ispirino il 
propello. Non si può ceno negare che. sotto 

11 profila ilellii veincilà e della eapaeilà di 
memoria, non siano all' allelui di un comune 
dischetto, ma a nostro aeviso il paragone 
con un lloppy disk, per quanio .spontaneo, è 
erralo, in quanto propone i microdrive, so- 
sianzialmeiile. come alternativa al registra- 
tore a cassette, sistema di memorizzazione 
principe neU'amhitn dei sistemi economici. 

Ci .sembra più giusto, invece, considerare i 
microdrive come una memoria di massa in 
grado di complementare, e non di sostituire, 
la vecchia cassetta audio. Nel caso dei gio- 
chi. ad e.sempia. un tempo di caricamento di 
qualche minuto è tollerabile, essendo gene- 
ralmente trascurabile rispetto a quello poi 
.speso per giocare. In .svariate occasioni .si ha 
invece la necessità di usare spesso la memo- 
ria di mas.sa, come quando .si sta sviluppando 
un programma e .si devono effettuare fre- 
queiiicmenie dei salvataggi per evitare che 
un improvviso hiack oiii vanifichi tulio il 
lavoro fallo. In una .simile circostanza i mi- 
crodrive si rivelano utilissimi, e la loro velo- 
cità, pur bassa rispetto a quella di un floppy 
disk, risulta più che sufficiente. 

Il discorso fatta sinora risulta valido però 
quando è applicato a computer piccoli e dal- 
le prestazioni ahieilivamenie limitate, come 
appunto è lo Speciriim. U- cose cambiano di 
mollo quando si ha a che fare con calcolatori 
più potenti, per i quali una memoria di mas- 
sa paco efficiente può costituire un handicap 
notevole. 

Per questo la scelta della Sinclair di adot- 
tare i microdrive anche .sul suo nuovo QL. 
che non dispone nemmeno più di un collega- 
mento con il registratore a cassette, ha la- 
scialo tutti perplessi. Per giunta i microdrive 


del QL .si. sono rivelali, adonta delle specifi- 
che migliori, più lenti e meno affidabili di 
quelli dello Specirum. 

Nonostante le critiche I e le vendile defmi- 
le "disuppomting" dallo .stesso Sir CUvel. 


l'auspicala versione del QL con un floppy 
incorporato al posto dei mkrodrive non è 
luilaviu mai apparsa. Data però iimmensa 
popolarità di cui gode la Sinclair, sia in (ìriin 
Bretagna che all estero, a! suo po.sto. com'e- 



102 


MCmicrocompuler 


- seltembre 1985 




ra pn-wilihih’, ha lavoroni quukhe allru dil- 
la e le prime interjueee esterne per fhppv 
disk non si sono falle attendere mollo. 

In c/uesie pagine vi presenliaino quella 
eoslriiitii dalla Micro Pcripberal. adoilalu 
iijlìeialmenie dalla Sinclair con rinseriineii- 

10 nel proprio catalogo, che da qualche tem- 
po è Jacilmenle reperibile anche in Italia. 

Descrivono generale 

L'inlcrfaccia ciclla Micro Pcriphcral vie- 
ne fornita in una confezione comprendente 
anche un drive per dischetti da 3,5 pollici a 
doppia faccia e doppia densità ed un mi- 
crotloppy contenente numerosi program- 
mi di utilità. A parte é possibile acquistare 
un secondo drive dalle stesse caraltcristi- 

La costruzione è di ottimo livello: la 
scheda a circuito stampato, che ospita nu- 
merosi circuiti integrati, tra cui spiccano il 
grosso controller ed una cprom con il soft- 
ware di gestione, non presenta traccia di 
strane filature, indice di problemi insorti in 
fase di prima produzioncedi ripensamenti 
deirullima ora. 

La scheda è parzialmente inserita in un 
supporto di plastica nera, identica a quella 
del QL. che oltre a permettere di fissiirla in 
maniera stabile al computer consente di 
maneggiarla comodamente. Sull’estremità 
opposta si trova il lungo connettore di col- 
legamento al QL: vicino ad esso si può 
vedere una striscia di cinque ponticelli: due 
non sono collegati, altri due vengono usati 
a seconda del tipo di drive utilizzato, del 
quinto ci occuperemo in seguito, 

Il collegamento deirinterfaccia avviene 
tramite lo slot di cspan.sionc del QL. che si 
trova sul lato sinistro della macchina pro- 
tetto da un coperchio in plastica. Ciò com- 
porta l'impossibilità di utiliz.zare altre 
schede, ed in particolare le espansioni di 
memoria: speriamo che qualcuno costrui- 
sca presto un box di espansione dotato di 
più slot. 

L'inserimento non presenta particolari 
difTicoltà: l'unica avvertenza da prendere è 
quella di non forzare la scheda se stenla ad 
entrare, ma estrarla completamente per 
poi ripetere l'operazione tentando di cen- 
trare meglio le guide esistenti aM'intemo 
dello slot. 

Una volta montata, la scheda, o meglio 

11 suo supporlo, sporge di pochissimo la- 
sciando ben accessibile il connettore per il 
drive. Come abbiamo detto, il disk drive 
che accompagna l'interfaccia consente l'u- 
so di dischi da 3,5”. di tipo Sony, dalla 
capacità di memoria di 720 kbyie format- 



tati. L'alimentazione deirinterfaccia è pre- 
levala dal computer, mentre quella della 
meccanica c ottenuta con un alimcnlalorc 
esterno, di dimensioni contenute, sprovvi- 
sto come quello del QL di ìntcrrullore di 
accensione. Gli acquirenti dcirinlcrfaccia 
farebbero bene a riunire i due alimentatori 


in un unico contenitore, possibilmente 
provvisto di un inierrutlore generale uni- 

Sul retro del drive si trova un connettore 
al quale va collcgata l'eventuale seconda 
unità disco, c due spine DIN a cinque poli: 
in quella di destra va inserito il cavo prove- 
niente dal trasformatore, mentre l'altra 
serve per portare tensione anehe al secon- 
do drive. 

Caratteristiche e impressioni d'uso 

Pur essendo venduta in una confezione 
■'pronta per l'uso" con una specifica unità 
disco, l'interfaccia della Micro Pcriphcral 
presenta una notevole versatilità e può es- 
sere utilizzata con una grande varietà di 
meccaniche. 

Si possono infatti colicgarc ad essa sino 
a quattro drive contemporaneamente, pur- 
ché conformi alle specifiche del bus Shu- 
gart SA 400. con un tempo massimo di 
accesso da traccia a traccia di 6 ms c dolali 
di alimentazione propria. La libertà di scel- 
ta per quanto riguarda tipo e formato del 



103 


MCmicrocomputer r. 44 - settembre 1985 



disco c elevatissima: vanno bene unità per 
dischi da 3. 3.5 e 5.25" che potranno essere 
formattati sia singola faccia, doppia densi- 
tà che doppia faccia doppia densità (in 
entrambi i casi ad 80 tracce). 

A questo punto si può solo rimpiangere 
che l'interfaccia non sia disponibile anche 
separatamente; almeno per il momento, 
quindi, l'acquirente è obbligato a seguire, 
per quanto riguarda il primo drive, la scel- 
ta della Micro Peripheral. Fortunatamente 
il drive fornito possiede molte doti: è picco- 
lo c. come abbiamo già detto, molto capa- 
ce (720 K). 

Iniziamo ora a vedere come si comporta 
l'interfaccia dal punto di vista operativo. 

Grazie alla Eprom già citata non c'è bi- 
sogno di nessuna procedura di installazio- 
ne; quando l'interfaccia è inserita, il drive c 
attivo c pronto a funzionare dal momento 
dell'accensione del computer. Il comporta- 
mento è virtualmente identico a quello di 
un microdrive che sia diventalo contempo- 
raneamente più veloce e più capace. I co- 
mandi perla (ole) unità a disco sono infatti 
esattamente gli stessi che si usano con i 
microdrìve. a patto di usare il suffisso 
FDK al posto del classico MDV. 

Cosi, per ottenere sul video il contenuto 
del disco numero I basta scrivere DIR 
FDK I — : analogamente per formattare un 
dischetto si fa FORMAT FDKI — 
<nome>. 

È importante notare che l'uso dei dischi 





non impedisce quello dei microdrive, che 
rimangono perfettamente funzionali. 

Il collegamento dell'Interfaccia aggiun- 
ge tre comandi al SuperBasic che permet- 
tono di sfruttare meglio la nuova memoria 
di massa. Il primo comando è VSET 
< strìnga >, che assegna ai drive il nome 
specificato in <stringa> sostituendolo a 
FDK. 

Il secondo comando è MSET. questa 
istruzione in pratica permette di sostituire i 
dischi ai microdrìve; reffetto infatti è quel- 
lo dì assegnare ai primi il nome MDV e di 
disabilitare i secondi. Ciò risulta utilissimo 
quando si usa del software sviluppato per ì 
microdrive e successivamente trasferito su 
disco, come i quattro programmi della 
Psion. che altrimenti effettuerebbero tutte 
le operazioni su microdrive ignorando i 
dischi (a meno di modifiche praticamente 
impossibili). 

L'ultimo comando è FSET, che agisce 
inversamente a MSET assegnando nuova- 


W/,T.i PrriiìlKTnl. tìoppv p,‘r il Simimr Ql 
mente ai dischi il nome FDK c riabilitando 
i microdrive. 

L'unico difetto di MSET è quello dì non 
permettere il boot automatico da disco 
all'accensione del QL, dato che per dare il 
comando bisogna necessarìpmcnte prima 
entrare in ambiente SuperBasic. Per questo 
la Micro Peripheral ha previsto la possibi- 
lità dì predisporre la sua interfaccia per 
un'emulazione immediata dei microdrive 
sfruttando l'ultimo dei cinque ponticelli 
menzionati in precedenza. Anche quando 
questo ponticello è collegato, rimane però 
possibile riabilitare i microdrìve passando 
in SuperBasic e dando FSET. 

Veniamo ora a qualche considerazione 
sulla velocità. Abbiamo effettuato qualche 
test con ì quattro programmi Psion. sia 
nella prima versione che nella nuova (c 
molto più veloce) 2.0. scritta finalmente in 
Assembler 68000 anziché in C. 

Ecco i tempi necessari per il caricamento 
di Quill: 

Quill 1.0 su microdrive... 42 sec. 

Quill 2.0 su microdrive... 18 sec. 

Quill 2.0 su microfloppy.. ..8 sec. 

Abbiamo poi provalo a caricare con 
Quill un file di circa 1 100 parole con questi 
risultati: 

Quill 1 .0 con microdrive... 70 sec. 

Quill 2.0 con microdrive... 20 sec. 

Quill 2.0 con microfioppy....5 sec. 

Gli altri programmi hanno dato risultati 
pressoché identici in percentuale: come si 
vede il salto di qualità è considerevole. Ov- 
viamente la differenza tra floppy disk e 
microdrive si fa sentire tanto più pesante- 
mente quanto più frequenti sono gli accessi 
al disco. 

Prima di concludere rimane da citare il 
disco delle utility. I programmi fomiti so- 
no molli e comprendono fra l'altro una 
routine di back up. uno spolcr per disco o 
per stampante, un Catalog esteso cd altri 
ancora. La cosa più bella è però che quasi 
tutti sono multitasking: finalmente qual- 
cosa che permette di utilizzare questa tanto 
celebrala, ma pochissimo sfruttata caratte- 
ristica del QL! 

Conclusioni 


Montare i floppy disk sul QL significa 
veramente trasformarlo nel computer ec- 
cellentechc avrebbe dovuto forse essere sin 
dalla nascila, ed é quindi con vero piacere 
che accogliamo questa ottima interfaccia 
della Micro Peripheral. 

Per quanto riguarda il costo. 850.000 lire 
( + IVA) ci sembrano un prezzo più che 
ragionevole per un controller cd un disco 
da 720 K. soprattutto prendendo in consi- 
derazione la cura posta dalla Micro Peri- 
phcral nella realizzazione del prodotto, sia 
a livello di qualità deH'hardwarc che di 
validità delle scelte operate nclfappronia- 
re il software di gestione. MX 

MCmicrocompuler n, 44 - settembre 1985 




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per Commodore 64 e Vie 


di Tomma.se Pan(u.so 


// granile consenso riscosso da! Commo- 
tlore 64 ha slimolalo varie case cosiruilrici 
allo produzione di una larga ganwui di pro- 
doiii. hardware e software, lendenli a soddi- 
sfare molle delle esigenze sorte nella vasla 
fascia di utenza. 

presentiamo in ifuesio articolo il Quick 
Data Drive della Enirepo, di.sirihuiio in Ita- 
lia dalla Tran.simage International, .socielà 
che già coniKSciamo es.sendo la di.sirihuirice 
della scheda XL KO. HO colonne hardware 
per C 64. di cui abbiamo parlalo nel numero 
4L 

Il Quick Data Drive è una periferica per 
la memorizzazione di dall che po.s.siamo con- 
.siderare una via di mezzo tra un registratore 
a cas.selle ed un floppy drive. De! primo 
viene infatti conservato il tipo di supporto 
magnelico. il nastro, che però ora a.s.sumc 
dimen.sioni molto ridotte rispetto a quello 
convenzionale. De! secondo, viene »nv{Tt' 
mantenuta la velocità di trasmissione: inol- 
tre la gestione dei dati sul supporto avviene 
in maniera molto .simile a quanto avveniva 
per il /hippy superando gli handicap intro- 
dotti in questo sen.so dal Dutas.sette. 


Il Quick Date Drive 


Si trulla di un oggcllino delle dimensioni 
di circa 14x10x5 cm di colore beige (se 
escludiamo la fascia rossa sul pannellino 
fronlalc). progcilato per C 64 e Vie 20. 
Esso viene uiilÌ7.«ilo per la gestione di dati 
su un tipo particolare di memoria di massa, 
di cui parleremo ira breve, che la casa ha 
ballezzalo Microwafer. 

Sul lato posteriore troviamo un connet- 
tore che permeile il collegamento alla por- 
la registratore del computer e. cosa interes- 
sante. dalla stessa porla viene prelevata la 
corrente che alimenta il motorino interno c 
luna la sezione elettronica della scheda 
componenti. Viene eliminato un ulteriore 
cavo che contribuirebbe ad aggravare la 
giungla di eonncilori già presenti. Sempre 
a proposito di cavi, sul retro del QDD ne 
troviamo un altro, utile per il collegamento 
a terra, che però possiamo ignorare. 

Sul pannello anteriore troviamo, a diffe- 
renza del registratore a cassette, un solo 
pulsanlino. con a fianco la scritta "play”, 
per mezzo del quale vengono gestite tutte 


le operazioni del sistema. Tali operazioni 
sono del tulio automatiche non essendoci 
più problemi di riavvolgimemo o posizio- 
namento del nastro. Grazie infatti al QOS. 
Quick Opcrating System, fornito su Mi- 
crowafer. la gestione diventa mollo simile 
a quella di un floppy drive, compresa la 
possibilità di visualizzazione della directo- 
ry. Ancora, sul retro del QDD troviamo 
una presa che riporta le connessioni della 
porla registratore ed offre la possibilità di 
collegare, in cascala al primo, un ulteriore 
QDD: avremo allora a disposizione un si- 
stema di memorizzazione a doppia unità, 
ciascuna delle quali singolarmente indìrìz- 
zabilc. L'unità colicgata direllamcnic al 
computer assume "O" come numero d'in- 
dirizzo mentre l'altra assumerà il numero 
"1". Nulla vieta naluralmenlc di collegare 
alla presa posteriore un registratore a cas- 
sette. 

Veniamo ora al supporlo che mantiene 
le informazioni. Si tratta di una cassetlina 
delle dimensioni di circa 7 x 4.5 x 0.5 cm 
nella quale gira un nastrino allo meno di 
due millimetri. Essasi inserisce, sul davanti 
del QDD. in una feritoia rellangoiarc pro- 
tetta da una rmcstrella che si solleva auto- 
maticamente al momento dcirinlroduzio- 
nc. Il nastrino è di lunghezza variabile a 
seconda della quantità di dati che può con- 
tenere. Sulla sinistra del Microwafer. che 
può essere inserito in un solo modo (eioé 
non ha due lati come una normale casset- 
ta). troviamo una linguetta che. se asporta- 
ta. protegge il supporlo dalla scrittura. 
Sulla parte frontale troviamo invece una 
"tendina" di muteriule plastico che copre il 
nastrino proteggendolo da eventuali azio- 
ni meccaniche. In maniera del tutto auto- 
matica. sarà il QDD che aprirà la tendina, 
spostandola verso destra, in fase di intro- 
duzione della cartuccia e la richiuderà in 
fase di cslrazione. 

Comc dicevamo, la lunghezza del nastri- 
no è variabile c dipende dalla quantità di 
dati che esso deve supportare. La capacità 
di immagazzinamento arriva utilmente ad 
essere quella di un floppy, cioè 170K. L'ac- 
cesso è naturalmente sequenziale ed ì file 
vengono memorizzali l'uno di seguilo 
all'altro con il proprio nome in testa. 

L'installazione del QDD è molto sempli- 
ce: si inserisce l'apposiui connettore nella 
porta registratore del computer e sì dà ten- 
sione al sistema. La spia del Quick Data 
Drive si accenderà per qualche istante e. 
quando essa si spegnerà, saremo pronti a 
lavorare. Vediamo qual c la prima opera- 
zione da compierc- 


MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1905 




QOS: Quick Operatine System 

Le funzioni del QDD sono gcslilc dal 
QOS. sistema operativo tramile il quale e 
possibile aumentare la velocità delle opera- 
zioni di scambio dati in maniera notevole, 
quindici volle più del normale regislralorc 
a cassette, rendendo la periferica di cui ci 
stiamo interessando molto simile ad un 
disk drive, anche per il modo in cui l'insie- 
me di funzioni viene gestito. 

Quando il QDD è pronto all'uso, inseri- 
remo nella feritoia frontale il Microwafer 
fornito dalla casa contente il QOS c lo 
caricheremo, così come faremmo con il re- 
gistratore a cassette, premendo i lasiì 
Shifl -I- Stop. Il QOS capirà se la memoria 
in cui andrà a sistemarsi è quella di un C 64 
o un Vie 20 e si regolerà di conseguenza. 
Sul Microwafer fornito dalla casa, prendo- 
no posto infatti sia il QOS per il Vie che 
quello per il C 64. Il primo computer non è 
naturalmente inteso in configurazione ba- 
se. ma con un'espansione 24K. Benché il 
QOS non preveda dei comandi aggiuntivi, 
la funzione di questi, per necessità dovute 
al tipo di supporto utilizzato, presenta al- 
cune lievi differenze rispetto a quella con- 
sueta. Vediamole in una breve descrizione. 

Il più usuale comando è Load con cui 
vengono caricati i programmi memorizzati 
sotto forma di file Prg. La sintassi d'uso é 
doppia; una prima è quella consueta, cioè 
quella che nella sua forma più generale 
viene scritta come 

Load '■ nome", [1|, [0/1]; 

l'unica differenza consiste nel tipo di acces- 
so ai dati derivante dairomissionc dì alcuni 
parametri. Per fare un esempio, se nel Da- 
tassetlc l'omissione del nome provoca il 
caricamento del primo programma incon- 
tralo. nel QDD viene caricalo il primo pro- 
gramma memorizzalo. Una modificazione 
della precedente sintassi é introdotta dalia 
possibilità di gestire due Quick Data Dri- 
ve. Scriveremo allora; 

specificando il numero "1" d’indirizzo se 
vorremo accedere al secondo QDD. Ulte- 
riori possibilità vengono olTerte dal QOS 
per il comando Load. Intanto possiamo — 
così come succede per il floppy drive — 
caricare, servendoci deH’asterisco. il primo 
programma che contiene un certo numero 
di caratteri posti in testa al nome. Ad esem- 
pio Load“gen»" produrrà il caricamento 
del primo programma in cui i primi tre 
caraiieri del nome sono “gen". Ancora, 
possiamo impiegare il punto interrogativo 
come "jolly” per sostituirlo ad uno o più 




caratteri nel nome. Ad e.sempio "c?sa” pro- 
voca il caricamento del primo programma 
che contenga "cs" ed "a" nelle posizioni 
indicale ed un carattere qualunque in se- 
conda posizione. Il nome del file non deve 
essere più lungo di 12 caratteri. 

Sempre come comandi d'input troviamo 
ancora GeiS e InputSchcsi utilizzano nella 
maniera usuale c servono per la gestione, 
questa volta veloce ed automatica, di file 
sequenziali. Per rimanere in tema, ad essi si 
affiancano il comando d’oulpui Prinl#. 
quello di apertura file. Open, e quello di 
chiusura. Closc. Riguardo alla scrittura 
con Printtf. aggiungiamo solo che il QOS 
possiede un bufTcrdi 2 Kbytc il quale viene 
scaricalo su nastro quando è pieno o al 
momento della chiusura del file. 

Un altro comando che ci interessa più da 
vicino è Save il quale permette la memoriz- 
zazione di un programma sul Microwafer. 
Anche in questo caso la sintassi generale è 
la seguente; 

Save"nome"[,1] o Save''1;nome"[,1] 
a seconda che si voglia accedere al primo o 
al secondo drive. La ditTcrenza rispetto al- 
la gestione su Daiusscltc. consiste nel fatto 



MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 


107 





che. se il programma è già presente, il QOS 
invia un messaggio d'errore. La stessa sin- 
tassi di Save viene attribuita a Verify. An- 
che in questo caso, l'omissione del nome 
avvia la verifica del primo programma po- 
sto sul Microwafer. 

Il QOS è dotato di un set di messaggi di 
errore che permettono di individuare le 



// amneiioK da mserirr nella presa regviiraiore de! eom- 


situazioni anomale che si verificano nel 
sistema. Oltre a queste, è possibile sondare 
il contenuto della variabile di stalo ST con 
cui si può individuare il tipo di anomalia. 
Ad esempio se ST=I. si è verificaia una 
condizione di "Wafer noi present". se 
ST = 2. quella di "Wafer Write Protected" 
e cosi via come chiaramente indicalo nel 


manuale fornito dalla casa. La stessa, oltre 
al QOS. ci fornisce un programma deno- 
minalo FMU o File Manager Utility con 
cui. mediante un menu, possiamo gestire 
automaticamente delle importanti opcra- 

FMU: File Manager Utility 

L'FMU prende posto sullo .stesso Mi- 
crowafer su cui si trova il QOS: dopo il 
caricamento del sistema operativo, digi- 
tando Load"fmu” vedremo comparire un 
menu seguito da una richiesta di selezione. 

Un primo set di operazioni eseguibili 
tramite FMU riguardano la copia di file da 
Microwafer a disco e viceversa, da wafer a 
wafer o da cassetta a wafer. Delle altre 
cinque opzioni, una serve per uscire dall' 
FMU (rìabililabile mediante la pressione 
del tasto Rcstore), un'altra per la visualiz- 
zazione della lista dei programmi contenu- 
ti su Microwafer. una pier la formattazione 
del microsupporlo (cosi come avviene per i 
dischi), una per la copia automatica del 
QOS ed infine una procedura per la pulizia 
della testina che viene efTeltuata utilizzan- 
do un'apposita cartuccia. 

Conclusioni 


Le prestazioni deH'insicmc QDD -i- 
QOS sono soddisfacenti c lo stesso si può 
dire per il prezzo. Per 225,000 lire abbiamo 
un sistema di memorizzazione dalla gestio- 
ne facile e con una velocità quasi pari a 
quella del disco. L'unico punto a sfavore 
deli'insicmc è che esso rischia di rimanere 
un sistema a se stante a causa del tipo di 
supporto che. non essendo di grande diffu- 
sione, non lascia molto spazio per l'acqui- 
sizione di software su Microwafer. D'altra 
parte, viste le dimensioni del QDD. potre- 
mo sempre recarci con il Quiete Data Drive 
sotto il braccio da chi possiede un floppy 
drive ed effctluare il backup dei program- 
mi che ci interessano servendoci dell' 
FMU. MC 


TAPE LENGTHS 
(FEET) 

CAPACITY 
(1 FILE) 

AVO. ACCESS 
TIME: (seconds) 

10 

15K 

8 

20 

35K 

15 

35 

65K 

25 

50 

96K 

34 

62 

I20K 

43 


MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 





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Schedo grafico per Sharp MZ-700 

di Fabio Marzocca 


È. nata cfrianieiue la sua grafica elemen- 
tare a bassa rlsolu:ione l’elemento che ha 
destalo maggior stupore al momento della 
presentazione del personal computer Sharp 
MZ-700. 

Un ottimo Basic ed una siruiliirtt hard- 


ware razionalmenie efrtcìenie erano, in pra- 
tica. mal valorizzali dalla mancanza di una 
capacità grafica degna dei maggiori concor- 
renti .sul mercato. 

Rapidamente, però, sono iniziati a fiorire 
i primi tentaiiri di espansione fina a portare 


ad alcune interfacce complete realizzale so- 
prattutto da aziende private ingle.si. 

Anche la RUMA T di Roma si è cimentata 
nella produzione di una schedo di espansione 
grapea per l'MZ.-TIIO. codificandola GM/.- 
TOH. dalle ottime prestazioni. 


Caratteristiche 


La scheda di espansione grafica GMZ- 
708 consente ul personal Sharp MZ-700 di 
ollcncrc una risoluzione video di 320 x 200 
punti; i colori disponibili rimangono quelli 
della macchina standard (8 t- 8 di sfondo), 
con la stessa limitazione di utilizzarne al 
massimo due per ogni posizione di caralte- 

L'installazìnc della scheda richiede il 
trasferimento della Eprom del set di carat- 
teri dall'interno del computer alla scheda, 
con l'inserimento di un connettore dual-in- 
lìnc nello zoccolo delia eprom stessa. 

La RAM grafica (8 Kbytc) è residente 
sulla scheda c quindi l'impegno della me- 
moria utente è limitato soltanto al pro- 
gramma di gestione (circa .3K). che viene 
fornito su cassetta c deve essere caricalo 
immediatamente dopo il Basic. 

Dc.scrizionc cd installazione 


La scheda dì espansione grafica Rcmat e 
installata alfinfcrno di un contenitore pla- 
stico modulare, dalle soluzioni di montag- 
gio molto razionali. 



110 


MCmicrocompuier n. 44 - settembre 1985 



i componenti sono montali, tutti su zoc- 
colo. su di un circuito stampato in vetroni- 
te (di ottima qualità) ramato su due facce: 

10 integrali TTL della serie 74LS .... quat- 
tro RAM stalichcdella NEC da 2K X 8bit 
ciascuna, ed uno zoccolo su cui andrà in- 
stallata la EPROM dei caratteri dell'MZ- 
700. 

Per installare la scheda d'espansione oc- 
correrà, infatti, rimuovere la EPROM dei 
caratteri daU‘MZ-700 (è situata sotto la 
tastiera), installarla aH'interno della sche- 
da stessa, cd al suo posto cotlegare uno dei 
conncltori consegnali insieme all'espan- 
sione, in modo che la piattina ad esso colle- 
gala fuoriesca dal retro del calcolatore, 
sotto il registratore. 

Uno dei fili di questa piattina è fornito di 
un terminale a molla, che va collegato ad 
un terminale situato airintcmo dell'MZ- 
700, nei pressi della EPROM CO. 

L'altro connettore a disposizione andrà 
collegato a quello di espansione del com- 
puter. cd entrambi infilati sulla scheda gra- 

L'installazione completa di questa sche- 
da non è quindi eccessivamente semplice, 
dato che comporla l'apertura del conte- 
nitore deH'MZ-700, l’estrazione della 
EPROM CG. l'installazione di due con- 
ncltori e di un puntale a molla. 

Bisogna inoltre considerare che. dopo 
aver effettualo questa operazione, si è pra- 
ticamente costretti a tenere la scheda grafi- 
ca sempre collegata, in quanto il computer 
non diponc più della EPROM CG. Questo 
potrebbe rappresentare un problema se 
l’MZ-700 dovesse essere impiegato insieme 
ad altre schede d'espansione, che impegne- 
rebbero. perciò, il connettore esterno, op- 
pure insieme ad un drive per i floppy-disk. 

Sarebbe stalo effettivamente utile dota- 
re rinterfaccia di un connettore d’espan- 
sione "passante", come quelli di cui attual- 
mente sono fomite quasi tutte le varie peri- 
feriche dello Spcctrum. 

11 Graphic Opcrating System 

La cassetta fornita insieme alla scheda 
grafica contiene da un lato un programma 
dimostrativo in Basic, c dell'altro il sistema 
operativo (GOS). Quest’ultimo risiede in 
circa 3 Kbyte di memoria (RAM dinami- 
ca) a partire dalla locazione F200. Nor- 
malmente questa zona di memoria è utiliz- 
zala dal Basic: è quindi necessario riservar- 
la al GOS prima del suo caricamento, con 
il comando: 

LIMI! $F1FF 

Le routine del GOS sono richiamale dal 



malo USR (nn. XS) dove nn è il punto di 
ingresso al GOS. cioè F200. e X$ è la strin- 
ga (costante o variabile) che contiene la 
funzione da eseguire. 

Ad esempio: 

USFI ($F200, ' DO") 

dove D è il comando con parametro 0. 
oppure; 

A$= "DO": USR ($F200, A$) 
oppure: 

A = 0: USR ($F200. "0" + STR$(A)) 
per cui con l’uso della funzione STR$ è 
possibile inviare al GOS degli argomenti o 


dei parametri variabili. Inoltre il GOS ac- 
cetta più funzioni neH'ambito di una stessa 
stringa, come ad esempio: 

USR ($F200, "G"); 

USR ($F200, "T") 
equivale a: 

USR (SF200, “G:T) 

Le funzioni grafiche 

II GOS aggiunge al Basic dcH'MZ-700 le 
seguenti funzioni grafiche: 

GRAPHIC PRINT 

TEXT LINE 

ERASE WRITE 

BACK SPRITE 

COLOR DEFINE 

MOVE 

GRAPHIC (formato: G) 

Abilita il passaggio al modo grallco e 
visualizza la pagina grafica. 

TEXT (formato: T) 

Riporla il computer al modo di funzio- 
namento normale e recupera il testo conte- 
nuto nella seconda pagina. 



MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


111 




Eìi-mpi ili rniipui gw/id. 

ERASE (formalo: E) 

Cancella tutto il contenuto nella RAM 
grafica. 

BACK (formato: B b. f) 
dove b = colore di fondo e f=co!ore dei 
caratteri. Questo comando attribuisce im- 
mediatamente allo schermo il colore indi- 
calo dagli argomenti. 

COLOR (formato: C b. f) 

Definisce il colore di tulle le successive 
operazioni sulla pagina gradca. La corri- 
spondenza fra i codici b ed fé la stessa de! 
Basic. 

MOVE (formato; M coordX. coordY) 
Sposta il cursore grafico alla posizione 



indicata dalle coordinate. Le limitazio- 
ni sonoO< = coordX < = 3l9e0< = 
coordY < = 199 
PRINT (formalo P) 

Stampa un punto in pagina grafica alla 
posizione corrente del cursore. 

LINE (formato: L coordX, coordY) 
Traccia una linea dalla posizione cor- 
rente del cursore al punto indicato dalle 
coordinate. 

WRITE (formato: W rot. siring) 

Stampa la stringa a partire dalla posizio- 
ne corrente del cursore, ruotandola del- 
l'angolo indicato da rot. 



Rrmai Elellwmiii OKl/.'m 



SPRITE (formato: S name, scale, rot) 

Per sprite si intende una figura definita 
da una stringa binaria identificata da un 
nome, attraverso il quale può essere richia- 
mala da programma. Le sprite nel GOS 
sono definibili in due modi di gestione: 
modo 0. la figura viene definita diretta- 
mente come mappa del contenuto di una 
serie di locazioni successive di memoria: 
modo I. la sprite è definita attraverso una 
serie di stampe e di spostamenti. 

La Remai distribuisce una cassetta con- 
tenente un archivio di caralteri definiti co- 
me sprite di modo 0. per realizzare un set 
da 80 caralteri/riga. 

DEFINE (formato: D mode) 

Questa funzione è di particolare potenza 
e utilità per la gestione di tutto il software 
grafico. Il parametro mode può assumere 
IO valori daOa 9. sellando altrettanti modi 
di stampa. È possibile, ad esempio, effet- 
tuare rOR 0 i'EX-OR dello schermo, il 
RESET della pagina grafica, il TEST, la 
sovrapposizione degli sprite. 

Una volta entrati nel GOS. per ritornare 
nel modo testo a bassa risoluzione, biso- 
gnerà impostare: 

INPstSIO.H 


Conclusioni 


Nel complesso, la scheda di espansio- 
ne grafica Remai ci è sembrata un ottimo 
ed efficace accessorio per lo Sharp MZ- 
700. La mancanza di una possibilità grafi- 
ca ad alta risoluzione, penalizzava pesan- 
temente questo computer il quale comun- 
que. nonostante la spietata concorrenza, 
era riuscito ad ottenere un non trascurabile 
inserimento nel mercato. 

L'espansione grafica si mantiene in una 
fascia di prezzo adeguatamente in sintonia 
con la filosofia dcH'MZ-700; l'unica nota 
stonala è rappresentata dai collegamento 
della scheda al computer, che potrebbe 
probabilmente scoraggiare chi non ha de- 
siderio di aprire il personal e lavorare 
all'Interno. 

Questa “fatica" però è compensala da 
un potente sistema operativo grafico 
(GOS) accessibile da Basic, e dagli ottimi 
risultati ottenuti su monitor c su TV. sia 
dal punto di vista della definizione grafica, 
che della velocità di esecuzione delle isiru- 


112 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


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Con qiw.uo ariicolo si vuoi fare il punto 
della situazione sul mondo della Computer 
Crapea in relazione alla diffusione dello 
Standard PC IBM al quale si sono allineati 
quasi tutti i produttori di computer 16 bit. e 
con il quale larorano quasi tutti i produttori 
di. software di qualsiasi tipo e quindi anche di 
.sofitvare grapco. 

Tale standard rappresenta un punto di 
nrcrimcnlo anche per i produttori indipen- 
denti di Hardware, per cui il PC diventa il 
Computer ospitante numerose applica7Ìo- 
ni nei più svariati campi gestionali, tecnici. 

Anche la produzione di software inte- 
grato. che è quello che va per la maggiore e 
che si chiama Lotus 123. Symphonv. Frame- 
W'ork. Open Access, ccc.. viene indirizzata 
prima di lutto a questo tipo di macchina c 
questo contribuisce a rarfor/are lo stan- 
dard al punto che ormai i cataloghi di sof- 
tware contano decine di migliaia di voci, 
nelle varie classi tipi>logiche. 

Ad esempio la pubblicità sulle riviste, e 
non solo .su quelle americane, della scheda 
grafica Hercules per PC IBM è basala sul 
fatto che è compatibile con il Lotus 123. 
che a sua volta c lo standard degli spread- 
sheet. E cosi chi acquista la Hercules c 
tranquillo perché la può usare con il Lotus, 
sul quale già sta lavorando, o chi acquista 
il Lotus, è sicuro di sfruttare anche una 
scheda che ha già installata. 

Un indice del rafforzamento dello Stand- 
ard e della conscguente diffusione dei pro- 
dotti Hard e Soft basali su questo è dato 
dai programmi di installazione dei Pac- 
chetti Software più dilTusi (es. Framework. 
Symphony. Autocad. ccc.), che comporta- 
no la realizzazione di un SET di configura- 
zione con il quale il Soft si adatta alTam- 
bicntc Hard in cui lavora, in modo 


del tutto trasparente rispetto all'uicntc. 
che non vuole avere “rotture di scatole" ... 
pardon ... problemi di collegamento con le 
interfacce ole periferiche che ha comprato 
c che ha pagato ciascuna più di un home 
computer. 

E quindi durante l'instatlazionc (che .si 
fa una volta per tulle, per ciascuna confi- 
gurazione hard di lavoro) bisogna indicare 
con quante c quali schede video si lavora, 
con quale stampante, con quale modem, 
plotler. ccc. Questo incrocio di compatibi- 
lità hard c .sofl viene totalmente risolto dal 
programma, l'unico compilo deirutcnlc è 
quello di rispondere (c per quasi tutte le 
domande le risposte .sono Sl'NO oppure 
l'indicazione di un elemento di un menu) al 
questionario presentalo dal programma di 
installazione. Questa facilità d'uso che si 
traduce in sicurezza e velocità di installa- 
zione ralTorza lo standard. 

Tornando al campo specifico della Gra- 
fica suddivideremo la trattazione in alcuni 
punti, e cioè: capacità grafiche intrinseche 
del PC IBM. capacità grafiche in ambiente 
BASIC avanzalo, schede HW per imple- 
mentare le capacità grafiche. SW integra- 
to. quindi non specificamente grafico, ma 
che comprende anche funzioni grafiche, 
esame della produzione di SW grafico su 
PC. c cioè: tentativo di classificazione, 
nuovi strumenti di lavoro (finestre video, 
biblioteche di immagini, mouse, ed altre 
cose), alcuni esempi dcll'atlualc produzio- 


Capacità grafiche intrinseche 
del PC IBM 


Nella configurazione base il PC IBM 
non possiede capacità grafiche in quanto 
può essere utilizzata solo una modalità di 
output alfanumerico HO colonne per 25 ri- 


ghe. Però neU'ambiio del set di caratteri 
esistono numerosi caratteri speciali con i 
quali si pos.sono creare elTetti "semigrafi- 
ci", utili in parecchie situazioni. 

Alfabeto greco, vim alfabeti stranieri, 
caratteri lìnea c campiture, angoli, ccc. 
po.ssono risultare utili quando si debbano 
disegnare organigrammi, diagrammi di 
fiusso. cornici, ccc. (cfr. articoli su MC 
microcompulcr nn. 31. .32 e .34). 

Per fare grafica vera c propria occorre 
disporre di una specifica scheda IBM. o di 
altra casa, che abilita l'uscita su uno scher- 
mo grafico a colori. Le caraneristiche di 
questa scheda che non sono eccezionali 
(ma di questo parleremo fra un po') riguar- 
dano Ire modalità diITcrcnii dì uscita: 

a) - in modo alfanumerico colore con 
possibilità di 4 schermi e 16 colon: 

b) - in modo grafico media definizione, 
con 320 per 200 pixel indirizzabili indivi- 
dualmente con un massimo di 4 colori uti- 
lizzabili contemporaneamente. 

c) - m modo grafico alta definizione 
con 640 per 200 pixel indirizzabili indivi- 
dualmente. ma solo in biancornero. 

Viene quindi utilizzala una video memo- 
ry di 16 khyie. che risulta e.ssere un po' 
misera per un micro la cui configurazione 
base può essere considerata quella da 512 
kbyte. 

La soluzione dì utilizzare schede grafi- 
che più potenti, costruite da altre case e 
disponìbili ormai anche sul mercato italia- 
no (ne parleremo poi), trova un limite nel 
fatto che. in generale, a meno che non sia- 
no mollo diffuse, non sono software com- 
patibili con tulli i prodotti software svilup- 
pati su PC IBM. 

Infatti l'utilizzatore "medio" dei PC 
IBM compatibile non è l'hobbisla appas- 
sionato in vena di sperimentazioni avanz.a- 
tc. ma il professionista che usa il PC per 
lavorare e quindi non deve "provare ad 
usare" oppure "realiziarc il programmino 
in linguaggio macchina che ...". ma deve 
usare la macchina subito e produttivamen- 

E che questo sia il vero utilizzatore lo 
dimostra lo standard qualitativo raggiunto 
dal software, in termini non solo di "intcr- 
facciabililà". ma anche dì assistenza all'ap- 
prcndimcnlo tramile i dischetti "Tutorial" 
o addirittura la "hot line" telefonica cui 
rivolgersi in caso di difTlcollà d'uso. olTeria 
ormai su moltissimi prodotti software. 

Per tornare aH'argomento irallalo. e 
cioè alla valutazione delle prestazioni gra- 
fiche del PC IBM. va dello che queste sono 
adatte ad un uso medio del PC in tale 
ambito, che prevede Business Graphics. 
Presentazioni c. in misura minore, giochi. 
Infatti uno slidc-show (per i non esperti 
una visualizzazione secondo una sequenza 
prestabilita di immagini confezionate ad 
hoc) realizzalo con una video memory di 
16 kb. può essere contenuto su un floppy 
fonnaltalo IBM solo se non supera le 20 
immagini. 

Viceversa immagini grafiche da 128 kb. 
cioè 640 per 400 pixel in 16 colori, farebbe- 


MCmicrocomputer n 44 - settembre 1985 


115 


-IN\I 


ro la gioia di un appassionalo, ma mene- 
rebbero in crisi le unità di memoria di mas- 
sa non appena coslui volesse lavorare su 
più di due tre immagini — Quindi, in defi- 
niiiva. capacità grafiche in linea con una 
utilizzu/ionc standard della macchina, sen- 
za paura di perdere (e forse solo apparenie- 
nicnie) il confronto con la concorrenza. La 
quale concorrenza, mentre da una pane ci 
tiene a dichiararsi "IBM compatibile al 
100 per lOO" dall'altra cerca di afrermarc 
una propria superiorità in quegli aspetti in 
cui l'IBM è debole, e la grafica non è certo 
il suo punto di forza. I compatibili quindi 
offrono prestazioni grafiche o "gratis", e 
invece ri BM le fa pagare, oppure superiori 
uiriBM. ma in questo caso tali capacità 
non sono riconosciutedai prodotti nati per 
riBM. È il caso deirOiivetti M24che ha la 
grafica incorporala utilizzabile tra l'altro 
anche con l'ottimo e velocissimo compila- 
lore BASIC, ma le cui prestazioni più ele- 
vate sono ignorate, almeno per adesso, dai 
prodotti software più dilTusi. 

Rcccniemcnic l'IBM ha annunciato 
nuove .schede grafiche per PC. di prestazio- 
ni differenziate, e non proprio .simili a quel- 
le della concorrenza, per recuperare punti 
in un settore di chiara debolezza, e come al 
solilo lo sta facendo alla grande e senza 
"guardare in faccia nessuno", perché sa- 
ranno gli altri ad allinearsi. È prevista una 
scheda 640 per .^50 pixel per 8 colori, e una 
"professionale" di 640 per 480 pixel per 
256 colori su una scelta di 4096, per una 
rappresentazione completa di una qualsia- 
si gamma dì colorì, anche quelli necessari 
per riprodurre una "natura morta" di un 
autore famoso, il tutto supportato da pac- 
chetti software adeguali. 

L'aspetto positivo e che da questo com- 
battimento tra IBM e concorrenza, che si 
svolge senza esclusione di colpì e di annun- 
ci sensazionali, quello che “gode” e il terzo, 
e cioè l'utente che può disporre di numero- 
se soluzioni ai propri problemi, e soluzioni 
sempre più tecnologicamente avanzale. 

Capacità grafiche 
in ambiente B.ASIC 


I! PC IBM dispone di un BASIC in 
ROM. per cui si può lavorare in questo 
linguaggio anche senza dover caricare il 
sistema operativo. Il BASIC presente sul 
disco del DOS è il BASICA, versione avan- 
zala che dispone di numerosi comandi sup- 
plementari. La carallerisiica di quest'ulti- 
mo che sì aggiunge a quello presente su 
ROM permeiiendo un risparmio di memo- 
ria rispetto a linguaggi analoghi da carica- 
re de! tutto in RAM. 

Ad esempio a parità dì memoria centrale 
128 kb. il caricamento del BASICA lascia 
più di 60 Kb utente su IBM. mentre il 
cartcamcnlo del corrispondente GWBA- 
SIC su Olivetti M24 lascia disponibili me- 
no di40kb. 

È ovvio che le capacità grafiche permes- 
se dall'hardwarc della macchina sono tutte 
sfruttabili via BASICA, con una program- 




ma/ione diremo "tradizionale", ma le stes- 
se capacità sono ormai sfruttabili dircila- 
mcnle sia da pacchetti grafici applicativi 
che dal cosiddetto "software integrato" del 
quale stiamo parlando e parleremo sempre 
più spesso. 

Tornando ai BASIC ricordiamo che ncl- 
l'ambilo della rubrica Computer Grafica 
abbiamo già parlato diffusamente delle sue 
possibilità grafiche per cui ci limiteremo a 
fornire in refcrence (elenco completo e sin- 
tetico di tutte le istruzioni con relativa sin- 
tassi). Va notata la notevole corrisponden- 
za con il SET di istruzioni grafiche presenti 
nel BASIC delle macchine MSX. il che 
trova spiegazione nella comune origine dei 
due linguaggi anche se destinati a macchi- 
ne di classe e dì prestazioni complessive 
differenti (vedi tabella A). 


Schede grafiche 

per implementare le capacità grafiche 


11 fatto che il PC IBM nella configura- 
zione base non possieda capacità grafiche, 
il fatto che la scheda grafica IBM in fondo 
non offra prestazioni elevate e infine il fat- 
to che i’IBM è un Computer "aperto” e 
quindi di facile interfacciabìlilà hanno 
spinto mollissimi produttori indipendenti 
di hardware a realizzare schede di espan- 
sione grafica con le più svariate preslazio- 

Esistono quindi schede "economiche" 
che offrono le stesse caratteristiche di usci- 
ta dello standard IBM (una pagina video di 
.120 per 200 pixel per 4 colori) ad un costo 


inferiore, e che quindi sono totalmenic sofi- 
compulibili oppure abbinate ad altre inter- 
facce presentì sulla stessa scheda. Esistono 
poi schede sempre più polenti e sempre più 
costose che raggiungono definizioni di 
1024 per 1024 pixel, con video niemory 
fino a 512kb. In praiica queste schede, che 
arrivano a costare più del PC stesso, lo 
trasformano in un Computer Grafico Pro- 
fessionale. 

Il problema è come al solilo quello di 
cercare la soluzione ottimale rispcllu al 
risulliilo che sì vuole raggiungere. Se sì 
debbono realizzare disegni di tipo Business 
Graphics oppure si fa del PC un uso dome- 
stico bastano le prestazioni della scheda 
IBM. Se si vuole qualcosa di più rima- 
nendo in questo ambilo applicativo sì pas- 
serà u schede della classe Hercules 
(bianco. nero. 64 kb dì video memory. 720 
per 348 pixel di dcfini/ionc) o della classe 



Tccmar (128 kb. 640 per 400 pixel per 16 
colori) cosi dilTuse da essere compatibili 
con i pacchetti di software integrato più 
venduti. 

Possiamo ndurrc a quattro i livelli di 
prestazioni raggiungìbili dalle schede gra- 
fiche aggiuntive. 

- prestazioni uguali alla scheda IBM c 
quindi compaiibìlìlà con tutto il software 
scritto per IBM. 

- prestazioni superiori a quelle della 
scheda IBM c riconosciute c quindi .sfrut- 
tate come tali da software scrino per IBM. 

- prestazioni elevate che richiedono pe- 
rò per essere sfruttate pacchetti software 
specifici, in genere per applicazioni CAD 
CAM. 

- prestazioni elevatissime per cui in pra- 
tica il PC viene asservito alla scheda grafi- 
ca e quindi il tulio diventa un Sistema 
Computer Grafico Professionale, che si 
basa su un software specificamente realiz- 
zato per tale hardware. 

Software integrato 
comprendente funzioni grafìche 

Lotusl23, Symphony. Framcwork. 
Open Access, ecc. sono ormai pacchetti di 
software integralo notissimi per il grande 
successo di vendite (in cima alle TOP TEN 
Americane) e ormai parecchio diffusi an- 
che in Italia al punto che ne esistono sia le 
versioni in italiano, sìa numerosi corsi spe- 
cifici su questi prodotti organizzati dalle 
Società specializzate in addestramento. 


116 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 





• grafica e h naaJard PC-IBM 


abelta A 

truzioni Globali (aettaggfo del tipo e (ormato uscita grafico) 


- SCHEEN X tipo di schermo di lavoro 

- COLOR x.y.z colori di primo piano, sfondo, contorno 

- WINDOW (x,y)-(x1.y1) definizione margini di lavoro 

- WIEW {x.y) porzione attiva dello schermo 

Istruzioni per II disegno di qualche cosa: 

- PSET (x.y) disegno pixel 

- PRESET {x.y) cancellazione pixel 

- LINE (x.y) disegno linee, cornici, box 

- CIRCLE (x.y) circonferenze, archi, ccc. 

Istruzioni per operazioni particolari: 

- PAINT (x,y),C campitura 

■ GET (x,y) salvataggio di una porzione di video 

memory 

- PUT (x.y) visualizzazione di porzione di video 

memory 

- BLOAD/BSAVE caricamento scrittura pagine video 

- PMAP (x,n) traduzione di coordinate 

• POINT (n) ultime coordinate referenziate 

Metalinguaggio GRAFICO 

• ORAW A$ con A$ stringa di comandi. 


Software grafico disponibile per IBM-compatibili 




Tipo Produnorc 


BtW/llHl.$ 


P.C. Draw DT 

Aulocad 2.0 DT 

ChanMaster BG 

ExecuVision PR 

Eticrgraphics DT/PR 

Charl BG 

P.C. Paini MS 

P.C. Painlhrush MS 

PFS Graph BG 

Grophing Assistani BG 
Gruphwriter BG 

SignMasler PR 

DR Draw DT 

GEM Paini MS 

GEM Graph BG 

GEM Draw TL 

GEM Chan BG 

DR. Graph BG 

ChanSlar BG 

Vuiitrend/Ploi BG 

dGraph BG 


Mit-rograf» 300 

AuloOcsk 1 500 

Decision Resources 240 

Prenlice-Hnll 260 

Enerlronics 260 

Microsoft 160 

Microsoft 90 

IMSI 90 

Software Publishing 95 

IBM 95 

GCI 320 

Decision Resouraes 195 

Digital Research 160 

Digital Research 150 

Digital Research 150 

Digital Research 150 

Digital Research 150 

Fox & Geller 140 

MicroPro 200 

Visicorp 190 

Fox&Ccller 145 


Legenda: DT Disegno Tecnico , BG Business Graphic , PR Presentazioni 

MS Interattivo con Mouse TL Tool. 


MCmicrocompmer ha più volle trattato 
l'argamenlo presentando tali prodotti e 
quindi rimandiamo i lettori più iniere$.sati 
alla lettura di tali articoli. Per quanto ci 
riguarda vogliamo esaminare le funzioni 
grafiche disponibili e vogliamo vedere co- 
me in fondo sono perfellamenic in linea 
con le finalità dei prodotti stessi. 

La filosofia del Pacchetto di Software 
Integrato è mollo semplice "serve per fare 
lutto". Ovvero nel pacchetto sono presenti 
varie funzioni fondamentali (generatore di 
archivi, tabellone elettronico, word pro- 
cessor. generatore di grafici) interagenti 
tra di loro- 

Ad esempio, una interazione tra tabello- 
ne elettronico e grafica consiste nel visua- 
lizzare contemporaneamente dati elabora- 
ti sia in forma alfanumerica nel tabellone 
che in forma Business Graphic in una pagi- 
na o in una finestra video. 

I dati da visualizzare provengono dall'a- 
rea di lavoro, mentre le caratteristiche va- 
riabili del disegno vanno stabilite via menu 
di scelta. Tali earattcrisliche sono Tipo di 
Grafico. Titoli c Intestazioni, Rangc di 
Scaling, Colore o Bianconcro, ecc. Poi. u- 
na volta stabilite ed eventualmente fissate 
tali caraiicrislichc. il disegno varia ogni 
volta che variano i dati numerici su cui si 
basa. Di conseguenza, il vantaggio di usare 
la sezione grafica di Pacchetto Integrato 
rispetto ad osare un Software solo grafico 
consiste nel fatto che i dati visualizzali so- 
no esattamente gli stessi trattali nel Tabel- 
lone o nel Data Base senza necessità di 
doverli trasferire a mano, e poi ne! fatto 
che il disegno varia "dinamicamente" al 
variare dei dati. 

La applicazione c quindi fondamental- 
mente il Business Graphic (Torte, Isto- 
grammi, Lince, ecc), ma é molto facile an- 
che realizzare applicazioni nel campo 
scientifico o matematico utilizzando le nu- 


merose funzioni di questo tipo presenti ne- 
gli Spreadsheet. In figura I vediamo una 
applicazione dell'opzione GRAPH del 
LOTUSI23 in argomento Trigonometria. 

Abbiamo trattalo nel numero di maggio 
'85, al quale rimandiamo gli interessati, la 
problematica utilizzazione di uno Spread- 
sheet in applicazioni di Grafica Geometri- 
ca nella rubrica di Computer Grafica. 


Esame della produzione 
di software grafico per PC IBM 

Dopo aver parlalo del software inte- 
grato che comprende anche funzioni grafi- 
che, esaminiamo ora la produzione di soft- 
ware grafico specifico, tentando una classi- 
ficazione in famiglie. 

Generatori di grafici di tipo Business 
Ormai non esiste Compuler.di qualsiasi 
classe, che non possa fare Istogrammi. 
Torte, ecc. c conseguentemente tale tipo di 
software è fin troppo dilTuso, addirittura 
infiazionaio. 

Un generatore di grafici richiede l'im- 
missione di due tipi fondamentali di dati: i 
dati numerici da graficizzare e le specifiche 
del disegno. I dati numerici vanno forniti 
secondo una sequenza logica, ad esempio 
se si vogliono visualizzare 4 valori per cia- 
scun anno in un intervallo di dieci anni, il 
generatore chiede di compilare una label li- 
na di 5 clementi per 10. Il primo elemento è 
la grandezza X. cioè l' anno, gli altri quat- 
tro sono i valori riferiti a quell'anno. 

Per specifiche del disegno intendiamo; 

- tipo del disegno, in quanto a parità di 
dati da visualizzare vi possono essere uno o 
più modi di visualizzazione difTercnli. I tipi 
sono Torta. Torte con felle esplose. Isto- 
grammi a barre separate o sovrapposte. 
Linee, ecc. 


- titoli, intestazioni, e legende, di vario 
tipo; 

- scala (automatica se gestita dal pro- 
gramma. oppure manuale se definita dal- 
rmenic). griglie orizzontali e/o verticali 
per migliorare la Icliura dei dati, la gestio- 
ne delle campiture (colorale o Iralleggia- 
te). ecc. 

- gestione degli archivi su disco, per me- 
morizzare il disegno o come insieme di dati 
e di specifiche o come Piclure prcconfezio- 

- gestione diretta delle hard copy su prin- 
ter e/o su plotter. 

Altre opzioni possono es.sere: 

- facilitazioni ncH'immissionc dei dati se 
questi sono raggruppabili con logiche 
standard (cs. dati riferiti ai 12 mesi dell'an- 
no); 

-possibilità di traduzione dei valori reali 
immessi in valori percentuali; 

Nelle figure 2.3 vediamo esempi di gra- 
fici realizzali con il prodotto PFS- 
Graph- Altri prodotti di questa classe 
sono CHART. MASTER. DGRAPH 
(che lavora su archivi DBII). MICRO- 
SOFT. ecc. 

Generatori di presenta/ioni 

Ormai c molto diffusa la consuetudine 
di realizzare delle presentazioni con un PC 
grafico. Per presentazione si intende una 
serie di immagini visualizzate con una se- 
quenza logica e che contengono dati nume- 
rici e grafici- 

Esempio potrebbero essere relazioni tec- 
niche ad un congresso, oppure una esposi- 
zione di un rendiconto o di un programma 
di attività in un Consiglio di Amministra- 
zione di una Società, ecc. 

Gli strumenti di cui dispone in generale 
un generatore sono: 

- numerosi set di caratteri di vari stili e 


MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 


117 


PC-IB\ 


Jimctisioni c con possìhiiilà di varie oricn- 
la/iom: 

- numerosi sci di figure preconfezionale 
(quadrali, cerchi, rombi, ecc.), per com- 
porre diagrammi, schemi, ccc.; 

- generatore di Business Graphics incor- 
poralo c combinabile con gli altri strumen- 

- possibilità di provare varie combina- 
zioni di colori per scegliere gli accosiamen- 
li più favorevoli: 


Un prodotto molto diffuso, presente an- 
che sui listini IBM. è l’Exccuvision che po- 
siede alcune curaltcrislichc inleressaniì. c 

- gestione totale dello slide-show con 
possibilità di definire quali slide vedere e in 
quale ordine vederle. La visualizzazione 
viene comandala o da un icmporizzalore 
(adatto ad un uso in una esposizione) o da 
(astierà (adatto ad un uso collaterale ad 
una esposizione orale); 


- economizzatore per cui ciascuna slide 
viene formattata (ramile Exceuvision in 
mudo tale che una slide semplice, ad esem- 
pio un titolo, consuma meno spazio sul 
disco; 

- possibilità di usufruire di biblioteche di 
figure con le quali "comporre" nuove im- 
magini. tagliando c incollando figure come 
in un collage: 

- possibilità di gestire airinterno di una 
slide anche funzioni di movimcnlo. 



118 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 





Im ampmtr (fro/ì.a r h simdatJ PC-IBM 

Nelle figure 4. 5. 6 vediamo alcune im- 
magini realizzate inserendo delle scritte in 
figure disponibili in una libreria dimostra- 
tiva Execuvision. 

Altro prodotto grafico specializzato in 
produzione di Slide Show è l’EnerGra- 
phics della Encrtronics Research, che è 
particolarmente dolalo in Grafica Tridi- 
mensionale. sia dì tipo Business che di tipo 
tecnico (disegno di funzioni). 


i giochi 

La produzione dì programmi di giochi 
non é molto sviluppata, come ad esempio 
per gli Home Computer, siapcrladirTcrcn- 
Ic classe di utilizzazione, sia per il fatto che 
riBM base non ha capacità grafiche e 
quindi il relativo mercato é limitato. 

Nelle figure 7, 8, 9 vediamo un Flight 
Simulator e un Flipper, nonché il Deca- 
thlon della Microsoft, che non sono mollo 
differenti da quelli che girano sugli Home 


Computer, e quindi sono altrettanto diver- 
tenti da usare. 

Computer .\ided insiruction (CAI) 
e/o Tulorial 

Il computer può essere un istruttore for- 
midabile in quanto dispone di strumenti 
didattici potenti (può scrivere, disegnare, 
parlare e suonare) c soprattutto estrema- 
mente paziente anche con gli allievi meno 
brillanti. 

Il livello deirinsegnamentoéil più varia- 
bile. Esistono programmi che simulano II 
Sillabario e che quindi collegano ciascun 
tasto a una figura che ha la corrispondente 
iniziale. Oppure le operazioni matemati- 
che vengono visualizzale graficamente con 
figurine familiari ai più piccoli. 

Questi programmi destinati, quindi ai 
bambini anche in età prescolare, spesso 
utilizzano tastiere speciali (alla CHICCO o 
MISTER BABY).con grandi tasti colorali 
c pieni di figure. 

Esistono poi i cosiddetti TUTORIA L, 
programmi di autoistruzione su specifici 
strumenti software. Ovvero acquistando 
un prodotto soft viene fornito un applicati- 
vo che permette sìa di esaminare tulle le 
caratteristiche del prodotto sia soprattutto 
di imparare velocemente ad usarlo (vedi 
fig. 10). 

Un'altra categoria c quella che utilizza il 
Computer come strumento didattico senza 
che l'argomento da imparare debba avere 
relazione con il Computer od Informatica. 

E il corso può essere articolato in “spie- 
gazioni", "esempi" e "esercizi”. L'allievo 
può farsi ripetere più volte la spiegazione e 
gli esempi, può cimentarsi negli esercizi c 
può anche "prendere" un volo (magari un 
bel IO c lode) dai computer. 

È quindi un campo applicativo di gran- 
de importanzii perche investe anche settori 
in cui il Computer non c'entra niente. E 
ormai esistono software house specializza- 
te in produzione di programmi di Istruzio- 

Computer grafica applicativa 

Le applicazioni più importanti della 
Computer Grafica sono quelle denomina- 
le CAD/CAM cioè Computer Aidcd De- 
sign e Manufacturing. Ovvero il Computer 
diventa uno strumento produttivo nel pro- 
cesso di realizzazione di un progetto tecni- 

Sono le più importanti in quanto sono 
estremamente integrate con i programmi 
tecnici dì calcolo, dei quali costituiscono 
uno degli output, e possono sostituire 
completamente il disegnatore. 

Ad esempio nel campo della progetta- 
zione edile esistono programmi integrati 
che eseguono il calcolo delle strutture (ad 
esempio un telaio in cemento armato) ne 
producono il disegno esecutivo diretta- 
mente utilizzabile in cantiere e producono 
l'elenco dei ferri e delle piegature necessa- 
rio per l'approvvigionamento e la predi- 
sposizione dei materiali. 

Nelle figure 11.12 vediamo alcuni esem- 



MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 


119 



pi realizzati con il prodotto PC Draw che 
permette di realizzare studi di arredamen- 
to. organigrammi, schemi elettrici, ecc. La 
caratteristica di questo prodotto é che il 
disegno occupa un'area di dimensioni an- 
che superiori a quelle permesse in uscita 
dal monitor IBM. quindi con appositi co- 
mandi ci si può spostare sulle varie parti 
del disegno. 

11 prodotto più diffuso di Computer Ai- 
ded Design su PC é l'AutoCad. prodotto 
dalla AutoDesk. La filosofia dclTAuto- 
Cad é quella di utilizzare il PC come "cer- 
vello" di un sistema grafico professionale. 
Infatti pur essendo possibile utilizzare Au- 



hfiir,- l.>. U-Pr,.d,>lln 41 Tacili É un pr.Hhil.. alla 


toCad servendosi della tastiera per le 
opera/uini di immissione c il videografico 
standard per gli output, la vera produttivi- 
tà si raggiunge, attrezzandosi con un hard- 
ware adeguato, c cioè di un dìgilizer. dì un 
plottcr, c possibilmente lavorando con un 
PC XT (insomma con un hard-disk) dola- 
lo di un coproccssore matematico. 

Il programma di installazione dcH'Au- 
loCad prevede direttamente l’uso di questi 
“accessori". Si può lavorare senza, ma. co- 
me dello, si soiloulilizza il prodotto. Per 
fare un esempio potremo eseguire un dise- 
gno di uno schema elettrico pieno di parti- 
colari. che con un output adeguato (video 
o plottcr) si possono vedere, con uno 
schermo a bassa risoluzione si vedono in 
modo “pasticciato". Insommu i particolari 
ci sono comunque, durante l'elaborazione 
di visualizzazione non vengono persi, è la 
scarsa definizione dell'output che ci impe- 
disce di vederli. 

Nelle figure 13. 14 sono riprodotti due 
disegni dimostrativi delle prestazioni grafi- 
che del prodotto AuioCad. nel primo si 





vede il disegno di un incrocio stradale ade- 
guatamente quotato, nel secondo il dise- 
gno tecnico di tipo meccanico di una Pom- 
pa. anche questo disegno è quotato. Am- 
bedue gli out sono eseguiti su video grafico 
IBM con risoluzione 640 per 200 pixel. 


Im aimpuicr grulica t In slamlarj PC-IB4I 

Per applicazioni di Video Giochi o di 
Computer Grafica la tastiera non é in gra- 
do di adattarsi alla logica dclfimmissionc 
dati, allora si usano Joystick e mouse la cui 
caratteristica fondamentale è quella di po- 
ter essere mossi "non staccando lo sguardo 
dal video". 

La filosofia del "mouse" c questa c quin- 
di il colloquio uomo/compuicr viene facili- 
tato essendo ridotto ad un movimento as- 
solutamente naturale della mano, e là dove 
è necessaria invece una maggiore specifica- 
zione sì ricorre alla “tecnologia della fine- 
stra" o alla vecchia tastiera. Esempio dì 
questo modo di colloquio c evidentemente 
il Macintosh. 

Nei programmi grafici in cui si disegna 
qualcosa è indispensabile seguire la realiz- 
zazione del disegno direttamente sul video. 
Quindi adottata la tecnologia Mouse o 
Joystick si possono simulare penne, com- 
passi. pistole a spruzzo, gomme che corro- 
no sul video, realizzando cosi la simulazio- 
ne di un vero e proprio tavolo da disegno 
con accessori. 

Un'altra tendenza, nel campo della gra- 
fica, è quella del lavoro a collage. Ovvero 
esistono biblioteche di immagini preconfe- 
zionate che possono essere utilizzate da un 
utente nella propria composizione e le bi- 
blioteche comprendono i più svariali argo- 
menti. Esistono librerie su temi importanti 
(Medicina, Informatica. Agricoltura, ecc.) 
e su temi più futili (riproduzione di opere 
d'arte, segni zodiacali, decorazioni natali- 
zie, ecc.). Disponendo dì più biblioteche c 
di un po' di fantasìa si possono realizzare 
collage anche surreali come ad esempio un 
Albero di Natale decoralo con piccoli 
Computer o con riproduzioni della Gio- 
conda. 

In figura 15. 16. 17 (vedi pag. 1 18 c lIO) 
vediamo gli schermi di lavoro del PC 
PAINT e del PC PainlBrush. che sono ge- 
neratori di Picture alla MAC Paint e che 
utilizzano il Mouse, ad esempio quello 
prodotto per l'IBM dalla Microsoft (che 
detto per inciso lavora con tutti i prodotti 
Microsoft per PC) e la tecnologia WIN- 
DOW e che esce, con risultali cromatici 
suggestivi, tramite l'IBM Color Adapicr 
(la scheda grafica a colori), sul monitor a 
colori dell'IBM- 


Slrumcnti di lavoro - nuove tendenze 
Il colloquio uomo-macchina é tuttora il 
vincolo fondamentale c forse foslacolo 
più grande nello sviluppo tecnologico dei 
Computer. Infatti per fare il suo lavoro 
principale, ehc è relaborazìonc dei dati, il 
Computer non ha bisogno né di tastiere né 
di monitor. Questi sono accessori indi- 
spensabili per l'utente non certo per il 
Computer. Tra l'altro la tastiera è lo stru- 
mento di input standard, ma per certe ap- 
plicazioni non è assolutamente adatto. In- 
fatti l'uiìlìzzaiore medio, quando lavora al 
Computer, guarda la tastiera e ogni tanto 
alza lo sguardo sul video, ed é raro che la 
ramilìarilà con la tastiera sia tale da per- 
mettere di poter seguire il lavoro diretta- 
mente sul monilor. 


Conclusioni 


Abbiamo voluto fare il punto della si- 
tuazione sul mondo della Computer Grafi- 
ca in relazione alla diffusione dello stand- 
ard IBM. 

L'evoluzione é continua c rapida e. di 
conseguenza il punto della situazione può 
essere riferito solo airisianle in cui Io si 
fa... 

Nulla da stupirsi, quindi, se anche a bre- 
ve scadenza dovesse venir fuori qualche 
altra rivoluzione come quella introdotta a 
suo tempo dalla Apple con il Macintosh, 
che ha reso standard di lavoro il mouse c il 
video grafico e. successivamente, spinto 
verso questa strada anche le altre case hard- 
rc c software. MC 


120 


MCmicrocomputer n. 44 - seiiemòre 1985 






al passato. 


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l’unico sistema a memoria virtuaie, 
per chi aveva bisogno di più programmi. 


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disegnano grafici a colori a tre dimensioni, si 
producono dattiloscritti, si trasmettono dati in 
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Basterà inserire i dati una sola volta, 
qualsiasi numero di applicazioni si vorrà 
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aperto” ai dati con modalità a piacere. 
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a cinque file contemporaneamente e in 
seguito trasferire le informazioni di data base 
in fogli elettronici, inserirli in rapporti 
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Considerazioni sulla funzione Zoom 


Ricorih un ducunwniariti della durala di 
circa IO niinuii. realizzalo dall'IBM. che 
iniziava con l'immagine di una coppia di 
ragazzi inlenli ad un pie nic sull'erba. La 
macchina da presa che li inquadrava si allon- 
lanavii via via c i due diveniavano sempre più 
piccoli menire la zona int/uadraia era sem- 
pre più grande. Tale zona diventava via via 
regione, uno .sialo, un co/iiinenle e poi si 
cominciava a vedere mila la Terra e poi 
anche la Luna e il Silema Solare. Poi anche 
il Sistema .Soiaresi allontanava fino a .spari- 
re aU'inierno della Lanca. 

Poi cominciava il percorso a riiroso per 
cui riapparivano i due proiagonisii. Ma la 
macchina da presa proseguiva Tavvicina- 
melilo fino a visualizzare una piccola porzio- 
ne della pelle di uno dei due fino a far vedere 
le parlicene .suhaioniiche di un atomo di una 
.singola molecola e di una cellula organica. 

In lermini foiografci. il rapporto di 
Zoom ira i due estremi visualizzali in que.sio 
siigge.slivo documenlario è di almeno III alla 
MI. Ovvero per irenia volle il fallare di scala 
è .sialo moltiplicalo per IO. 

Siamo ahiiuaii a vedere immagini di luiii i 
tipi e in un cena senso .siamo abiiuaii ad 
aiirihuire ad ogni immagine il correlili l'ar- 
mato eque.sio perché ricono.sciamoTnggeilo 
rappresentalo de! quale cono.sciamo le di- 
mensioni. In una rivisia scieniifca è facile 
pa.ssare da una immagine "siellare" realiz- 
zala con un lele.scopio ad una "molecolare" 


realizzala con un microscopio. In realtà ri- 
conosciamo più o meno incon.sciamenie (ad 
esempio avendo Iella il liiolo delTariicolol 
.stelle e molecole ed uiirihuiamo loro il loro 
giusio formalo. 

Il processo di Zoom, in realtà risponde a 
precise regole geomeirico-maiemaliche. co- 
.si come risponde a regole il processo della 
caduta di un "grave" .sulla terra. Eco.si come 
ne.s.siino se gli cade qualcosa dalle mani si 
mene a pensare alla legge di Neivion. nes.su- 
no quando vede un'immagine .si mene a ri- 
lìeiiere .sulle regole geomelrico-maiemali- 
che con cui è siala realizzala e viene vista. 

Forse ho preso l'argomento un po' 
alla larga c quindi per ricondurlo al tema 
deirariicolo c anche per famii perdonare 
vi invito a guardare le immagini di figura I 
c figura 2. tratte dalla biblioteca demo del- 
l'AuloCad. Nella prima si vede la pianta di 
un ulìicto nel quale sono sistemate scrìva' 
nie. poltrone, macchine per scrivere e tele- 
foni. La finalità del disegno è quella di 
visualizzare la disposizione dei vari posti di 
lavoro. La seconda immagine non è altro 
che l'ingrandimento di una piccola porzio- 
ne della prima c si vede questa volta molto 
dcitagliatamcnic una macchina pcrscrive- 

In realtà l'oggetto del disegnoè lo stesso, 
ncllu seconda immagine vediamo in detta- 
glio un particolare che è presente anche 


nella prima, ma che non si distingue. Cosi, 
analogamente, nel documentario la mole- 
cola del corpo del ragazzo non è che un 
particolare della Via Lattea. 

La prohlcmalica che vogliamo trattare è 
proprio questa (cd in termini fotogralìci si 
chiama ZOOM ), dato un disegno che com- 
prenda elementi di dimensioni molto diffe- 
renti. riuscire a ingrandire i particolari, 
perdendo di vista gli elementi più grandi, 
oppure rimpicciolire fimmaginc facendo 
apparire gli clementi grandi, ma perdendo i 
dettagli dei più piccoli. 

Abbiamo irallaio l'argomento molto 
spesso (si traila in fondo dcirargomcnlo 
Sealing). ma stavolta lo vogliamo fare in 
forma organica presentando in un pro- 
gramma le varie soluzioni che si possono 
dare al problema a seconda del risultalo 
che si vuole. 

Fino a quanto si può spingere 
un ingrandimento 

Da un punto di vista fotografico un in- 
grandimento molto spinto di un negativo c 
quello che mette in risalto la "grana” della 
pellicola e cioè il granello dell'elemento 
chimico del quale è composta l'emulsione. 
L'effetto "grana” si comincia a vedere (con 
pellicola di media sensibilità) per ingrandi- 
menti circa 12 x . ovvero quando da una 
pellicola 3f> per 24 millimetri si ottiene un 
ingrandimento di 40 per 30 cm. 

Sul monitor del computer ingrandimen- 
to c rimpicciolimcnio non .sono ottenuti 



MCmictocompuler n 44 - settembre 1985 


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iramitc mc7j’i onici, ma per mezzo di una 
rielaborazione completa dei dati c quindi il 
limile supcriore ragpungibiic non é dato 
solo dalle caratteristiche hard, ma soprat- 
tutto dalle qualità dei dati base. 

Supponiamo di aver disegnalo un qua- 
drato dì 30 pixel di lato. Lo possiamo rim- 
picciolire fino a farlo diventare un quadra- 
to dì un pixel di lato (di meno non si può). 
Ma se guardiamo questo pixel ci accorgia- 
mo che in realtà è un quadrato solo se lo 
ingrandiamo. 

Per cogliere esattamente la forma del 
quadralo è indispensabile che questo sìa 
memorizzato come quadralo. Se si rimpic- 
ciolisce sembrerà un punto, se si ingrandi- 
sce diventerà un solo segmento (una por- 
zione del lato) che attraversa io schermo. 

Se le figure da visualizzare sono varie e 
sono di dimensioni mollo differenziate non 
esiste la possibilità di vedere con ugual 
dettaglio la figura "grande" contempora- 
neamente alla figura "piccola”. 

Al contrario se guardiamo una llgura. 
ad esempio un quadro, possiamo vederlo 
nel suo insieme o possiamo fissarne un 
particolare senza per questo dover eseguire 
alcun "ingrandimento”; questo perché 
l'occhio umano ha una buona definizione, 
superiore alla definizione di rappresenta- 
zione in termini dì pixel di un monitor 
professionale. Se vogliamo ulteriormente 
migliorare l'osservazione del particolare 
possiamo "ingrandirlo” avvicinandoci al 
quadro o addirittura utilizzando una lente 
di ingrandimento, cosi ci accorgeremo di 
dettagli che prima non riuscivamo a coglìc- 


Vari modi di eseguire uno Zoom 

Una operazione di Zoom si può eseguire 
fondamenialmenic in due modi differenti. 

Il primo consiste nello stabilire a priori 
le caraneristiche "quaniiialive" delfin- 
grandimento. ovvero nel definire il fattore 
dì scala e i vari fattori di spo.siamento nelle 
due direzioni, il disegno risultante risulta 
conseguentemente dimensionato. 

Il secondo consiste nello stabilire una 
"finestra” ovvero nel definire direttamente 
sulla figura su cui si sta lavorando la por- 
zione di disegno da ingrandire (in genere 
tracciando un rettangolo) c le dimensioni 
(in genere l'intero schermo oppure defi- 
nendo un nuovo rettangolo per l'oul) fina- 
li. 

1 due metodi sono complementari, nel 
senso che ne! primo, dati i Fattori di Sca- 
iing. si ricalcolano tutti gli cicmcnlì del 
disegno, e nel secondo date dimensioni ini- 
ziali c finali, si esegue il calcolo dei Fattori 
di Scala, ottenuti i quali sì esegue il rìcaico- 
lo di tutti gli elemcnli- 

L'clcmcnlo comune ai due metodi è che 
in ogni caso va ricseguito il ricalcolo degli 
clementi base per ottenere la nuova figura. 
È buona norma eseguire tali calcoli utiliz- 
zando variabili e vettori dìfferenli, in mo- 
do da non perdere la qualità iniziale dei 
dati. Nell'esempio precedente se dimezzia- 


mo S volte il quadrato di 30 pixel di lato 
otterremo lati di 15, 7, 3, 1 pixel. Se voglia- 
mo un ingrandimento è meglio partire dai 
dati base che non dagli ultimi dati calcola- 
li, che durante le varie elaborazioni hanno 
perduto (come minimo) i decimali. 

C'è un altro elemento che va tenuto in 
considerazione: c quello che lavorando con 
il monitor non è possibile eseguire un in- 
grandimento 2X puro e semplice, come 
invece siamo abituali a fare con le fotogra- 
fie. Se abbiamo un buon negativo ne fac- 
ciamo fare un ingrandimento che ne modi- 
fica le dimensioni. Ma di una fotografia 
potremo volere ingrandire solo una por- 
zione. ad esempio un viso. In questo caso 
sceglieremo il formalo finale e specifiche- 
remo il "rettangolo” da ingrandire, oppure 
se vogliamo escludere un elemento sgradi- 
to presente sullo sfondo definiremo un 
"margine" da rispettare. 

Tutte queste modalità, esposte un po' 
alla rinfusa c facendo riferimento agii in- 
grandimenti delle fotografie, sono reali e 
debbono essere considerale quando si vo- 
glia alTroniare il problema Zoom in lutti i 
suoi aspetti. Nel programma che presentia- 
mo sono inserite tutte e sono svolle una 
dopo l'allra tutte quante. Quindi rimboc- 
chiamoci le maniche e ... al lavoro. 


Il programma Superzoom 


I dati utilizzati nel programma, e inseriti 
via DATA nel listato del Programma, cor- 
rispondono a quattro figure geometriche 
elementari (triangolo, doppia V. esagono c 
quadralo). Sono di dimensioni mollo dif- 
ferenti in quanto il triangolo ha un lato di 
circa 10000 contro gli 80 del quadralo, e 
questi dati non sono espressi in nessuna 
unità di misura. 

Per poter vedere il triangolo sul monitor 
(640 per 400 pixel) deirOlivetli M24. utiliz- 
zato per realizzare il programma.occorrc 
ridurre almeno di un fattore 15 le misure 
originarie. Tale riduzione provoca la "spa- 
rizione" del quadrato che ha un lato di 
appena 80. 

L'operazione contraria, cioè quella che 
ingrandisce al massimo l'elemento più pic- 
colo. comporla un fattore dì ingrandimen- 
to 5. grazie al quale il quadrato "occupa" 
bene lo schermo, ma che fa ingrandire 
troppo, rendendone visìbile una minima 
parte, il triangolo. Esagono e doppia V 
sono di dimensioni intermedie alle altre 
due figure e quindi per queste valgono, in 
maniera attenuala, gli stessi discorsi. 

I dati geometrici relativi a queste figure 
sono memorizzali in tre vettori di interi 



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MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


XB%. YB%, F%, i primi due indicano le 
coordinate X, Y nel riferimento generico 
utilizzalo. Il vettore F%. contiene valori 0 
0 l . per permettere la chiusura di una figu- 
ra e cioè 0 indica punto collegato al prece- 
dente. I punto non collegato. 

Tali dati non vengono mai persi in quan- 
to le elaborazioni che provocano trasfor- 
mazioni delle coordinale avvengono sui 
vettori XS^/o. YS%. che rappresentano gli 
stessi dati in coordinale schermo. 

Una volta definiti gli elementi base c 
caricate le loro coordinate nei vettori 
XB%. YB%. ne vengono eseguite otto vi- 
sualizzazioni differeni (routine 200, 300. 
400. ccc.). 

Tali otto routine utilizzano a loro volta 
altre subroutine, riga l(X)0, 1100, ecc. cia- 
scuna delle quali si occupa di una partico- 
lare operazione, che vedremo dopo, esclu- 
se la routine 1400 di traduzione coordina- 
te. la 1500 di visualizzazione e la 1600 di 
attesa c pulizia schermo. 

Riga 1400 - Routine di Traduzione 
Coordinate- 

In questa routine le coordinate iniziali 
non modificate, cioè XB%. YB%, vengo- 
no tradotte in coordinate schermo. L’ope- 
razione avviene per mezzo dei valori SS 
scaling, SX. SY spostamento dovuto allo 


scaling e TX, TY centratura schermo. Per 
eseguire trasformazioni occorre quindi 
passare questi 5 parametri. 

Riga 1500 - Routine di Visualizzazione. 

Tutti i punti, le cui coordinate sono state 
immagazzinate e ‘Tradotte" in formato 
schermo, vengono uniti uno all'altro. La 
condizione di cambio figura, e quindi di 
interruzione, è gestita dal flag F% di riga 
1510. È chiaro che tale routine è cosi sem- 
plice che più semplice non si può, in quanto 
non é questo della visualizzazione l’argo- 
menlo deU'arlicolo. 

Riga 1600 - Routine di Attesa e Pulizia 
Schermo. 

Viene richiamata tra una visualizzazio- 
ne e un'altra. 

Le otto visualizzazioni 


Riga 200 - La prima, richiamata da riga 
200. visualizza i dati senza nessuna loro 
elaborazione. Il risultalo è che delle ligure 
costituenti il disegno si vede ben poco in 
quanto il formalo video copre solo per una 
piccola porzione il formalo base dei dati. 
Vengono richiamale solo la routine 1400 di 
traduzione, alla quale però non sono pas- 
sali parametri, in modo da lasciare le coor- 
dinate inalterate, e la routine 1500 di visua- 


lizzazione. Viene richiamata anche la 1600. 
di attesa e pulizia schermo. 

Righe 300-400 - Sono due visualizzazio- 
ni eseguite passando parametri qualsiasi, 
che quindi non sono calcolati per fare evi- 
denziare questo o quel particolare. 

In questa maniera non si controlla mini- 
mamente l’output e la figura potrebbe ad- 
dirittura sparire dallo schermo, perché ... 
sta da un’altra pane. Ripetendo più volte 
la routineechiedendovia input i parametri 
si può raggiungere una visualizzazione vo- 
luta con un metodo iterativo. 

Riga 500 - Questa visualizzazione è quel- 
la che produce la massima occupazione 
dello schermo da parte delle figure. Per 
ottenere questo risultato, che è quello fon- 
damentale in quanto è quello che fa vedere 
tutto nella definizione migliore possibile, 
viene eseguila la routine 1300 nella quale 
vengono definiti i valori SS. SX. SY. TX, 
TY ottimali, elaborando lutti i dati da vi- 
sualizzare. Quindi rispetto per esempio al- 
la routine 400, c'è l'esecuzione di una routi- 
ne in più il che. se i dati sono tanti, ritarda 
di molto la successiva visualizzazione. 

Poiché questa è la visualizzazione fon- 
damentale i parametri su cui è basata ven- 
gono memorizzali nelle variabili SS, X8. 
Y8. X9. Y9 per poter essere riutilizzati an- 
che in seguilo. La figura conseguente si 
chiamerà figura di riferimento, e sarà quel- 
la su cui opereranno le successive tre routi- 
ne. 

Riga 600 - Routine Alto a Sinistra. Si- 
gnifica che la ■‘zoommala” viene eseguita 
rispettando un margine definito via tastie- 
ra. c indicando via input un fattore di sca- 
la. È una forma ibrida che però permette di 
definire con esattezza quale particolare e- 
videnziare. Ibrida perché mentre il fattore 
di scala è chiesto i fattori di spostamento 
sono calcolati. 

La routine 600 si serve della routine 
PUNTO (riga 1000) che permeile di spo- 
stare un puntatore sul video per definire 
direttamente sulla figura standard quale 
vertice deve essere rispettato durante l'in- 
grandimcnlo. 

Riga 700 - Routine Finestra. È una for- 
ma più sofisticala in quanto le modalità 
della "zoommala" sono definite operando 
direttamente sul disegno di riferimento, sul 
quale occorre tracciare una finestra di rife- 
rimento. Tracciata questa finestra, tramite 
la apposita routine di riga 1100. il pro- 
gramma espande e sposta il suo contenuto 
fino a fargli occupare tutto il formato out- 
put disponibile. In questo caso quindi lutti 
i parametri sono calcolali e dipendono so- 
lo dalla forma, formalo e posizione della 
finestra scelta. 

Riga 800 - Routine Centro del Disegno. 
È una forma simile a quella Alto a Sinistra, 
solo che viene direttamente indicalo sul 
disegno di riferimento il punto che .si vuole 
al centro del disegno risultante, secondo 
una scala che va data anche questa volta 
via input. 

Analogamente alla routine Finestra vie- 
ne evidenzialo esaliamcnie il particolare 



MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


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desideralo, solo che nel primo caso il fallo- 
re di scala c derivalo c quindi non control- 
labile csallamcnlc come valore, nel secon- 
do il failorc di scala è immesso via input, 
ma .SI perde il controllo del disegno nel 
senso che non si può sapere indicativamen- 
te a priori, che cosa entra e cosa non entra 
nel disegno derivalo. 

Ogni metodo ha un suo campo di appli- 
cabilità e quindi non ha senso giudicarne 
uno migliore dcirallro. Analogamente non 
ha alcuna utilità pratica un programma 
che li contenga lutti quanti. Ribadiamo 
quindi che lo scopo dei programmi pubbli- 
cali in questa rubrica è dimostrativo se non 
di studia. 

Rimangono da esaminare le routine ci- 
tate in precedenza che servono per definire, 
lavorando inlerauivamcnlc sulla llgura di 
riferimento, le specilìchc dello zoom. 

Riga 1000 - Routine PUNTO. Questa 
routine gestisce il movimento, tramite i ta- 
sti freccia, di una crocetta di puntamento 
sul vìdeo sul quale è presente il disegno di 
riferimento. Una volta scelto il punto si 
preme il tasto INS. Questa routine e richia- 
mata sia dalla Allo a Sinistra che dalla 
Centro del Disegno. A sua volta si appog- 
gia alla routine 1200. incremento delle 
coordinate, che serve semplicemente per il 
rieonoseimenlo di otto tasti freccia (corri- 
spondente al tastierino numerico dcirOli- 
vclli M24)c per la variazione delle coordi- 
nate correnti. 

Vengono nconosciuli. oltre ai tasti frec- 
cia. anche i tasti numerici che definiscono 
|■enlilà degli spostamenti del pumalore. 


Valori alti per spostamenti veloci, bassi per 
puntamento “fine". 

Riga I HKI - Routine BOX. È simile alla 
precedente solo che la Finestra deve essere 
definita tramite due suoi vertici. Quindi i 
punti da indicare sono duce il mirino non e 
una crocetta, ma un rcttangolino lampeg- 
giante che varia di posizione e dimensione 
a seconda delle frcccciic mossc. 

Riga 13IM) ■ Routine Scaling. In questa 
routine vengono calcolati i fattori stand- 
ard di scaling e cioè SS, SX. SY. TX. TY. 
Non spieghiamo nel dettaglio come fun- 
ziona in quanto l'abbiamo già fatto parec- 
chie volte. Vengono ricercati i valori massi- 
mi e minimi delle coordinate e sulla base di 
questi viene realizzala una proporzione 
con il formalo schermo, che. come detto, è 
di 640 per 400 pixel. 

1^ illustra/ioni 


Vale la pena di soffermarsi un attimo 
sulle illustrazioni a corredo dcirurlicolo e 
che sono riportate in modo da evidenziare 
la .sequenza logica del programma (figure 
da 4 a 9). La prima rappresenta i dati base 
senza alcuna elaborazione di scaling. Si 
vede solamente una parte di un lato dell'e- 
sagono. La seconda, eseguila passando dei 
parametri qualsiasi, fa vedere un po' di 
più. ma non centra bene il disegno. 

La terza è quella che abbiamo chiamato 
immagine di riferimento, e cioè quella che 
fa vedere nella migliore maniera possibile 
sul formato video tutte le figure elementari 
cosliluenli l'immagine. Sulla quarta si vede 


all'operaia funzione KINLSTRA. che altri 
non e che il rettangolo che definisce quale 
particolare ingrandire. Il risultato di que- 
sta scelta è rappresentato dalla quinta figu- 
ra. che ingrandisce enormemente l'esago- 
no e il quadralo. 

L'ultima figura è siala ottenuta tramile 
l'opzione Centro del disegno, con la quale 
si sceglie, sempre sulla figura di riferimen- 
to. quale deve essere il particolare princi- 
pale del disegno finale. 

Cunsidera/ioni finali 


Questo programma e stalo sviluppato su 
Olivelli M24 e può essere tradotto per 
Computer che permettono il clipping. ov- 
vero detto un po' più brutalmente, che non 
diano errore se si vuol tracciare una linea 
che esce dal vìdeo. La gestione di questo 
tipo di errore complicherebbe mollo il pro- 
gramma in zone estranee al tema che stia- 
mo sviluppando. 

Non viene utilizzata la istruzione W!N- 
DOW (xl. yl ) - (x2, y2). pur presente nel 
GWBASICdcirOlivctli. corrispondente al 
BASICA IBM. e che permette una opera- 
zione di scaling più veloce, ma meno cor- 
retta gcomciricameme. In pratica la defini- 
zionedi una WINDOW altera la dimensio- 
ne e la forma dello schermo di lavoro, pro- 
duccndo uno Scaling del lutto trasparente 
rispcuo al programma. È chiaro che nelle 
applicazioni pratiche anche questa oppor- 
tunità può risultare molto utile, non l'ab- 
biamo trattala perché estranea al tema dcl- 
l'articolo. MC 


126 


MCmicrocompuler 


• seltembre 1985 








Negli ariiaili che sisuiuisiicceduii su que- 
ste pagine abbiamo affrontato molti proble- 
mi riguardanti i circuiti logici esaminando Ic 
varie casistiche da un punto di vista più o 
meno pratico. 

Pen.siamo a questo punto che sia abba- 
stanza naturale una panoramica che ci per- 
metta di os.servare più da vicino alcune ca- 
ratteristiche e parametri fondamentali lega- 
ti alle logiche con cui si possa delineare un 
projilo più reale di un circuito integrata i- 
delle diifieolià da .superare in fase di proget- 
tazione. Naturalmente non ci addentreremo 
in pesanti discussioni tecniche, ma cerchere- 
mo. dove potrebbero sorgere diffieolià di 
comprensione, di suggerire delle intuizioni 
che chiari.scano le nozioni esposte. 

Circuiti integrati 

Molto probabilmente avrete avuto mo- 
do di osservare uno schema elettrico o. più 
semplicemente una scheda con i compo- 
nenti assemblati sopra di essa. Ciò che si 
mostra ai vostri occhi c un sistema elcitro- 
meo completo rormalo da tanti piccoli og- 
getti ciascuno dotato dì una propria fun- 

Immaginate ora di vedere il tutto ridursi 
ad una piastrina di poco meno di due milli- 
metri di lato — c dello spessore di circa due 


decimi della stessa unità — la quale venga 
poi racchiusa in un contenitore plastico o 
metallico per proteggerla dagli agenti c- 
slcmi e dal quale fuoriescano le termina- 
zioni d'ingresso, d'uscita e di alimentazio- 
ne: avrete cosi ottenuto un circuito elettri- 
co che svolge le stesse funzioni, ma che 
occupa uno spazio ridotto. 

In pratica, un circuito integrato è pro- 
prio un microcircuito elettronico con una 
propria realtà ed autonomia, un microsi- 
sterna che prende forma a partire da una 
"scheggia" (chip) di materiale semicondut- 
tore su cui. con particolari processi, vengo- 
no ricavate delle zone che svolgono la stes- 
sa funzione dei componenti discreti quali 
transistori, resistenze e capacità — che po- 



tremmo trovare su dì un circuito non mi- 
niaturizzalo — i quali vengono poi colle- 
gati Ira di loro mediante percorsi che han- 
no la stessa funzione delle piste che osser- 
viamo su un circuito stampato. Una delle 
forme di contenitore più usa te èia "dual in 
line" che vede i piedini di connessione 
schierati, ed ugualmente divisi, sui due lati 
di un contenitore a forma di parallelepipe- 
do. Il numero totale di terminali può varia- 
re da 6 a 14 porgli integrali meno comples- 
si fino a 40 per quelli più complessi (ad 
esempio i microprocessori). 

Integrazione 

Il numero di componenti che possono 
essere integrati su di un singolo chip varia- 
no a seconda della complessità del circuito 
che si considera cd i progrcs.si falli in tal 
senso negli ultimi Irenl'anni o poco meno 
sono davvero sorprendenti. Il termine 
“complessità" è qui nói legato intimamente 
al numero di circuiti elementari - conte- 
nuti in un chip di silicio — di tipo variabile 
a seconda delle funzioni svolte. Se trattia- 
mo circuiti contenenti porte logiche, parle- 
remo del numero di gale in esso contenuti; 
se ci riferiamo alle memorie, un elemento 
che nc stabilisce abbastanza bene la com- 
plessità è il numero di bit memorizzabili: 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


per I circuiti cosiddetti iinearì ci rìfcrìrcino 
invece al numero di stadi ampliricatori in 
esso contenuti e cosi via. 

Lo sviluppo tecnologico e resigenza di 
ridurre drasticamente i costi di produzione 
hanno fatto sì che questa complessità au- 
mentasse progressivamente fino a raggiun- 
gere livelli che prima abbiamo ddìniti sor- 
prendenti. È nata allora la necessità dì una 
classìtlcazionc dei circuiti integrali secon- 
do un ordine che dipende appunto dalla 
loro complessità. Pertanto sono nati termi- 
ni come "circuiti SSL MSI. LSI e VLSI" 
che. secondo l'ordine con cui lì abbiamo 
riportati, rispecchiano la cronologìa di 
quegli sviluppi cui accennavamo. 

A nostro parere non esiste una conven- 
zione rigida per quanto riguarda, diciamo 
cosi, la sigla da attribuire all'Integrato in 
riferimento al suo grado di complessità: 
questo perché ciascun costruttore dà una 
sua interpretazione. Diciamo comunque 
che le varie suddivisioni per complessità 
hanno grosso modo l'aspetto che segue. 

Un circuito integrato SSI (Small Scale 
Integration), che può essere uno di quelli 
contenenti le porte logiche che esplicano 
quelle funzioni sulle quali ci siamo soffer- 
mali negli ultimi articoli, può contenere 
fino ad una dozzina dì gate equivalenti per 
ogni singolo chip mentre un MSI (Medium 
Scale Integration) ne contiene fino ad un 
centinaio. Sì paria poi di circuito LSI (Lar- 
ge Scale Integration) quando si superano le 
cento porte integrate e di VLSI (Very Lar- 
ge Scale Integration) quando si va olire le 
mille (fino agli aiiuali trentamila ed oltre 
gate integrati). 

Parametri fondamentali 
e rappresentazioni 

Negli schemi elettrici troviamo i circuiti 
integrati rappresentati usualmente come 
rettangoli da cui fuoriescono le lince di 
connessione. Ciò perché tali elementi, ai 
lini deH'ulilizzazione, possono essere con- 
siderali come una "scatola nera", cioè co- 
me un sistema del quale sosunrialmente 
non ci interessa conoscere necessariamente 
la struttura interna, ma soiamcnic come 
reagiscono le uscite in funzione degli sti- 
moli applicati in ingresso. In altre parole, 
da un punto di vista operativo, le uniche 
Innucnze dovute alla struttura costitutiva 
che ci interessano sono quelle che si rispec- 
chiano in alcuni parametri fondamentali 
che si tengono in considerazione in fase di 
progetto. Elenchiamone alcuni. 

Un primo parametro importante é il fat- 
tore di pilotaggio posseduto da un'uscita: 
più comunemente chiamalo "fan-out". che 
in pratica ìndica a quanti ingressi tale linea 
può essere collegata mantenendo le sue ca- 
ratteristiche elettriche entro limiti tali da 
non pregiudicare il funzionamento dcll'ln- 
sieme. In altre parole, ncti'ambilo di fami- 
glie equivalenti, il fan-out è legato al valore 
della corrente che una linea è in grado di 
fornire correlato a quella che viene assorbi- 
ta da ogni singolo ingresso collegato ad 





essa. Per le logiche della famiglia TTL vie- 
ne ad esempio garantito un fattore di pilo- 
taggio pari a IO. cioè il segnale prelevalo da 
un'uscita può essere contemporaneamente 
applicato a IO ingressi. Se quindi si ha la 
necessità di pilotare con una singola linea 
più ingressi di quelli consentiti dal fan-out 
della linea stessa, bisogna interporre un 
componente amplificatore che fornisca in 
uscita una capacità di pilotaggio più eleva- 
la: componenti che hanno tali proprietà 
vengono comunemente chiamali ''buffer’'. 

Un altro dei parametri importanti che si 
riferiscono ad una porta logica è la "veloci- 
tà di propagazione". Tale parametro si ri- 
ferisce al segnale applicalo in ingresso il 
quale per definizione, cioè per l’cffello 
stesso della propagazione, si presenta in 
uscita con un certo ritardo rìspcllo all'i- 
stante in cui esso è stato applicato in in- 
gresso. Per l'effetto di tale parametro, un 
impulso applicalo ad un ingresso, verrà 
per cosi dire '‘deformato" rispetto alla con- 
dizione iniziale subendo una cena modifi- 



cazione sul fronte di salita e su quello di 
discesa (fate riferimento ad una delle figu- 
re) t quali assumono un aspetto meno ripi- 
do. Tali tempi sono definiti come tempo 
impiegalo dal segnale a passare da un livel- 
lo pari al 10% del livello di regime finale ad 
un livello del 90% c viceversa. 

Sempre in riferimento alla propagazio- 
ne. viene preso in considerazione un para- 
metro abbastanza significativo che è riferi- 
to a punti in cui gli ingressi e le uscite si 
trovano ad un livello pari al 50% dell'e- 
scursione totale tra livello massimo e livel- 
lo minimo (vedi figura). Osservando i due 
fronti del segnale in ingresso ed in uscita, 
possiamo ricavare i tempi di ritardo Tdl e 
Td2 che. combinati secondo il rapporto 

Tdl + Td2 


ci forniscono il cosiddetto "tempo medio 
di propagazione” Td il quale dà un'indica- 
zione quantitativa della "prontezza di ri- 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


129 






spostu" delliì porta. Da qucst'ullima consì- 
tlcra/ionc si intuisce che. perché un segnale 
impulsivo venga preso in considerazione in 
maniera corretta, è necessario che perman- 
ga sull'ingresso per un tempo pari almeno 
al tempo medio di propagazione. È da tale 
tempo quindi che è possibile stabilire la 
frequenza massima alla quale possono es- 
sere utilizzate le porte logiche 

La velocità di propagazione comunque 
non c un parametro del tutto significativo 
se non si prende atto di altre circostanze 
che possono contribuire a modificarla fa- 
cendola diminuire. La causa principale che 
sortisce questo effetto indesiderato é rap- 
presentata dalla presenza di una certa ca- 
pacità di carico suH’useita. Ciò è dovuto 
sostanzialmente al fatto che l'impedenza 
deU'uscila stessa non c nulla c quindi viene 
limitalo il valore della corrente che può 
scorrere attraverso di essa: per questa ra- 
gione sarà necessario un certo tempo per 
caricare o scaricare tale capacità c ciò in- 
lluirà sul fronte di discesa dell'impulso 
prodotto in uscita. In definitiva, tale fronte 
sarà tanto meno rìpido quanto maggiore è 
il carico capacitivo. 

Un altro importante parametro è rap- 
presentalo dalfimmunità al rumore". 
Chiariamo un attimo cosa si intende per 
rumore. Il rumore è una causa disturbante 
rappresentata da una tensione che. inse- 
rendosi in un certo punto di una linea, se 
ha un valore sufTicicnlcmcnic elevalo, può 
provocare delle modificazioni dello stato 
delie uscite di uno o più dei componenti 
logici che si trovano nel circuito. 

Le cause del rumore possono essere le 
piu svariale. 

Ad esempio, la corrente che scorre in 
una linea del sistema può provocare, per 
induzione, una corrente in una linea adia- 
cente. .Ancora, rumore può essere causato 
da azioni su ìntcrrutluri posti sulla stessa 
linea elcitrìca o da scintillii prodotti ad 
c.sempio dalle spazzole di un motore o ad- 
dirittura da fenomeni naturali quali quelli 
atmosferici (fulmini). 

Gli impulsi di rumore possono essere di 
lunga durala — e sono quelli meno nocivi 
porche raggiungono pìcchi di tensione più 
bassi oppure di durata più breve (spike). 
Gli spike rappresentano il tipo di rumore 
più niK'ivo perché possono raggiungere un 
livello tale da essere considerati dal circui- 
to dei veri e propri segnali di commutazio- 
ne infiucndo quindi sullo stalo del sistema. 
Per limitare tale elemento disturbante, bi- 
sogna agire sulle cause generanti esterne, 
adottando criteri di progettazione partico- 
lari. 

Tra questi, il filtraggio approprialo della 
linea dì alimentazione del circuito, il disac- 
coppiamento delle lince di alimentazione 
dei singoli circuiti integrali ollenulo po- 
nendo un condensatore tra il terminale Vcc 
c la massa, la schermatura della scheda su 
CUI viene cablalo il circuito elettrico ecc. 

Comunque, nonostante tutte le precau- 
zioni. non è possibile eliminare totalmente 
le possibili cause di rumore per cui si usa 


impiegare circuiti integrali che si rivelino 
abbastanza "duri" nei confronti dei distur- 
bi, cioè che posseggano una elevata “im- 
munità al rumore". Tale immunità è carai- 
lcriz7.a[a da un parametro, sul quale non ci 
soffermeremo, chiamalo "margine di ru- 

L'ullimo parametro che vogliamo pren- 
dere in considerazione c la potenza dissipa- 
ta la quale viene riferita a due condizioni 
particolari cioè: al caso in cui un'uscita 
rimane ad un livello logico fisso oppure a 
quello in cui l'uscita è variabile nel tempo 
tra i due suoi passibili stati. Sì parla quindi 
di potenza dissipata in regime statico ed in 
regime dinamico. Nel caso di regime stati- 
co. viene falla un'ulteriore distinzione e 
cioè: potenza dissipala quando l'uscita è a 
livello basso (WL) c potenza dissipala a 
livello alto (WH) sul cui calcolo non ci 
solTermiamo. 

Aggiungiamo solo che. molte volle. 


un'indicazione più sintetica viene fornita 
dall'espressione 

WH WL 


la quale furnisec la potenza media. 

Per dò che riguarda la potenza dissipala 
in modo dinamico, durante una variazione 
continua dcH'uscita tra il livello basso e 
quello alto, diciamo solo che essa dipende 
da capacità e resistenze interne c dalla fre- 
quenza dì variazione. A seconda degli im- 
pieghi. si usano inlcgrulì di diverso tipo 
Ad esempio, per la famiglia TTL, gli ele- 
menti del lipo "high power" hanno resi- 
stenze inicrnc dì basso valore che induco- 
no una alla dissipazione, ma una più eleva- 
la velocità dì commutazione. In maniera 
opposta si comportano gli integrati del U- 
pi> "low power" che dissipano minor quan- 
tità di potenza in cambio di tempi di com- 
mula/ione più lenti. MC 


130 


MCmicrocompuler n. 44 - seltembre 1985 




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Byte neiretere 

Una Stazione-mailbox automatica in RTTY 

di Fubin Mar/occa 



Dopo aver parlalo sul mmw- 
ro -13 di come gestire i dati di un 
contesi con un computer, vedia- 
mo questo mese un 'applicazio- 
ne piuttosto singolare del perso- 
nal nel campo delle radiotra- 
smissioni amatoriali. Si traila 
di una stazione automatica in 
radiotelelype I RTTY i comple- 
tamente governala da un Apple 
II: quando viene efffeltuaio un 
collegamento con questa stazUt- 
ne. il computer risponde al cor- 
rispondente con messaggi di i- 
siruzioni per i comandi princi- 
pali. permette di lasciare su di- 
sco un messaggio per un altro 
radioamatore e gestisce tutta la 
faccenda in modo tale da rende- 
re la stazione un punto di 
incontro e di collezione di injormaztoni e 
me.ssaggi tmailho.xì. 

/-f possibilità del. sistema vanno ben oltre, 
comunque, quelle brevemente elencate so- 
pra. per cui vediamole meglio in dettaglio. 

I codici RadioTeicType (RTTY) 

Il sistema di trasmissione RTTY (radio- 
telescrivente) viene preferito alle comuni- 
cazioni eseguite in fonia per Irasmissìoni a 
lunga distanza, le ((uali risultano più alTi- 
dabili se eseguite in telegrafia o RTTY: 
laddove, infatti, il messaggio in fonia risul- 
ta inintelligibile per sovrapposizione di di- 
sturbi radioclcurici. i codici delie trasmis- 
sioni telegrallchc riescono ad innalzare il 
rapporto quantità di informazione distur- 
bo. 

La trasmissione del messaggio in RTTY 
é basaia.nella maggior parte dei casi, su un 
codice che prende il nome dal ricercatore 
che lo ha messo a punto: Baudot. Il Baudot 
è un codice asincrono a 5 cifre, per cui. al 
fine di rendere possibile la sincronizzazio- 
ne del ricevitore, il trasmettitore invia un 
hit di start ed uno di stop per ogni caratle- 

Dato che 5 bit permettono la codifica- 
zione di soli 32 caratteri, a ciascun codice 
sono stali assegnati due significati, selezio- 
nandoli attraverso una combinazione tra- 
smessa. denominata Lettere o Cifre. In tal 
modo, con 5 bit è possibile disporre dì 64 
caratteri diversi: in effeili il codice Baudot 
c composto da 52 caratteri e 5 funzioni di 
macchina. 

I segnali RTTY vengono trasmessi nei- 
retere con il sistema di modulazione FSK 
(Frequency Shifi Keying); i due bit 0 e I 


vengono as.sociati ad alireliantì toni (delti 
Mark e Space) separali da loro da un gap 
di frequenza detto ••Shift". Nel caso delle 
trasmissioni radioamaioriali in VHF. la 
frequenza delMark(l logico)cdi 1375 Hz. 
e quella dello Spacc (0 logico) è di 1445 Hz. 

Inizialmente gii apparati di ricezione 
RTTY erano composti da rumorosissime 
lelescrìvenli elettromeccaniche con deco- 
dificatori aHidaiì a complicati sistemi dì 
leve e rinvìi. 

Con ravvcnio del personal computer, la 
radiotelegrafia ha subito un notevole balzo 
avanti, fino a raggiungere tecniche di tra- 
smissione molto raflinale. 

Il codice Baudot è stato il primo nella 
storia ad essere adottato da una radiotelc- 
scrivenle, ma non rappresenta certamente 
il più immune da errori, proprio a causa 
della necessità di scambiare il set di caratte- 
ri per rinsufficienza dei bit. e della caratte- 
ristica asincrona del codice stesso. 


Un nuovo sistema di codifi- 
cazione sta lentamente pren- 
dendo il posto del codice Bau- 
dot. soprattutto in quei campi 
in cui rafTidabilìlà del messag- 
gio trasmesso deve essere ga- 
rantita. Si tratta del codice 
Moore o ARQ (Aulomalic 
ReQuesl) il quale è un codice 
sincrono (quindi non necessita 

10 start e lo stop) di 7 bit. a 
rilevazione automatica di erro- 

II carattere di 7 bit é sempre 
composto da 4 bit "0” e 3 bit 
"f. per cui sarà ancora neces- 
saria la funzione di scambio 
"Lettere" e "Numeri", ma sta- 
volta sarà possibile controllare 

11 codice in arrivo allravcrso il 
rapporto 4:3 ed intraprendere le eventuali 
procedure di correzione. 

L'hardwarc minimo necessario per ef- 
fettuare un collcgamcnlo in RTTY é com- 
posto da: un comune ricctrasmelliiore per 
bande radioamaioriali. un modem FSK ed 
un personal computer per la dccodiricazio- 


II mailbox romano 


Dai primi giorni dì giugno 1985, è in 
funzione ad Ostia Lido ( Roma ) una stazio- 
ne mailbox in RTTY opcranie sulla fre- 
quenza di 144.625 MHz. tutti i giorni dalle 
I7.(X1 alle 23-00 per iniziativa di lOWWJ. 
lOHOCc IWOBNC. 

L'emissione avviene in banda laterale 
inferiore, toni bassi (1275.1445) e modo 
Reverse (Mark al(o. Space basso). 

Il sistema è composto da una scheda 
.Apple II che governa la stazione, corredala 


Ai lettori 

Questa nuova rubrìca, giunta alla seconda puntata, vuole essere un punto di 
incontro fra tutti i radioamatori ed il mondo dei personal computer. La moderna 
stazione radio oggi non può più fare a meno di un "controllore" automatico di tutte 
le sue funzioni, senza parlare di apparati quali il favoloso YAESU FT-980. comple- 
tamente intcrfaccialo con l'Apple II il quale ne controlla la frequenza, il modo, i 
miri. l'FSK. ecc. 

La rubrica è comunque aperta a tutti i lettori (radioamatori e non), quindi 
scriveteci, inviando i vostri suggerimenti, le vostre esperienze nel settore, oppure una 
descrizione di come viene impiegato il computer nella vostra stazione radio. 

Su queste pagine verranno in seguito trattati gli argomenti principali della mate- 
ria. ma la collaborazione dei lettori potrà aiutare a creare una sorta di "salotto" dove 
potranno essere prese in considerazione tutte le più vaste possibilità di applicazione 
del computer nel settore radiantisiico. 

Lanciamo i byte neH'eiere. t-m. ilWOCACi 


132 


MCmicrocomputer n 4d - seliembre 1985 




da un lloppy-disk drive da 5" e da una 
>;chcdu-orologio: all'uscila della game- 
pori é eollegato un modem FSK a fìlin 
amvi, in linea con il riccirasmeiiilorc (i- 
COM IC-202) e con un amplincalori Rh 
da 25 wati. Tulle le apparecchiaiurc sono 
collega te ad un timer elciiromeccanico che 
controlla rmiervallo di 6 ore di funziona- 
mento quotidiano del mailhox. Inoltre un 
circuito di lemporizzazionc ciellronico 
collegato ad un pin della game-port del- 
l'Apple provvede a fornire l'intervallo di 
tempo di cinque minuti per la generazione 
della chiamata automaiicu. 

Il software di gestione è alTidaio ad una 
versione modificata di un nolo program- 
ma; il Super-Rati della Uni versai Software 
Ine. 

Le sostanziali modifiche sono state ap- 
portale in gran parte da lóKZRe lOWWJ: 
alle funzioni originali del Super-Ratt sono 
state aggiunte: il controllo sul nominativo 
in arrivo, calcolo delle orbile del satellite 
Oscar IO. calcolo del nuovo WW-QTH lo- 
cator e numerose altre utility. Inoltre il 
programma c stato installalo sotto il DI- 
VERSI DOS per avere una maggiore velo- 
cità di accesso ai file su disco. 

Una volta attivato, il mailbox inizia a 
irasmclterc ogni 5 minuti un messaggio di 
chiamata generale (Fig, 3) che ripete perio- 
dicamente finché non viene effettuato un 
accesso da un corrispondente. 

Il collegamento con il mailbox avviene 
trasmettendo il comando: 

lOWWj 

seguilo du un Carriage Return. È consi- 
gliabile far precedere i due punti del co- 
mando da una stringa di RYRY per per- 
mettere una migliore sincronizzazione da 
parte del modem in ricezione. In generale, 
nel tralTìco RTTY in Baudot, una stringa 


di prova può essere rappresentata spesso 
dui caralleri RY in quanto i loro codici 
( vedi fig. 1 ) sono esattamente l'uno l'oppo- 
sto deH'altro: ciò significa la massima pro- 
babilità di errore da parte dei circuiti di 
decodifica. 

A questo punto, il mailbox risponderà 
dando il benvenuto alla nuova slazionc.c 
chiedendo il nominativo. L'accesso a que- 
sta stazione automatica assomiglia molto 
ad una sessione di lavoro fra terminale e 
host-compuler. in una lìnea dati: il LO- 
GON viene erTeliuaio tramile il comando 
rlOWWJ. si può accedere a file e lasciare 
messaggi, quindi il LOGOFF corrisponde 
al comando :BYE. 

È bene ricordare che ogni comando ini- 
zia con due punti e termina con un Carria- 
ge Return (fig. 2). 


Una volta inserito il nominativo, il mail- 
box risponderà informando se esistono 
messaggi (QTC) in giacenza diretti alla sta- 
zione che ha appena aperto l'accesso, ed 
elencandone i titoli. L’operatore può leg- 
gere tutta la directory sul disco del mail- 
box. e richiedere la ritrasmissione di un 
qualunque messaggio registrato sul flop- 

py- 

Considerata l'occupazione de! program- 
ma principale e delle routine aeces.sori su 
disco, rimangono circa (KIK a disposizione 
degli ulcnii per effettuare la deposizione di 
messaggi. Questa capacità potrà inoltre es- 
sere successivamente ampliata, in quanto il 
programma prevede la possibilità di ge- 
stione di un secondo drive nel quale potrà 
essere inserito un disco-dati formattalo e 
senza DOS residente Durame la chiamata 



133 


MCmicfocompuler n. 44 - settembre 1985 




Comandi mailbox 
;ENTER Attiva il buffer per permettere 
di memorizzare il testo in arrivo 
successivamente (temporaneamente o su 
disco) 

:£N0 Disattiva il buffer per concludere 
la registrazione di un messaggio 
tLIST Ritrasmette il testo Immagazzinato 
nel buffer 

;SAVE Memorizza tutto il contenuto del 
iCANCEL cancella il testo contenuto nel 

:READn Trasmette II messaggio numero 
n contenuto nel mailbox 
;KILI.n Cancella II messaggio numero n 
dal mailbox 

;HELP Breve lista del comandi 
iCOMMANDS Trasmette questo file 
:WEATHER Trasmette il file weather 
:NEWS Trasmette II file news 
:TIME Trasmette giorno della settimana, 
data ed ora GMT 
:DIR Trasmette una lista di tutti I 
messaggi del sistema, con data, ora e 
nome di chi l'ha registrato 
:OTC Trasmette l'elenco di tutti i 
messaggi contenuti nel mailbox che 
Iniziano con la sigla OTC 
:SDIR Trasmette l'elenco dei messaggi 
non QTC 

:L06 Trasmette l'elenco degli 
utilizzatori del mailbox che hanno 
effettualo gli accessi più recenti 
:BYE Termine del collegamento con il 
mailbox 

:COR Permette la correzione del 
nominativo, se errato 
:CORDIR Permette la correzione del 
nome di un messaggio nella directory 
:LOC Conversione da vecchio QTH 
locator al nuovo W-W OTH, e calcolo del 
ORB 

lOSCAR Trasmette i dati orbitali del 
satellite Oscar 10 relativi al giorno in 

;EXPERT Elimina I suggerimenti per tutti 
I comandi 

:RYS Trasmette una stringa di RY 
;QBF Trasmette THE QUICK BROWN 
FOX... 

:ASCII Commuta In codice ASCII 
tBAUDOT Commuta in codice Baudot 
:4SBAUD Posiziona la velocità a 45 

:74BAUD Posiziona la velocità a 74 

rRESET Resetta il sistema alla normale 
velocità e codice. 


generale, il mailbox è settato per una velo- 
cità di trasmissione di 45 baud, al fine di 
permettere l'accesso alla maggior parte de- 
gli utenti che operano in RTTY; il band- 
rate potrà comunque essere commutato a 
74 baud durante il collegamento, ed inoltre 
esiste la possibilità di posizionare tutto il 
sistema a I IO ASCII. Questa lecnicaècon- 
sigliaia per accelerare i tempi del collega- 
mento, ma potrebbe creare alcuni proble- 
mi di criticità di decodificazione se la sinto- 
nia non è stala effettuata con la massima 
cura possibile. 

Per accedere a questo mailbox in VHP, è 
sufTìciente avere a disposizione un comune 
sistema di radiotelegrafia predisposto al- 
meno per una velocità di 45 baud. Attual- 
mente stiamo assistendo ad un proliferare 
di programmi atti alla decodifica dei se- 



Frequenza di Trasmissione: 144.625 MHz 
Modo: Banda laterale inferiore (LSB) 
QTH: JN61DR 
Codice; Baudot 
Velocità: 45 baud (detaull) 

Mark: 1275 
Space: 1445 

Comando di accesso: RYRY:I0WWJ 
Chiamata generale ogni 5 minuti 
Orario di funzionamento: dalle 17.00 alle 
23.00 


Figura 5 - Dati HMssari all'idenii/ìcazione del mali’ 



gnali RTTY, implementati su lutti i com- 
puter sul mercato, con particolare intensità 
per quanto riguarda il Sinclair Specirum 
ed il Commodore 64. Questi programmi 
trasformano il personal in terminali com- 
pleti per RTTY. Ovviamente, oltre al com- 
puter, sono necessarie le comuni apparec- 
chiature di una stazione radio; antenna, 
transceiver e modem FSK. 


Come memorizzare un messaggio 

Una volta ottenuto l'accesso al mailbox, 
e comunicato il proprio nominativo al si- 
stema, occorrerà aprire un buffer nella me- 
moria dell'Apple per depositare il messag- 
gio desiderato. Il buffer viene attivato con 
la trasmissione del comando: 

RYRY:ENTER 

il mailbox comunica l'avvenuta attivazio- 
ne del buffer per messaggi ed attende che la 
stazione collegata trasmetta il testo della 
comunicazione (max 10240 caratteri!). Il 
testo del messaggio dovrà leminarc con il 
comando: 

;ENO 

A questo punto, volendo una conferma 
dell'esaita ricezione del testo da parte del 
mailbox, con il comando: 

;LIST 

il computer ritrasmette il lesto memorizza- 
to nel buffer; per depositare il messaggio su 
disco, trasmettere: 

:SAVE 

che disattiva il buffer dei messaggi. Il com- 
puter richiederà il nome con il quale il file 
dovrà essere salvato. Qualora si tratti di un 
messaggio diretto da un radioamatore ad 
un altro, è consigliabile salvarlo con il tito- 
lo "QTC per" seguilo da! nominativo a cui 
è destinato, per attivare il meccanismo di 
elenco automatico dei messaggi in giacen- 
za. Un esempio chiarirà meglio. 

Volendo lasciare un messaggio per 
lOOMR, si darà il titolo "QTC per 
lOOMR". In tal modo, quando lOOMR 
effettuerà un accesso al mailbox, il compu- 
ter trasmetterà subito: 

MESSAGGI PER IOOMR:1 
seguito dal numero progressivo e dal titolo 
del messaggio. Questo meccanismo auto- 
matico potrà avvenire solo se il titolo del 
messaggio inizia con QTC. 


Conclusioni 


Questodel mailbox in RTTY rappresen- 
ta certamente uno degli esempi più interes- 
santi di applicazione del personal compu- 
ter nel settore radiantistico; l'automazione 
è massima, in quanto tutta l'attività della 
stazione viene effettuata autonomamente 
senza l'intervento dell' operatore. 

Non si esclude che in un prossimo futu- 
ro, questa stazione sperimentale possa rap- 
presentare effettivamente una "casella po- 
stale" nell'elere. al servizio di tutti i radioa- 
matori. per un migliore scambio di infor- 
mazioni tecniche e di dati riguardanti la 
propagazione radio. MC 


134 


MCmicrocomputer r. 44 - settembre 1985 




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La Simulazione 


di Valter Di Dio 


Tt'niimiunio qui la nastra passeggiata 
nelle passeggiate aleatorie. Ci occuperenin 
in particolare ilei processi Markoviuni e del- 
le barriere, ostacoli che interposti sul cam- 
mino del si.siema ne pti.ssono modificare l 'in- 
cedere. Qua.ii lutti i tipi di pa.s.seggiuie alea- 
torie, su una retta, nel piano o nello .spazio 
devono disporre di barriere: alcune naturali, 
come il numero di na.wite giornaliere che 
non può essere negativo, altre imposte da 
regole del gioco come il capitale di una a- 
:ienda, che se .scende sotto un certo valore, 
caii.sa il fallimento di quest ultima. 

Le barriere permettono inoltre di "conte- 
nere" dei lenameni che altrimenti avrebbero 
la tendenza a crescere, o decre.scere. in modo 
infinito, con.sentendane cosi la trasforma- 
zione in processi stazionari e quindi utilizza- 
bili. In questo caso si dovranno scegliere le 
barriere che stabilizzano il processo col mi- 
nimo "danno" possibile o ad un costo accet- 
tabile. 

Spes.so è utile conoscere dopo quanto tem- 
po. in media, viene raggiunta una certa bar- 
riera: come nel caso dei guasti. Oppure può 
interessare quante volle una determinata 
barriera viene toccata: ad esempio la ma.s.si- 
ma coda ad un casello. 

A tutte queste domande è facile risponde- 
re con la Simulazione della passeggiata a- 
leaioria mediante calcolatore. 

I processi aleatori 

Dato un sistema, ovvero un insieme di 
componenti legate da particolari rctadoni 
è possibile rappresentare, o meglio enume- 
rare. tulli I SUOI possibili stati. Nel caso più 
semplice il sistema può essere la luce di una 
stanza e i suoi stati sono ACCESA e 
SPENTA. In altri casi il numero degli stati 
può anche cs.scrc mollo grande, ad esem- 
pio nel gioco del Monopoli ciascun gioca- 
tore rappresenta una realizzazione di pas- 
seggiala aleatoria i cui stali possibili .sono 
tulle le caselle del gioco. 

Una volta enumerati gli stati è facile 
individuare le possibili transizioni, da uno 
stalo all'altro e viceversa; nell'esempio del- 
la luce le transizioni possibili sono tre. In- 
fatti la luce può passare da SPENTA ad 


ACCESA, da ACCESA a SPENTA oppu- 
re rimanere come si trova; in certi casi può 
essere necessario separare questo ‘non 
cambiamento' nei due tipi ACCESA-AC- 
CESA e SPENTA-SPENTA. ma in gene- 
rale non servc- 

Comc visto nella scorsa puntala si può 
allora assegnare ad ogni transizione la sua 
probabilità di verificarsi. Dove assegnare 
una probabilità significa determinare la 
sua funzione di distri biizionc e i parametri 
caratteristici, gcncrulnicnle la Media e la 
Varianza. 


) REM CAt-COLO DEL RISCHIO 
} CASSA • lOOOOsDC - ISOs REM 
KILOUIRE 

5 F - .3j rem media EVENTI PER 
UNITA- DI TEMPO 
) T a O: REM ORIGINE 
5 M • 500i REM COSTO MEDIO INC 
I DENTE 

) REM START LOOP 
) l ” I » Ir PRINT "INCIDENTE A 


3 SPESA - I o M 

3 RICAVI » DC * 3ii5 

) CASSA - CASSA « RICAVI - SPES 

3 PRINT ! PRINT -GIACENZA CASE 
A« -CASSA 

3 PRINT : PRINT " N. INCIDENT 


360 PRINT J PRINT " 


Si possono quindi evidenziare le corri- 
spondenze tra stalo iniziale c stali finali in 
una matrice che prende il nome di matrice 
di transizione 

Ciascun Pn.m rappresenta la probabili- 
tà di passare dallo stato n a quello m. 

Dal momento che il sistema deve per 
forza passare ad uno degli stati (Inali, qual- 
siasi sia lo stato iniziale, la somma 


L' 


Nel caso in cui gli stati siano molti, come 
nel Monopoli, si può anche passare da uno 
stalo ad un altro mollo lontano (nei giochi 
in genere il massimo salto é sci perché si 
usano i dadi); quando questo non è vero si 
ha un caso particolare di passeggiata alea- 
toria. che prende il nome di passeggiala 
aleatoria semplice. Si verìfica cosi che da 
un certo stato il sistema può passare solo ai 
due siali vicini. In pratica dallo staio n si 
può passare solo agli stati n- 1 ed n -I- 1 (o 
rimanere in n). 

Le passeggiale semplici consentono di 
generare cammini in un certo senso conti- 
nui. senza .salti di stati, e quindi di poter 
seguire più facilmente l'andamento del fe- 
nomeno. 

1 processi Markov i ani 

Abbiamo visto allora che per generare 
eventi futuri dai dati attuali di una serie 
storica è possibile usare una matrice di 
transizione che associ alle possibili varia- 
zioni le rispettive probabilità. Perche que- 
sto sia vero in assoluto il processo aleato- 
rio deve solloslarc ad una precisa condi- 
zione; la probabilità di un evento al tempo 
Tn-f I deve dipendere esclusivamente dal- 
la condizione del sistema al tempo Tn qua- 
lunque fosse la situazione al tempo Tn-I o 
in tempi ancora più remoli. La stessa cosa 
detta in termini matematici diventa: 


MCmicrocomputer n. 44 - seltembre 1985 


137 



sotto queste condizioni la matrice di tran- 
sizione esprime completamente l'anda- 
mento del renomeno. 

Un processo aleatorio che risponde a 
questa caratteristica prende il nome di ca- 
tena di Markov ben esprimendo il concetto 
per cui ogni elemento è legalo esclusiva- 
mente al precedente come le maglie di una 
catena. 

La possibilità di utilizzare processi Mar- 
koviani semplifica notevolmente il proble- 
ma non essendo più necessario lo studio 
delle autocorrelazioni e degli spettri di fre- 
quenza. 

Prendiamo ad esempio la seguente ma- 
trice di transizione (ancora non sappiamo 
a cosa si riferisca); 


p - 1 •• j,-; 1 . 


Per simulare il sistema generiamo un nu- 
mero intero tra zero e nove ed effettuiamo 
le seguenti transizioni: 

0..4 resta nello stato 0; 

5.. 8 passa allo stato 1; 

9 passa allo stato 2. 

Appena passali allo stato uno... 

0..4 resta nello stato I; 

5.. 9 passa allo stato 2; 

Vediamo ora una serie di realizzazioni di 
un simile processo: 


prova n. 012345Ù7B 


IO 


l 0 'J 1 1 2 

3 0 u ù V 0 ‘j 2 ... . 

4 0 0 2 

5 OJ12 

6 0tlJlltl2.. 

7 OlltZ 

8 0112 

<9 00000112... 

10 0 0 0 0 1 1 t J l j: . 


Adesso si vede chiaramente che la matri- 
ce in oggetto riguarda un sistema in funzio- 
ne e le sue possibilità di guasto. Lo stato 
zero rappresenta il sistema funzionante, 
dallo stato zero il sistema può degradare 
allo stato uno che possiamo chiamare si- 
stema a funzionalità ridotta, o direttamen- 



AL 

TEMPO 


INCIDENTE 


INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

1 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

1 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

10 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

15 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

16 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

17 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

21 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

32 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

33 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

38 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

41 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

42 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

43 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

44 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

46 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

47 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

50 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

52 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

52 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

54 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

57 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

57 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

62 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

64 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

64 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

65 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

66 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

323 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

325 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

326 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

327 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

330 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

331 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

340 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

342 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

342 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

345 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

345 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

357 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

360 

INCIDENTE 

AL 

TEMPO 

362 

GIACENZA CASSA= 5250 

N. INCIDENTI= 119 

MEDIA F 


326027397 


Us/aia 2 ■ UscUa del programma di ^ova. si può così 
provare s^oi^isa mìziaìe permeile di arrivare in allivo 


le allo Stalo due che indica il sistema gua- 
sto. Dallo stalo uno il sistema può solo 
passare allo stalo due. non è quindi previ- 
sta la possibilità di ripararlo (potrebbe 
trattarsi di un satellite in orbila); mentre, 
una volta nello stato due. il sistema non si 
muove più. Infatti la probabilità di passare 
dallo stalo due allo stato due è uguale ad 
uno e quindi aH'evenlo certo. 

Questa posizione che. una volta rag- 
giunta. costringe il sistema ad una mossa 
obbligata si chiama: “barriera". 


Le barriere 


In quasi tutti i sistemi esistono dei limiti 
alla libertà di movimento; nel caso appena 
visto si tratta dello stalo "guasto", nella 
serie storica delle note di un concerto sa- 
ranno i limiti della tastiera del pianoforte, e 
se il pianoforte non avesse limiti, saranno i 
limiti dell'udito umano. 

Le barriere si distinguono per il diverso 
comportamento che impongono al sistema 
una volta raggiunte. Alcuni tipi sono più 
comuni e quindi completamente esplorate 
nei loro risvolti matematici, ma nessuno ci 
impedisce di creare delle barriere a nostro 
piaeimcnto; e se questo provoca dei grossi 
problemi all'approccio analitico del siste- 
ma. per la simulazione un tipo di barriera 
vale l'altro. 

La barriera più comune è la barriera 
assorbente; come dice il nome stesso una 
volta raggiunta si viene assorbiti e non si 
esce più. Lo stalo "2" dell'esempio prece- 
dente è una barriera assorbente. Una pas- 
seggiata aleatoria semplice ad una dimen- 
sione può avere al massimo due barriere 
assorbenti: una a sinistra dcU'origine e una 
a destra, altre barriere esterne a queste non 
verrebbero mai raggiunte. Ma se suppo- 
niamo di avere una passeggiata aleatoria 
con incrementi variabili, come nell'esem- 
pio precedente in cui era possibile passare 
direttamente dallo stato “0" allo stalo "2”. 
ci possono essere molte barriere assorbenti 
sparpagliate tra gli stali. In questo caso più 
che di barriere assorbenti si potrebbe par- 
lare di sabbie mobili, e, per essere sicuri di 
catturare il fenomeno, si deve sistemare 
una serie di barriere as.sorbenti lunga 
quanto il massimo 'salto' che il sistema 
può fare. 

Una seconda categoria di barriere è 
quella delle barriere riflettenti, queste, una 
volta toccate, rimandano indietro il pro- 
cesso in vari modi. Possono ad esempio 
invertire la direzione del 'salto' quindi fa- 
cendo fare al processo tanti passi indietro 
quanti ne doveva compiere oltre la barrie- 
ra; classica barriera del gioco dell'Oca do- 
ve si deve fare esattamente il numero di 
passi per raggiungere il traguardo altri- 
menti, rag^unta la casella finale si conti- 
nua a contare tornando indietro. 


138 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


La Simula:!. 


Oppure la barriera riflettente può sem- 
plicemente annullare la mossa, ovvero ri- 
mandare alla casella da cui si proveniva: 
nel gioco Purchase si deve fare esaiiamenie 
il numero di passi che porta al traguardo, 
altrimenti si perde il turno. O infine la bar- 
riera può mandare ad un certo stato (sem- 
pre lo stesso) chi ci finisce dentro: vi ricor- 
dale la casella “vai in prigione” del Mono- 
poli? 

A proposito la suddetta prigione è una 
barriera assorbente particolare, infatti ti 
assorbe per un certo numero di giri. Que- 
sto tipo di situazioni sono più comuni di 
quanto non sembri, e purtroppo rendono 
non Markoviano il processo; infatti il po- 
ter passare da uno stalo al successivo solo 
dopo esserci rimasti un certo numero di 
cicli, implica che la conoscenza della posi- 
zione in un dato momento non basta a 
prevedere la mossa successiva, dobbiamo 
conoscere quali erano le situazioni in pre- 
cedenza per un periodo di tempo lungo 
quanto la massima permanenza in “prigio- 
ne". solo allora sapremo esattamente lo 
stalo attuale del sistema. Conviene a que- 
sto punto aumentare artificialmente gli 
stati del sistema distinguendo lo stato “in 
prigione" da quello “in prigione da un 
giorno" e poi da "in prigione da due gior- 
ni" c così via. 

Con questo stratagemma il sistema è di 
nuovo Markoviano e possiamo usare tran- 
quillamente la matrice di transizione. 

Riprendiamo ad esempio la tabella pre- 
cedente della simulazione di guasto c mo- 
difichiamola in modo che non si possa rag- 
giungere lo stato 2 (guasto) se prima non si 
è restati almeno due volte nello stato I 
(difettoso). 


n 0 1/2 2/5 1/10 0 

s la 0 1/2 1/2 0 

a 1 b 0 0 1 .• 2 1 . : 

e 2 0 0 O : 


In effetti lo stato “1" originale è stato sosti- 
tuito da una catena dì barriere riflettenti 
(ncirescmpio sono semirineltcnii) che si 
lanciano il sistema dalla prima verso la 
seconda poi dalla seconda verso la terza e 
cosi via tino all'ultima che lo rimette “in 
gioco". 

Un tipo particolare di barriera si può 
trovare nei processi aleatori in cui è possi- 
bile modificare la funzione di distribuzione 
delle probabilità di transizione: in parole 
povere quando la possibilità di transizione 


da un certo stato ad un altro non ècostante 
e quindi il processo non è Markoviano. 
Sotto queste condizioni possono esistere 
delle barriere che non costringono il siste- 
ma a certe scelte ma lo invogliano molto: le 
barriere elastiche. 

Queste barriere non sono delle vere e 
proprie caselle come quelle precedente- 
mente viste, ma piuttosto delle aree in cui il 
sistema rifiuta di inoltrarsi. Per ottenere 
questo elTetto basta fare in modo che la 
probabilità dì andare avanti diminuisca 
man mano che ci si avventura airintemo di 
una zona o ci sì avvicina ad una certa 
casella. Se ripensiamo al pianoforte le due 
barriere, superiore ed inferiore, sono pro- 
prio di questo tipo: la maggior parte dcll'e- 
secuzione si svolge al centro della tastiera 
con puntale nelle zone estreme di durala 
ridotta. 

Oltre a questa si possono inventare, o 
incontrare nella realtà, barriere del tipo più 
impensato (magari che valgono solo il gio- 
vedì a meno che non sia un anno bisestile) e 




piemeniare queste barriere anomale nel 
programma o trasformarle, cosa quasi 
sempre possibile, in barriere più tradizio- 
nali. 


l'n esempio 

Consideriamo un problema con un mo- 
dello di calcolo del rischio per una assicu- 
razione. Le entrale sono costituite da ren- 
dite del capiialeinvestiioedai premi versa- 
ti dagli assicurati, pertanto sono pratica- 
mente costanti nel tempo: più precisamen- 
te la disponibilità sarà rappresentata da 
una retta crescente con un lasso di svilup- 
po uguale a dC per unità di tempo. 

Ogni tanto però l'assicurazione è co- 
stretta ad eHettuare dei rimborsi per acci- 
denti vari. Questi accidenti capitano con 
frequenza F e distribuzione di Poisson: 
mentre la somma pagala di volta in volta 
sarà distribuita normalmente con media 
Mp e varianza Vp. 

Un esempio di realizzazione può essere 


quello di figura I . Come si vede si parte con 
un certo capitale e si procede incassando 
soldi finché non capita un incidente e il 
fondo cassa cala bruscamente. Una delle 
cose che possono interessare è il capitale 
iniziale mìnimo necessario ad allontanare 
il più possibile il rischio che la curva vada 
sotto zero e quindi la compagnia fallisca, 
conoscendo in anticipo F. Mp, Vp. e dC. 

Per verificare il tempo medio della cata- 
strofe occorre effettuare, per ciascun valo- 
re iniziale della cassa, un numero abba- 
stanza elevato di simulazioni e calcolare la 
media dei tempi intercorsi tra l’origine del- 
la simulazione c la catastrofe. 

Più in generale interesserà sapere se dati 
certi parametri il capitale iniziale sarà suf- 
ficiente a garantirci la sopravvivenza per 
un certo periodo di tempo (diciamo un 
anno). 

In questo caso per semplificare l'esecu- 
zione possiamo immaginare di non risarci- 
re i danni fino alia fine del periodo in esa- 
me; a questo punto conosciamo esatta- 
mente la disponibilità di cassa dato che c 
una retta, e possiamo amalgamare le som- 
me pagare in un unico valore corrispon- 
dente alla media dei pagamenti (cheè nota) 
per il numero di pagamenti efrctluali che 
dipende dalla sumulazionc. In pratica in- 
vece dì dover generare ogni volta un tempo 
con funzione di distribuzione di Poisson e 
un pagamento con funzione Normale, ge- 
neriamo solo il tempo e lo sommiamo in 
una variabile: quando questa variabile ha 
raggiunto il perìodo da esaminare si calco- 
la: 

Cassa = Cassa iniziale + (tasso di Incremen- 
to tempo) - (media risarcimenti « numero 
di risarcimenti) 

Per generare i tempi con distribuzione 
Poisson. dato U numero casuale equi- 
dislribuito. si calcola P=(-log U)/u dove u 
é la media del fenomeno (e coincide anche 
con la varianzii). 

Conclusioni 


Ci siamo cosi avventurati in tutto questo 
strano mondo della simulazione, un mon- 
do in cui tutto sembra magico, ma i cui 
sviluppi discendono da un grosso lavoro di 
analisi fatto per noi poveri mortali da gros- 
si nomi della statistica di lutto il mondo. 
Per chi fosse interessalo ad approfondire 
gli clementi qui trattati ricordiamo la bi- 
bliografia pubblicata nel numero di giu- 
gno. e soprattutto il fatto che molto lavoro 
va ancora svolto per rendere più precisi ed 
affidabili i modelli matematici da cui poi. 
in fondo, discende la simulazione. Nella 
prossima e conclusiva puntala (fra due me- 
si) ci occuperemo dei linguaggi di pro- 
grammazione appositamente sviluppati 
per la simulazione. MC 


MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 


139 





i. ^ 

DXY 880 

• Formato A3/A4 

• Velocità 200 mm/sec. 

• Risoluzione 0,05 mm. 

• Comandi standard 
Roland ed HP/GL 

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• Buffer di 3K espansibile a lOK 

• Interfacce standard parallela 
Centronics e RS232C. 


ROLAND DG DXY880 L'EVOLUZIONE DEL PERSONAL PLOTTER 




vie da^ 


di Tommaso Pantuso 


Un maxi carattere sullo schermo 


0%n! affronlianuì il problema della lena- 
ru del generatore di caratteri de! P/c e de! C 
64. Per il C 64 avremo prima bisogno di 
esaminare certi aspetti hardware del Siste- 
ma mediante i t/iiali .sarà poi semplice com- 
prendere il perché di alcune operazioni da 
campiere per la lettura della mappa caratle- 


!] generatore di caratteri del Vie 20 

Cominciamo ad esaminare la mappa dei 
caraitcri del Vie 20. Come abbiamo visto, 
essa è posta a partire dalla locazione 
32768. In essa (come in quella del C 64) il 
primo earatlerc. eomposto da un gruppo 
di otto byte, quello di codice ■'0".è la "(a'". 
In una matrice 8x8. come visto la volta 
scorsa, esso può essere rappresentato come 
nella Figura I c agli otto byte che lo com* 
pongono, come sappiamo, possiamo asso- 
ciare i numeri: 

28. 34. 74. 86. 76. 32. 30. 0. 

Se infatti andiamo a leggere le locazioni 
che vanno da 32768 a 32775 con: 

10 FORI = 0TO7 
20 PHINT PÉEK(3276e + 1) 

30 NEXT 

troveremo tali numeri. 

Nota. Se avessimo letto le locazioni cor- 
rispondenti al generatore del C 64 (ammes- 


so dì poterlo fare in maniera immediata) 
avremmo trovato (figura 2) i valori: 

60. 102. no. Ilo. 96. 98. 60, 0. 

Infatti, nei due computer, non tutti i 
caratteri hanno la stessa forma. 

Il metodo per individuare l'esalta posi- 
zione d'inizio di un carallcrc. noto il suo 
codice di schermo S. è il .scguenle: 

I ) sì prende S e si moltiplica per 8: 

2) si somma il valore trovato alfindiriz- 
zo d'inizio del generatore di caratteri. 

Nel caso precedente, il codice dì «i c 0 
per cui. 0 X 8 -H 32768 = 32768 che è ap- 
punto la posizione cercata. Per una A. di 
codice 1. avremo invcee l x 8 + 32768 = 


Figura t - Lata cosi come viene visualizzala da! FU-y) 


32776 che è appunto la locazione da cui 
comincia a formarsi tale carattere. 

Facciamo ora una veri fica che ci sembra 
interessante. Abbiamo detto che ciascun 
numero contenuto in ciascuna locaz.ione 
del generatore di caratteri, se trasformato 
in binario, fornisce un insieme di "0" c di 
" I " (otto in lutto) che. analizzato dal siste- 
ma renderà .sullo schermo un pixel acceso 
m corrispondenza di ogni "1" cd un pixel 
spento in corrispondenza dì ciascuno "0". 
Se ora noi leggiamo ad esempio il contenu- 
to dei precedenti otto byte, lo trasformia- 
mo in un numero binario e poniamo i pat- 
tern ottenuti l'uno sotto l'altro, dovremmo 
ritrovare, sullo schermo cd ingrandita, una 
griglia nella quale, osservando tulli gli "1 ". 
dovremmo poter intravedere la forma del 
carattere. Verifichiamo se questo fatto é 

Per la w . decodificando in binario i va- 
lori trovati, abbiamo i numeri; (XK)1 1 l(K). 
00100010. OllKnOIO.OIOIOl io. (M(H)IIOO. 
00100000. 0001 11 IO. 00<MKH)00. Ponendo 
tali "stringhe" funa sotto fallra abbiamo: 
(HHOUOU 
(MI 1000 IO 
OlOUIOIO 

oloiono 

OIOOM(M) 

OOKMKKM) 

(MKIIIIIO 

OOOOIKMM) 

e se por maggior chiarezza, asportiamo gli 
"0" troveremo la seguente forma; 


1 I I 





MCmicrocompuler n. 44 • sellembre 1985 


141 





8K 

«VK 

6K 


8K 


^6K 




KERNflL / IWM 


Ilo / ROM j CUMTTeJit 




Bone / -?>3M 
ce>R.TIliùa£ 


ROM / CORTEI pae 




Mm 


t^FF -E00g 


DFFF -Doe» 

CFFf -ca9a 


BFFF -A090 


9FfF- eew 


Figura 4 
SudSiisione 
delia memoria 
del C 64. 


che é proprio quella delia @ cosi come 
viene rappresentata dalla macchina. 

Un po’ di pratica 

Nel listalo I. riportiamo un breve pro- 
gramma che. riferendosi al secondo insie- 
me di caratteri, elTettua automaticamente 
questo processo restituendo, dopo aver 
trasformato il contenuto di ogni byte inte- 
ressalo in binario, al posto degli "O” degli 
spazi bianchi e al posto degli “ I " un punto. 
Inoltre, vengono fomiti anche i numeri 
delle locazioni occupali dal carattere ed il 
loro contenuto in notazione decimale. Per 
ottenere i caratteri in campo inverso, alla 
richiesta della macchina, inserire il caratte- 
re desiderato dopo aver premuto < CTRL 
+ RVS ON > . 

Anche se molto semplice e di immediata 
interpretazione, è forse il caso di commen- 
tare alcuni punti del programmino dimo- 
strativo in questione. 

Intanto, qualche perplessità potrebbe 
sorgere dall'osservazione della linea 9. Con 


essa viene semplicemente abilitato il set di 
caratteri alternativo (N in campo inverso) 
e disabilitata la funzione della pressione 
contemporanea dei tasti Shift/ Commodo- 
re (H in campo inverso). La parte più diffi- 
cile — si fa per dire — è ottenere una 
scrittura simile a quella della linea in que- 
stione; il problema si risolve molto sempli- 
cemente. La sequenza di operazioni da 
compiere è la seguente: 

1) digitare PRINT“”; 

2) portarsi con il cursore sulle prime vir- 
golette; 

3) premere due volte Shift/lnst; 

4) scrivere NH. 

Naturalmente lo stesso effetto può esse- 
re sortito con i codici di controllo ChrS( 14) 
e ChrS(8) 

Nella linea 20 viene richiesto il carattere 
che vogliamo visualizzare ingrandito, ma il 
procedimento di input impiegalo è un po' 
diverso da quelli consueti. Infatti dalla va- 
riabile d'ingresso ZS dobbiamo ricavare il 
codice di schermo del carattere da ripro- 
durre ingrandito per poi andarlo ad inter- 


cettare nel generatore. Si potrebbe impie- 
gare un procedimento di calcolo partendo 
dal codice Ascìi del carattere in questione e 
calcolare da esso quello di schermo basan- 
doci sulle formule da noi fomite non molto 
tempo fa. Con un semplice artificio posso- 
no essere però evitati lutti ì calcoli. Vedia- 
mo come. 

Dopo la richiesta di Input, noi premere- 
mo il tasto corrispondente al carattere che 
vogliamo visualizzare ingrandito. 11 carat- 
tere in dimensioni normali, dopo la rispo- 
sta all'input viene posto sul teleschermo in 
una certa posizione e quindi esso avrà un 
codice immagine nella memoria di scher- 
mo (figura 3). Conoscendo allora l'esatta 
locazione del carattere sul video, sapremo 
anche in quale locazione della memoria di 
schermo è contenuto il codice corrispon- 
dente e quindi potremo prelevarlo ed usar- 
lo per individuare il punto da cui il caratte- 
re comincia a formarsi nel generatore. Fa- 
cendo qualche osservazione, ci accorgiamo 
che troveremo il codice del carattere in 
questione nel byte 7713 (linea 30) della 


142 


MCmicrocomputer n. 44 - setlempre 1985 


y/r da zero + 64 

Vie da^ 


memoria video. Servendoci allora del con- 
tenuto di tale byte e servendoci del calcolo 
della linea 110 cominceremo a leggere il 
contenuto degli otto byte individuati nel 
generatore di caratteri convertendolo in 
stringhe binarie (in cui gli “0" sono stati 
sostituiti da spazi e gli "1” da punti) che 
visualizzeremo sullo schermo l'una sotto 
l'altra. L’effetto risultante sarà un caratte- 
re simile nella forma a quello di partenza, 
ma dalle dimensioni maggiori. 

La memoria ambigua del C 64 

Se leggere il contenuto dei generatore di 
caratteri del Vie 20 è una cosa abbastanza 
semplice, per il C 64 il procedimento è 
leggermente più complicato, questo per la 
particolare struttura interna delia macchi- 
na. Per capire quindi bene il significato 
delie operazioni che compiremo in seguito 
é allora necessario dare uno sguardo ad 
alcuni aspetti fondamentali di questa strut- 

Come saprete, il C 64 ègestito dal micro- 
processore 6SI0 che utilizza un bus di indi- 
rizzi a 16 bit: ciò significa che esso è capace 
di indirizzare 64K di memoria. Sappiamo 
però che il C 64 possiede, oltre a 64K di 
Ram, anche 20K di Rom occupati dal Ba- 
sic, dal Sistema Operativo e dal generatore 
di caratteri. Se allora calcoliamo l'ammon- 
lare della memoria presente nel computer 
ci accorgiamo che supera i 64K effettiva- 
mene indirizzabili dal microprocessore e 
viene logico chiedersi come ciò sia possibi- 
le (figura 4). 

Il “trucco" sta nel 6SI0 stesso il quale 
contiene una “porta d'ingresso/uscita” con 
la quale, al momento opportuno, viene se- 
lezionata la Ram o la Rom del sistema o le 
zone di I/O. In altre parole (figura S) pos- 
siamo paragonare la memoria del C 64 a 
due pagine sovrapposte di un libro a cui 
non possiamo antere contemporanea- 
mente. ma dobbiamo leggerne necessaria- 
mente una sola per volta. La porta d'I/0 
cui accennavamo i composta da 5 bit ed è 
situata nella locazione I della memoria dei 
computer. La sua configurazione iniziale è 
101 1 1 1: ogni bit alto rappresenta un'uscita 
ed ogni bit basso un ingresso. 

Naturalmente, visto che tale “porta" a S 
bit occupa una locazione di memoria ad 8 
bit è evidente che lo stato dei tre bit che 
avanzano, nel nostro caso quelli più alti (6, 
7. 8.). non è rilevante. Per essere più chiari 
sulla funzione di questa porta, aggiungia- 
mo che, a seconda che uno dei suoi bit 
venga posto alto oppure basso, le influenze 
sul sistema consistono nell’abilitazione di 


un determinato dispositivo periferico (re- 
gistratore a cassette) e nella discriminazio- 
ne tra la Ram e la Rom sovrapposte. De- 
scriviamo rapidamente la funzione di cia- 
scun bit. 

Il bit 0 posto ad 1, quindi in stato di 
output, controlla la Rom del Basic situata 
tra gli indirizzi esadecimali AOOO a BFFF e 
la Ram sottostante. Il bit 1 alto, è invece 
dedicato alla Rom del Remai ed alla Ram 
entrambe situate da EOOO a FFFF. Anche 
il bit 2 è un’uscita e quindi si trova nello 
stato logico I . Esso si occupa della selezio- 
ne della Rom e dell'I/O (Vie. Sid. Cia. ecc.) 


situati da DOGO a DFFF. Il bit 3, sempre 
un’uscita, è la linea di scrittura del registra- 
tore mentre il bit 4, questa volta posto 
come ingresso, rivela la pressione dei tasti 
(sempre dei registratore). Infine, il bit S, 
controlla lo stop e lo start del motore del 
Datasette. Per il momento questa somma- 
ria descrizione può bastare; daremo co- 
munque in seguito ulteriori delucidazioni 
sulla porta di cui abbiamo appena parlato 
e su come si possa influire sulla configura- 
zione delle sue linee mediante l'opportuno 
posizionamento di un registro di controllo 
posto “alle sue spalle” echiamato “registro 
di direzione dati". 

Soffermiamoci ora per un attimo solo 
sulla funzione svolta dal bit 2 della porta in 
questione. Per quanto ci interessa, diciamo 
che con esso è possibile selezionare, nell’a- 


rea accessibile dal microprocessore, la 
Rom dei caratteri o la sezione sovrastante 
dei dispositivi d'I/O del sistema. Se tale bit 
si trova in condizione 1 (condizione di de- 
fault). il controllo viene ceduto ai dispositi- 
vi d'I/O e quindi il generatore di caratteri 
non è naturalmente accessìbile dall'utente. 
Se invece abbiamo la necessità di leggere il 
contenuto del generatore, ad esempio per 
travasarlo in Ram, dovremo elTetiuare la 
commutazione di tale bit da 1 a 0. E questo 
è il primo passo da compiere per la lettura. 

L’ulteriore necessità é quella che non sì 
verifichino interruzioni (interrupt) nel mo- 


mento in cui si sta accedendo al generatore 
di caratteri e questo per una ragione molto 
semplice: la Rom dei caratteri e dispositivi 
d’I/O sono sovrapposti. Ora. dato che le 
interruzioni sul sistema sono gestite ap- 
punto da tali dispositivi, se durante la let- 
tura del generatore si verificano degli inter- 
rupt, il sistema subirebbe un blocco. Per 
tale ragioni le interruzioni vanno necessa- 
riamente escluse. 

Le interruzioni sono gestite da uno dei 
Cia presenti nella macchina mediante una 
sua porta d'ingresso/uscita quindi è su 
quest’ultìma che dovremo agire per l'ac- 
cesso all’ambito generatore di caratteri. 
Sarà appunto questo l'argomento del pros- 
simo articolo nel quale analizzeremo più in 
dettaglio alcuni degli aspetti descritti que- 
sta volta MC 



MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


143 



Nella puntata precedente abbiamo visto 
come si utilizza la funzione USR. che per- 
mette di lanciare un programma in LIM ed 
inoltre restituisce il valore contenuto nella 
coppia di registri BC a! momento del rientro 
al Basic. Sfortunatamente ifuesta è l'unica 
possibilità di scambio di parametri che i pro- 
gettisti della Sinclair Research hanno pen- 
sato di introdurre nel Basic. Nulla di specifi- 
co è stato introdotto per quanto riguarda il 
passaggio di più di un valore, ma neanche 
per l'operazione opposta, ovvero il passag- 
gio anche di un singolo parametro da! pro- 
gramma Basic a quello in linguaggio mac- 
china. Vediamo che cosa si può fare per 
ovviare a queste mancanze. 

Un'idea assai semplice, ma che si dimo- 
stra valida in moltissimi casi, è quella di 
usare le posizioni di memoria come se si 
trattasse di una sorta di casella postale. 

Se due persone comunicano attraverso il 
fermoposta, esse si scambiano delle infor- 
mazioni senza che una conosca l'indirizzo 
dell'altra. L'informazione che esse condi- 
vidono è un indirizzo comune cui fare rìfe- 
rimcnio. 

Noi vogliamo realizzare un meccanismo 
esattamente analogo, in cui l'unico tramite 
tra programma Basic e programma in lin- 
guaggio macchina è un insieme di locazioni 


di memona il cui indirizzo è conosciuto da 
entrambi. Vediamo subito di mettere in 
pratica questa idea in un caso mollo sem- 
plice. Consideriamo un programma che e- 
segua bit per bit una operazione logica 
fondamentale (and. or. xor. noi) su un in- 
tero byte. 

Nel Basic dello Spccirum sono presenti 
le operazioni di AND. OR e NOT, non si 
tratta però di operatori logici nei vero sen- 
so della parola, ma di operatori aritmetici: 
il principio è che viene consideralo come 
vero un qualsiasi valore diverso da zero, 
come falso lo zero. Anche nel risultato lo 
ZXBasic differisce dallo standard. L'AND 
tra due valori per esempio restituisce 0 se 
imo dei due è zero, oppure il primo dei due 
valori se entrambi sono diversi da zero. 
L'OR si comporta in maniera piuttosto 
curiosa. Se entrambi i valori sono zero, 
restituisce regolarmente il risulaio 0. Se 
uno solo dei valori é zero, il risultato c pari 
all'altro argomento, ovvero un intero. Se 
entrambi gli argomenti sono diversi da ze- 
ro. il risultato é 1 . Il NOT accetta un unico 
argomentoeresiiluisce come valore 1 oOa 
seconda che il numero sia diverso o uguale 

Sebbene tutto ciò funzioni egregiamen- 
te. dovendo scrivere espressioni condizio- 
nali come quelle mostrale nel capitolo 13 


del manuale d'uso, talvolta può essere as- 
sai più comodo avere a disposizione opera- 
zioni che anziché operare sui numeri mlc.si 
come interi, lavorino bit a bit sulla loro 
rapprc.scniazionc. In particolare risulta 
spesso utile disporre di operatori logici che 
operino sui byte. Per esempio 
SI OR 21 = SS 

Vista cosi una tale espressione non dice 
granché, però riscrivendo i tre numeri in 
colonna nella loro rappresentazione bina- 
ria 

txiiioon OR 
00010101 = 

00110111 

possiamo veriHcare che il risultato contie- 
ne un uno binario ogni volta che la cifra 
corrispondente in almeno uno dei due ope- 
randi è pari ad uno. 

Operatori logici su singoli byte sono di- 
sponibili nel linguaggio macchina dello 
Z80. ed è estremamente semplice realizzare 
un programmino richiamabile da Basic 
che presa una coppia di byte nc faccia I' 
and. r oro r or esclusivo bit a bit e restitui- 
sca il risultalo. Nell'esempio che vedete 
svolioin figura I. ci siamo limitati ai casi di 
and e not. Con la semplice sostituzione del 
codice relativo ail'opcrazionc AND. è pos- 
sibile ottenere anche le funzioni OR ed 
XOR (or esclusivo), i codici corrisponden- 
ti alle operazioni sono: 

NOME CODICE CODICE 

OPERAZIONE ESAOECIMALE DECIMALE 
AND B AO 160 

OR B BO 176 

XOR 8 A8 tee 

CMA 2F 47 

le prime ire svolgono l'operazione usando 
come operandi il contenuto dei registri A c 
B. e ponendo il risultato in A. la CMP 
eomplemenia il contcnulo dcll'accumula- 
lorc A. ossia cambia gli zeri in uni c vice- 
versa bii a bit. 

Il programma quindi si limila a leggere 
gli operandi nelle locazioni di memoria u- 
salccomc caselle postali, a porli nei registri 
A c B. a calcolare il risulaio c a copiarlo 
ncH'apposica locazione dì memoria dove il 
programma Basic lo andrà a rileggere. In 
alternativa si potrebbe copiare il risultalo 



144 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 




nella coppia di rcgislri BC. cosicché esso 
venga rcslituilo dircllamcnlc tramile la 
run?ione USR. 

Il programa Basic legge e scrìve nelle 
apposite locazioni di memoria mediante 
delle PEEK e delle POKE. Viriualmentc 
non esistono limitazioni riguardo al nume- 
ro e alla posizione delle celle da utilizzare 
per il passaggio dei paramcin, purché na- 
turalmente non si vada a scrivere sopra ad 
altre informazioni utili, o si cancelli una 
parte del programma. 

È possibile utilizzare come area di riferi- 
mento il buITcr della stampante, come già 
abbiamo fatto più volte. Nel caso che due 
si>li byte siano sufficienli potete usare una 
coppia di ItKazioni di memoria rimaste i- 
nuiilizzate all'interno dell'area delle varia- 
bili di sislcmu. Si (ratta della locazione di 
indirizzo 2.TO8 e della successiva. 

Questo metodo per passare i parametri è 
sufficientemente generale e riesce a coprire 
praticamente ogni esigenza del program- 
matore. Non altrettanto bene si può dire 
riguardo alla sua eleganza e concisione. 
Ogni volta che viene chiamato un sotto- 
programma in linguaggio macchina sono 
necessarie diverse istruzioni Basic: una che 
contenga la USR. e almeno una POKE per 
ogni parametro che deve essere passalo. 
Anulogumcnic dopo la chiamala sono ne- 
cessarie almeno tante istruzioni PEEK 
quanti sono i parametri che il programma 
in linguaggio macchina deve restituire al 
programma chiamante. Il discorso si com- 
plica parecchio se I valori da passare da un 
programma all'altro sono interi maggiori 
di 2.‘<S. In questo caso un singolo byte non è 
più sufficiente a contenere il dato, e una 
istruzione POKE o PEEK non basta a scri- 
vere 0 a leggere un intero dato. 

Vediamo quindi come si fa a copiare in 
una coppia di locazioni di memoria adia- 


centi. in un formalo che sia accettabile da 
pane di un programma in linguaggio mac- 
china. il valore di una variabile minore di 
6553.^. 

Indichiamocon <ind> rindirizzodella 
prima delle due celle destinate a contenere 
il numero. Supponiamo che il valore da 
copiare sia contenuto nella variabile N. 
Per trasferire tale valore nelle due locazioni 
<ind> e <ind>+l sono necessarie le 
seguenti due istruzioni 

POKE <lnd>,N-INT(N/256) 

POKE < ind > + 1 ,INT(N/256) 
per il passaggio inverso, ovvero per copia- 
re in una variabile un intero a 16 bit: 

LET N = PEEK <ind> (2S6 • PEEK 
(<ind> + 1 )) 

sostituendo ad <ind> il valore numerico 
di un indirizzo vi accorgerete che l'opera- 
zione é molto meno complicata di quanto 
possa sembrare. 

Avrete probabilmente notalo come nel 
Irasferirc il numero abbiamo cfrellualo u- 
na inversione. Abbiamo posto il byte con 
la parte più significativa del numero, quel- 
la con le migliaia e le decine di migliaia, 
dopo il byte con la parte meno significati- 
va, quella con le unità e le decine. Abbiamo 
seguito l'ordine inverso a quello abituale in 
cui le cifre più "pesanti" vengono prima. 
Non si tratta di un errore, si é dovuta segui- 
re questa procedura perché questo è il mo- 
do in cui il microprocessore si aspetta che 
siano memorizzati i valori a sedici bit. 
Quando con una istruzione dì ioad cari- 
chiamo il numero in una coppia di registri 
le cose vengono rimesse a posto. Ad esem- 
pio l'istruzione 

LD HL(nn) 

il cui codice csadecimaicè 2A (decimale 42) 
carica in H il contenuto della locazione 
<nn> -I- 1 (partepiù significativa) ed in L 
il contenuto di <nn> (parte meno signifi- 


cativa). Notate per inciso come lo stesso 
indirizzo nn sia pure esso fornito secondo 
l’ordine: byte meno significativo, byte più 
.significativo. 

Tutto ciò ingenera spesso ad una certa 
confusione c può portare il programmato- 
rea commettere diversi errori, scegli prov- 
vede da solo alla generazione del codice 
macchina. Un assemblatore al contrario 
provvede aulomaticamcnic a compiere le 
inversioni necessarie e accetta le costanti a 
sedici bit nel consueto ordine byte più si- 
gnificativo. byte meno significativo. 

Ovviamente uno scambio analogo a 
quello appena descritto deve essere effet- 
tuato quando si cITcìiua l’operazione di 
codifica inversa, ovvero per copiare in una 
variabile una costante a 16 bit prodotta dal 
programma in codice macchina. 

Come semplice esempio consideriamo il 
programma di figura 2, che effettua la 
somma di due interi compresi tra Oc 32767. 
Una tale limitazione è stala imposta per 
evitare eventuali problemi di trabocco, nel 
caso peggiore abbiamo infatti: 32767 + 
32767 = 65534. I valori vengono passali 
mediante tre coppie di locazioni consecuti- 
ve poste all'inizio del buffer della stampan- 
te. 

Un metodo assai elegante per lanciare 
un programma in linguaggio macchina e 
passargli un qualsiasi numero di parame- 
tri. lo abbiamo trovato descrìtto in un arti- 
colo di Mike James apparso sul numero del 
maggio 1984 della rivista inglese “Electro- 
nics & computing monthly". Usando tale 
metodo un programma in linguaggio mac- 
china può essere lancialo mediante la chia- 
mata di una funzione predefmita dall'uten- 
te. Tulli i parametri che il programa Basic 
deve passare al programma in linguaggio 
macchina possono essere trasmessi diretta- 
mente come argomenti della funzione stes- 


MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 


145 



Figura 4 


TuuoSpecmm 



sa. Ciò comporla molleplici vantaggi di 
eleganza, leggibilità e risparmio nel nume- 
ro di istruzioni. Inoltre il lutto si svolge in 
maniera completamente trasparente per 
chi programma in Basic, ovvero non ci si 
deve assolutamente preoccupare di come i 
valori vengano trasmessi al programma in 
linguaggio macchina. 

Il metodo si basa sul particolare modo 
con cui vengono gestite la definizione c la 
chiamata di funzioni da parte del Basic 
dello Specirum. Quando viene definita una 
funzione mediante una DBF FN.il sistema 
oltre a generare il codice relativo a tale 
istruzione provvede a riservare una certa 
quantità di spazio nel corpo del program- 
ma. Per ogni variabile numerica vengono 
riservati cinque byte neH'arca di memoria 
occupata dal programma. Ad esempio da- 
ta ristruzionc 

10 OEF FN a(x,y) = x + y 
essa verrebbe codilìcala nella seguente ma- 

Codifiea significato 

00 OA due byte che contengono il numero 

di linea 

IS 00 due byte che indicano la lunghezza 
della linea 

CE il codice deirisiruzione DBF FN 

fil il codice ASCII della lettera “a", 

nome della l'unzione 

28 codice ASCII di •■(" 

78 codice ASCII di X, primo argomen- 
to {N.B. la variabile DEFADD 
punterà qui) 

OE servcaspccificarccheciòchescgue 

rappresenta un valore numerico a 
cinque byte 

seguono cinque byte per contenere il dato. 
2C codice ASCII per 

79 codice ASCII per "y" 

OE specifica chescgue un valorenumc- 

rìco a cinque byte 

seguono cinque byte per contenere il dato. 

29 codice ASCII per ')" 

segue il resto della rappresenia/ione. 

Quando durante il corso del program- 
ma. la funzione viene chiamata mediante 
uno slalcmcnl FN; ad esempio nel nostro 

LETC = FNa(D + 5) 

1 valori da passare alla funzione "a" non 
vengono posti nell'area destinata alle va- 
riabili. come avviene per tutte le altre va- 
riabili, ma vengono ricopiali direttamente 
nei byte liberi che erano stali riservati nel 
corpo stesso del programma all' atto della 
definizione della funzione. La variabile di 


sistema DEFADD in seguito alla chiama- 
la con FN, punta al primo parametro nel 
corpo della definizione della funzione. È 
facile quindi, conoscendo l'indirizzo speci- 
ficato in DEFADD c la posizione relativa 
dei valori nel corpo della definizione della 
funzione, andare a recuperare i singoli va- 
lori passali dal programma chiamante. 

Nell'esempio che abbiamo visto sopra i 
cinque byte relativi al primo parametro 
trasmesso cominciano airindirizzo 
(DEFADD) +2 = 2 + il valore contenuto in 
DEFADD 

c quelli relativi al secondo parametro co- 
minciano aH'indiri/zo 
(DEFADD)+ 10=10 + il valorecontenulo In 
DEFADD. 

l valori numerici vengono memorizzali 
secondo il consueto formato a cinque byte, 
come illustrato nel capitolo 24 a pagina 
123 del manuale (edizione inglese). In par- 
ticolare se si tratta di interi compresi tra 
-65535 e 65535, il valore assoluto del nu- 
mero viene memorìaato nel terzo e quarto 
dei cinque byte, secondo l'ordine byte me- 
no significativo, byte più significativo. Di 
conseguenza tali valori a sedici bit saranno 
memorizzati nelle coppie di locazioni di 
indirizzo 

(DEFADD) + 4 la prima 
(DEFADD) -1- 12 la seconda 
Vediamo come é possibile sfruttare tutto 
ciò per i nostri scopi. L'idea è semplice: 
dato che la USR. che serve a lanciare i 
programmi in linguaggio macchina, è una 
funzione numerica come tutte le altre, per- 
ché non inserirla nel corpo di una defini- 
zione di funzione? 

Per esempio 

DEFFNa(x,y)= USR <indìrizzo> 

In questo modo ogni volta che richia- 
miamo la funzione, ad esempio 
LET n = FN a(2345.32000) 
la sequcnz.a delle operazioni è la seguente: 
la variabile di sistema DEFADD viene fat- 
ta puntare al nome del primo parametro 
che deve essere ricopiato nel corpo della 
funzione, tutti i parametri vengono trasfe- 
riti nel corpo della funzione (naturalmente 
se al posto di una costante od una variabile 
ci fosse una espressione più complessa, 
questa verrebbe prima calcolata), viene 
lanciato il programma in linguaggio mac- 
china a partire dall'indirizzo specificalo 
aH'allo della definizione della funzione 
nella USR. Quindi la variabile di sistema 
DEFADD. nel momento in cui viene lan- 
ciato il programma in linguaggio macchi- 


na. punta effettivamente all'inizio dell'area 
in cui sono memorizzali i parametri. È ab- 
bastanza facile. neU'ambiio del program- 
ma in linguaggio macchina, andare a recu- 
perare i valori che vengono trasferiti come 
parametri della FNa. basta sommare al 
contenuto corrente di DEFADD delle 
quantità opportune. 

Nel caso dell’esempio visto sopra, le i- 
struzioni per andare a recuperare la coppia 
di valori a sedici bit corrispondenti alle 
variabili x e y potrebbero essere le seguenti: 
LD IX, (DEFADD) 

LD B,(IX + 5) 

LD C,(IX + 4) 

LD C,(IX + 13) 

LD E,(IX + 12) 

A questo punto possiamo riprendere l’e- 
sempio degli operatori logici AND, OR. 
NOT trattato all'inizio e svilupparlo se- 
condo la metodologia appena introdotta. 
Questa volta ci estenderemo al caso di va- 
lori lunghi fino a sedici bit. 

Si tratta quindi di definire la funzione 
DEF FN 1(x.y) = USR 23296 
dove 23296 é l'indirizzo iniziale del buffer 
della stampante in cui verrà allocato il pro- 
gramma in linguaggio macchina. Se tale 
programma conservasse il risultalo finale 
nella coppia di registri BC la chiamata po- 
trebbe avvenire semplicemente per mezzo 
deU’isinizione 

PRINT FN a(8IN 111111. BIN 101010) 
che restituisce come valore 42. la cui codifi- 
ca binaria è proprio iOIOIO. Notate come 
tutta l'operazione si svolga senza che l'u- 
tente si debba minimamente preoccupare 
di come venga effettuata la chiamata del 
programma in linguaggio macchina e di 
come vengano passali i parametri ad esso. 

Il programma che effettua l'and logico a 
sedici bit. cui ci siamo appena riferiti, è 
illustralo in figura 4. Effeiluando semplici 
modifiche, analoghe a quelle relative al 
programma di figura l . è possibile realizza- 
re le operazioni di or e noi. che possono 
risultare utili in moltissime occasioni, spe- 
cialmente quando si ha a che fare con l'hard- 
ware della macchina e sono necessarie ope- 
razioni sui singoli bit delle celle di memo- 
ria. Ad esempio per modificare gli attributi 
dello schermo (colore, sfondo, luminosità, 
lampeggio, inverso) può essere necessario 
accendere o spegnere singoli bit aH'intemo 
della mappa dello schermo in memoria. 
L'argomento è assai interessante c lo trat- 
teremo in una prossima puntata di Tuito- 
Spcctrum. MC 


146 


MCmicrocomputer n. 44 - settemore 1985 


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I di Pier Paulo Paolciii - Trìosie 

Anehf se il liloli> fa subilo pensare ai l'airmsi 
due film di Spielberg con prolagonisla Harnson 
Ford. "Indiana Jones nella foresta inaledella" 
altro non è che la trascrizione dell'avventura 
The Dark Wood. apparsa qualche mese fa nella 
rubrica dedicata al. software del CommodoreM. 

La struttura del programma è rimasta prali- 
eamenie invariata, mentre sono siate legger- 
mente modificale le descrizioni dei luoghi e dei 
nomi dei personaggi, buoni c cattivi, che incon- 
trerete lungo il cammino. 

Lo scopo dell'avventura òdi ritrovare il miti- 
co tesoro di Monlezuma che. come vuole la 
leggenda, si trova nascosto fra le rovine di Te- 
nochlitlan. nella foresta degli Spiriti Vaganti. 

Prima di incominciare potrete prendere con 
VOI tre oggetti, seclii fra quelli proposti dal pro- 
gramma, ed altri ancora potranno essere raecol- 
li nel corso dell'avventura. Purtroppo non é 
po.sMhile decidere a priori quale oggetto saru 
indispensabile e quale invece inulilc (altrimenti 
sarebbe troppo facile!): la cosa dipende ovvia- 
mente dalla particolare situazione nella quale ci 
SI trova. In ogni momento è possibile conoscere 
gii oggetti che si hanno con sé grazie al comando 
di inventano, ottenìbile premendo il tasto fun- 
zione FI Tulli gh altri comandi vanno dati nella 
successione azione-oggetto oppure azione-dire- 
zione; in presenza di eventuali istruzioni errate o 
senza seiiM> il programma non segnala errore ma 
ripresenia semplieemenie la richiesta "Azio- 
ne’" Per farsi che. copiando li programma, non 
sia possibile scoprire in anticipo il modo di com- 
pletare l'av ventura, lo soluzioni dei vari proble- 
mi sono codincalc nei codici numerici corri- 
spondenti ai simboli ASCII che le compongono. 
Chi non ha pazienza (o per portare a Icnninc il 
gioco ce ne vuole molta!) può sempre convertire 
in lettere le sequenze di numeri riportate nelle 
linee (3ATA avvalendosi di una delie tabelle con 
I codici ASCII presenti praticamente in tutu i 
manuali. 

Il programma è estremamente modulare, 
quindi eventuali aggiunte c modifiche non dov- 
rebbero presentare particolari diflìcoUà. 

Sola importante; prima di iniziare a gioca ree 
necessario allivarc le maiuscole con il CAPS 
L(H K. altrimenti il computer non sarà in grado 
di riconoscere i comandi impartiti. 

Buon divertimento con Indiana Jones! 


Questo programma è disponìbile su cassetta 
presso la redazione. Vedere l'elenco dei pro- 
grammi disponibili c le istruzioni per l'ac- 
quisto a pag. 184. 


■ IHTRUPUZIOHE 


2ie SCREEK2 QZRN-GRP -RSIl 
22» PtRU-eitll3S.ZS U»SR3eF}R2S6SLlS»2S B 
3» HSUieESRiauSLSH3BieFSIi2a63B2S U4a«3F3 
DiaSSPSeSBiaFSPtaeS R23U«eR3FS»taS3M3F3 


I'INFlLR'TRl<i2)'SFBta'TaB.2 

I-PREN»l'tlll<12>-:0RP4- 
t'SaLfTAtlia l'HUStELLO- 
T•L«SCIa•tl^6ll^^"^0TT16Ll«• 


T-ca«>teo' I inPuiat 


248 PRBII*Riail3U8SIJieB4Sa-I3rl2<l2»ll2>i2 
a Bn83.S3E3F3S3Ha >11123 . STE3F363H3 in2B8 
.3eE3F3SSH3bi5S .16«12r7- 


B«SF>co4na>i04SS<3tHE 


268 PBBirCl.ln3S.ie ESR3«FSP2eeSLlS>2SB2e 
U18E18HSESR18FSP2863 B2eu3SE5eSF3naES> 
3G5R18F3n863 R28 U33ESR3F3>18eS>lSFSESt 
5 R13U28E18RI8F3P283S BietlSES BaSe.S»' 
278 PRINIII.’RSII Sorti 

388 Din Ut( 181 ,08>14l 
318 FORI*iroi8 READB 


8 PORSBltOA R 
8 FORlBlTOB R 


lUSNu FORIUNA' ' 


= IR>;EV«»”IHEK7Se 


8 IFBCD((l.lHEK103e 
a IFAMDt<4ITHENUSe 
'8 IFBJ-UI 3HAENPBINT-A 
ro«8«t0 C»4«u4Foto - 



MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


149 



150 


MCmicrocomputer 


• settembre 1985 



MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 


151 


PERSONAL COM 

NATO DA POCO, MA GIÀ CON 

anni la iniziava a iunzionare l'UNIVAC I, iJ Primato tecnologico che oggi trasferisce anche nei 

primo elaboratore elettronico prodotto in serie. Personal Computer. 

l'in da allora, la Sperry è sempre rimasta II P.C. Spern,' è potente, flessibile, affidabile, 

all’avanguardia deirinformatica. compatibile. In grado di utilizzare il softu'are dei 


PUTER SPERRY 

35 ANNI DI ESPERIENZA. 

P.C. più diffusi, geniale nella sua iaciiità d'uso, e una rete nazionale di concessionari. Nemmeno 

con le più ampie garanzie di ji un grande inventore 

assistenza attraverso chiederebbe di più ad un 

tutte le filiali Sperry personal. 

L'ORIGINE, IL PRESENTE, IL FUTURO DELL'INFORMATICA. 




Si chiama 


Framework è molto più che un passo 
avanti tecnologico. È un vero e proprio salto 
intellettuale. 

È un programma flessibile come la mente 
umana, e vi mette in grado di fare qualsiasi 
cosa vi venga in mente di fare: scrivere un ro- 
manzo o un trattato di economia o mille lettere 
d'amore personalizzate, controllare l'andamen- 
to di un'intera azienda dal magazzino all'archi- 
vio clienti alle previsioni di budget, o mettere 
a punto la formula della benzina sintetica e 
calcolare quanto vi costerebbe produrla e quali 
possono essere i mercati potenziali, 

Framework è un programma per personal 
computer (sistemi PC-DOS e MS-DOS compati- 
bili) ed è il capolavoro di Ashton-Tate, una delle 
più grandi e innovative società di software del 
mondo. 

Framework infatti è il primo programma ve- 
ramente capace di seguire il vostro modo di ra- 
gionare: infatti può fare molte cose insieme (dalla 
grafica alla scrittura al calcolo al data-base), può 
collegare tra loro informazioni appartenenti a cam- 
pi d'applicazione differenti e trasferire i risultati 
ottenuti da un campo d'applicazione all'altro, può 
aiutarvi a organizzare il vostro lavoro riordinando 
tutte le operazioni che avete fatto secondo la ge- 
rarchia che preferite, può attingere informazioni da 
una banca-dati e trattarle per voi in modo riservato, 
oppure prelevare o trasmettere dati collegandosi di- 
rettamente con qualsiasi altro programma tramite 
il sistema operativo. 

Insomma, Framework vi offre straordinarie possi- 
bilità di manipolare i dati che vi interessano, di ve- 



E^il primo Soft 


Editrice Italiana Software 



Framework. 



derli istante per istante sullo schermo mentre si trasfor- 
mano, e finalmente di stampare parole numeri e grafi- 
ca con qualsiasi stampante, tutti sullo stesso foglio e 
impaginandoli come volete. 

Tutti i comandi di Framework restano uguali per le di- 
verse applicazioni; così come capita nel linguaggio naturale, 
le istruzioni "aggi ung ere, togliere, copiare, spostare, cerca- 
re, sostituire" restano valide qualsiasi sia il loro oggetto. 
Per questo Framework si impara velocemente, ed usarlo 
diventa, dopo poco tempo, un fatto istintivo. 
Naturalmente Framework, come tutti i programmi del 
catalogo EIS, è completamente in italiano: c'è un ma- 
nuale che vi guida all'apprendimento, un dischetto di 
autoistruzione interattivo che vi mostra il funziona- 
mento e vi addestra all'uso dei tasti, e un comando 
"help" al quale potete ricorrere in qualsiasi momen- 
to per risolvere istantaneamente ogni dubbio, sen- 
za interrompere ciò che state facendo. 

I rivenditori che distribuiscono Framework sono 
stati appositamente addestrati, e possono offrirvi 
tutta l'assistenza di cui avete bisogno. 

Inoltre la EIS mette a vostra disposizione tutti i 
giorni, dieci ore al giorno, una linea diretta di "as- 
sistenza rapida telefonica'! con un tecnico pronto a 
rispondere ad ogni domanda. Framework costa 
1.400.000 lire più IVA presso i concessionari e ri- 
venditori di personal computer IBM, Olivetti, Her- 
mes, Ericsson e molti altri ancora. Se volete maggiori 
informazioni rivolgetevi ai rivenditori oppure telefo- 
nate o inviate il vostro biglietto da visita a EIS - Edi- 
trice Italiana Software - Fo- 

ro Buonaparte 48 - 20121 framework e un marchio registrato 

ASHTON -TATE 

pure 87.50.31. 


ware-sapiens. 


SEMPLICI Al PROBLEMI COMPLESSI. 




di Valter Di Din 





■ Routine grafiche estese 

di hirenzii Siuri - l.ugo i RA > 

Le roiilme che vi invio permcuono tli 
oUcncre nuove moUalilà grafiche con 
l'Apple; tjucsio risultalo si ottiene usando 
sulla Languagc Card un Applesoft modifi- 
cato, Per caricare la Languagc Card ho 
usato una routine proposta da Valter Di 
Dio alcuni mesi fa e che mi ha stimolato a 
■‘pasticciare’' dentro rinterprete. Ecco co- 
sa sono riuscito a fare: 


Modo \draM per hplol e hplol Co 
Spesso SI sente la mancanza, nel traccia- 
mento di linee, di poter avere un comando 
■vploi equivalente al comando xdraw per il 
tracciamento di profili; in questo modo le 
lince vengono tracciate con i punti di colo- 
re opposto di quello che trovano, e trac- 
ciando una seconda volta la stessa linea, 
quc.sta scompare. Normalmente l'Apple- 
sofi quando esegue un comando hplol o 
hpioi to, una volta calcolato l’indiriz/o del 
byte da modincare, va a leggere il byte, gli 


sovrappone la maschera del colore e del bit 
e lo risenve. Per ottenere rxploi. cioè l'in- 
verso di ciò che viene trovalo, bisogna sal- 
tare l'uso della maschera del colore 
iSnoiO e la prima lettura del byte; ho 
scelto di neutralizzare il bit del colore per 
semplicità e perche pcrferisco il monitor 
monocromatico e senza lo shil't del mezzo 
bit. 

Copia della pagina I 

sui punti disegnali in pagina 2 

Questa modalità è valida per hplol. 
hplol to. draw c xdravv. In questo caso 
bisogna estrarre il bit dalla pagina I. sal- 
varlo. spiazzare di 520111) l'indiriz/o a cui si 
c ledo questo bit. scriverlo c riportare il 
puntatore sulla pagina I. Poiché bisogna 
aggiungere istruzioni dove non possono 
stare, ho messo un J.SR al blocco di istru- 
zioni eccedenti, localizzabile in qualsiasi 
punto sia comodo. Volendo si può usiire la 
zona SK775-SK7DS. quasi in fondoalfAp- 
plesol’l. m CUI si trova il comando shloiid 


Le routine deH'Applesoft 

L'accuniulatorc floating puint (S9D ... SA2) 

Prima di andare avanti con le routine del Basic dobbiamo 
soffermarci un attimo su un elemento fondamentale deirinlcr- 
prele; il FAC. Floating point ACeumulator. Come visto nelle 
puni.itc precedenti in queste sei locazioni vengono messe (ulte 
le informazioni necessarie all'uso delle variabili, siano queste 
stringhe o numeri interi o numeri reali. 

A seconda del contenuto della variabile il FAC o più esatta- 
mente le sue locazioni, assumono significati diversi. 

Cominciamo dal più semplice. 

Numeri Interi 

Vanno da -32768 a -I- 32767 e corrispondono ad un numero 
di 16 bit in complemento a due (il bit più alto vale -32768). In 
FAC viene posto nelle locaz.ioni SAO c SA I . 

Numeri in virgola mobile 

Qui le cose si complicano un pachino, per semplificare i 
calcoli i computer usano per tutti i numeri la notazione scicntifi- 
ea. ma con esponente 2. 

Il numero viene quindi diviso in due parti; la mantissa c 
l'esponente. 

La mantissa comprende gli “uni" significativi del numero, 
fesponentc indica di quanti posti occorre spostare il punto 
decimale (o si dovrebbe di re binale?) per avere il valore corretto. 
Esempio! 

5.5 è in binario lOi.lJamantissaéperciò.lOI ! e l'esponente 
3 ovvero 1 1 . 

Proprio per come è costruita la mantissa, il primo bit dopo la 
virgola sarà sempre uno. perché se fosse uno zero si potrebbe 
far scorrere ancora di un posto la mantis.sacd aumentare di uno 
l'esponente. NeH'Apple allora il primo bit dopo la virgola viene 
sostituito dai bit di segno; per cui 5.5 diventa .0011 E 11. 

Per quanto riguarda la precisione f Applesoft usa cinque byte 
per ciascun numero in virgola mobile. Il primo byte è l'csponen- 
le messo però in una forma particolare: il valore del byte è 


uguale a S80 -I- l’esponente. Quindi 582 rappresenta -i- 2 mentre 
S'7E sarà -2. Il massimo esponente possibile sarà perciò 
$FF= -1- 127; il minimo dovrebbe essere $00=-l28, ma lutti i 
numeri che hanno per esponente zero vengono considerali 
daH'AppIcsoft nulli, quindi il minor esponente possibile è 
S0l=-!27. 

Per la mantissa restano quattro byte meno un bit. il primo, 
che rappresenta il segno della mantissa (ricordate però che il 
primo bit dopo la virgola è sottinteso). 

Il numero 5.5 sarà rappresentalo nella memoria dell'Apple 
come: 

83 30 00 00 00 (HEX) 

Quando l'interprete deve utilizzare un numero FP per delle 
operazioni trasferisce il conlcnutodclla variabile in unodci suoi 
due accumulatori FP. appunto F'ACl cFAC2. Negli accumula- 
tori il formalo del numero c lcg;germente diverso: il primo bit 
della mantissa viene ripristinalo e il segno diventa un byte 
intero che vale SFF se il numero è negativo o SOO se positivo. 
Quindi 

t- 5.5 - 83 80 00 00 00 00 

-5.5-83 BOOOOOOOFF 

Le l(K’azioni dei FAC vanno da S9D a SA2 per il FAC 1 e da 
SA5 a SAA per il FAC2. 

1.0 Siringhe 

Nel caso che le operazioni coinvolgano delle stringhe, i byte 
deiraccumulatore assumono ovviamente significali diversi. Il 
fatto che il contenuto del FAC sia un numero o una stringa 
viene indicato dai valore della locazione SII che vale 0 per i 
numeri o SFF per le stringhe. 

Per le stringhe i parametri sono solo tre: la lunghezza, il byte 
basso c il byte allo dell'indirizzo di memoria da cui inizia il 
contenute) della stringa. In FACI i tre parametri occupano 
rispctiivamenic le locazioni S9D. S9E c S9F. 

Conoscendo la funzione dell'accumulatore è possibile utiliz- 
zare le routine matematiche dcirinlcrprctc anche dai nostri 
programmi in linguaggio macchina, risparmiando cosi tempo 
di sviluppo dei programmi c soprattutto spazio in memoria per 
il codice. 


MCmicfocompuler 


- settembre 1985 


157 



l REM SUL //C TOGLIERE LE RIGHE ••• 

:■ REM 15 - 20 - 35 - 740 - 750 **-• 

l-J Ut = CHR* (13) ♦ CHR* i4) 

15 PQT.E 76B.0 

2U PRINT U*’‘BRUN SLOT FIMDER. 0800" s IP PEEK I76S) 1 THEM 

HOME : END 

l'5 PRINT D*''8RUN ROM L . LARO. OBJO" 

3<J REM CAMBIA CARATTERE BLANT 

35 FOLE 64671. 174s HOME 

36 PRINT 
4'J HTAB 14 
45 MTAB 14 
Su HTAB 14 

6u HTAB 14 
65 HTAB 14 


/S HI AB 14 
SD HTAB 14 
83 HTAB 14 
90 HIAB 14 
95 POR I = 

1 40 HGR 

150 PRINT D#’'SLaAD PIC. UNO, A*2000" 

155 UTAB (22)5 PRINT "ESEMPI DI HPLOT ’llOR’, USA IL JOVSTICI " 

159 REM MODIFICA HPLOT TQlHLlNEi 

• lòO POPE 62861.165; POTÈ 62862,48: POPE 62863. 234: POTÈ 62864.2 
34: POTÈ 62865.41: POPE 62866.127 

169 REM MODIFICA HPLOT 

170 POPE 62554,165: POPE 62555.48: POTÈ 62556.234: POPE 62557,2 
34: POPE 62558,41: POTÈ 62559,127 

250 VTAB <23>: PRINT "PREMI UN TASTO PER CONTINUARE" 

300 K - PDL (0) / 255 * 27B:Y - PDL (1) / 255 * 190 

309 REM TRACCIA 

310 HPLOT 1,Y TO X.V; HPLOT 278. V TD X.V: HPLOT X,1 TO X.Y: HPLOT 
X, 190 TQ X. y 

319 REM RI TRACCIA 

320 HPLOT l,y TO X,V: HPLOT 278,4 TO X.V: HPLOT X, 1 TO X,Y: HPLOt 
X. 190 TO X.V 

329 REM PREMUTO TASrO"’/A2IERA TASTIERA 

330 IF PEET (49152) 127 THEN A - PEET i49168m GOTO 4ou 

340 GOTO 300 

399 REM COMMUTA FULLSCREEN 

400 A = PEEK (49234) 

410 FUR I = 1 TO 190: HPLOT 0. I TO 1,1: HPLOT 279.191 - I TO 27 
9 - I. 191 - I: NEX1 

42.1 POR I = 1 TO 1908 HPLOT o. I TO I.I: HPLOT 279,191 I TQ 27 
9 - I. 191 - I: NEXT 

425 FOR I » 1 TO 1000: NEXT : REM PAUSA 


SO HOME 

100 HGR2 ; HGR : HCOLDR> 3 

110 PRINT CHR» (4)"BL0AD PIC. DUE, A*2000" 

120 A - PEEP (49234):A - PEEK (49237) 

150 DX - 175:DY - 51 
160 I - 0 

200 FOR S - 0 TO 3.14 STEP 0.02:X • SO • COS <S):Y - 50 • SIN 
(SI 

220 HPLOT DX ♦ X,DY ♦ Y 

230 A - PEEK (2241:0 - PEEK (225HC • PEEK (2261 

240 POKE 2B672 ♦ I.A: POPrE 20928 + I,B: POKE 291S4 ♦ I.C 

250 HPLOT TO DX - X,DY - Y 

260 A - PEEK (224):B • PEEK I22S)|C - PEEK (226) 

270 POKE 29440 » I.A: POKE 29696 ♦ I.B: POKE 29952 ♦ I.C 
280 I - I + 1: NEXT 

290 PRINT CHR» ( 4 ) "BSAUETABELLA2, AS7000, L*600 
300 TEXT : PRINT 1 




VTAB 7: PRINT "NUOVE ROUTINE" 

VTAB 8: PRINT " 

VTAB 9: PRINT "GRAFICHE PER" 

VTAB 10: PRINT " 

VTAB 11: PRINT " APPLE "I CHR» (221)1 CHR» (219)1" 

VTAB 12: PRINT " 

VTAB 13: PRINT "LORENZO SUCCI" 

VTAB 14: PRINT " 

VTAB 15: .PRINT "D'OBBIISO LA" 

VTAB 16s PRINT " 

VTAB 17: PRINT "LANGUAGE CARO" 


Quesio programma c disponibile su disco 
presso la redazione. Vedere l'elenco dei 
programmi disponibili e le islruzioni per 
l'acquislo a pag. IK4. 


Altri comandi ptxo usali, e quindi sacrifi- 
cabili, sono wait ($E784/28 byle liberi), 
recati (SF3BC/28 byte liberi), savc+load 
(SD8B0/50 byte liberi, da verificare), store 
(SF39F/29 byte Uberi, già usati perla pros- 
sima routine). 

Suggerisco di provare a cambiare i byte 
S600CeS61 14 coni codici di and oppure di 
or. Per portare i bit dalla pagina 2 alla 
pagina I bisogna invertire tra loro le istru- 
zioni ADC #$20 c SBC#$20. come pure le 
istruzioni CLC e SEC. 

L'ultima raffinatezza, a cui sto pensan- 
do in un contesto più ampio, sarebbe u.sare 
parole chiave diverse per avere contempo- 
raneamente disponibili l'hplot normale e 
quello modificato senza dover commutare 
continuamente tra Language Card e ROM 
come si deve fare adesso. 

Nuovo comando: 

PIXEL aexprl,aexpr2:avar 

Questa terza routine è un nuovo coman- 
do. creato modificando la parola chiave 
($DI85-$D189). e lo spazio riservato a 
"store" ($F39F-$F3BB). Avar può essere 
un numero intero (consigliabile) o un nu- 
mero reale; al posto del accetta anche il 

Questo comando inserisce nella variabi- 
le a cui fa riferimento un numero che é 
funzione dello stato del pixel (bit) le cui 
coordinate sono "aexprl". “acxpr2”. Se il 
pixel è spento ( = 0), "avar" = 0; se è acceso 
( = i). "avar"<>0. con valore che dipen- 
de dalla posizione del bit nel byte cui ap- 
partiene secondo la formula avar=2* 
pos X 256- 

Avvertenze per l'uso: tutte queste routi- 
ne. come spiegalo precedentemente, sono 
fatte per funzionare su video monocroma- 
tico: inoltre compitare programmi Basic 
che usino queste routine può dare risultati 
imprevedibili, bisogna provare. 

Tracciamenlo supcrvelocc 
di linee precaicolate 

Questa quarta routine può essere indi- 
pendente dalle routine precedenti, non ri- 
chiede l'uso della Language Card, essendo 
chiamata con una "cali" dopo aver carica- 
to in memoria una tabella contenente le 
coordinate dei punti estremi di massimo 
256 lince, ed è comunque usabile solo in 
certe condizioni. 

Il risultalo pratico di questa routine è di 
"capitalizzare" parte del lavoro fatto dal- 
l'inierprcie e salvarlo in una tabella. In 
questo modo si risparmia il 75% del tem- 
po. Il vincolo maggiore èdaio dal fatto che 
la tabella è valida solo per quel singolo 
disegno e in quella spinifica parte di scher- 
mo in cui è stata disegnata dal programma 
Basic che l'ha generata. Ogni tabella occu- 
pa 6 x 256 byte, cioè 1 536 byte. Per creare 
la tabella bisogna usare un programma Ba- 
sic che tracci le linee secondo le proprie 
esigenze e che dopo ogni punto c ogni linea 
tracciata vada a leggere in pagina zero il 
risultato deU’interpretazione e lo salvi in 


una zona di memoria lampone. Ho scelto 
un blocco diverso per ogni locazione di 
pagina zero per poter sfruttare la velocità 
deH'indirizzamento indiciz7.ato assoluto, 
che fa risparmiare molle islruzioni- Prima 
di chiamare la routine bisogna mettere in 
$FC il numero di lini» da tracciare 
(1..255). 

Un ultimo trucchetto grafico, ispiratomi 


da Apple Mechanic. sostituisce, in modo 
testo, gli spazi vuoti con un carattere pre- 
scelto. stendendo un reticolo sullo schermo 
non occupalo da lesto. La locazione da 
variare è la 6467 1 (SFC9F) e il valore nor- 
male è I60(SA0), cioè il blank. Il carattere 
impostato è alterabile solo con una poke. 
ricommutando sulle ROM oppure spe- 
gnendo. 


158 


MCmicrocompuler n, 44 - settembre 1985 


•130 HOME ! TEXT : VTfiB ‘ZZil PRINT "ESEMPI 01 HPLOr DA PAG. t A 
PAG. 2" 

44i.> REM PAUSA 

4Su POR I • 1 TD SOÙOt NEXT 
50U REM MODIFICA HPLQT 

510 FOIE 62554. lo9: POhE 62555. Os POPE 62556.8,17 POFE ©2557.38: 

POPE 62558.61: POKE 62559.185: POKE 62560.244: FOKE 625al. 

32: PCD'.E 62562.0: POFE 62563,96 
520 REM MODIFICA HPtOT TD(HLINE) 

530 PQFE 62867.32: POKE 62868.0: FOIE 62069.97: FOIE 62870.234 
540 REM MODIFICA DRAM/XDRAM 

550 FOIE 62660,32: POKE 62661.0: POf E 62662.97: PO» E 62a63.234 
560 HOME : HGR2 : HER : HCOLDR- 3: VTAB (221: PMINT 'QUESTA E' 

LA PAG. 1. LA PROSSIMA E' LA 2" 

570 PRINT D»"BLQAD PIC. DUE . A»20O0" 

500 PRINT D»"BLDAD EFFETTO. 0BJ3" : FRINÌ D*"BLDAD EFFETTO. OBJò ' 

589 REM COMMUTA FULLSCREEN/PAG. 2 

590 PRINT D*"BLOAD P IC. UNO. A*40o*3" : A - PEEl i49234):A “ PEE» 

(49237) 

595 X « 11S:V - no 

599 REM DISEGNA ROMBO • 

600 FOR I - O TO 60: HPLOT X » l.Y - I TO X » I.i ♦ I: HPLOT 23 

5 - l.Y - 1 TO 235 - I.V » I: NEXT 

605 DX « 175;DV » 51 
6i>9 REM DISEGNA CERCHICI 

610 PRINT CHR» (7): FOR I - 0 TO 3. 14 STEP 0.02:X - 50 • COS 
tl):Y «So » SIN li): HPLOT DX ♦ X.DY ♦ Y TO DX - X.DV Y 
: NEXT : PRINT CHR* (7> 

619 REM DISEGNA RETTANGOLO 

620 FOR I “ 0 IO 30: HPLOT 200. 1 TO 275. I: NEXT 

629 REM RIEMPI TUTTO LO SCHERMO 

630 POR I = O TO 191: HPLOT O.o TO 279.1: NEXT 

640 FOR I - 27B TO 0 STEP - l: HPLOT 0,0 TO 1.191: NEXT 

649 REM PAUSA 

650 FOR I » 1 TO 10(Xl: NEXT : TEXT : HOME 

659 REM TRACCIA LINEE PRECALCOLATE 

660 VTAB (221: PRINI "SE VUOI TRACCIARE PIU' VELOCEMENTE .." 

670 PRINT D«"BL0ADTABELLA2’ : PRINT D«"BLOAD DRAHLlNE . OBJ<,<" 

63<f POKE 252.157: REM SFC=N. LINEE 

69u HQR2 : HGR i-PRINl D»"BLOAD P IC . DUE. A*20(X<" 

690 REM COMMUTA FULLSCREEN/PAG. 2 
700 A - PEE» (49234):A - PEE» (49237) 

/u4 REM CHIAMA DRAWLINE AT «Sooo 

720 PRINT CHR* (7»J CALL 32768: PRINT CHR» < 7 ) 

729 REM PAUSA 

730 FOR I - 1 TO JOOOO: NEXT 

740 lEXT : HOME : FRINÌ "FOIE 64671, 160 PER SCHERMO NORMALE": PO»E 
75" PRINT D»"CATAl OR FND 

siesZ‘‘disro'‘dJ^^gni ^ahi<J dt'mrm hc.VNO e pìc.DVE. OecomlKohre U 

programma rhr gtnera TABELLA 2 fILualo 21. 


S HOME : VTAB 24 

10 PRINT CHR* (4) "BLDAD PIXEL.0BJ2" 

20 POKE 53637.80: PO» E 53638.73: POKE 53639.88: PD»E 53640,69: PO» E 
53641.204 
100 HGR 
110 HCOLOR- 5 
120 HPLQT 0.0: CALL 62454 
130 FOR I - 10 TO 20 
140 STORE I,10lPX7. 

ISO PRINT PXV. 

IS5 IF PX7. THEN PRINT CHR* <7>i 
160 NEXT 
170 TEXT 

180 LIST 130 - 160 


Uuaso .1 - Pr, grammo che prova il nuovo comando PIXEL; prima di lanciarla accorre far girare ROM > 
L.CARnnBJII 


Commenti 


Pcrcommulare tra la ROM eia Langua- 
ge Card basta effettuare le seguenti opera- 
zioni 

ROM LC POKE 49260,0 
LC - ROM POKE 49282,0 
Attenzione al fatto che sull'Apple He la 
locazione 64671 non contiene il Blank per 


cui efTettuando la modifica suggerita nel- 
l'ultima parte dell'articolo il computer va 
in blocco. 

Per chi fosse interessalo ad approfondi- 
re il discorso sul tracciamento veloce di 
disegni predefmiti consigliamo di rileggersi 
gli articoli di Roberto Angeletti (MC nn, 
35 e 37) sul suo ANNA animation langua- 
ge. m 



Errata corrige 

Nel programma Advenlurc(MC n. 38)c'é 
un errore. Per rimediare ecco il consiglio 
deU'auton:. 

Caricare ADVENTURE, e in modo di- 
retto scrivere... 

1460 HUN 

DEL 1470,1490 

DEL 1740,1770 

Poi salvarlo con lo stesso nome, 

In questo mcxlo ogni volta che si rigi(x;a 
un'avventura bisogna fare la ''fatica" di ri- 
caricarla. ma in compenso si ha adisposizio- 
ne della memoria in più. 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


159 



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I Un programma 
di CHECKSUM 
per ì lettori 


Uno dei programmi che vi proponiamo 
questo mese, quello di Chccksum. è stalo 
appositamente preparalo da Giancarlo 
Pezze per MCmierocomputer affinché i 
lettori possano copiarci listali esattamente 
come vengono proposti dalla rivista. Ciò si 


traduce naturalmente in un notevole gua- 
dagno di tempo per lutti. 

Se date un'occhiuta ai listali dei pro- 
grammi "Disk utility'' c "Rubnea 64" no- 
terete che in fondo ad ogni linea sono 
presenti i due punii seguiti da un numero. 
In parole mollo semplici, quel numero va 
utilizzato nel modo .seguente: per prima 
cosa bisogna introdurre in macchina il 
programma di Chccksum c farlo girare. Se 
tutte le operazioni danno buon esito, pos- 


cura di Tommaso Pantuso 


siamo cominciare a battere uno dei pro- 
grammi proposti avendo cura di digitare, 
dopo ciascuna lìnea. ì due punti seguiti dal 
numero di controllo riportato. Premuto il 
< Return >. se in fase di battitura abbia- 
mo commesso qualche errore o la linea non 
è esattamente identica a quella riportata 
sulla rivista, il programma emetterà un 
suono, verrà prodotto un flash sullo scher- 
mo cd il cursore non andrà a capo. In caso 
contrario rilroveremo il cursore in posizio- 


I CHECK - SUn - PIEnQRV ( 

I I 
I HC flICRaCOMPUTER 1 
I I 
I 6. PEZZE' I 
I I 

RESTART : SYS S3072 

COLORE DI FONDO 52640 NORM. BLU 
COLORE DI BORDO S2635 NORH. BLU 
COLORE CARATTERE 52560 NORM. BIA 
FLASH IH. ESATTA 52927 NORH. BIA 
BORDO IH. ERRATA S304S NORH. SRI 


90 PR1NT"3 ■' s F0RJ=S2480T0S31 48i READAi 

PRINT’'4t IHmr720ia-B 

91 NEXTiIF B< >72018 THENIOOO 
00 DATA169. 

10 DATA169.000 
20 DATAO03.076 
30 DATA020, ' ' ' 

40 DATA172, 

SO DATAOOO, 

60 DATA043,169 
70 DATAOoS.133 
SO DATAOOl , 141 
90 DATA096,240 

200 DATA147,067 
210 0ATA<J32,O32 
220 DATA032,032 
230 DATA032,079 
240 DATA032.065 
250 DATA146.017 
260 DATA006.141 
270 DATA200.192 
260 DATA096.096 
290 DATA096.096 
300 DATA096.096 
310 DATA059,003 
320 DATAZ55,003 
530 DATA096,Ù96 
34'i DATA136,192 


POKEJ.A;B=B+< 


1 DAT# 


>,096 


) DATA005.20B 
J DATA096.096 
) DATA252,001 
) DATA231.Z06 
) DATA105.251 

> DHTAo76,U61 
) DATA032,107 
) DATA021.201 
) DATA096.096 
) DATAI 32,011 
' DATAI 60,000 

> DATA141 ,052 
) DATAOOO, 217 

> DAIA254,00'3 
) DATAJ44,003 

> DATA109,052 
) DATA003,165 

> DAtAo03,17S 
) 0ATA253,OO3 

> DATA208,169 
1 0ATA232.224 
I DATA169,000 
' DATA141.032 
) DATA0Sa,003 
1 DATA254.003 

> DATA096,u96 
) DATAOOO, 212 

> DATA224,00Ù 

> DATA208.241 

> DATAijg4,212 

> DATAOOl, 212 

> 0ATA145,032 
J 0ATA169, 145 

> 0ATA09o,09< 

) DATAOOS.OO: 

) DATAu20,240 
) DATA212.169 
I 0ATA212,169 
) DATA212,169 
) DATAIS5,2U5 
) DATAZ0B,173 

> PRINT'TJIIIH 
) PRINT' iMMf 
/ GETA»i IFA»= 


002 


157 


033 


«•H UTTO OK ' 

HAI SALVATO IL PRQBRAMHA (S/N) *•**' 
"THEN820 
I IFA*-'’S"THENSySS2460sEND 

» 1FA»«"N"THENPRINT"«**C0SA ASPETTI '’"iGOTO 89u 
I G0T0B20 

) P0KÉ43,0!PDKE44,205:P0r.E45,156:P0KE46,207 
) PRINT"»«6*"CHRI (34) "CHECK SUM MC"CHR*(34) 
CHRF144) "1"CHR*(44) "irrTTiEND 
Ki PRINT''3'TAB(248)"ERR0RE DI "B-72018"NEI DATA" 


MCmierocomputer 


- seliembre 1985 


161 



nc lale da permetierci di introdurre una 
nuova linea. 

Aggiungiamo, per quanto riguarda il 
programma di Checksum. che quando es- 
so viene lancialo, verifica che l'ammontare 
di numeri contenuti nelle lince dati sia cor- 
retto. inviando un messaggio di errore in 
casoconlrario. ed inoltre é prevista la pos- 
sibilità di salvare automaticamente su na- 
stro la .sola parte in linguaggio macchina 
deU'utility — con il nome “Check sum me" 
— che potrà poi essere richiamata attri- 
buendo al nome l'indirizzo secondario 1 
(Load "Check sum me”. I.l). Achi possie- 
de il floppy drive, basterà cambiare il pri- 
mo ■■ I ■■ che compare nella linea 900 con un 
“ 8 ". 

Diamo ora un'occhiata al principio di 
funzionamento della routine. 

Abbiamo largamente parlato in varie 
occasioni di come vengono formattati i 
programmi nella memoria del Commodo- 
re 64. Ogni linea rappresenta un blocco a sé 
e. in testa a ciascuno di questi blocchi, è 
presente un link (rappresentato dal conte- 
nuto di due byte) che serve per concatenare 
un blocco al successivo. Dì seguilo comin- 
cia la linea vera e propria costituita da 
numero ad essa attribuito nella fase di ste- 
sura del programma (contenuto in due by- 
te) seguito dal token della parola chiave 
utilizzala c dai codici ASCII dei vari carat- 
teri presenti. 11 lutto si traduce in una certa 
sequenza di numeri presenti in memoria di 
cui la nostra utility di Checksum va ad 
eseguire la somma (escludendo dagli ad- 
dendi quelli rappresentati dai numeri con- 
tenuti nei due byte di link). 

Per fare un esempio pratico, osserviamo 
la prima linea del programma Disk utility 
di Renalo Trombin e proviamo a verificare 


che il numero riportato in fondo ( I.^IO) sia 
giusto. Il primo addendo é il numero di 
linea 1 (contenuto in due byte. 0-1: 
0 X 256 -l- 1 = I ). il secondo è rappresentato 
dai token della parola chiave Rem ed è 143. 
Di seguito troviamo uno spazio, di codice 
32, e 27 asterischi, ciascuno dei quali ha 
codice 42 c quindi il loro globale contribu- 
to alla somma é dato dal numero 
27x42= 1 134. La somma totale è allora: 
1 + 143 + 32 -r1134=1310 
che é proprio il numero riportato nel lista- 
to. Vi facciamo notare che lo spazio tra il 
numero di linea c la parola chiave è fittizio 
essendo introdotto dal S.O. ogni volta che 
viene chiesto li lisiing quindi esso non viene 
consideralo nella somma. Per fare un altro 
esempio, nella linea 2001 dello stesso pro- 
gramma troviamo 274 come numero di 
controllo. In questo caso il numero 2001. 
essendo suddiviso in due byte, assume in 
memoria Taspclto 7-209 e se a questi nu- 
meri aggiungiamo 58. che è il codice dei 
due punti, otteniamo appunto 274. 


Disk utility 

ili Remilo Trornhin 
Piorene Roechelle iVti 

“Disk utility” è un programma di utilità 
per il CBM 64 e 1541. 

Dando il < Run > al programma com- 
pare un menu principale, ma, prima di lale 
operazione, ricordatevi di inserire nel drive 
il dischetto sul quale si deve operare. 

Le opzioni previste da lale menu sono: 

- formattazione di un dischetto: 

- modifica del NOME; 

- modifica dell'ID; 


- proiezione dalla scrittura: 

- termine del programma. 

La scelta delle varie opzioni si ottiene 
molto semplicemente agendo sui tasti fun- 
zione (FI-F3-F5-F7). Naturalmente, se il 
dischetto contiene già dei programmi c si 
vuole modificarne solo il Nome o l'ID. il 
procedimento di modifica non cancellerà 
in alcun modo nessuno dei programmi pre- 
senti. 

Passiamo ora ad illustrare brevemente le 
varie voci che compongono il menu princi- 
pale. 

hormallazione di.scu 

Vi si accede con la pressione di fi c si può 
ritornare al menu di partenza premendo il 
tasto oppure premendo 

Selezionala l'opzione ed inserito il nome 
c l'ID da attribuire al disco, aulomalìea- 
mcnlc si passa alla fase dì formattazione. 
Quando la luce rossa del drive si sarà spen- 
ta. si può premere qualsiasi tasto. 
Modifica Nome disco 

Premendo F3 si accede a questa opzio- 

Inscrìlo il dischetto al quale si vuol mo- 
dificare il nume, il drive si metterà in fun- 
zione. leggerà il nome già presente e io 
visualizzerà chiedendo se esso va bene op- 
pure no. Rispondendo “y" si ritorna al 
menu mentre, in caso contrario, potremo 
inserire il nuovo nome senza ID. 

Modifica ID disco 

Come la precedente opzione: si dovrà 
inserire la nuova ID confermando con "y”. 
Proiezione contro lu scrittura 

Questa opzione consente di proteggere 
un dischetto contro la scrittura senza la 
necessità di occludere la fessura laterale. 

Con un'apposita procedura è possibile 
modificare, nella traccia 18 de! settore 0, la 



162 


MCmicrocompuler o, 44 • settembre 1985 


lettera 'A'. Se infatti al momento della 
scrittura in tate zona non viene trovata la 
'A', ma un altro carattere, non si procede 
nelle consuete operazioni e viene segnalato 
l’errore "IX CBM DOS V2.6 1541". Si 
tenga presenteche formattando di nuovo il 
disco si cancella tale protezione. 

L'ultima opzione permette infine di usci- 
re dal programma. 

Elenco variabili 

AS: contiene le risposte di conferma e 

del menu centrale. 

T: variabile ciclo for ... nexl. 

F$: per l'opzione "Formattazione di- 

sco" contiene il Nome mentre in 
fase di "Modifica del Nome" con- 
tiene una strìnga di 16 spazi. 
iS: per la formattazione contiene l'ID 

del disco c per la modifica dcll'ID 
contiene "2A". 

A: variabile ciclo. 

AlS:. contiene singole lettere per 1,'Ocon 
il drive. 

FIS: contiene Nome del disco da modi- 

IDS; contiene l'ID del disco da modifi- 

E$; contiene il numero dell'errore del 

EMS: contiene il Nome dell’errore. 

TS: contiene la traccia dell'errore. 

SS: contiene il settore dell'errore. 


■ Rubrica 64 

Ji Marco Liverani - Roma 
il programma che vi propongo é una 
rubrica telefonica, ovvero un programma 


che permette di archiviare e richiamare da- 
ti relativi a nomi, indirizzi, numeri telefoni- 

Comc memoria di massa ho scelto i flop- 
py disk in quanto ritengo che un program- 
ma di questo genere, per poter avere una 
certa utilità deve essere particolarmente 
veloce e flessibile; c queste caratteristiche 
sono riscontrabili, come è noto, più nel 
drive che nel registratore. Inoltre l'uso del 
registratore risulta più difTìcilc c scomodo 
di quanto non possa essere l'uso del drive: 
alludo ai continui noiosissimi spostamenti 
di nastro e alla possibilità di sovrapporre 
involontariamente due (Ile con conscguen- 
te perdita di uno di essi. 

Ma torniamo al mio programma. Co- 
mincerò con lo spiegarne le “modalità d'u- 
so". lasciando a dopo l'arduo tentativo di 
spiegarne il funzionamento. 

Appena dato il RUN comparirà una 
schermala di presentazione con il titolo 
(Rubrìca 64) scritto in grande al centro (al 
numero 64 sono riuscito anche a dare una 
cena irìdimensionalìià!). Dopo qualche i- 
stantc si passerà ad una schermata di av- 
vertenze dove vengono visualizzale alcune 
cosette che ho ritenuto utile ricordare ogni 
volta che si usa il programma. Battendo il 
tasto RETURN si passa al menu principa- 
le. A questa schermala si accederà dopo 
qalsiasi operazione di lettura o inserimento 
dei dati. 

Il menu presenta cinque scelte seleziona- 
bili tramile la pressione dei tasti funzione: 
fi lettura dati; f3 inserimento dati; fS can- 
cellazione file; f7 indice file; RETURN fine 
lavoro. Analizziamo ciascuna di queste 
scelte con ordine. 

i) Inserimento dei dati. Subito dopo a- 
ver premuto D verrà chiesto sotto quale 


<B oftware 


lettera vogliamo scrìvere questo file. Per 
rispondere basterà digitare la lettera desi- 
derala. Quindi verrà richiesto il nome del 
file che non potrà superare i sedici caratte- 
ri. Infine verrà visualizzalo un messaggio 
di OK che richiederà se si può procedere 
oppure no. Digitando S (sì) allora si passe- 
rà oltre, altrimenti si tornerà ai menu prin- 
cipale. Appena battuto S il drive si "mette- 
rà in molo" per qualche istante. Innanzi- 
tutto c'è da dire, per spiegare cosa sta suc- 
cedendo, che quando un file viene registra- 
to. il suo nome è inserito in un file-indice 
(f.i.) contrassegnato con la lettera sotto cui 
si c inserito il file (ad es.; il nome dì un 
ipotetico file "MicroCompuier" verrà in- 
serito nel file indice "M”), Quindi il drive 
innanzitutto cercherà il f.i. della lettera ri- 
chiesta. Nel caso che non lo trovi allora 
vorrà dire che non sono stati inseriti dati 
sotto quella lettera, cosi il computer prov- 
vederà a creare tale file-indìceead inserirvi 
il nome. Quindi proseguirà col fare inserire 
i vari dati. 

Nel caso che invece il f.i. esista, il com- 
puter lo leggerà automaticamente c se tro- 
verà un nome uguale a quello che vogliamo 
inserire segnalerà che esso è già presente 
sul disco c quindi tornerà al menu princi- 
pale. 

Si passa quindi alla schermala dell'inse- 
rimento vero e proprio dei dati. Per far 
questo bisogna ovviamente digitare il dato 
e quindi battere RETURN. Attenzione, 
però: il limite massimo dì caratteri inseribi- 
li per ogni dato è 27. inserito il 27esimo 



MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 


163 



164 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 



t- 

iìtsiliislliliil 





„ •»fSSsasiyBn;33lSlsSl5É;!»*SfUjsSUSlUE;£ÌsiU;h;^jKsHÌHil^ 


MCrrticrocomputer n. 44 - settembre 1985 


165 



caraticre il computer va a capo da solo. 
Dopo aver inserito tutti i dati, il computer 
presenterà un altro OK? (S/N), Rispon- 
dendo N (no) potremo inserire da capo 
lutti i dall, mentre con S (si) provvederà a 


gore non esista a verrà segnalato dal com- 
puter. Spero di essere stato abbastanza 
chiaro in questa rapida e scarna visione 
dell'uso del programma, che comunque 
con un po' di attenzione c di pratica risulte- 
rà estremamente facile da usarc. 

Passiamo ora all'Ingrato compito di 
spiegare il "funzionamento interno del 
programma". Nel complesso è mollo sem- 


comprcnsihile, comunque per capire il fun- 
zionamento dei file sequenziali su disco 
(punto chiave del programma) ritengo ab- 
bastanza esauriente quanto c riportato sul 
manuale di istruzioni del drive. 

Per l'hardcopy ho fatto uso del sotto- 
programma apparso su MC n. 36 nella 
prova delia stampante Commodore MPS 
M2 




memorizzare il file su disco e ad inserire il 
suo nome nel giusto lllc indice. Terminala 
la registrazione tornerà automaticamente 
al menu principale. 

2) Iattura dei dati. Premendo fi si entra 
m questo sotloprogramma. Subito viene 
chiesto sotto quale lettera si trova il nome 
che cerchiamo. Quindi viene chiesto il no- 
me del file ricercalo. A questo punto viene 
visualizzalo il solito messaggio per la pro- 
secuzione del programma. Anche qui bat- 
tendo N si toma al menu, mentre battendo 
S SI procederà alla ricerca del file. 

Il computer come prima cosa cercherà 
nei (Ile ìndice della lettera che abbiamo 
inserito, il nome del file che cerchiamo. In 
caso che esso non esista, verrà segnalata 
tale situazione c dopo qualche istante si 
tornerà al menu. 

A questo punto ci troveremo di fronte a 
tre scelte: tornare al menu, modificare i 
dati visualizzati, stampare il contenuto del 
video (hardcopy). Nel secondo caso, dopo 
aver battuto f3 si procederà come per l'in- 
serimento dei dati- NcU'ullimocaso invece 
verrà stampata su carta la vidcata c quindi 
sì tornerà al menu. 

3) Cancellazione dei file. Si accede a 
questo sotloprogramma battendo fS. Subi- 
to verrà richiesto sotto quale lettera si tro- 
va il file che vogliamo cancellare, quindi 
verrà chiesto il nome da eliminare. Verrà 
quindi visualizzalo il solilo messaggio per 
la prosecuzione e battendo S si otterrà la 
cancellazione, quindi si tornerà al menu 
principale. 

4) Indice dei file. Battendo 17 si acce- 
de a questo. sotloprogramma. Innanzitutto 
verrà chiesto quale file indice vogliamo leg- 
gere. ovvero di quale lettera vogliamo l'in- 
dicc. Quindi battendo S al solito messaggio 
verrà caricato e visualizzato l'indice richie- 
sto. In caso che l'indice che vogliamo leg- 


plice. tuttavia vi sono alcune cose che po- 
trebbero risultare poco chiare. 

La prima cosa die salta aH'occhio facen- 
do girare il mio programma è che non vi c 
ombra di istruzioni INPUT, ma soltanto 
di GET. Questo per alcuni semplici molivi: 
prendendo carattere per carattere i dati, 
posso evitare di accettare i caratteri che 
potrebbero in qualche modo creare pro- 
blemi (in alcuni casi puramente estetici) 
per il corretto funzionamento del pro- 
gramma. Inoltre in questo modo posso 
prefissare i campi delle stringhe senza do- 
verle poi tagliare brutalmente. Questo pic- 
colo sotloprogramma (usalo per esempio 
dalla linea 540 alla S90) consìste nel leggere 
tramite GET il tasto battuto, se é stato 
battuto DEL allora lo sì aggiunge alla va- 
riabile che contiene tutta la stringa (NS). le 
si scrive c si sottrae 2 alla variabile di con- 
trollo del ciclo FOR/NEXT nel quale é 
mscrito il sotloprogramma: quindi si toma 
alla GET. Se invece è stato battuto RE- 
TURN (CHR$( 13)) allora si esce dal ciclo 
e si prosegue con il programma principale. 
Se invece è stato battuto un tasto non com- 
preso nella gamma di caratteri concessa 
(che generalmente comprende i numeri, le 
lettere c pochi altri simtràii dì punteggiatu- 
ra) allora si toma alia GET. Altrimenti si 
aggiunge il carattere battuto alla variabile 
che contiene la stringa, io si scrivee si torna 
alla GET. 

In caso che sì verifichino errori dovuti al 
drive, nel caso cioè che la spia rossa comin- 
ci a lampeggiare, bisogna battere RUN / 
STOP e RESTORE e quindi digitare 
RUN2000 [RETURN]. In questo modo si 
entrerà in un sottoprogramma di lettura 
del canale di errore del drive e di inizializ- 
zazionc dello stesso, dopodiché si tornerà 
al menu principale. 

Per il resto il programma è abbastanza 


Variabili principali 
Lt$ Linea continua di 40 curaiien 

A Variabile generica di controllo per 

cicli FOR/NEXT 
NS Nome del (ile 

SO Variabile che contiene I se il file 

che si sta inserendo è un'aggiunta. 

0 altrimenti 

LS Lettera sotto cui è inserito un dato 

file 

AS Variabilcgenericapcnnputdidaii 

tramite GET 

XS Matrice di variabili che contengo- 

no i dati dei file 

FE-FS Numero di nomi presenti in un da- 
to file indice. 

Commenti al listato 
IO- 200 Menu principale 
200- .100 Schermata di chiusura 
300- 750 Inserimento c registrazione dei 
dati 

300- 359 Inserimento dati preliminari 
360- 390 Ricerca file indice desiderato 
Se non viene trovalo lo si crea 
cxnovo. Altrimenti viene ietto. 

Se viene trovato un nome ugua- 
lea quello che vogliamo msenre 
si toma al menu. 

410- 520 Schermata per l'inserimento dei 
dati 

530- 590 Sotloprogramma per l'inseri- 
mento dei dati tramite GET 
640- 660 Scrittura file 
700- 730 Scrittura file indice 
875- 910 Verifica che il file ricercalo esi- 
sta. In caso negativo si toma al 

920- 930 Lettura (ile 
940-1060 Visualizzazione,dati 
1200-1400 Lettura indice 
1410-1590 Cancellazione file 
1600-1810 Schermata di presentazione 
1820-1900 Avvertenze 
2030-2060 Lettura del canale d'errore del 

2130-2280 Sotloprogramma per l'hardco- 

py «C 


166 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 




declronk devkei 


Via Ubaldo Comandini, 49 (Romanina, Il Università) 00173 Roma 
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MS DOS CPM 86 CCPM/86) 


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Modello PC/1 Elaboratore 16 bit. CPU S068 (opzio- 
nale 8087), 126K RAM eependibill on board sino a 
1024 KByte. Bslot espansione, alimentatore 135 W 
|4 uscite disponibili) con ventola, driver controller 
per 4 driver, scheda RGB grallca e rnonocolore. n 
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risoluzione verde o ambra LIt. 2.700.000 

Modello PC/2 come PC/1, ma 

con 2 Driver Teac Ut. 3.000.000 

Modello PC/XT come PC/1, ma con 1 Hard-OIsk 
Sllm Line, 10,5 MByte formattati meccanica Teac o 

Sanyo, Host Adapler Xebec LIL 4.600.000 

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con 2 Driver Teac LIt. 4.950.000 

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nics, n. 1 RS 232, clock con batterla 

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Mother Board 8 slot 128K RAM Ut. 527.000 

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card con printer Ut. 357.000 

RGB Card/Monocrome, Grafie Card LIt. 240.000 
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Bell-103 e 202) LIL 450.000 

Driver controller per 4 driver Ut. 125.000 

Cabinet metallo llke IBM, apriblle a compaaso con 
pulsami cromati, completo di pam meccaniche e 

rronlalino Ut. 134.000 

Driver slim 360KByte Teac 550 Ut. 345.000 

Alimentatore 13SW con ventola. 

Caps Lock/Min. Locka (scritte Italiane o america- 
ne) Ut. 170.000 

KIta Whlnohesler 10 e 20MByte formattali, slim. 
meccanica Teac (Host Adapter Xebec, completo di 
manuali, software. Installabile da chiunque In po- 
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zionale RGB con dump grafico a colori dello scher- 
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CIS 5' doppia faccia, doppia densità LIt. 3.200 

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driver controller, monitor Prtilips PCT 1204 -u con- 
fezioni di 10 dischi ut. 1.200.000 

STARTER 2 come Starter 1, ma con elaboratore 

Lithius P2-64/TI Ut. 1.300.000 

STARTER 3 OFFICE AUTOMATION 
Elaboratore. Lithius P2-64/TI -i- Slim Driver trazio- 
ne diretta Super 5 monitor 12' verde o ambra alta 
risoluzione -i- interfaccia driver ■>’ mtertaccia 
stampante * stampante Panasonic KX-1091 letter 
quality 120 CPS corso Word Processing/ Spread 

Sheet/ Data Base Ut. 2.700,000 

Nola- sono possibli altre configurazioni di sistemi a 
richiesta del cliente Consulenza sistemistica gra- 


interlaccle grafica Epson -i- cavo 

Inlerlaccla parallela Centronics 

Interfaccia RS 232 .... 
imerlaccia RS232C 

Interfaccia 16K Ram .. 

Interfaccia Z 80 (CPU 1 MHz) 

Interfaccia Z 80 (CPU 4 MHz) 

Interfaccia 80 Colonne Soft Switch . 
Interfaccia Pai card ... 

Interfaccia Super serial 

Interfaccia Modem carri 

CCITT V21 300 B 

Inlerfaccla ICE 6502 card 

Interfaccia ICE Z 80 card 

Paddle per Apple (manopole) 


Accelerator card (6402 a 4 MHz) Ut. 300.000 

Driver Slim Super 5 trazione diretta meccanica 
Chinon Lit. 350 000 



STAMPANTI 

Panaaonle KX 1091: F/T. Ingresso Centronics, lel- 

ter Qusllly 60 colonne, 120 CPS Ut. 750 000 

KDC-FT 6000. 7 colori, ISOcpS, 136 colonne. 
Frizion/trattor. letter quality 69 caratterl/secondo 


SISTEMI 

NovllàW 

STARTER 1: Elabor 
SlImSuperStrazioi 



I Lithius P40/F1 * Driver 

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Teo Rusconi ha appena 
sfatato la leggenda 
secondo la quale i floppy disc 
sono tutti uguali 


Difatti sembrano tutti uguali finché non 
si osserva con attenzione il jacket. Qui 
termina l'uguaglianza. 

La maggior parte delle società costruttrici 
sigillano i dischi un punto qui. un punto là. 
lasciando parte dei lembi non sigillati. 

Prima o F>oi ai lembi accadono cose 
naturalissime: si gonfiano, si curvano, si 
raggrinziscono... in poche parole si aprono. 


Con p)enne, matite, un^ie persino un 
ragazzino di quattro anni come Teo può 
infilarsi in quegli spazi aperti. 

Naturalmente è un danno enorme perchè 
se si inserisce qualcosa di molle e slabbrato 
nel disc-drive quest’ultimo può incepparsi; 
si può rovinare la testina e si possono 
perdere i dati. Questo può accadere con ^i 
abituali sistemi di chiusura ma non con i 
dischetti Memorex che usa un 
procedimento esclusivo chiamato 
“Solid-Seam Bonding”. 

Con questo sistema ogni singolo 
millimetro quadrato dei lembi di tutti i 
dischi Memorex viene sigillato 
ermeticamente, rendendoli più rigidi e più 
resistenti. 


È un sistema che consente al floppy disc 
di sostenere ogni assalto, che impedisce alla 
testina di rovinarsi e ai dati di andare perduti. 

11 che sta a dimostrare che un floppy disc 
Memorex non è uguale a tutti gli altri; è 
migliore. E il sistema di saldatura è solo un 
esempio della cura infinita con cui viene 
prodotto ogni floppy disc Memorex; sia 
esso da 8”. da 5 1/4” o il nuovo 3 1/2”. 
Questa estrema accuratezza dà la garanzia 
che ogni disco Memorex è al 100% perfetto. 

La prossima volta che acquistate un 
floppy disc - o qualche centinaio ■ 

- ricordate: non tutti i dischetti 
sono uguali... 

Memorex vi mette al 
riparo da qualsiasi 
inconveniente. 


20129 MILANO MI 


è importante scegli 



A Burroughs Company 


di Tommaso Pantuso 



l 'isio che non à più molto facile trovare 
programmi di giochi per il yic 20. </uesio 
mese abbiamo deciso di pubblicarne due. 
insieme ad un ‘utility, che speriamo facciano 
contenti I nostri lettori. 

Con il primo programma che vi proponia- 
mo. avremo a che fare con i fantasmi, natu- 
ralmente invisibili, contro i (inali dovremo 
lare attenzione e non cozzaree con il secon- 
do potremo giocare a poker, infine un'ap- 
propriata routine ci renderà più semplice il 
lavoro nella fase di debug dei programmi. 

I Ghosts 

Isidoro Quaranta - Pagani iSA) 
GhosEs è un gioco che gira su di un Vie in 
configurazione base. 


Inviate i vostri programmi 

Alcuni leliorì ci chiedono, nelle loro letle- 
re, come sottoporre i loro programmi a MC. 

Registrate i vostri lavori su cassetta o di- 
sco (se il programma é proprio molto corto 
può bastare il semplice listato; certo, la cas- 
setta non guasta mai...), corredateli dell'op- 
portuna documentazione e spedite il tutto 
alla redazione, indicando magari sulla busta 
la rubrìca interessata. 

Tutti i programmi che arrivano sono esa- 
minati ed i migliori pubblicati. 

Purtroppo non possiamo restituire, per 
ragioni organizzative, il materiale che d vie- 
ne invialo, anche in caso di mancata pubbli- 

Ricordatevi che migliore é la documenta- 
zione. maggiore è la possibilità che il vostro 
lavoro venga pubblicato: spiegate quindi 
chiaramente il funzionamento del program- 
ma ed accludete lutto quella che pensale 
possa essere utile (elenco variabili e via di- 
cendo). Sopiatiulto non dimenticaiedi indi- 
care il computer sul quale il programma gi- 
ra. né il vostro nomee indirizzo e. se possibi- 
le. il numero di telefono. Indicale anche, per 
la retribuzione se il programma sarà pubbli- 
cato, luogo edata di nascita, domicilio fisca- 
le e codide fiscale (parlila IVA, se la posse- 
dete). 

Il compenso per i programmi pubblicali 
varia normalmente fra le 40 e le I SO.OOO lire, 
a seconda della qualità del lavoro inviato: 
eventuali programmi di particolare com- 
plessità ed interesse potranno essere valutati 
al di fuori di questo standard, previ accordi 
con la redazione. 



MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 




I 


Help 

Fram eu-o Da Villa - Venezia 


Questa routine permette di simulare sul 
Vie 20 la funzione di Help che ricorda quel- 
la introdotta dalla Commodore sul C 16 e 


Plus 4. 

I! programma Basic è un caricatore che 
posiziona i dati in LM nella pagina zero. 
La routine è protetta contro la pressione 
contemporanea dei tasti Run/Restore che 
tuttavia continuano a svolgere le consuete 
funzioni- 
li funzionamento dell' Help è molto sem- 
plice; quando in un programm 
coniralo u 

il S.O. — 


niralo un errore di qualsiasi tipo, o 
e normali azioni intraprese dal S.O 


dfhnM^rn'^cuTcMo'^sl^ 




MCmicrocompuler n. 44 - settemore 1985 


171 



Quattro computer in ogni 


MPF PC - PC/XT^ 



DIulTEK COmPUTER 

Ufficio Vendite: 

Via Valli, 28 

4201 1 BAGNOLO IN PIANO (RE) 
Tei. (0522) 61623 r.a. 

Telex 530156 


4 


tii Maurizio Bergami 



Gli arlicoli dedicali al gioco Life, puhhii- 
coli .lui inmieri scorsi nvU'amhito della ru- 
brica WC^/V«7i/, hanno riscosso un iniere.sse 
davvero considerevole, come provano le nu- 
merose tenere ricevute .'iull'argonieiuo e so- 
praiiuiio i lami programmi di Life, per nule 
le macchine, che hanno ben presto iniziato a 
giungere in redazione. Quella che siiamo per 
preseniurvi è. ovviamente, la versione per 
Spectrum de! /amosLtsimo pas.saiempo idea- 
lo da John Comvay. Come vedrete il pro- 
gramma è piuttosto veloce, e.v.sendo parzial- 
mente in linguaggio macchina, e pre.senia 
molle caraiierisiiche iniere.s.sanii. 

Il secondo programma di (pieslo mese si- 
mula una calcolalrice sullo .schermo dello 
Spectrum: .sì tratta di una simpatica uiililv, 
doluta di un'oitima gra/ìcu. adatta .soprai- 
ttilio per essere inserita in programmi più 
vasti. 

I Lìfe 

di Marco tìerni ■ Firenze 
Questo Life per Spectrum prevede una 
griglia di 1 28 x 88 caselle, per un lutale di 
11264; le singole cellule occupano quindi 
un quadralo di 2 x 2 pixel. Ho scelto que- 
sta dimensione perche è la più piccola che 
consente ancora una visione chiara della 
singola cella. 

Il margine inferiore della griglia è aggan- 
ciato al margine supcriore, ed il margine 
destro è agganciato al sinistro, cosicché il 
piano di Life forma un universo chiuso. 

Durante il gioco le ultime due righe dello 
schermo indicano il numero della genera- 
zione in corso, la percentuale di cellule vi- 
ve. il loro numero ed inllnc alcune indica- 
zioni sui tasti da premere per ottenere le 
varie opzioni disponibili. 

Il programma c costituito da una parte 
in Basic lunga quasi 9K. che si occupa 
dcH'ìnput dei dati, e da un blocco in lin- 
guaggio macchina di circa 800 byte diviso 
in nove subrouiinc separale fra loro da 
istruzioni NOP. 


Questo prugramma èdisponibilc su cassetta 
presso la redazione. Vedere l'elenco dei pro- 
grammi disponibili e le istruzioni per l'ac- 
quisto a pag. 184. 


Il programma in Basic c piuttosto lungo, 
ma può essere ridotto eliminando le opzio- 
ni dalla 5 alla 9 del menu principale, c cioè 
correggendo le linee da 80 a UH) c cancel- 
lando quelle da 1900 a 2780. Tale scelta, 
tuilavia. elimina l'opzione "ESEMPI", 
che trovo abbastanza inicrcssanlc. Al limi- 
le il programma in Basic può essere ridotto 
a queste sole quattro istruzioni: 

10 RANDOMIZE USR 40644 
20 RANDOMIZE USR 40143 
30 RANDOMIZE USR 40000 
40 GOTO 10 

In lai caso. però, per inserire le cellule 
della posizione iniziale occorreranno delle 
POKE negli indirizzi compresi tra 57616 e 
5902.1, 

Lo stato dello cellule c conservato in due 
tabelle di 1440 byte ciascuna, che si trova- 
no in memoria a partire dagli indirizzi 
56064 e 57600. nelle quali ad ogni cellula 
corrisponde un bit. 

Le cellule sono memorizzale con indiriz- 
zo crescente da sinistra verso destra e dal- 


l'alto verso il basso nspclio alla po.si/ionc 
che occupano sullo schcrmo. 

La prima subrouiinc in L. M . posiziona- 
la dall'indirizzo 40000 al 40I4U. si occupa 
della visualizzazione dello stalo delle cellu- 
le. Essa controlla lo stalo di 1 1264 bil a 
pania' dalla locazione 56064 c per ciascun 
bit attivo accende i corrispondenti quattro 
pixel sullo schermo: questa operazione c 
resa dilTieoliosa dalla complicata organiz- 
/tizìonc del display lllc dello Spectrum. 

La seconda subrouiinc (da 401.14 a 
4064! ) esegue il calcolo vero e proprio del- 
la generazione, assumendo come stalo at- 
tuale gli I I2M bit già citati c scrivendo i 
risultati nella tabella, costituita da un pari 
numero di bil. che parte daH'indirizzo 
57616. La routine ha anche il compilo di 
ricopiare, all'inizio ed alta (ine delle labcl- 
le. rispettivamente l'ultima e la prima fila 
di cellule in modo da "agganciare" il lato 
superiore a quello inferiore dello schermo, 

AITavanzarc di ogni gcncrtizione la ter- 
za subrouiinc (da 406.58 a 40675) sposta lo 


ESEMPIO n.lO -ASIMMETRIA* «ItA 9«n*razlon» n.SS 



58 y . a22y.=2504- M . =8760 


MCmicracompuier n. 44 - seiiembre 1985 


173 


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20 REM i LIFE • 

30 REM • di » 

4.0 REM • MRRCO OERNI t 

50 REM « t 

60 REM 

65 LET ROrslia64.: LET V i V »0 ; L 
rr viultuUSR 4.0683: LET vittr«0: 
LET ViP«Pi»0: LET 9en»0; BRICMT 
1: POKE 23609>'30: LET ri.a9"0: PO 
KE 23540,8 

70 BEEP .5,0: BOROER 0: PRPER 

0: INK 7: CLS 

80 PRINT RT 3,12j"mi”,RT 6,0 

; '' 1 OIOCO 2 GIOCO PASSO PflSS 

0 3 INI2IR UN NUOUO GIOCO 

4 POSIZIONR CELLULE (CURSORI)"'" 

5 RGOIUNGI 0 TOGLI CELLULE 6 

ESEMPI 7 STAMPO POSIZIONE"'" 

8 CARICA POSIZIONE" 

S 5 PRINT " a SRL UA POSIZIONE" 

0 INPUT "II* * 

100 IF « <1 Qi 
MEN 00 TO 70 

120 00 TO 90044«200 

130 PRINT S1;AT 1,0;HH;AT 1,5; 
"U.a"j(" •• ANO LEN STRl^VlV»!) ;w 
iv; "X«"; Viuu; " "; AT i, 19; "M 

.«'^•;(iior; " ";AT 1,28; "ÌÉNU" 

140 RETURN 

150 If ri*9>>e TMEN RETURN 
160 POKE 40649,226: POKE 40652, 
219: RANOOMIZE USR 40644: POKE 4 
0649,219: POKE 40652,225: LET fi 
aosO 

170 LET etn-gen-l: LET Viuusvi 
Ptn; LET vip*n«vitef: LET vivslN 
T (ViUlt/11264*100+.5) : LET »ora 
11264>ViU il 
180 RETURN 

200 LET viteravipcn: LET viptna 
Viuit: LET ViUUaUSR 40683: LET 
ViVaINT (ViuiÌ/11264*100+.5) ; LE 
T »or*11264-viuit 
210 RETURN 


1120 GO sue 200 

1130 IF INKEY»»"»" OR 1NKEY»«"M" 
THEN GO SUB 160: 60 TO 70 
1140 GO SUB 130 

£ANOOMlZe USR 40000: REM «• 

InOOMIZE USR 40644: REM •* 
j DOMIZE USR 40143: REM »« 

ili* LPP a 
1190 GO TO 
1300 REM . 

1310 BOROER 
INK 0 CLS 
1320 00 SUB 200: 00 SUB 130: PRI 
NT Bl;AT 0,0; "lIuANTI"; 8ND1E 

TRO" ANO f(agaT);C" 

ANO fia9>0): RANOOMIZE USR 40000 
1330 IF INKEY«*"a" OR INKEY»="A" 
TMEN BEEP .5,0: LET fLa9=l: LET 
9«ns9en4-l: RANOOMIZE USR 40644: 
RANDOmIZE USR 40143. GO SUB 200 
. GO SUB 130: RANOOMIZE USR 4000 


j HNO ria 9 «i I nciN occk .9,10: uu 

SUB 150: GO SUB 130: RANOOMIZE 
USR 40000 

1350 IF rNKEYia"P" OR INKEY«b"M" 
TMEN 00 TO 70 

1360 00 TO 1 320 

è 500 REM » » * ailhMff.MaiaM—a i f i CMI i W 

♦ ** 


1510 RANOOMIZE USR 40656 
1520 POKE 40662,219: RANOOMIZE U 
SR 40658: POKE 40662,225 
1530 PRINT ai; "INIZIA UN NUOUO 0 
loco": PAUSE 30 
1540 RUN 


_ORDER 7; PAPER 7; INK 0: C 
-- . PRINT 81;RT 0 , 0 ; " (CURSORI) 
";"BET àESET";flT l,0;"Xa“;AT 1,1 
3;"ya";(5T 1 , 28 ; "BENU" : LET Xal; 
LET «al: RANOOMIZE USR 40644: RR 
NOOMIZE USR 40000: RANOOMIZE USR 
40716 

1715 60 TO 1800 

1720 LET b«t«a576164(88-«) »16 tIN 
T ((X-D/8): LET P0Sa(X/6-INT (X 

/8))*8: IF posa0 THEN LET pOSaQ 
1722 POKE 40731, byie-2S6«INT (b« 
ie/256): POKE 40732, INT Cbtìle/25 
6): POKE 40734, POS: RANOOMIZE US 
R 40730: POKE 40002,219: RANOOHI 
ZE USR 40000: POKE 40002,225: RA 
NOOMIZE USR 40716: RANOOMIZE USR 


1730 RETURN 


/8))*8: IF posa© TMEN LET pOSaS 

1752 RANOOMIZE USR 40644: POKE 4 

0731,by te-256*INT (byt«/256) ; PO 
KE 40732, INT tbyle/256): POKE 40 
734, POS: RANOOMIZE USR 40730; PO 
KE 40002,219: RANOOMIZE USR 4000 
0: POKE 40002,225: RANOOMIZE USR 
40716. RANOOMIZE USR 40000 
1760 RETURN 

1800 IF INKEY* a "rii" OR INKEY*a"M" 
THEN GO TO 70 

1805 PRINT 81;AT l,2;x;" ";AT 1 

,15,y;" " 

1810 IF INKEY*a"s" OR INKEY»a"S" 
THEN BEEP .5,0: 00 SUB 1720; PO 
KE 40785, byle-256*INT (byie/256) 

; POKE 40786, INT (byle/2561: POK 
E 40788, POS : POKE 40795,198: RAN 
DOMIZe USR 40784 

1820 IF INKEY»a"r" OR INKEY»a"R" 
TMEN BEEP .5,0: 60 SUB 1720: — 


E 40788, POS : POKE 40795,134: RRN 
DOMIZE USR 40784 

1830 IF INKEY*="5" TMEN BEEP *“ 
,0; LET Xax- (1 ANO : ‘ ’ 

1750: 00 TO 1800 
1835 IF INKEY*aCMR* 8 TMEN BEEP 
.05,0: LET xax>(10 ANO X>10); 60 
SUB 1750: 00 TO 1800 
1840 IF INKEY»a"8" TMEN BEEP .05 
,0: LET xax+(l ANO X<128): GO SU 
é 1750; 60 TO 1800 
1845 IF INKEY»sCMR* 9 TMEN BEEP 
.05,0. LET XaX+110 AND X<118): G 
0 SUB 1753: 60 TO 1800 
1850 IF INKEY*a"7" TMEN BEEP .05 
,0: LET yay4.(l ANO y<88): GO SUB 
1750: 60 TO 1800 

1855 IF INKEY*aCMR» 11 TMEN BEEP 
— ~ LET yay4-(10 ANO y<78) 

ftn 


GO SUB 


0 SUB 1750: GO TO 1800 
1860 IF INKEY*a"6" THEN BEEP .05 
,0: LET yay-il AND y>l): GO SUB 

1750. GO TO 1800 

1865 IF lNKEY»aCMR* 10 THEN BEEP 
.05,0: LET yay-(10 ANO y>10): G 
0 SUB 1750: GO TO 1800 
1870 RAMCOMIZE USR 40758: REM ** 


174 


MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 


RISHT 1: CLS ; RftNDOMlZE USR 400 
00; LET col. *1,0 „ 

1S12 PRINT OljRT 0,0; '-HeGlUNGI 0 
iOGLl CELLULfi ? -'ifiT 1,28; "lEN 
IF INKEYfs"a" OR 1NKEY»«"B" 
TMEN P0K6 407GS,198; PRINT #1;RT 
0,0; ''AGGIUNGI GO TO 1920 

19Ì4 IF INKEY$*"l" OR INKEY$*"T" 
TMEN POKE 40795,134: PRINT #1;B 
T 0,27;" ",AT 0,0, "TOGLI GO 

TO 1920 

1916 IF INKEVia"»" OR 1NKEY«="M" 
TMEN GO TO 70 
1918 GO TO 1912 

1920 P RINT 81; “ n c«Uui.a di eoo 

rd. ■■BBÌBÌÌ" : GO SUB 2000: 

LET xsUAl bC: IF X>126 TMEN GO T 

0 1900 _ 

192S PRINT ai;AT i,i4,"nmSDB 
LET CO 1*23: GO SUB 2000! LET 
gaURL b*- IF y>88 TMEN GO TO 190 

1930 LET by tes57616+ t88-y) «16+lN 
T l(X-l)/8): LET pOSsiX/6-INT (X 

/8n*8: IF posac TMEN LET pOSaS 
1940 POKE 40785, byte'256«INT (by 
te/256): POKE 40786, INT (byte/25 
6): POKE 40786, pOS: RRNOOMÌZE US 
R 40784 

1970 GO TO 1910 


. RINT 01;AT l,COt+LEN b$: " 

: LET a$aINKEY$ 

2020 IF aKs"n" OR a«*"M" TMEN GO 
TO 70 

2030 IF CODE a$=13 AND LEN b»*0 
TMEN 60 TO 2010 

2040 IF CODE a$*12 TMEN BEEP .1, 
0; LET b|*b«(l TO ((LEN bl-1) AN 
D LEN b$>0)): PRINT 81;AT 1,C0L; 

INUERSE l;b*; INUERSE 0)" " : G 

O TO 2010 

2050 IF LEN b«>3 TMEN PRINT «1;R 
T 1, CO i; •' " : GO TO 200© 

2060 IF CODE a $*13 TMEN BEEP .1, 
0 PRINT 81;RT l,COl.+LEN b$;" " : 
RETURN 

2070 IF a$="" OR CODE a$<48 OR C 
ODE 3$>57 TMEN 60 TO 2010 
2080 BEEP .1,0: LET b$*b$4'a$; PR 
iNT 81, AT l,COt; INUERSE l;b$: 6 
0 TO 2010 
2100 REM * 

2110 BEEP - 

7: BRIGHT 0: INK 

2120 PRINT RT ~l 1 _ |Qj,|MipM JMI 

6,0," 1 LANCIA RlÌaHtI'^^''^T OAT 

TI DEL CMESMIRE"'" 3 MOSTRO 4 

CASO 5 LINEE 6 ALIANTI 

7 SIMMETRIA 1 8 SIMMETRIA 2" 

■" 9 NASTRO 19 10 ASIMMETRIA" 

2140 INPUT " C1-10J ";a 

2150 IF a<l OR a>10 ÓR aoINT a 

TMEN GO TO 2100 

2160 POKE 40662,219: RANDOMIZE U 
SR 40S58: POKE 40662,225: RANDOM 
IZE USR 40658: LET 960*0: LET ft 


-jRDER 7; PAPER 
NK 1: CLS 

3,12; ''ÌSBÌ099’' 

A ALIANTI"'" 2 i 


39*0 
2170 I 


I 60 TO 2190+a*10 

2200 POKE 58293,1: POKE 58309,3: 
POKE 68247,48: POKE 58263,64: P 
OKE 56279,128: POKE 58295,128 
2202 POKE 58311,128- POKE 58327, 
64: POKE 58343,48: POKE 58280,2: 
POKE 58296,6: POKE 58360,6 
2204 POKE 58376,2: POKE 58313,19 
S: POKE 58329,224: POKE 58345,19 
2: POKE 58330,64: POKE 58346,192 
2206 GO TO 1300 

2210 FOR a*128 TO 1200 STEP 320: 
POR b*l TO 12 STEP 5 
2212 POKE 57617+a+b,36: POKE 576 
33-fa-t-b.60: POKE 57649+a 4b . 66 : PO 


KE 576e5+a+b,90; POKE 576àl+a+b, 
66. POKE 57697+a+b,6© 

2214 NEXT b: NEXT a 
2216 GO TO 1300 

2220 POKE 58327,3; POKE 58343,6; 

POKE 58359,2 
2222 GO TO 1300 

2230 RANDOMIZE : FOR a*0 TO 10+1 
NT (200+RND+2C0) STEP 1+INT (RND 
+ 8 ) 

2232 POKE 580S0+a,INT iRND+256) 

2234 NEXT a 

2236 GO TO 1300 

2240 FOR a*58256 TO 58333 

2242 POKE a ,255 

2244 NEXT a 

2246 GO TO 1300 

2250 FOR a=0 TO 1000 STEP 30 

2252 POKE 57617+a,32: POKE 57633 

+a,16: POKE 57649+a,112 

2254 NEXT a 

2256 GO TO 1300 

2260 FOR a *58256 TO 58383 STEP 1 

6: rOR b*4 TO 11 

2262 POKE a+b,25S 

2264 NEXT b: NEXT a 

2266 GO TO 1300 

2270 FOR a =58256 TO 68383 STEP 1 
6; FOR b*2 TO 13 
2272 POKE a+b,QS5 
2274 NEXT b; NEXT a 
2276 GO TO 1300 
2280 FOR 3*58256 TO 58383 
2282 POKE a , 126 
2284 NEXT a 
2286 GO TO 1300 
2290 FOR 3*58256 TO 58300 
2292 POKE a ,255 
22'34 NEXT a 
2296 GO TO 130® 

2300 REM : 

2310 60RDER _ . . 

RIGHT 0. CLS : PRINT AT 2,6; "STA 

MPA POSIZIONE" 

2320 INPUT "coBRiento*";a$ 

2360 LPRINT a$: LPRINT : RANDOMI 

ZE USR 40000 

2370 60 SUB 130: PRINT 81; RT 1,2 

8 ; " 

2380 COPY 
2390 60 TO 70 

2500 REM 

2510 CLS 
fWljlgM ymy « aia 
Ssèè INPUT ^^ito lo ";a$ 

2530 IF LEN a $ > 10 TMEN GO TO 250 


I iW,», ' 

EFFETTUATO": BEEP 2,' 
2560 GO TO “■ 

2700 REM «« 

2710 CLS - I 


PAUSE 20 


INPUT "Titolo (max 10 car.) 

" ; a $ 

2730 IF LEN a$>10 OR a$*"" TMEN 
GO TO 2720 

2740 SAUE atCODE 56080,1408 
2750 PRINT AT 12,11;" UERIFICA " 
2760 UERIFY a$CODE 

2770 PRINT 81, "SRLURTAGGIO EFFET 
TUATO": 8EEP 2,0; PAUSE 20 
2780 GO TO 70 

9997 STOP 

9998 CLEAR : SAUE "LIFE 2.2" LlN 

E 9999: SAUE " U ( e Code "CODE 4000 
0,1000; PRINT AT 10, 12; "UERIFICA 

UEAIFY UERIFY ""CODE ; ST 

OP 

9999 CLEAR 39861: PRINT 81;AT 1, 
2; "LIFE (S 6/1985 di MARCO BERMI" 
: LORD "^CODE ; RUN 


MCmicrocomputer n. 44 - seltembre 1985 


175 


******************************** 

< « 

* CODICI L/M * 

* * 
******************************** 


33 16 225 17 


127 6 


222 

213 

193 

239 


235 

239 

167 


197 

173 

193 

237 


7 16 244 18 19 

35 193 16 227 23^ 

16 3 17 3 21« 

237 176 1 16 3 

33 16 219 237 17( 

219 33 16 225 17 


64 6 2 

2 197 6 

213 17 48 

243 213 17 
239 193 16 
25 239 193 

1 25 239 

197 8 2 

173 156 213 
193 16 242 

229 239 225 
237 62 209 

16 3 25 

6 16 197 

62 3 233 

233 6 7 

193 16 234 

3 3 1 

33 128 224 

17 144 224 

221 33 16 


158 

231 

126 


6 16 197 

235 89 157 

35 193 16 

91 188 36 

3 62 3 

2 198 9 

f<ù 4U 1 60 221 

43 1 63 221 233 

1 63 221 233 255 

63 221 233 3 118 

sai ai33 15 73 43 

233 16 126 43 1 

16 118 40 


221 

221 

221 

233 

243 


233 

233 

233 


233 6 
233 3 6 

233 3 126 

233 243 73 
243 126 43 
118 43 1 

/<0 43 1 68 

43 1 63 221 

1 63 221 203 

63 221 233 16 

236 176 158 16 
233 6 221 233 

0 6 221 233 

3 126 43 2 

243 73 43 1 


235 19 157 

235 176 167 
238 235 17 
193 16 225 

221 233 3 
221 233 239 
233 243 126 
243 118 43 
73 43 1 

43 1 63 

1 63 221 

63 221 233 

235 176 158 
221 233 243 
221 233 16 
■ " ‘ 198 


43 


63 


.. 221 
63 221 233 

221 233 3 
233 16 73 

16 126 43 

118 43 1 

171 231 62 
243 6 221 

16 6 221 
198 9 221 

63 221 233 


13 REM *«*«»«*««*»*4'«*»*»«*«* 
23 REM * * 

43 REM * CALCOLRTRICE * 
5.3 REM * * 

73 REM * di EROS FORENZI * 

33 REM « « 

93 REM ««4*«**«***»*»«»»****« 

100 LORD •'"CODE 
110 REM r' ^ 

123 POKE 6.12404U5.. 

133 CLS . PRINT RT 10,5,"FERMR 
IL REGISTRATORE": PAUSE 103 
143 INK 7: PAPER 3: BORDER 3; C 


LET S*B 


LS 

150 POKE 23639,53: 

LET T* " 

160 REM L 
173 PLOT ' 

U 144,3. DRRU 3,24 
183 PLOT 55,143: DRRU 144, 
OT 55,143; DRRU 3,-95 


DRRU 144, 



DRRU 3,119 
DRRU 3,119 
DRRU 3,119 
DRRU 3,119 
DRRU 144,3 
DRRU 144,3 
DRRU 144,3 


.23 


190 PLOT 55,48 
U 3,95 
233 REM ,, 

210 PLOT ^STlS' 

U 144,0; DRhU ■ 

220 REM ( 

230 PLOT 
243 PLOT 103,24 
250 PLOT 127,24 
260 PLOT 151,24 
270 PLOT 175,24 
280 PLOT 55,71: 

293 PLOT 55,95. 

330 PLOT 55,119 

310 REM 

320 PLOT i/r-nw ■o.i.e.. 

U 148,0 DRRU 0,-123: DRRU 

3 

330 PRINT RT 2,8; PAPER 6;" 

340 PLOT 53,21: DRRU 149,3: DPR 
U 3,146: PLOT S4,23: DRRU 149,3; 

DRRU 3,146: PLOT 55,19: DRRU 14 
9,3: DRRU 0,146; PLOT 56,18 DRR 
U 149,0: DRRU 0, 146 
350 PLOT 53,149: DRRU 149,0: PL 
OT 53.148; DRRU 149.0: PLOT 53,1 
47; DRRU 149,0: PLOT 53,146; DRR 
U 149,0: PLOT 53,149; DRRU 0,19; 

PLOT 54,149: DRRU 3,19: PLOT 23 
3,149: DRRU 3,19: PLOT 201,149; 
ORRU 0 . IO 
360 REM 

370 PPINT AT 5 . 8, " =" , RT 5,11,"® 


":AT S, 14; "3"; RT S,17;”i";RT 5.2 
0; "2"; RT 5,23, "3" 

360 PRINT RT 8,17;"4",AT 8,20;" 
S",RT 8,23; "6" 

390 PRINT RT 11, 17; "7"; RT 11,20 
;"8",RT 11,23;"9";RT 14,17;",";R 
T 14,20; OUER l."LN";RT 14,23; 0 
UER l; "PI" 

430 PRINT RT 8,8;"*";fìT 11,8;"+ 
";RT 14,8; "i" 

413 PRINT RT 8,11;"/";RT 3,14;" 
F";RT 11 , 11; ; RT 11,14; "R" 

420 PRINT RT 14,14,"t" 

430 PRINT RT 14,11;")" 

443 PRINT RT 17,7; OUER 1;"SIN" 

;RT 17,13; OUER i;"COS";RT 17,13 

, OUER l;"TRN";RT 17,16; OUER 1; 
"SOR";AT 17,19; OUER 1;"H8S";AT 
17,22, OU ER 1, "EXP" 

450 REM r — 

460 LET 

. LET . . 

470 LET X*5: LET ' 


480 PRINT RT X+3,4 


";RT X-3, 


490 LET B*sSCREEN* (X,Y) 

500 PRINT RT 20,Y-3;" " , RT 23, Y 
+3," " 

510 PRINT RT X,Y; FLASH 3;BS 
520 IF IN 31a8 OR INKEY»*"7" TM 
EN LET X*X-3 

530 IF IN 31=4 OR INKEY*«”6" TH 
EN LET X=X+3 

543 IF IN 31=1 OR INKEY*«"8" TH 
EN LET Y»Y+3 

550 IF IN 31=2 OR INKEY$="5" TM 
EN LET YsY-3 
563 IF X<5 TMEN LET X=S 
570 IF X>17 TMEN LET X=17 
580 IF Y<8 TMEN LET Y=8 
590 IF Y>23 TMEN LET Y*23 
600 PRINT RT X,4;“->";RT 20. Y;" 
t ■■ 

610 LET B*=SCREEN$ (X.Y) 

620 IF IN 31 = 16 OR CODE i;iNKEY$ 
)=13 TMEN GO SUB 673 
633 LET B$sSCREEN* (X.Y) 

640 PRINT RT X,Y; FLASH 1; B$ 

650 GO T P 480 
660 REM ^ — 

670 PRINT 


176 


MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985 



MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


177 



sialo appena calcolalo al poslo di quello 
che è servilo come base per il calcolo (che 

La quariii subroutinc (da 40658 a 40675) 
"uccide" tutte le cellule, alterando lutti i 
byte dal 576 16 al 59029. e permeitedi rico- 
minciare un nuovo gioco. 

La quinta subroutine (da 40678 a 407 1 3 ) 
calcola il numero di cellule vive nella pre- 
sente gcneraTìone. 

Le rimanenti quattro, infine, (da 40716 a 
40801 ) vengono usale durante l'imput dei 
dati. 

Uso del programina 


Dopo il caricamento appare sullo scher- 
mo un menu con nove opzioni; 

1 - GIOCO:calcolaevisualizzalegcnera- 
/ioni in sequenza continua, al ritmo di una 
ogni due secondi circa, finché non viene 
premuto il tasto M che riporta al menu 
principale. 

2 - GIOCO PASSO PASSO; si dilTeren- 
zia dalla precedente opzione perché avan- 
za di una generazione solo dopo la pressio- 
ne del tasto A: inoltre permette di rivedere 
la generazione immediatamente preceden- 
te con il tasto I. 

3 - INIZIA UN NUOVO GIOCO: ucci- 
de tutte le cellule ed azzera la generazione. 
Non è necessario usarla per vedere gli c- 

4 - POSIZIONA CELLULE (CURSO- 
RI): con questa opzione si può sellare (con 
li tasto S) o resetiare (con il tasto R) la 
cellula sulla quale si trova un cursorìno 
lampeggiante. Per spostare il cursore si u- 
sanoi tasti delle frecce, da soli o in unione a 
CAPS SHIFT; nel secondo caso li movi- 
mento sarà a passi di dicci caselle alla vol- 


5 - AGGIUNGI O TOGLI CELLULE; 
permeile di aggiungere c togliere delle cel- 
lule specificandone le coordinate rispetto 
aH'origi ne posta nell'angolo in basso a sini- 
stra del piano. 

6 • ESEMPI; consente la scelta fra dieci 
posizioni di partenza e rinvia automatica- 
mente aH'opzione 2 per la visualizzazione. 

7 - STAMPA POSIZIONE: la posizione 
corrente viene stampala su una ZX Printer 
(o simile), eventualmente con una strìnga 
di commento scelta dall'uienie, 

8 - CARICA POSIZIONE 

9 - SALVA POSIZIONE 



Salvataggio del programma. 

Per fare una copia di Life seguite questa 
procedura; 

- date II comando diretto CLEAR 
39999 

• inserite, con un caricatore decimale 
qualsiasi, i codici riportati nel listalo 2 a 
partire dall'indirizzo 40000. 

- date il NEW 

- digitate il programma in Basic (listato 
I) 

- digitale il comando GOTO 9998 per 
salvare su nastro sia il Basic che il L'M. 

I Calcolatrice 

di Eros Forenzi - Pedemonie I SO ) 
Questo programma simula il funziona- 
mento di una calcolatrice tascabile dotala 
delle quattro operazioni, di numerose fun- 
zioni scientifiche (seno, coseno, tangente, 
radice quadrala, logaritmo, esponenziale e 
valore assoluto), della costante pi greco ed 
infine di una routine di ricerca frazione, 
che, cioè, fornisce la frazione generatrice di 
un numero decimale dato in input. 

L'uso é ispirato alla filosofia del Macin- 
tosh: i tasti vanno infatti "premuti” spo- 
stando un cursore sul video. Dal momento 


che lo Spectrum non dispone di un mouse 
si può utilizzare allo scopo un joystick tipo 
Kempston. o, in alternativa, i tasti del cur- 
sore; nel primo caso la scelta del tasto viene 
confermata con la pressione del pulsante di 
fuoco, nel secondo invece con il tasto di 
ENTER- 

II tasto F provoca la ricerca della frazio- 
ne generatrice del numero decimale conte- 
nuto nel display: il tasto col simbolo di 
copyright permette di cancellare l'ultimo 
carattere inserito ed infine il tasto R provo- 
ca l'uscita dal programma. Tulli gli altri 
tasti hanno un significalo più che ovvio. 

Per la routine di ricerca frazione c neces- 
saria qualche precisazione: essa infatti è in 
grado di trovare solamente le frazioni con 
denominatore minore o uguale a 1000. 

Il programma utilizza la routine di ON 
ERROR pubblicata sul numero 39 di MC 
a pagina 141 per evitare il blocco del pro- 
gramma in caso di divisioni per zero c simi- 
li (errore 6-Number too big). Altri tipi di 
errore possono essere trattali sfruttando la 
stessa routine, seguendo le istruzioni ripor- 
tate nell'articolo che la descriveva. 

Procedura di registrazione su eavsetia 

- digitale il seguente programmino cari- 
catore: 

10 CLEAB 59999 

20 LOAD 

e registratelo su nastro t .ni SAVE "calcor 
LINE IO 

- date il NEW 

- digitate il programma principale (li- 
stato 3) e salvatelo dopo il programma ca- 
ricatore con SAVE "cale" LINE 100 

- dateli NEW 

- digitate l'hcx Ioadcr della routine di 
ON ERROR e fatelo girare, rispondendo 
alla richiesta INDIRIZZO'.’ con il numero 
60000 c salvale la routine in coda ai due 
programmi precedenti con SAVE "cale 
I m" CODE 60000.200. 

Suggerimenti 

Ecco alcune idee per migliorare il pro- 
gramma. 

- Rinumerarc il listalo rendendolo non 
editabilc. cioè con un numero di linea ini- 
ziale supcriore a tlOOO (vedi TuttoSpec- 
irum del numero 26); in modo da permet- 
tere il caricamento con MERGE di qual- 
siasi altro programma Basic con la sicurez- 
za di cviiurc sovrapposizioni di lince. 

- Inserire il lutto aM'inlcrno di un altro 
programma, ad esempio una calcolatrice 
come questa andrebbe benissimo con il 
programma "Studio di funzioni” pubbli- 
calo sul numero 37 di MC. 

- Ingrandire l'arca del display ed utiliz- 
zare delle cifre più grosse, sfruttando una 
delle tante utility di ingrandimento dei ca- 

- Usare dei caratteri ridefiniti per le 

scritte, in modo da centrarle aU'inlerno dei 
tasti. Una buona idea potrebbe essere 
quella di utilizzare caratteri più piccoli, ti- 
po quelli del Tasword II. MC 


178 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


RSCG 


Quando il gid<o 

si fa seti 


"Multipersond': un termine che vi giunge 
nuovo perché è stato appena coniato da 
Honeywdl.Multipersonaièil nuovo X-Super- 
feam, un computer tutto italiarva che entra 
nel mondo ddt' 'industry standard' perché 
si avvale dei sistemi operativi Unix'"’ e 
Xenix'"' che offrono un patri- 
monio applicativo molto vasto. 

Concepito per servire con- 
temporaneamente più utilizzato- 
ri intenti a soddisfare 
cTiverse, X-Superteam . 
connettersi per formare 
locale. Quondo il gioco 
rio. pensote a X-Supertea 
grande computer che 
anche sotto il tavolo, se 



Conoscere e risolvere insieme. 

Honeywell 

Honeywel Inlormatior) Systems Italia 


4 


di Fabio Marzoici 



■ Master Golf 

di E. Raponi <■ P. Ho/ler 

Si traila di una simulazione del gioco del 
golf, di cui i due Icilori hanno realizzalo 
una versione per il 1500 standard ed una 
per quello espanso con il modulo CE-1 51 . 

Ciò che distingue la versione espansa da 
quella non. e solo la possihiliià di poter 
giocare con 9 o I S buche e di poter avere 
una classirica sempre aggiornala delle due 
gare. I programmi, quindi, dal punto di 
vista logico-matematico, sono pcrfella- 
mcnic uguali. 

Ora immaginate di essere in uno splendi- 
do link di erbetta inglese: a 24.1 metri vede- 
te una bandierina che sta ad indicare la 
posizione della buca. Il tempo è ottimo, ed 
il vostro occhio calcolatore vi ha già sugge- 
rito che tipo di tiro fare. Scegliete la mazza 
perii longshol. Controllate da quale parte 
viene il vento e ... date il RUN. 

I parametri in gioco non sono eccessivi, 
anche se per le prime volte e meglio seguire 
la traictiorìa della pallina su di un foglio di 
caria disegnando la piazzola di partenza e. 
perpendicolare ad e.ssa, lu buca di arrivo. 

Dopo lu veloce presentazione, il pro- 
gramma fornisce le curattcristtchc della 
prima buca: la lunghezza del percorso: la 
direzione cardinale: il par e gli eventuali 
ostacoli che si presentano. Questi sono 
rappresentati da zone d'acqua e sabbia di- 
sposto trasversalmente al percorso. Se non 
ve ne sono, il programma visualizza la 
scritta “O 0"; se invece vi è una zona sab- 
biosa. si vedrà la scritta "Sabbia da 270 a 
300" che sta ad indicare che la zona comin- 
cia da 270 metri e finisce tra .300. 

Ora bisogna introdurre i parametri. Co- 
me prima cosa si può scegliere che tiro fare: 
il tiro n. 1 è il più forte e si usa per le lunghe 
distanze: il n.2 si usa per accostarsi al green 
(zona verde che circonda la buca); il n.3 e 
quello per imbucare. 

Ogni tiro deve essere fatto secondo un 


Preghiamo i signori E. Raponi e P. Hoffer. 
autori del programma Master Golf, di met- 
tersi in eonlallo con la redazione 


certo criterio aflrnché la simulazione possa 
sembrare più reale possibile. Per fare ciò il 
programma si serve di alcuni parametri 
che controllano i dati immessi. Ad esem- 
pio: per il tiro n.l (il più forte), rinclinazio- 
ne deve essere compresa fra 10 e 70 gradi 
(perchè mettere ad esempio un'inclinazio- 
ne di 90 ci farebbe ricadere la pallina sui 
piedite la velocità che si imprime alla palli- 
na fra 50 e 160 km h. 

Dopodiché bisogna indicare in quale di- 
rezione mandare la pallina. Questa deve 
essere espressa in gradi. Inserendo 0 la pal- 
lina si dirigerà di fronte a noi. con +90 alla 
nostra destra, con -90 alla nostra sinistra e 
con + -1X0 alle nostre spalle. Per comodi- 


tà del giocatore e meglio inserire dei valori 
compresi fra -180 e +180. anche se il pro- 
gramma funziona con qualsiasi angolo. 

Il programma liene conto anche di un 
certo asse: questo rappresenta la linea di 
congiunzione fra la piazzola di partenza e 
la buca. Se ci si sposta alla sua destra, la 
distanza da esso diventa positiva, se alla 
sua sinistra, negativa. Questo concetto va- 
le anche per la buca: se la si supera, la 
distanza da essa diventa negativa. 

Un ultimo fattore determinante per il 
gioco è il vento. Questo ha una direzione 
fissa per tutta la partita, ma varia la sua 
velocità di buca in buca. Con un tiro raso- 
terra (il n.3 con inclinazione 0). la iraieito- 


ZeiFOR l=>0TO i«e: 
GCURSOR l: 
GPRINT 127- 
POINT IsNEXT 1 


Z»-- q":B«='So 
ROHOon 

RESTORE 990*10 
*Q:REflD E»:u* 
RMD se: RESTORE 

0:FOR 8=n0 9:G- 
B:X=e:Y*0:REOO F 




>*90t(-l*2Ttx< 
239:S=OBS CCiTN Ux 

FMD UVT-SONO : 
>=K-.5THEN 358 
250:T*Jf(2»O«TON O 


e;r*T-t:x*x*i: 

RETijRN 

e: I tSETURN 


3001 IF Y<«P0R y>*F 
TMEN lS0-20»tr 
-Y>01*(Y>03 

310: IF X*°n«THEN 3 
30 

aZeiGCTO 340 

saaiREsroRC leee-c 
0-l.*I0:PRlNl 
"-Oc<luo- ":60TO 

340:PR1N7 "'Sabb 
:G0T0 130-20 


:C=I60:RE TURN 
e;Q*5:R*50:S'IB 
C=60:R£TURN 

28JRETURN 

e;Y=Y*l:RETURN 

0!X«X*I:y»y*|: 

RETURN 

0 :X=x*I:R£TURN 


«. 339. S 
1080:DOTO 'N-, 
32.0*, 403 


MCmicrocomputer n, 44 - settembre 1985 






nu lidia pallina non rìscnic alTaito del vcn- 
lo: questo e utile per quando si e vicini alla 
buca. 

Passiamo ora alla descrizione delle linee 
più importanti: 

1-7 classìrica delle due gare (punti, tiri, 
nome): 

70: scella casuale della direzione del ven- 

100: azzeramento delle coordinate (che 
hanno origine nella piazzola di partenza) e 
Icilura dei parametri della buca: 

105: variazione della velocità del vento 
che si ripete ad ogni buca: 

170-210: inserimento dei parametri; 

231: qui il programma calcola la distan- 
za coperta dalla pallina: la formula Q è 
tratta dalla balistica, la R e la -S sono inven- 
tate di sana pianta e servono a calcolare i 
rimbalzi dovuti aU'inerzia: 

234: T è la variabile che contiene il valo- 
re esalto dell'angolo per andare in buca: 

238: S e invece lo scarto di angolo per- 
messo (dato che la buca ha un diametro di 
un metro): 

250: qui T assume un altro valore; il 
tempo in cui la pallina resta in aria; ciò 
serve a calcolare I che è Tincidenza del 
vento sulla traiettoria della pallina: 

260: K e la distanza dalla pallina alla 

300: il programma calcola se si è finiti 
neirosiacolo: 

.330-.M0: SCSi finisce inacqua, si ri-inizia 
la buca: se invece ei sic insabbiali, aumenta 
il numero di tiri falli: 

400-590; stampa delle classifiche e. se 
necessario, relativo aggiornamento trami- 
le POKE nelle righe !. 2. 3. 5. 6. 7; 

610-6.^0; parametri dei tre tiri; 

800-87(1; incidenza del vento sulle coor- 
dinate: 

Ì0(K)-1 170: queste sono le 18 buche del 
gioco (che si po.ssono anche variarc). 

I TRIS 

di Sandro Cosenza (l'E) 

Il programma è diviso in due sezioni ben 
distinte: una che gestisce l'aLtaeco. ed una 
la difesa. La prima viene applicata quando 
è il computer ad iniziare, e si basa sudi una 
serie di mosse prc-programmate, memoriz- 
zate in lince DATA po.sie alfiniziodcl pro- 
gramma. che vengono selezionale in l'un- 
zione della prima risposta del giocatore. 

La prima pedina del computer e sempre 
po.sia nell'angolo in busso a sinistra: in tal 
modo è possìbile costringere favversario 
ad una serie di scelte che lo porteranno alla 
sconfìtta, tranne nel caso in cui il PC-1500 
sarà costretto a mettersi sulla difensiva e 
ad accettare il pareggio. 

Tranne che in qucsl'ullima circostanza. 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1905 


181 


comunque, il computer sarà sempre il vin- 
citore almeno alla sua quarta mossa. 

La seconda sezione, quella difensiva, sa- 
rà invece applicata quando sarà il giocato- 
re a fare la prima mossa oppure, come già 
visto, nell'unica occasione di pareggio pos- 
sibile se la partita viene iniziata dal compu- 


ta sua prima risposta sarà, in questo 
caso, nel centro (se possibile), altrimenti 
verrà scelta la casella in basso a sinistra. Le 
scelte successive saranno dettate dalle se- 
guenti regole, in ordine decrescente di prio- 
rità; la mossa sarà fatta nella casella che: 

I ) permetterà al compurer di fare imme- 
diatamente Iris; 

2) impedirà a sua volta aH'avversario di 
vìncere con la mossa successiva; 

3) metterà in (Ila due pedine del compu- 
ter permettendogli, in una mossa successi- 
va. di fare tris. 

In quest'ultimo caso verrà data la prece- 
denza alle combinazioni, nell'ordine: verti- 
cali. orizzontali e diagonali. 

II pareggio è riconosciuto in caso di im- 
possibilità di muovere (sia per il giocatore 
che per il computer) o di applicazione dì 
tutte e tre le regole sopra elencate. 


Dopo aver fatto partire il programma 
con un RUN o DEF A. battere a richiesta 
del computer il numero di partite che si 
intendono giocare c l'autore della prima 
mossa della partita. A questo punto sulla 
sinistra del display apparirà la classica 
scacchiera del tris, dove le nostre pedine 
saranno indicale con un puntino, mentre le 
altre saranno rappresentate tramite il 
riempimento completo di una casella. Sul- 
la destra ci sarà la scritta "TOCCA A TE", 
che indicherà il nostro turno di gioco. 

La mossa dovrà essere inserita con un 
numero di due cifre (ognuna delle quali 
compresa fra I e 3). in cui la prima sarà il 
numero della colonna c la seconda quello 
della riga che individueranno la casella da 
noi scelta (ad esempio. 31 indica la casella 
in basso a sinistra). 

Alla fine delle partite richieste, verrà vi- 
sualizzato il numero di partite vinte dal 
computer c quelle pareggiate, e verrà ri- 
chiesta una nuova serie di partite. 

Analisi del listato 

10-35 DATA riguardanti la strategia 

di attacco 

37-45 inizializzazioni 

50 riconoscimento della strategia 

da adottare 


60 inizio strategia di attacco 

70 riconoscimento caso possibile 

pareggio 

75 scelta gruppo di mosse 

80 scelta mosse specifiche 

90-100 riconoscimenlovittoriacchiu- 

sura ciclo 

200-280 cambio in strategia di difesa 

500-510 inizio strategia difesa 

520-580 scelta mossa sulle diagonali 

600-650 scelta mosse sulle orizzontali o 

verticali 

660 riconoscimento pareggio 

670-680 casi speciali delle diagonali 

690-700 operazioni in caso di pareggio 

1000 routine di visualizzazione gri- 

glia gioco 

1010 inizio routine colloquio gioca- 

tore 

1015-1017 operazioni riguardanti vittorie 
e pareggi 

1020-1035 Input mossa giocatore 

1050 memorizzazione mossa gioca- 


2000 

3000 

4000 


.5000-5040 


conversione numero casella 
riconoscimento convenienza 
mosse 

DATA per la ricerca mosse su 
diagonali 

chiusura del ciclo di partite. 


I comandi Basic 

relativi all'uso del linguaggio macchina 

Ci occupiamo, questo mese, dei comandi propri del linguag- 
gio Basic del PC- 1500 che sono in relazione con l'impiego del 
linguaggio macchina del pocket. 

Quasi tulle le informazioni che daremo NON sono presenti 
sul manuale in dotazione con il PC-I500. ma possono essere 
riscontrate sul Technìcal Rcfcrence Manual della macchina. 

NEW n 

Questo comando cancella tutta l'area dati e programmi del 
Basic, e fìssa ail'indirizzo n (se possibile) il top dell'area pro- 
grammi. Se n=0. il Top Basic Program vale 40C5H perii PC- 
1500 standard, oppure 38C5H per l’espansione CE-I55. 

Se viene omessa l’opzione n. il comando pulisce l'area pro- 
grammi e dati del Basic, senza modificare i puntatori alla TBP. 

STATUS n 

STATUS 0: equivalente aU'isiruzionc MEM 
STATUS I: fornisce i byte occupati dal programma Basic. 
STATUS 2: indica l'ultimo indirizzo occupato dal program- 
ma Basic. 

STATUS 3: fornisce l'indirizzo di inizio dell'area di memo- 
rizzazione delle variabili. 

STATUS 4: contiene il numero di linea appena eseguila da 
un programma Basic. 

PEEK S nn 

Il comando PEEK nn restituisce il valore presente nella 
locazione di memoria nn (es: PEEK &1000 PEEK 4096). Se è 
presente il simbolo la lettura nella memoria viene efTettuata 
sul banco alternativo dei 64K RAM. 

PEEK ff nn.nl,n2,... 

Il comando permette di scrivere in memoria, dalla locazione 


nn in poi, i byte ni. n2, ecc. L’opzione S fa riferimento al banco 
alternativo di memoria. 

CALL nn 

Con questo comando è possibile lanciare l'esecuzione di un 
programma in linguaggio macchina, con partenza daiì'indirìz- 


CALL nn, variabile 

Se la variabile è numerica (in un campo da -32768 a 32767): 

1. il valore della variabile viene trasferito nel registro HL. 

2. viene lanciato il programma in linguaggio macchina dal- 
l'indirizzo nn. 

3. se ilcarry è settato al momento del ritorno dal programma, 
il valore di HL viene trasferito nella variabile. 

Se la variabile non è numerica: 

1. l'indirizzo di partenza della variabile viene trasferito nel 
registro HL. e la dimensione della variabile neiraccumulaiorc. 

2. viene eseguito il programma in linguaggio macchina dal- 
l'indirizzo nn. 

3. se il carry è settato al momento del ritorno dal programma, 
la variabile stringa la cui lunghezza è contenuta nell'accumula- 
tore viene trasferita nella variabile, a partire daH'indirìzzo HL. 

CSAVEM "nome file’': nnl, nn2, nn3 

I dati contenuti dall'indirizzo nn I all'indirizzo nn2 verranno 
salvati su nastro con il nome indicato. Se é presente anche nn3, 
il programma verrà automaticamente eseguito a partire da nn3, 
quando sarà ricaricato da nastro. 

CLOADM "nome file”: nnl 

II file in codice macchina indicato nel "nome file” verrà 
ricaricato in memoria a partire dalla locazione nn. Se nn non è 
specificato, il file verrà caricato nella stessa zona dacui era stato 
salvato. 


182 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 



La MT 290 si propone sicuramente come il 
prodotto più flessibile per chi deve offrontare le 
più svariate esigenze di stampa. Ciò è dovuto alle 
sue particolari caratteristiche: 200 Cps in Data 
Processing e 50 Cps in Word Processing con la 
possibilità di essere equipaggiata con caricatori 
automatici di fogli singoli o inseritori frontoli ed 
automatici di fogli singoli. In pratica la MT 290 è 
una stampante di elevoto livello professionale e la 
sua capacità di produrre elevati 
volumi di stampa ne è la riprova. 
Questa serie di eccezionali 
caratteristiche non 
compromettono il favorevolissimo 
rapporto prezzo/prestazioni tipico 
di tutta la gamma Mannesmann 
Tally. Infatti la MT 290 pur 
posizionandosi tra le stampanti di 
medie prestazioni conserva una 
quotazione estremamente 
competitiva che le consente 
i'appeliotivo di Low Cost. 



20094 Cof#co (MI) - Vio Codomosto, 3 
Tel (02) 4S02850/855/860/866/870 - Telex 311371 Tolly I 
00137 Roma - VlQ I. Del Lungo. 42 - Tel (06) 82784S8 
10099 Son Mauro <TO) - Via Cosale. 308 • Tel (011) 8225171 
40050 Montevegllo (80)- Via Einstein, 5 -Tel (051)632508 



Tutte 

le garanzie 
V de l a 1 



Elenco 
del software 
disponibile 
su cassetta 
o minifloppy 


Per ovviare alle difficoltà 
incontrate da molti lettori 
nella digitazione dei listati 
pubblicati nelle varie 
rubriche di software sulla 
rivista. MCmicrocomputer 
mette a disposizione i 
programmi più significativi 
direttamente su supporlo 
magnetico. Riepiloghiamo qui 
a fianco i programmi 
disponibili per le varie 
macchine, ricordando che i 
titoli non sono previsti per 
computer diversi da quelli 
indicali. 

Il numero della rivista su cui 
viene descritto ciascun 
programma è riportato 
nell'apposita colonna: 
consigliamo gli interessali di 
procurarsi i relativi numeri 
arretrati, eventualmente 
rivolgendosi al nostro Servizio 
Arretrali utilizzando il 
tagliando pubblicato in fondo 
alla rivista. 


I Per l'ordinazione inviare l'imporlo (a 
mezzo assegno, c/c o vaglia postale) 
I alla Technimcdia srl. Via Carlo Per- 
I ricr 9. 00157 Roma. 


Le cassette utilizzale sono Basf C-60 
Compuseile II; i minifloppy sono 
Basf singola faccia singola densità. 



184 


MCmicrocomputer 


settembre 1985 



di Pierluigi Panutizi 



In qucslo niinicrfi ptihblichiunin un prò- 
prummu di un no.uro Iviuirv. upporeiuvmvn- 
le mollo grande, ma in realiù dolo dall'unio- 
ne di tpiaiiro pani fondameniuli aceexsihiU 
da un menu principale. 

Si traila di qualiro iililily nel campo del- 
l'eleiironica: la prima con.scnie la iahida:io- 
ne di valori EIA ÌO“n. in hase uU'operanone 
VI/ udi valori ! parallelo, serie, paniiori. /re- 
i/iienze di risonanza, ecc.i. 

La .seconda invece con.venie di coniare e 
raggruppare per valore i componenii di un 
circiiiio. niienendo l’ordinameiiio dei valori 

La terza permeile al no.siro culcolalore di 
.simulare una calcolairice elei ironica ed infi- 
ne la eiuaria con.senie il iracciamenlo p.seu- 
do-gralico de! modulo e delta fase di una 
/unzione comples.sa. dà che in gergo si ehia- 
nia il " diagranimu di Bode". 

lui.sciamo duntpie la parola allenare, non 
prima però di aver fallo alcune piccole con- 

Sella riga 70 compare la funzione 
FSPCS. che eon.senie il posizionunienio a.s- 
soluto de! cursore e corrisponde alla sequen- 
za" ESC = re" dove"r" e"c" sonorispeni- 
vumenie i valori di riga e di colonna aumen- 
laii di 32 della posizione in cui si andrà a 
.Slampare un caranere nel video. 

Per quanto riguarda il valore LCC defmi- 
10 nella linea W ed usalo più volle con l'i- 
struzione " Poke" po.ssiamo dire che può es- 
sere iranqiiillamenie Ira.vcurato. .salvo ap- 
portare le dovute modifiche a seconda de! 
pi'rsonui di cui si dispone. 


Elepack: 

un pacchetto per Pelettronica 

dì Ma.ssimn Corinuidesi 

Falconara (AN) 

Il pacchetto qui presentato, composto 
da un gruppo di quattro routine distinte, é 
stato realizzalo per fornire ausilio nella 
elettronica applicata dagli hobbysti: so- 
vente. infatti, ci si trova nella necessità di 
disporre di utility pratiche c di facile uso al 
fine di realizzare o dimensionare un circui- 
to elettronico. ELEPACK è concepito 


proprio per questo tipo di problemi. Il pro- 
grama è redatto in Mbasical line di preser- 
vare la irasportabililà e. per quanto possi- 
bile. la facilità di modifica a seconda delle 
particolari esigenze. 

Una volta lanciato, il programma pre- 
senta il menu principale composto da 
quattro opzioni: 

1 - Tabelle di valori EIA 10% 

2- Toializzatore di componenti 

3- Calcolatrice 

4- Diagrammi di Bode 

9-Finc programma 

che. a parte l'evidente opzione 9. vengono 
qui di seguito descritte singolarmente. 

I - Tatwlle RIA al 10% 

Ne! dimensionamento di reti elettriche 
passivetreli RC. l.C. ccc.) occorre talvolta 
determinare il valore di due componenti il 
cui prodotto, o rapporto, o somma, ccc.. 
sia il più possibile prossimo ad un valore 
predeicrminaio: è questo il caso di reti RC 
di multivihratori. reti LC di circuiti riso- 
nanti c simili. 

Sapendo che in commercio sono per lo 
più reperibili componenti RLC i cui valori 
ricadono entro la serie EIA standard al 
10% di tolleranza (E12). ci si trova a dover 
scegliere quei valori dei componenti reali 
che meglio approssimano i dati di proget- 
to. Si può in tal caso ricorrere alla prima 
routine del pacchetto (linee .330-730) per 
avere in video una serie di tabelle numeri- 
che oiienuic da tutte le possibili coppie di 
valori E12applicando tra loro le operazio- 
ni matematiche che più comunemente si 
incontrano nella progettazione di circuiti 
analogici. 

L'insieme delle tabelle visualizzabili è 
presentato nel soilomenu della routine; 

I paralleli 2 scric 

ì pari, di tens. 4 prodotti 

5 rapporti 6 freq. nalur. 

7 freq. rison. 

Queste tabelle permettono, a pane il fat- 
tore di scala variabile di caso in caso, di 
selezionare la coppia di componenti otti- 
male. 

Per semplicità di scrittura delia routine e 
cercando di minimizzare l'impegno di me- 
moria centrale, i calcoli vengono effettuati 




ogni qualvolta si seleziona una particolare 
voce del sotto-menu, ciò inoltre agevola 
l'inserimento di ulteriori tabelle senza pe- 
raltro penalizzare troppo la velocità di ese- 
cuzione qui non particolarmente impor- 
si noti come la generazione della tabella 
dei partitori, ove viene richiesto il valore 
della tensione di ingresso, non è "a prova 
di errore" a causa della natura necessaria- 
mente formattata che assume la presenta- 
zione in video dei risultati; sarà pemó ri- 
chiesta una ecrtuuucn/.lonc nella scelta del 
valore introdotto al fine di non compro- 
mettere la leggibilità della vidcala. 

2 - Totalizzatore di componenti 

Compresa dalla linea 770 alla linea 1260. 

questa routine risponde alla necessità pra- 
tica di determinare, dato un circuito elet- 
tronico che si intende realizzare, quanti e 
quali sono I componenti simili tra loro; 
esempio quanti sono i rcsistori da I kohm. 
u quanti sono i condensatori da 4.7 nF. 

Il loializzaiore acizclVà i valori dei singoli 
componenti (non necessariamente valori 
standard e comunque senza unità di misu- 
ra) in qualsia.si succe.ssione. presentandone 
poi la lista ordinata su valori crescenti in- 
cludendo il numero delle unità presenti per 
ogni valore. 

Dato il numero relativamente basso dì 
componenti che possono far parte di uno 
schema anche complesso, non è stato im- 
piegato un metodo evoluto per effclluare il 
sorl dei valori. Inoltre, benché sarebbe 
probabilmente stato utile, la routine non è 
stala dotata delia possibilità di differenzia- 
re. ad esempio, tra rcsistori di differente 
waliaggio 0 natura: ciò deriva dal fatto che 
ogni singolo componente può essere de- 
scritto soltanto da un numero, che natural- 
mente c bene far coincidere col proprio 
valore caratteristico (es. la resistenza nel 
caso di un resisiorc). 

A lista conclusa, il totalizzatore può ese- 
guirne una copia su stampante. 

3 • Calcolatrice 

Si tratta di una routine che consente di 


MCmicrocomputer a 44 - settembre 1985 



186 


MCtnicrocompuler n. 44 - settembre 1985 



MCmicrocompuler 


• settembre t985 




complesso che valuta, in un prefissalo in- 
tervallo di frequenze, i valori in modulo e 
fase assunti da una espressione algebrica. 

Una volta attivata, la routine richiede 
l’introduzione della espressione numerica 
che — tipicamente -- descrive una rete 
RLC di CUI si intende studiare randamenlo 
in modulo e fase della funzione di trasferi- 
mento in funzione della frequenza. Tale 
espressione può fare uso di parentesi, dei 
normali operatori aritmetici c dclfopcra- 
lore "S” che qui sta per "parallelo tra". I 
singoli componenti della rete vengono in- 
trodotti nella forma: "Xnnnn", in cui "X” 
indica il tipo di componente (può variare 
tra R. L 0 C) od "nnnn" il suo valore 
espresso con numero intero, decimale o in 
notazione esponenziale. 

L'espressione da studiare può essere 
proseguita su più linee semplicemente in- 
viando un "return" quando si desidera an- 
dare a capo (anche nel mezzo di un compo- 
nente): l’espressione infatti viene con.side- 


Ncl caso non siano stati rivelali errori, la 
routine richiede Tìnlroduzionc degli estre- 
mi dcH’inlcrvallo di frequenze entro cui poi 
verrà elTetluala la scansione (lineare o lo- 
garitmica) in ogni punto della quale vengo- 
no calcolali modulo e fase. 

Il calcolo numerico, eircltuato sui 70 
punti delia scansione e provvisto di sue 
proprie (teoricamente inutili) segnalazioni 
di errore, termina con la presentazione dei 
valori minimo c massimo riscontrati sia 
per il modulo che per la fase. 

Si debbono ora introdurre i parametri 
richiesti per la graficazionc dei risultali. 
Tali parametri (massimoc minimo dell'or- 
dinaui nel grafico sia per il modulo che per 
la fase) possono essere introdotti da tastie- 
ra a seconda della zona di grallco che si 
intende osservare, oppure si può optare di 
scegliere quelli ottenuti dal calcolo al fine 
di far occupare alle curve di modulo e fase 
tutto lo spazio utile nel graHeo: ciò viene 
ottenuto rispondendo con un seni plico "re- 



rata icrmìnala solo quando si introduce il 
carattere "(a ". Si noti che. data la struttu- 
ra dell’algoritmo adoperato, qualora oc- 
corra introdurre costanti reali o immagi- 
narie. si può fare rìspeilivamente uso di 
resistori cd induttori di opportuno valore. 

Introdotta l’espressione, questa volta 
controllala al line di verificarne la corret- 
tezza formale. La presenza di errori di for- 
mato (parentesi non accoppiate, carattere 
non riconosciuto, dato numerico non rico- 
nosciuto ed altri) viene segnalata all’opcra- 
lore e la routine si predispone per riprende- 
re da capo con l'immissione della espres- 


lum" alle richieste dei valori inferiori di 
graUcazione. 

La routine procede poi con la costruzio- 
ne de! grafico, separando due scale in ordi- 
nata per moduloc fase c riportando i valori 
estremi dell’intervallo delle ascisse. Con- 
temporaneamente. in basso, è presentato 
anche un sotto-menu in forma compatta; 
"C/F/G/S/E/M 7 

che indica, rispettivamente per ogni lettera 
selezionabile, la richiesta per una Copia su 
stampante del contenuto del video. la pre- 
sentazione dei valori numerici di modulo e 
fase per ogni Frequenza discreta interessa- 
ta dalla scansione. la ripetizione del Grati- 


co con altri valori per i parametri di grafi- 
cazione. la ripetizione della Scansione su di 
un altro intervallo di frequenze, la ripeti- 
zione della introduzione di una nuova E- 
spressione, il ritorno al Menu principale. 

La presentazione dei valori numerici 
puntuali (opzione L') viene effettuala mo- 
dificando leggermente la vidcaia e facendo 
apparire — suH'assc delle frequenze un 
cursorino. spostabile a destra c a sinistra 
con i tasti controllo cursore (sinistra per 
BSc destra per SO), la cui posizione indica 
a quale ascissa (pure prcsenluia numerica- 
mente) sono riferiti i valori di modulo e 
fase riportali. Il ritorno al sotto-menu av- 
viene con la pressione del tasto "home" 
(VT), 

La opzione di .stampa è piuttosto lunga 
da eseguire: ciò deriva dal fatto che l’esi- 
guità dello spazio RAM a disposizione 
non mi ha permesso di implementare una 
routine più veloce, ma che impegnava un 
maggior numero di locazioni di memoria. 

Note generali 

Dato che Mbasic. una volta caricalo, 
mette a disposizione dcll'utenie .^09.79 byte 
c che Eiepack.has occupa, su disco. ,70K di 
memoria, si nota come non ci sia più tanto 
spazio a disposizione. Questo motiva l’uso 
estensivo delle variabili intere, il frequente 
riutilizzo di arce RAM già dimensionate c 
non più necessarie c la stesura tipicamente 
non strutturata del programma (esempio 
la Calcalairice). pur cercando il più possi- 
bile di conservare una clasiiciià di imple- 
mentazione ponendo (cs. Diagrammi th 
Bade) certi parametri utilizzali spesso, sot- 
to forma di variabili definite all’inizio delle 
rispettive routine. 

La function FNPCS alla linea 70. è la 
funzione di spostamento del cursore nella 
posizione IR%.IC% (riga, colonna) sullo 
schermo. La variabile LCC alla linea 80 
contiene invece l’indirizzo della locazione 
di memoria entro cui la gestione dello 
schermo va a cercarsi il carattere da impie- 
gare come cursore, per cui le varie "POKE 
LCC. nn" non fanno altro che dcHnire il 
carattere ASCII "nn" come visualizzazio- 
ne del cursore. La PRINT alla linea 6450 
presenta invece il cursorino della opzione 
F del diagramma di Bodc. 

La lìnea 6560 abilita nella stampante il 
modo "qualità lettera" e fissa la spaziatura 
verticalesu 6 LPI e quella orizzontale su 10 
CPI: i carailcri di controllo impiegali sono 
quelli riconosciuti dalla Honeywcli 
SI ICQ. 

Un vezzo: i vari "max" e "max ’84" non 
fanno altro che rivelare (purtroppo) una 
volta di più la eccessiva stima che ho di me 
stesso. mC 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 


189 


gld* IL BKTTEGQNE di felice pagnani _ ^ 

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0 CONCETTO DI PORTATI 


■trucchi del CP/M 


a CI 


di Pierluigi Panunti 





Le funzioni dei BDOS 


Dopo aver vhio nelle scorse puniate il 
significalo di lerniini mollo importanti quali 
Ì'FCB I File Coiiirol Block). l'AB i Alloca- 
tion Block), le DE f Directory Entry/, sia- 
mo ora in grado di continuare il nostro di- 
scorso sulle varie funzioni del BDOS. nelle 
quali, come vedremo, applicheremo più volle 
le nozioni p'i qui apprese. 

Coniinuiamo perciò la carrellala sulle 
funzioni, partendo dal punto in cui ci erava- 
mo fermali nel numero 39 di MC. xuhilo 
dopo aver parlalo della funzione numero 13: 
eccoci dunque giunti alla ... 

Funzione 14: Sclccl logicai Disk 

Questa funzione, come si può facilmente 
dedurre dal nome e conoscendo ormai co- 
me sono siniiturate le chiamate al BDOS. 
permette di considerare come disco di dc- 
fault quello indicato nel registro E. all'alto 
della ehiamata alla funzione stessa. 

Il fatto di stabilire in tale modo il disco 
di defaull. comporta che tutte le successive 
chiamale a file senza la specificazione del 
disco si riferiranno dunque a quello di de- 
faull: ciò è comunque by-passabilc sempli- 
cemente indicando il disco sul quale si tro- 
va il file in questione, senza aver la necessi- 
tà di selezionare "quel" disco particolare 
con una Sclccl Disk: ancora una volta il 
CP 'M si preoccuperà di ciò per noi. 

Nel caso di questa funzione il valore 
posto nel registro E corrisponderà ad un 
disco secondo la cornspondenza: 

Valore di E disco selezionato 
come defaull 

0 A 

1 B 

2 C 

Ì6 P 

Vediamo ora alcune eventuali risposte 
del CP M a nostre errate richieste; inizia- 
mo dalla più banale c cioè la selezione di un 
disco inesistente. In (al caso il Sistema O- 
pcralivo ci presenterà la ben nota segnala- 
zione 

BDOS Err on H: Select 
se avevamo posto il valore 7 nel registro E e 
supponendo che il nostro sistema non di- 


sponga di cosi tanti dispositivi magnetici! 

L’utente del CP.'M ben sa che in risposta 
ad una pressione di un tasto (ad esempio 
RETURN) al messaggio di cui sopra si 
avrà automaticamente un warm-bool con 
conscguente perdita del controllo del no- 
stro programma, a meno di fortunosi “re- 
covery" più volte citali neH'ambilo della 
rubrica. 

Per ovviare a tale inconveniente convie- 
ne "all'interno del programma" porre il 
controllo sul disco che l'operatore vuole 
come defaull. che in casi erronei, non effet- 
tui la chiamata alla funzione, ma salti ad 
un'apposita routine che ad esempio richia- 
mi l'attenzione dciropcratore maldestro, 
con un messaggio convincente cd imperati- 
vo al tempo stesso -, 

Altro problema ben più grave può verifi- 
carsi quando aU'inlerno del BIOS sono 
presenti le tavole logiche relative ad un 
certo disco logico che però non esiste fisi- 
camente: facciamo un esempio. 

Supponiamo di avere un personal com- 
puter dotalo di un solo floppy, ma che può 
essere viceversa collegato ad altri floppy 
disk, come future espansioni: con tutta 
probabilità nel BDOS saranno già presenti 
le tabelle relative a future espansioni. 

Ecco che perciò selezionando un disco 
■■|ìsieamcnle'’non presente il BDOS non se 
ne accorge; i guai verranno magari dopo, 
quando si tenterà un accesso ad un tale 
fantoma Lieo disco: se il BIOSc viceversa al 
corrente che tale disco non esiste in realtà, 
allora provvederà a segnalare errore al 
BDOS. che perciò mostrerà un messaggio 
di errore, che stavolta sarà 

BDOS Err or> H: Baci Sector 

A questo punto, a differenza dei caso 
precedente, abbiamo due possibili "scap- 

- premendo RETURN, il BDOS ignorerà 
l’errore c tenterà di proseguire con i dati 
apparentemente letti dal disco fantomati- 
co (c ovvio che bene che vada si tratterà del 
contenuto di un settore letto in precedenza, 
altrimenti della volgare "garbage” in 
tal modo però si sarà mantenuto il control- 
lo del programma. 

- Premendo invece Conirol-C si avrà l'or- 
mai consueto warm-boot con conscguente 
perdita del programma. 

Ultima considerazione da farsi è che la 
funzione in esame non fornisce alcuna ri- 


sposta al programma chiamante (come in- 
vece fanno molte altre funzioni, specie 
quelle in cui ci possono essere errori); nel 
caso in cui il controllo rimanga al pro- 
gramma chiamante allora saremo sicuri 
che il disco logico selezionalo avrà almeno 
le sue tabelle airintcmo del BIOS: eventua- 
li errori successivi, come visto, ci mostre- 
ranno un'eventuale scelta errata del disco 
di dcfaiilt. 

Funzione 15: Open File 

Eccoci dunque ad una funzione molto 
importante, senz'altro fondamentale quan- 
do si devono manipolare dei file; essa per- 
mette di aprire un certo file sia per leggerlo 
che per scriverlo, indifferentemente. 

AU'auo della chiamala la coppia di regi- 
stri DE deve puntare alla zona di memoria 
dove abbiamo posto l’FCB del file deside- 
ralo: in particolare con tale insieme di by- 
te. lo ricordiamo, andiamo a fornire al 
CP/M tutte le informazioni fondamentali 
riguardanti il file su cui desideriamo lavo- 
rare. 

In particolare comunicheremo al CP. M: 

- il numero dell'ulenle (user number) ed il 
disco logico su cui risiede il file: 

- il nome del file (filename) ed il suo tipo 
(type). 

Ricordando la struttura dell'FCB. solo 
queste indicale sono le informazioni da 
fornire: i rimanenti byte potranno essere 
posti a 0. in quanto in questa sede non 
prendono parte al meccanismo di apertu- 

Come risposta aH'operazionc di apertu- 
ra. avremo un certo valore neiraccumula- 
toro A. 

Un valore pari ad FFH indicherà che il 
BDOS non è stato capace di trovare la 
Directory Entry relativa al file dell'FCB. 
Viceversa un valore pari a 0. l. 2 o 3 indi- 
cherà un esito positivo per l’operazionc- 

Vediamo dunque il significalo di tali va- 
lori. analizzando più da vicino il compor- 
tamento del BDOS per elTctio della chia- 
mala alla routine. 

In base al valore del disco logico, la rou- 
tine cerca nella directory il file ed il tipo 
specificalo nell'FCB. 

Come siamo abituali a fare in alcuni 
casi, anche ora si può avere a che fare con 
nomi “ambigui” di Ilice cioè contenenti dei 


MCmicrocompuler n, 44 - settembre 1985 


191 



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al posto di alcune lettere del nome 
stesso. 

Infatti se in alcune posizioni riservale al 
lllenamc poniamo dei "T. allora il BDOS 
cercherà il primo file concordante con il 
nome ambiguo indicalo. 

In lutti i casi però, se il nomee o il tipo 
risulteranno più corti di. rispctiivamcme. 8 
c 3 earailcri. allora bisognerà impostare 
dei "blank" di riempimenio. 

1 ti base a queste considerazioni potremo 
impostare nell' FC'B dei nomi tipo: 

- P??P0t<trb TXT 

- FILENAMEiJfeb- 

- ?????????’? 

Nel primo caso il BDOS cercherà nella 
directory un file il cut nome è di 5 lettere e 
di tipo ”TXT" ed in particolare si fermerà 
al primo il cui nome rispecchia Icspcciftchc 
ad esempio se nella directory ei sono i se- 
guenti file 

PIPPO 

PIPP03.TXT 

PlPPO.TXT 

P88PO.TXT 

il BDOS SI fermerà al file PIPPO.TXT. 

Mentre nel secondo caso non c'é nulla 
da dire, il terzo è mollo interessante, in 
quanto ci consente di aprire il primo file in 
assoluto presente sui disco. 

C'è da notare (e questo lo diciamo per gli 
■'smanellomani" ...) che il BDOS. durante 
la ricerca di coincidenza del nome contenu- 
to ncN'FCB con quelli della directory, ac- 
cetta pure i cosiddetti caratteri "non grafi- 
ci" nonché le minu.scole: in parlicoiare per 
quest'ultimo particolare, i file "PIPPO" c 
"pippo" sono diie jìli’ differenti dal mo- 
mento che i caratteri ASCII componenti 
sono diversi nei due casi. 

Bisogna dire che però per poter scrivere 
il nome di un file in minuscolo sì deve per 
lorza operare in linguaggio macchina: in- 
fatti quando da tastiera impostiamo un 
nome di file in minuscolo, il modulo CCP 
lirowedcrà aulomalicamcnle a tradurre 
uitli i caratteri in maiuscolo impedendoci 
di raggiungere il file desideralo. 

Analogamente, se il file contiene carat- 
teri di controllo, allora da tastiera diventa 
impossibile se non difficilissimo poterli im- 
postare e soprattutto "inviarli" al BDOS. 

Ci dedicavamo appunto agli "smanctto- 
mam" in quanto l'uso di caratteri di con- 
trollo può servire come deterrente all’inde- 
bita manipolazione di file importanti, da 
tastiera. 

Finora abbiamo trascuralo un altro 
campo su cui il BDOS controlla la coinci- 
denza. il numero di exieni. che normal- 
mente é meglio porre a 0: se però in un file 
pariicolamienle lungo sappiamo che l'in- 
formazione che ci interessa sì trova in un 
certo cxlent allora possiamo senz’altro 
specificarlo nctl'FCB. per saltare diretta- 
mente a tale parte del file. 

Altro funambolismo che c possìbile 
compiere è l'apertura multipla di uno stes- 
so file: in questo caso c'é bisogno di tanti 
FCB quante sono le chiamale in apertura c 
addirittura i vari FCB potranno riferirsi 


sia ad exieni dilTcronii come pure allo 
"stesso" exieni; il tutto però conviene sol- 
tanto se SI devono effelluare letture indi- 
pendenti. Tornando al nostro "singolo" 
file da aprire, una volta che il BDOS l'ha 
trovato nella directory, copierà l'elenco de- 
gli AlliKalion Blocks <AB| usati dai file, 
ponendoli nell'apposito spazio all'interno 
deH'FCB, pronti per essere usali dal pro- 
gramma. 

Il valore clic la routine fornisce ncH'ac- 
cumulaturc non è altro che il numero rela- 
tivo della directory entry, relativa al file 
desiderato, ncirumbilo delle 4 Ielle dalla 
routine Stessa: in particolare, ricordando 
che il CP M gestisce settori logici di 128 
byte, avremo 4 directory entry nel bufl'cr 
del settore ed il valore posto nell'accumu- 
latore indica appunto il numero d'ordine 
nell'ambito dei 128 byte. 

Deilochc tale informazione viene forni- 
ta pruiicumcnic da tutte le funzioni che si 
riferiscono ad un file, mediamente interes- 
serà soltanto verificare l'avvenuta apertu- 
ra del file inicrcssuio. indicata da un valore 
in A diverso da FFH. 

Funzione 16: dose File 


Ecco dunque tu funzione duale della pre- 
cedente. nel senso che é la funzione che 
consente di terminare l'elaborazione su di 
un determinato 11 le "chiudendolo" ad ullc- 
rion operazioni; se il file era stalo aperto 
solo per leggerlo, al limite non sarebbe 
nemmeno necessario richiuderlo, in quan- 
to al CP M non interessa. Viceversa per 
quanto riguarda l'MP M (che ricordiamo 
trattarsi della versione mullì-utcntc dei 
CP'M) allora si devono chiudere lutti i file 
aperti indifferentemente dalle operazioni 
svolte su di essi. 

L'esito dcH'opcruzjonc di chiusura sì ha 
come al solilo in base al valore posto dal 
BDOS nell'accumulatore: valori tra 0 e .1 
indicano una corretta operazione, mentre 
un valore FFH indica che il file non è stalo 
chiuso- 

Analìzziamo ora con attenzione cosa fa 
il BDOS all'atto della chiamata alla fun- 
zione 16. 

In particolare quando si chiude un file su 
cui erano stati scritti dei dati, allora il 
BDOS copierà l'attuale contenuto dcl- 
l'FCB nella directory, andando a modifi- 
care la directory entry già esistente in pre- 
cedenza. 

Inoltre ncordiamo che il BDOS non ef- 
fettua la scrittura deil'"ultimo record" del 
file durante tale chiusura: in particolare si 
dovrà riempire opportunamente tale ulti- 
mo record, scriverlo su disco per mezzo 
della funzione di "Wriie" (che vedremo 
prossimamente) ed infine chiuderemo il fi- 
le stesso. 

Ne] caso che il file creato sia un file dì 
testo contenente caratteri ASCII (secondo 
lo standard CP'M). allora dei record in- 
completi potranno essere riempili di carat- 
teri di "end of file" (lAH). che il CP M 
appunto riconosce come tali. MC 


MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985 





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HCDSO-BB SMb upgi. kitt-QVCBB-AS pei PCIOOA (**) 

RCDS1-BA 10Mb upgiede kil pei PC1O0-B7 
RCDS1-BB 10Mb upg. kh DVCG6-A3 pai PCIOOA |"| 

RXSQ XA Floppy dac duale addismnale 
OPZIONI COMUNI A RAINBOW 100B E 1l»+ 

PC1K1-B1 Couniiy kii lialia 
VR201-A Monlloi bianco a neio 12 pobicl 


PROFESSIONAL 3S0 E SUE OPZIONI 
PC350-02 Modulo di sisteina PRO 350 
PC3SC-IC Package sys Pio 350. SMb. CTS-300 
PC3SC-IP Package sys Pio 3S0. SMb. PJDS 
PC3SC-IR Package syi Pro 350. SMb. RMT 
PC3S0-IC Package sys Pio 350. 10Mb. CTS-300 


34.910.000 

59.820.000 


355000 
150 000 
26S.OOO 


3.700.000 

4.600.000 

6.800.000 



ye sys Pie 380. lOMb. RT-11 
PC38E-IR Package sys Pio 300. 33Mb. RT-11 
VC241-B Eslensione menoiia gialica Piu 300 
MSC11CK Memoiia RAM da 256 Kb 
PC3K1-BA Couniiy kii USA 
PC3K1 01 Couniiy Kil lialie 
RCD51-A Disco Winchasiei 10 Mb • canliollei 


VR201-C Moniloi losloio ambia 12 poUici 
VR241-AI Moniloi a eoloii 13 pollici 
VT220-A3 Teiminate video allanum. b/n 12' 
VT220-B3 Taminale video allanum. veide 12' 
VT220-C3 Terminele videe alfinun ambra 12' 

PC38E-IP Package sys Pio 380. 33Mb. P/OS 


ORAGON 32 
ORAGON 64 

Conliolei pei 4 disk dnve 
Cabinel con 1 disk drive 
Cabinei con 2 disk drive 
Coppia joystick 

Cavo per stamparne paiallela Cenlionics 


m Pii. 1/2 - 20094 Aisage m 


EDICONSULT srl 

(omsuu 

Vk Hosmi. 3 - 20352 - ATan/a 


450.000 

599.000 

140.000 


1.230.000 

1.360.000 
2.925000 

3.100.000 

2 . 010.000 

2.135.000 

390.000 

410.000 

1 . 200.000 


mal compulsi - CPU ZOO. 164Kb RAM • 2 floppy 1 700 Kb end. t 
1 llcppy 700Ke1 disco 10Mb 




Le scritture più importanti richiedono 
stampanti silenziose che sappiano dare 
ai contenuti la forma più adeguata. 

Alla massima velocità consentita dai tempi. 

L'importanza di ciò che scrivi dipende anche da 
come lo scrivi; le possibilità di comprensione 
immediate dei messaggi del tuo personal dipendono in 
larga misura da come questi vengono trascritti, 
composti, presentati. 



ionarì 

:kard,y 

a ^ 

1 qui adottate^^^® 


Sistemi di scrittura rivoluzionari 

Per questo la Hewlett-Packard, . 
all’avanguardia neH'eletlronica 
mondiale, e leader nel settore 
delle stampanti per personal 
computer ha creato dei veri e 
propri sistemi di scrittura che 
rivoluzionano le tecnologie fin qui a 
Come la stampante professionale LaserJet, che 
introduce per la prima volta tutti i vantaggi della stampa 
laser; caratteri e grafica di alta qualità, possibilità di 
utilizzare tipi diversi di caratteri, elevata velocità, fun- 
zionamento silenzioso, affidabilità. 

LaserJet è una stampante laser da tavolo in grado 
di realizzare otto pagine al minuto, con più tipi di 
caratteri nella medesima pagina e con ampie possibilità 
grafiche. 

E come la stampante ThinkJet che grazie alia sua 
tecnologia a spruzzo di inchiostro stampa velocemente 
e silenziosamente lettere e grafici. 


Compatibili con altri personal 

Potrai usare le stampanti HP col tuo personal, an- 
che se non hai un HP. 




Infatti sono compatibili 
con tutti i principali 
personal sul mercato. 

Se vuoi saperne di 
più ti basterà 
compilare in ogni sua 
parte l’accluso coupon; 
riceverai, senza inip5gno, una documentazione 
dettagliata sulle stampanti HP e tutte le loro 
possibilità d’impiego. 


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Marketing Commumcation C.P. 10190, 20100 Milano. 


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Hewlett-Packard Italiana S.p.A. 

Via G. Di Vittorio 9 - 20063 Cernusco Sul Naviglio 
Milano -Tei. 02/923691 


Whpl HEWLETT 
mLUM PACKARD 



iiiiiii 



IBM imn Dairéulem Piiécrii - Vit hit 3S ■ Mina 


Sluto MdeUo piuedenie ionio sitaponit 
1 1 mnilisco da 36D i Mod XT aditi video 
Mod XT2-2SS Kb • 2 Doppy da 3&0K * lasbeia « vileo * iianpanio ■ adiliaiore 
vidao ilanpanis 

Mod.XT 3'2S6Kb * 1 floppy da 360K * I disco fitto da IDMb * lasMio vidto- 
sianpanle odaltiloie ndoo slanpanle per CHNiniuzioni aiioEione 
121 K RAM. 1 floppy 3G1IK. 1 disco fisso di 10 Mb video, lasneii. slanpanio SO 
pi. adatiaioio pei eofunieanoni aiineiono odia video sisap Mod. XT 
120 K RAM. 2 diseboni da 360 K 2 dudil fasi da 10 Mtyti. sianpaine 80 cps. 
adatlalore video stmp.. video. Issileii 

PC AT 2S6K 1 fbppT 1.2 Mb - video nonociiiaalico lasbeia - idalt. video 
PC AT 2S6K 2 floppy 1.2 Mb - video boiociomiico lasbeia idoli, video 
PC AT Mod Illeso S13K 1 floppy li Mb - 1 disco fisse da 20 MO lasbeia 
ideo idati video 

PC ATS12K1 floppy 1.2 Mb • lastcra ' video e idoli, ndio " 2 dischi fissi da 20 
MO 
DOS 3.0 

Snapaeto 80 cps 
Video eoloii base 
Video csloii 
Vrieo coloie iiaiuaio 
Video coloii professionale 

Petsonal Conpaioi Podaiile 206K 2 floppy de 360Kb 
DOS 21 


16-266 K TSM - 2 onnilloppy de OOOK CCP/M - Oasic 16 Od 
16 512 K Como 16 -266 

36-2S6K RAM-1 Wincbesui UNR^I noiilloppy OOOK 16 Od 
36-612K come 36-266 

46-512K Wineheslei 20 M6 - 1 ninilloppy da 600 K - 16 bil 


Video ‘ laslaia co 
6404 ViDEOCOlDRI 
Slaapente 3181 
Slanpanle 3184 
Slanpame 3186 
Slanpanle a naigbeiila 




5IS.12 600 Kb modloidir 6' * 12 Mb Wincbestai 5' 
6IS.24 600 Kb mnilloppy 6* < 24 Mb Wincfiesler 6' 
SODO SX 

6SX.12 600 Kb iiinifloppy 6' < 12 Mb Winchesiei 6' 

5$X 24 600 Kb eiinifloppy 6' ' 24 Mb Winchisiei 6' 

6SX.32 eoo Kb ninifloppy 6' * 32 Mb Wincbeslei S' 

8000 SX 


6.000.0M 
6.800 000 
8 700 000 
0600.000 
11.600.000 
1.660000 
3700 000 
1 000.000 
1. 660000 
2.400.000 
2 700000 


8SX.121 Mb floppy 8' * 12 Mb W 
8SX24 1 Mb floppy O' • 24 Mb W 
0SX.34 1 Mb floppy 8' • 34 Mb W 
eSX72 1Mb floppy 8- *72 Mb W 


» 6' 


MP1SHT 612K. 80106 
MP16MT lieb. 80186 

TBU 45EOSA 80MB 'stend-aloiio' 

TBU 4660 imogniQ 60MB poi 84011840 

IO RES6ARCH - (G.B.) 

ADS. Mi tri 

Va G. AmeSai 31 ■ BBU3 Usai 

PUTTO - Scheda gesliona coleie poi SiiinsfVicloi - 16 colon - T66 ‘ 576 pisef 


ùmkii InlomilKS - Va Ganai. B 2BI4S Miìnii 
Sislona floppy 3030 
Salone p dachi 3030 
Salone nultiolenti 

JOYTECH (Taiwan) 

Ikclnm Bitiees ut 

Kie UbMi CuniHlm 43 ■ 00173 Boa 


13.600.000 

16400.000 

10.060.000 

16.040 000 
17.670.(100 
21 . 200.000 
30.000.000 

14610000 

10.620000 

22940.000 

26.040.000 

12.630000 

16.240.000 
20600000 
26.360000 

13.670.000 

17.380.000 

21.800.000 
27.600 000 

4.660 000 

6410.000 

6.240.000 


2200000 
3.2M.OOD 
3 700 000 


da 4 630.001 
de 8.690000 
da 13222000 


hippy, scheda giabca RGO. 


M243 ce 


u) IO M 


en ditto 20 M 
Plollei 8 cidon PI 200 
co egginnliyo 19 M o M243 
co aggiuniivo 20 M o 243 
Tiiminaia inielligonlo RT 20 pei M 243 
M 343 1264 t. ndeo cehii. giafice 2 llpppv>1.2 Mb) 

M 60 MARK 41 

M 66 MARK 41fcel0f 


d. PC(2 - a 
d PC/XT - 


le PC/1 con 
le PC'1 co 


I lOS M 


ne 260K |0K RAM. oiokigio. inlerìactia sonale c paiiHsial 
Scheda nidlduitneie 3R4K (cene scheda 2S6K. con 126X RAM) 

Linu Lifliiia A Apple conpafibdi |DDS o PRODOS) 

Mod LP4B/T1 - 40K RAM 

Mod LP/64TI 64K RAM 

Mod P2-64/TI - 64K RAM. 6602^280 

Mod. P2-64/TS - cono P2-e4/TI con lasbeia separala 

Mod E64/TI 64K RAM. 80 ndenne. PRODOS 

Med. E64/TS enne 664/T1 con lastara sepoiale 

Sislani 

Sunti t - Lithios P4B/FI « 1 dina ■ nondoi Phdips PCT 1204 

Sianor 2 - come Slanoi 1 con Udini P2-E4/TI 

Sunai 3 - Idhias P2-64T1 « I dnve < nonilov - stanpanlo LO 120 cps 


2703.000 
3000000 
4 600000 
280000 
362000 

640.000 

680000 

6901190 

690000 

7SO.ODO 

060000 




CMUtbn f«i arm ndw unioli 
kM. MflUSt > IBM PC 

Med. MOUSE - PAINT pv IBM PC (n(t. utk») 

MULTITECH (Formosa) 

OigUth/I 

V.VtlL2S- 4161! Btfitìt ■ Aim (K) 


BS.3 Inlerficcii RS232 
FOI 3 lintrltCM pM 2 Ditk Dmt 
FOOD Oappa Dot Orna pu MPF-IN 
PC S22 MPF PC/S22 - 2S6K RAM • 2 FDO < 3B0 
PC S22 MPF PC/U2 - 640K RAM • 2 FDO > 300 
PCS2XT MPF PC-52/XT 2B6K RAM 360K ' 10MB 
niSSXT MPF PC-SS/XT B40K RAM 3B0K - IDMt 
-ETI MPF PC-ET 1 msiona tpeeiite dal PCSS2 an Moimor Atiitsm Rial. 
IS'«ngtilu 1024>7BB piul 
MER'PCI Schedi tipH»M di I2B (3S4K) > PC 
MFB-PC2 Schida nllHOTlim 128 |3B4K| > PC 
ACA-PC Schedi cet 2 RS232 > PC 
MDA.PC Schria Memmuliu • PC « CENTRONICS 
CGA-PCI Scindi grilìufcaliHg < IBM-PC ile. 

IV Moiller 12' Filler Verdi MUlTnCCH Alla Rii. - Aiti Rifl.. Biiciilanii 
lA MiniiH 12' Feilen AbMi MUITTTECH Alt Rii. - Arni RiA. BeicManie 
MOM'PC Mmitoi tr MULTITECH MonocienaDa a linga Pimtlenti. Baia- 
lame < PC 

CVM PC Mmnsi ir MULTITECH. celon > PC 
MHM 10 MoMei 10' MULTITECH SpeciiL 1024>75B di riulniimi. Inferi 
PI 08 (era) 

HMGA-PC Scheda Graia ad Ahi ritelioioM(1024>76B| MirrocroBilica alene 
12 DKV 1 Menasf ir Fnlr>ri Verdi DK AR. 

12 DKA 1 MeoilBr ir Feiferi Anbri OR AR. 

FDD4 Fteppf Dnk-Orie S.L FDIOO MULTITECH 

FOGO Fleppr Oitk-Orna S.l. DK 

10-34 Siiteen Xebec 10Mb per MPF-III/IV 

10-34H Sinea Xebec H 10Mb per MPF-lllilV 

10-3400 SifliM Xebec OWl 10Mb per MPF-III/IV 

30-34 SittiM Xebec 30Mb per MPF-IIIIIV 

30-34T Sinm Xebec 30Mb « uetnel de OGMb di bacb-qi per MPF-IIIIIV 

10-PC Sóleaii Xebec 10Mb per MPFIIBM-PC 

IO-POI SUleu Xebec H 10Mb per MPFilBM-PC 

10-340 Sifliu Xebec OWL lOMb per MPF/IBM PC 

30-PC Simeau Xebec 30Mb per MPFfIBM-PC 

30-Pa SistsM Xebec 30Mb « tsminel de B6 Mb di baet-ep per MPFH6M-PC 

MAK 2 Tiitiici MULTITECH > APPLE me. 

MAK-PC Tuberi MULTITECH < IBM-PC eie. 


M«ebM FB2 A 00 cM. 120 CPS 
Mrciabria 04 132 cel 200 CPS Perriela 
MicraltBi1S2B0eti1SI} CPS ParMMi 
Mrcrebei 84 132 Cai 200 CPS Senili 


870.000 

2190.000 
1.220.DW 

2.390.000 


Microliee102 BO Gel 180 CPS Seriali 
Micrelina 193 132 Cai. 160 CPS PirMWa 
Mtcreliae 193 132 tal. 160 CPS Seriali 
OKI 2300 132 uL 300 CPS 
OKI 24)0 132 al 300 CPS NLQ 
OKI MATE20 - 89 col. 80 CPS - alari 


M10 -24K RAM 

PLIO rucroplenif par MIO 

MC10 laDitic cen|dar per MIO 

EipamieM OK per MIO 

M24 billecpi 20BK RAM - lida no 

M2I biUrwrt 20BK RAM - Videe m 


Med. ESW 102 RO Slaiip i nargherita 17 api bid. biHir 4K 
Med. ESW 103 KSR Stanpanla e urgharita 17 tpi M biKar 4K ' lanieri 
Med. ESW 3000 RO Sletrqnme a aurghirila 30 epa bid Birllir 4K 
Med ESW 3000 K - Siievieie a marghetiii-anaBo da 43 cn 
30 C.P4. ili periBma pradispecia per eu di laniera 



11 porle 
11 pone 
11 poni 
I. Il pone 

CS012D/012Kf21MBf0 pene. Temnali Onri. UNIX III 
C0012DI012K/40MB/S porta. Tetintala Ootl UNIX III 
C0012V1/012KI21MB/0 pone. Taneinale Otiyi. UNIX III 
C0Q12V1/012Kf40MBf0 porta. Tamettala Onyx. UNIX III 
CO0l2V1|1024Kf4OMB/11 pane. TetaBOli Onyi. UNIX III 
Espaesiotie 0)2K|S porta 


Oibortte 1 (ponalRa 64K RAM. taniera. lidio 0'. 2 rruniHo^y 200K. Hiliflica. 

CPiM. WerdStet. MBatic. CBictc. SoparCale} 

Scaeo Pec (ogride 80 cetoeris) 

Dsborne Encnitie Iportatii 12BK RAM. tasbcti ntee 7'. 2 unifloppir 200A 2 
RS232. IEEE 4B8-CentrerHa CPfM piai WardStar. MBnic. CBeiic. 
SoparCale. Peratial Piati) 

Dsbemi Enate 128-01 loltn penatila. 120K RAM. LCD. tainilloppy 360K. 

imertaca. ilieeitlaliire. MS-DOS) 

DtbeiM Eoare 126-02 |ce« 120-01. 2 t«iiillapp« 360K) 

Oibome Eoate 206-02 |cea 120-02 206K RAM) 

Dibeme Eeare 206-02-MA (ceree 206-02. adattalore CRT enerta) 

Dtbom Eoure 012-02 |coan 206-02. 0I2K RAM) 

Dsbome Errare O12-02-I4A (coree 012-02. adaitiiote CRT onera) 

Modale aggiuntila 128K RAM (pei 126-01 e 120 02) 

Adatiaioie per CRT aneti» 

Dibome Viien (paniiBa. 64K RAM. lidn T. 2 niHlloppy 400A iniaileece. 
CPfM. WordSlii. MBitic. SuparCali Oiboard. Media Manar. Deudabon. 
TunKeyl 


1.300.000 
17MI.0D0 
1 820.0INI 

5.350.000 
0.700.000 

790.000 


1 . 000.000 

374.000 

703.000 

160.000 
0.226.000 
4 774.000 


2 . 200.000 

2.000.01» 

2.700.000 


13.126.000 

17.300.000 

14900.000 
19.000.000 

16.360.000 

19.360.000 

20.900.000 

23.900.000 
2900D 000 

19.900.000 

23900.000 

20.900.000 
26 600.000 
29.90Q.UO 
6.5UI.0II0 


3100.0D0 

4000.000 
4.400.DDO 

4.700.000 

4.996.000 

6200.000 
5.496.000 

600.000 

650.000 


640.000 



La Jiiiova Slampaiile 
IVolVssionale IBM 4201 è. stala 
sliidlala |)ro[)rio per il IVrsonal 
(lompuler IBM: è così pìccola da 
stare su (jualsiasi scrivania e da 
andar bene per qualun(jue tasca, e ti 
consentirà di sfruttare al massimo le 
«grandi potenzialità della parola 
scritta. 

K infatti una stampante versatile, 
ad alta velocità e dalle caratteristiche 
tecniche nìolto avanzate. Kcco cosa 
può fare: 

Funzioni differenziate: è in 
"rado di stampare note e rapporti 
per segretarie, memo per dirigenti. 


schemi per il direttore delle vendile, 
reliizioni di lavoro per tecnici e 
scienziati. K se vuoi usare le sue 
funzioni grafiche, riprodurrà 
pt‘rfetlament(* i tuoi disegni. 

Velocità differenziata: la nuova 
Stampante Professionale IBM può 
facilmente caml)iare velo(“ilà 
secondo le tue esigenze. 40 caratteri 
al secondo (cps) per documenti di 
alla (jualilà, 100 caratteri per lesti e 
200 p<*r normali lavori di stampa. 

Stiimpa differenziata: tre ‘"modi 
lesto” che producono f ino a 18 
comhiniizioni di stili di stampa. 

Puoi scegliere fra un ampia gamma 


g 


Da oggi c’è una nuova 
stampante per il tuo 
Personal Computer IBM. 



2 

i 

I 

5 

l 

I 

! 


(li caralteri e di simboli, che li 
permellono di lavorare in molle 
delle lingue europee, ulili/zando 
anche particolari simboli tecnici. 
i^Kii perfino creare un alfabeto fatto 
da le, con lutti i simboli che li 
seivono per il tuo lavoro. 

Alimentazione differenziata 
per la carta; la Stampante 
Professionale utilizza sia moduli 
continui che fogli singoli. 

Ma, diversamente da altre stampanti, 
non devi cambiare il cassetto per la 
carta tutte le volte che cambi 
formato. 

Infatti, c’è una 
fessura nella 


parte anlc'riore, attraverso la (piab' 
|)UOÌ inlroduiT(‘ carta da lettere e 
buste, p(‘r avere stampe immediate*. 

E infine il prezzo. 

Il costo di acquisto e di esercizio di 
questa stampante IBM è 
proporzionale alle sue dimensioni: 
mollo ridotto. 

Se vuoi avere più informazioni, vai 
dal Concessionario IBM Personal 
Computer (gli indirizzi sono sulle 
Pagine Gialle), K un vero esperto. 

IVr < 'itìsulrn/ii CI ai'i|uÌMÌ. 

[meli aiii-hf riMilcjiTli al Ni-;:ii/i<i 
IliM Onlromilanaci al luci 
Kapiirc-M'iìlaulc- ll$\l. 



IBM 




OXY Iti Ptonw 1 ptni 
OXY BOO nwM 8 pem 
QXY B80 Ptomr 8 ptoat coai 
DXY 980-Pliint(8K>M A3 h 


SCALA (Taiwan) 

mimmi sn 

Vè UhUo CimtiàK 4S ■ IÙI73 Bt 


880.DN 

1.S00800 

2 . 200.000 


16000T SUSY5 XT COMPATIBILE 

1S016T SUSYÌ COH 16D00T ■icaaBdiimOiSOOKeid.lipeitaln 
1601 rr SUSY5 caw 16DOOT M CM i HtppT Al 360K I n WiNtaitir di 1 DMB 
16263 Grtfica e«lan RGB o ittiii B/N VidntgaiiatilD 
16268 sdiadi cohn con poni pttiloia. 

16266 R6232 1 porti ttriile. 

16256 R6232. 2 podi nràll. 

16257 kMi conltilo Boppi'di6‘1f4iBeflflippy di3* 1/2 (RneiAannàl 
16268 tdiodi gufici Bonocroaulici IfO HniMoi nn. II. con podi pinliii 

16259 ickida tono anocrowMi. 

16260 schidi nlltfinroni da 2S6K iin. 1 podi patiOoli, 2 lariilL oroiogn. 
Zm RAM. 

or. 384K. 1 pirriaRi. ma nrialt. orologio • 


16262 sc6ada Nei-Worli par Honaniro ^ CPU in di laro. 

16268 ichida Baracoa Modo* 300 Band COH Y21 

16265 uhoda AO/DA. 12 bri A/0 > 16 canali. 0/A > I canati. 

16266 tdndl A/0 D/A S 1/0 • bit A/D • 8 canali D/A < 2 anali. 

16267 Kboda Hdta SUSY5 PC IBM awpaiibilo. upandibili a 256K nn raro 
RAM. 8 Siali. 

16268 nhada ndn SUSY5 XT IBM ciapalAile. icpaoìbda a 256K an loro 
RAM 8 Sloll. 

16269 adamiari tiaapama un Gom I/O 

16270 uhada ROM c» toccali 

16272 Kbada ROM ape protetpi can 6 toccali nob. 

16273 ichida prololipi 34 cu 11 ai. 

16274 prograiMiioia di EPRDM. 2716. 32 64. 12B acc. 12BK di ballai. 
16271T ubadi iwHifanrioni da S12K. gau I/O 

16276 PG Bui Edandar 16 bit 

16277 PG Boi con 1 2 alai e con i coruatloii A aliwiiliiiona. 

1627B nbada di aipanaone da 5I2K un im RAM 

16279 Add'OO pad par Khada Hlliluntiani tipo 16260 

16280 achada di upantioni da 256K un tato RAM 
16250 laiiiaii 

16250X tattara 

16296 abwnuien da 135 Walt un Fan 

4026 | 0 |«id nn iduiaiia amonniro o floitng. Appli 2E/IBM coopaiibio 

FP40260 un laoco alloca a grosa inpugniluia. 

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I6264T aMdaa ba> 1200 band latadialing-HtMnng 

1048A SUSY 2 48K CPU 6501. aaniucala/uianido. pad lunaorka 

1048FK SUSY 2 48K con tuli hrnnoni e pad nariaiiea 

1084A SUSY 2 68K un pad namann a lidi luiuioni. llin. da 5 A 

EP064 SUSY 2E litliafi eiacula, lasii luntiana |A|qdo 2E U.SjI. conpatibiia) 

EC164 SUSY 2E bpo daidaid lApplo 2E U SA napiubde) 

FX2001 SUSY 2E grana colari & nona. (Appio 2E USA coaiiiatMe) 
2048FK ichadi audra SUSY 2 48K n laceob 
2064A ichida raadra SUSY 2 64K lu taccali 

6001 Disk drin card 
60010 0/Sidi ni drin card 

6002 EPSON rnlKtaccn parallela canta un 

6003 langiiaga card 

6004 lalagar end 

6005 2-60 CP/M card 
6606 80>24 

60D6S 80>24 
6007 flS 232 card 
16K RAM oipaabon 
Apple paralW card tipo Caniraniu 


in 32K RAM e miarlaccia Canironici 


1.612.500 

2360.400 

5820.800 

316.300 

447.100 

193.900 

195.500 

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79400 

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09.300 
202.0110 


6016 6522 Gonirolic card aia 

0018 Intarficey IE489 card 

6020 Spaach & Spadif « driebena 5 pollici 

6022 128K RAM Mari urd 

6023 6908 urd 

6025 Mede arXHi 0.9 5P W/S 
6027 WId card dòn par iblacu piagranM 
6032 Pai ord W/Madalalar 

6035 AD/DA Card 8 bà riiaL 50 auac laiipa/cai».. D-I5a. I aal » 
6039 EPROM Wrilir 2716/32/64 

6101 13/16 Saclar «ai urd 

6102 RVB Card I CiUa 

6103 Nka Piint urd 

6104 AccaRaratar card 

6105 Saper grap/ik card a 64X RAM 

6106 RS232 C Card 
4001 Kapbrd per 1048 
4001A Kipbrd. par 1049A 
4001 FX Karbrd. par 1064 
4002T Switc. pmn anpplp 5A 

4003 Ciu par 1048 
4003A Case per 1064 

4004 RF Maddaiar 
4009 JartUck 

4009T Oesk lap jetraKi 


4009QJa(stick aula quii lira 
40O9V Jarabci iMai 
4010 Taach TiWa 
4014 FAN 

4014P Cnafaig fan W/Cible 
401Sljglti pan H. Raa W/S 
4016 Graphic tibia 

4021 Enaedenl Pati 

4022 Madu gilaHi COH 
4024 4 parte aaiendar 
4490Ke«brd. Mutlilich SUSY 2 
4491Kipbid. MuHilech SUSY 5 5 
TP201 Taach Pad 

TP301 Taach Pad S Jarstici - 2 à 1 
5001 Disi Drin sha 5* 1/4 35 iracu 
Nata: tt ’ in 2000 ± SS 

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7iMr Sft 

Vm Mtàaim da/ Hiftsi, 127 - BBISS Amh 
S larapantr 

92901 - Mcd. Don ad aghi 80 Cai. graliu. pardlela. Cantianics 90 epa 

82903 Mad. 0200 ad aghi NEO 80 Cai. graliu. patalila. Canlianiu - Serrale 
RS232 160 epa 

82904 - Mad. 0300 ad aghi NLO 132 Col gniiu. parallela. Cenitoniu a Sanale 
RS232 160 epa 

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Sane 6600 per ndiiuiaius - 128 Kb - 2 posti lavoio 1 floppy 6U Kb - 1 Hard disi 2 
Esp dieenona 128 Kb 
Pena i6 Ianni siwdeeieiitare 


68.400 
191.001 
95.701 

308.900 

339.900 
127J0O 

98.700 
99.7IX) 

355.500 

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56.6IKI 
55.600 

175Ì0O 

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220.700 
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1100 ODO 
1 700.000 
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3500000 


19.800 000 
2 623 000 



2900 DUO 
1.9S0.0D0 



SVI 005 

174.000 

SVI Boe 

268.000 

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248.000 

Menitgi colon 14' (40 ceienu) 

896.000 

MS 1O00 

760.000 

se 1200 

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607.000 

SG10 -l28cps2Kba1lei -B0C<l NIQ 

898.000 

SG18 'l20cpil6K ballai 136 Cai NIQ 

1 384.000 

SD 10 160 epa 2K beHer ^ 60 Cai NIQ 

1.298 000 

SD 18- 160 epa 16K biiNei- 136 Col. NIQ 

1.698,000 

SU 10 - 200 epa 2K bellai 80 Col NLO 

1 790.000 

SH 15 - 200 epa 16K buKer - 136 Gel. NID 

2.190.000 

Pnenvpe lOaiay Weal) 18 epa 

1.366.400 

STX-BO 00 col 60 epa 

544.000 

TANOV RADIO SNACK (U.S.A.) 


mms P.atS.a¥ sondi. S - W2S Mdm 


SeCBS Pji! Prm Missie. 3S 33100 Oditi 


mseiOi - Vith Clan Pina iS. BBI44 Pimi 


supesmwc ■ m Mm/i 22S - 20m MiUte 


H S.S - Ifn Cenni U - SStBB Metsm 


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Med 100 24 K 

1.690.000 

Med. 100 BK con Mediai 

1.528000 

Med 100 24KconMedein 

1.070.000 

Drive par Med. 100 cm «lirlectia videe 

1.075.000 

8K RAM par Med. 100 

180.0N 

Ainaaiilaloia per Med. 100 

21.800 

Raciisiraieii CCR 01 

114.000 

Nmi Coler 16K Basic 

360000 

Coler I6K Eaiandad Basic 

440.000 

Cdoi 32K Eilandad Basic 

650.000 

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111.000 

32K RAM Cdoi 

244.000 

Jey Stick 

37.000 

Oliva 0 Nata CMei 

998.000 

Orna 1 Nn Caler 

670.000 

Med 4 16K 

1. 870.000 

Mod 4 64K 1 Dnva 

2.900.000 

Mod 4 126K 2 Orine con CP/M Plus 

3.500.000 

Med. 4 64 K 2 drivi pertitie 

3.680.000 

Mod 4 High lasdvtien 

680000 

Hard Disk 5MB Med 3774 Prìniry 

8.424.000 

Hard Disk 8MB Med. 3774 Sateod. 

4.407 000 

Taadr 1000 - 128 K RAM 360 K driva cenpilibils IBM 

4.000000 

Tandv 2000 128K RAM 2MB Ceiap IBM 

5400.000 

Tandy 2000 386Kb • N D 1DMB 

11.480.000 

Menocrema per TANDY 2000 

460.000 

Coloi mnnnoi per TANDY 2000 

1.822.000 

Eap. a 16 bn per MOD. 2 

3308.000 

Med. 12 BOK 1 Drive 

6.650.000 

Med 12 BOK 2 Oliva 

8350000 

Orna 3 Sia Bay 

2.967.000 

Onva 3 e 4 Sia Bay 

4.699.000 

Med. I6B 2^KHD. 15 Mb cen Xaiui 

15.990.000 

Sacendity H O. 18 Mb 

5.170.000 

126K RAM CHIP Med 16 

1.101.000 

126K RAM Board Mod 16 

1.862.000 

Sebeda giilica 

1.134.000 

Orrva 3 Sin Bay 

2.907.000 

Drive 3 a 4 Sin Bay 

4.899.000 

OT-I Tarninel 

1.704.000 

SNA773270 

1 400 000 


riienrie niM Md. VI 4100 

TsnBMle «dw ned 4290 BASE 

leniiiiile ndn atod. VI 4200 S E«Iki«u II/ADM34/VmpoiWDlOQ 
Itrainale video md. VT 4200 B Eniaiioni TVI 912B/TVI 920/TVI 925 
TemiMle video mod VT 4200 C Enutanonl AttSI 3.03/VT52ÌVTI32 IIKE 
Teininali video nod VT 4200 D Enolenoni ADM 3A77Vmi|»inlfN21 S00JVT52 


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Sioinpanle TEICDM CPA BOP - 130 col - 130 c/ml (I/F peialleio) 
Staopania TEICDM CPA 003 00 col - 130 c/tet |I/F uiialo) 

Slaiapanta TEICOM CPB OOP 80 col 130 CPS - mi parallele per IBM PO 

lalerlKCB per adaneoemo siaiqiann JUKI MITSUI-CPOO 

TC IFAPP01 Isierleccia adapiei pei Apple II Ile e uapeiiWi 

TC IFAPP12 liKertaccia giaiiea per Ap^ Il Ila e coapaliMi 

TC IFCCO01 Boiler OKI) eilemo CTX - CTX 

TC IFHP IO hiarìiKli lEEEdBO (KP-IB) • CTX 

TC IFSC001 Intarlicela sanale esiarna RS232C 20nA - CTX {8Db| 


iB CTX per Cenndero. 84 e VIC 20 
:ia CTX pei SPECT 187T48 


81813 - PeisoMi Ccmpoiei T3Q0 Svsiem 1 
01 901 Peitonal Coiniiiiai T300 Tastiere * CPU 192 Kb - Umib 2 EOO 
840 Kb<2t (Meri. 

01811 - Heid Disk 10 MB slim line 
01808 Video voide 12' 040-800 bou - 00 chrs<28 linea 
01808 Video colon M4' 840-800 boia - 80 tìiis<28 buie - 8 celan 
BI803 M 
81815 
81818 - DaielTiM ded 

81507 Adaltatoia gntieo - 1 - 640-500 pei nonociea Ischadal 
01504 Adaltsloio gnbeo - 2 ■ 0 ctlori in Add. Adan. Sul 1 
91816 - Adanaioie Pelona pei Video Coleri ir* 2 - 266 Colorì 
61847 Slanpanle 60 col. 125 epa - gialice 
01890 Siampanio 132 col 128 cps • gralica 
02410 Sisl Op. CP/M - 86 C/CBASIC - 86 
82414 Sisi Op MS 00$ 20 CET-BASIC 16 
81 234 Peiseiial Cinapelei porlslio T1 1 00 - videe cnsialli ligaidi - 286 
Kb RAM - 1E0D 3.8' 720 KB 
81238 FD8 addinenale eslome da 3* K ■ 720 KB 


1.100 000 
UOOOOO 
1.300 000 
1 200000 
1 200.000 
1 240.000 


280.000 
380 000 
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790.000 

990.000 

990.000 

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1 153.000 
1 820.000 

174.800 


768.000 

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280.000 
ISO 000 

480.000 
300 000 

108.000 
198000 
120 000 


TOBIA (Italia) 

hd S.CLOA ■ V.k Clan Pma. 45 ■ 00144 Semi 


100C1 TOBIA PC Cenp. IBM 286 Kb - 2 drive da 360 K cad 

3.800000 

100X1 T08IA XT Cenp. IBM 512 Kb - 1 drive 10 Mb W. 

8.800.000 

100C2 TOBIA PC Celeri 258 Kb - 2 lleppy - 360K cad 

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TOSHIBA (Giappotia) 

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3200000 

3.850.000 

3.450.000 
450000 

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050000 

070.000 

1.150.000 
1.B8Q.OOO 

865.000 




NBZ so - Ln cM NuocsaprlH Sfi. 
NBZ 80-S SeO-CsflUind Nimc. Syl. 
NBZ 80-Hl «qh-leni Ninoc. Syi. 

UX S-1 Ctnpultf 
UX M-XD Coapgtu 
UX 8-4 Goniiiilit 


AIM SS 1 K Ru 
XIM 54 4 X R» 
Aicuton f»i AIM 65 


Slmpinta 

AiswMu 4 K 

BucBK 

Fwtii B X 

PI SS B X 

Piteli 2D X Rm 

CiHlnnva * AhRitiDton 


305.0110 

789.000 
1.005.000 

95.000 

173.000 

173.000 

224.000 

260.000 
543.000 


CALCOLATRICI PROGRAMMABILI 
E POCKET COMPUTER 


PROGRAMMAOIlt 

FX 100 P 66.700 
FX 3600 P 88.900 
FX 401») P 146.700 
FX 190 01.400 
FX 770 P 233.300 
POOKiT COMPUTtHS 

PS 110 116.000 
PS 200 146100 
PS 410 168.500 
FX75077P 200.800 
PS700 303.700 
AaESSORI 

OR 1 lltpieMM pv PO 110) 47.700 
FA 3 InlKfieca PO 110/200/410} 66.800 
FP 12 (SHpaiiU pw PO 110/200/410) 153.500 
FA 10 fMirlKeii * ptoim pw PSTDOj 510.000 
CM 1 IrafisInlHi pu PS 700) 174.800 
OR 4 (ttpiMioN pii PS 700 4K) 95.900 
FA 4 (Mlifl. Crnlnwci pw PB700) 142.600 
FA 20 (irniil. Sliop. pii P6750/P) 206.000 
RC 2 (RAM CARD per P841Q/FX750/P 2X| 66.600 
RC 4 (RAM (31R0 per P041 Q/FX760/P4K) 1 08.000 


PC 1350 46 

PC 1251 25 

PC 1280 29 

PC 1245 16 

PC 1401 23 

PC 1281 42 

CE 126 (Uniti con inciocaiMne i timpinii pii PC- 1261 ) 34 

PC 1500 /A 42 

CE 160 tliBpania 46 

CE 151 (upinn>M 4 KpiiPC 1 » 0 ) 13 

CE 162 10 

CE 155 (upaoMni BK pir PC 1 «HI) 26 

CE 156 (imeriicdi wiMi RS 232 i paraHila pu PC 15001 39 

TANDY RADIO SNACK 

mPASS - Pju Sii ¥. BOmle. S - 20123 ■ SICOO - P.m P. Mim 30 - 33100 Uiin 

mSHBA - m C Pinti 45, S1I44 Bau - SmOlOaillC - Ohau 220 - 20120 AFitow 
H.S.S Và Cenuii II - OOIW «mim - O.S.S l/ii Cmm 11 - OOm Missili 


410.000 

437.000 

126.000 

242.000 

436.000 

166.000 

95.000 
173.0HI 

35.000 
65000 

235.000 

244.000 


Piitlu per PC2 
4X RAM PM PC2 
8K RAM pii PC2 
PdiU RS 232 C pu PC2 
PC4 

Intiileccii leg. pii PC4 
Piimei per PC4 
1XRAMPC4 
ViligiBi pK PC2 


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dedicata ai microcomputer del nuovo standard MSX 
e ai prodotti software e hardware ad esso compatibili. 
La rassegna si rivolge in particolare agli hobbisti 
informatici e agli operatori commerciali del settore 
consumer-elettronico. Saranno presentati i prodotti 
di tutte ie marche MSX attualmente distribuite 


in Italia. Dell'ormai noto standard MSX si sono occupati 
i principati periodici specializzati; in particolare 
il mensile EG Computer dedica allo standard una 
rubrica fissa che accoglie, tra l'altro, notizie sull'attività 
del CLUB MSX ITALIA composto da oltre 1000 soci. 

EG Computerà promotore della mostra MSX ITALIA 
organizzata in collaborazione con l'Ente Fiera Vicenza. 


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sono a pag. 225. 

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il grande standard 
scelto da Toshiba. 


TOSHIBA HA SCELTO MSX 

Toshi&a ha creduto firt dall inizio neH’enorme 
poiertziale dello standard MSX. La creazione 
di urKi standard rappresenta un modo nuovo 
di intendere la filosofia degli Home Computer. 
Lo standard MSX rende infatti compatibili tra 
di loro lutti I computer progettati secondo le 
carattenstiche dello standard MSX consen- 
tendo COSI a computer, software e peritenche 
di marche diverse, ma sempre appartenenti 
alla grande famiglia MSX. di lavorare insieme 
senza alcun adattatore. 

Il basic MSX è il linguaggio di programmazio- 
ne comune a tutti i computer MSX; i program- 


mi scritti oggi e In .futuro per gli elaboratori 
MSX saranno cosi necessariamente compati- 
bili con i computer di oggi e di domani ed 
altrettanto sarà per le unita periferiche. 

MSX significa in definitiva che 40 Case di 
hardware americane europee e giapponesi - 
TOSHIBA in testa - e tutte le principali 
software house - metteranno a disposizione 
software perfettamente compatibile, creando 
cosi in breve tempo la più gigantesca bibliote- 
ca di software mai realizzala prima d'ora e 
che non diventerà mai obsoleta. 

COSA TI OFFRE TOSHIBA HX-10 
Hardware completo ed economico 

Il Toshiba HX-10 è caratterizzato da elevata 
velocità (il microprocessore Z-80A funziona a 


3,6 MHz), da ampia memoria (64 K di RAM 
con notevoli possibilità di espansione). La 
tastiera molto funzionale presenta 73 tasti con 
ben 4 simboli grafici per ogni tasto alfanumeri- 
co. SuH'unità è inoltre già presente la intertac- 
cia parallela per stampante/plotter - e questa 
è una grossa economia di partenza - nonché 
le uscite in radiofrequenza e PAL videocom- 
posito e AUDIO per collegarsi a TV e monitor. 
Due porte per espansioni o per memorie 
supplementari lasciano un ampio margine per 
il potenziamento. L'uscita per il registratore e 
Oue prese per Joystick completano l'hardwa- 
re di base. 


SOFTWARE DA GRANDE PERSONAL 

Il sistema operativo MSX consente di far girare sul Toshiba HX-10 
quattro grandi programmi Toshiba: T-PLAN, un polente tabellone 
elettronico in grado di efietluare m un lampo i calcoli più utili e più 
lunghi, quelli delle pianificazioni commerciali e linanziarie dove la 
variazione di un dato obbliga spesso a ncalcolare un grande numero 
di valori. 

T-GRAPH. che permette di tracciare diagrammi e grafici di tutti i tipi 
in modo semplice e veloce e di stamparli quindi per mezzo del 
plotter T-PAINTER. per disegnare qualsiasi soggetto con l'aiuto del 
joystick, godendo di molti "attrezzi " come il compasso e ii pennello. 
BANK STREET-WRITER, un versatile elaboratore di lesti che vi 
permette di scrivere, correggere, impaginare, tagliare, allun- 
gare qualsiasi lesto ottenendo rapidamente la stampa su 
carta. Olire a questi sono già disponibili più di 40 
programmi: oltre alte applicazioni scientifiche, matema- 
tiche. finanziane e tecniche, il discorso software 
investe anche i giochi. I giochi che offre HX-10 sono 
impegnativi perchè la CPU è veloce e sono affasci- /- 



nanii grazie alla splendida grafica multiscenario a 3 dimensioni 
caratteristica dell MSX. A proposito di grafica lo HX-10 Toshiba ha 
una grafica a 16 colon con una risoluzione di 256 X 192 punii e 
consente di realizzare sino a 256 sprile diversi. Le capacità del 
sistema operativo MSX c^nno inoltre la possibilità di creare senza 
difficolta animazioni e giochi direttamente in BASIC 

MANUALE DI ISTRUZIONI DEL COMPUTER E 
MANUALE DEL BASIC MSX ENTRAMBI IN ITALIANO 

HX-10 . è lo strumento ideale per imparare a progranffllle in BASIC. 
Il manuale del BASIC MSX In italiano fornito a corredo del computer 
Toshiba - HX-10. vi condurrà attraverso facili 
^ esempi e chiare descrizioni all apprendimento di 
4W1* questa nuova lingua universale. 

La costruzione cosi di disegni e di brani musicali o 
di suoni vi consentirà di realizzare i primi giochi 
dettati dalla vostra fantasia. Problemi scientilici o 
3 J i tecnici ,o gestionali saranno facilmente risolti con 

/ HX-10 e il suo manuale BASIC. 





MELCHIONI 



il futuro ci appartiene 



consolle per videogames. 



Registratore a cassette TOSHIBA KT-P22 

Tutti i comandi, incluso il 
conlaglri, sono situati 
sulla parte superiore. 

^ _ (inwrpora un sistema 

~"~- T sensore di rumore che 

- ■■ É ferma automaticamente 
la registrazione In 
assenza di segnate in 

Alimentazione a batterie 
0 per mezzo di un 
alimentatore esterno. 


Questo plotter a costo 
contenuto può essere 

utilizzalo sia per eseguire stampantina, disponend' 


Toshiba MX-10 può essere collegato anche a un semplice televisore. 






stampante a matrice di punti 
TOSHiBA HX-P550 

Testina ad alta 
resistenza, raggiunge una 
velocitaci tOScps.nala 
possibilità di emulare le 
132 colonne e accetta sia 
il foglio singolo sia la 
carta a modulo continuo. 
La HX-P550 è inoltre 
Hr compatibile con attre 

unità di standard diverso 
Wff dall'MSX, ma dotate di 

V intertacciastandard 

r Centronics. 


Unità a dischi 
TOSHiBA HX-S1 01 

L'unità a dischi da 3,5 
potlici e 320 Kbyte 
conferisce a questo 
computer grandi doti 
professionali. 


Con Toshiba HX-10 potrai sfruttare subito tutta la potenza dell'MSX,